Breathe

By tasky222

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Ciò che è mio mi appartiene e non sono disposto a condividerlo con nessuno. Non sono disposto a condividerti... More

Chapter 1
Chapter 3
Chapter 4
Chapter 5
Chapter 6
Chapter 7
Chapter 8
Chapter 9
Nota dell'autore
Chapter 10
Chapter 11
Chapter 12
Chapter 13
Chapter 14
Chapter 15
Chapter 16
Chapter 17
Chapter 18
Chapter 19
Chapter 20
Chapter 21
Chapter 22
Chapter 23
Chapter 24
Chapter 25
Chapter 26
Chapter 27
Chapter 28
Nota d'autore
Chapter 29
Chapter 30
Chapter 31
Chapter 32
Nota d'autore
Chapter 33
Chapter 34
Chapter 35
Chapter 36
Chapter 37
Chapter 38
Chapter 39
Chapter 40
Chapter 41
Chapter 42
Chapter 43
Chapter 44
Chapter 45
Nota d'aurore
Chapter 46
Chapter 47
Chapter 48
Chapter 49
Chapter 50
Chapter 51
Chapter 52
Chapter 53
Chapter 54
Nota d'autore
Chapter 55
Chapter 56
Chapter 57
Chapter 58
Chapter 59
Nota d'autore
Chapter 60
Chapter 61
Chapter 62
Nota d'autore
Chapter 63
Chapter 64
Chapter 65
Nota d'autore
Chapter 66
Chapter 67
Chapter 68
Chapter 69
Chapter 70
Chapter 71
Chapter 72
Chapter 73
Chapter 74
Chapter 75
Chapter 76
Chapter 77
Nota d'autore
Chapter 78
Chapter 79
Chapter 80
Nota d'autore
Chapter 81
Chapter 82
Chapter 83
Chapter 84
Chapter 85
Nota d'autore
Epilogo
Nota d'autore

Chapter 2

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By tasky222

La camera era abbastanza grande: i due letti erano appoggiati a pareti opposte divisi da un armadio scuro e ciascuno aveva il proprio comodino con tanto di lampada e libri per le lezioni. Una porta conduceva ad un bagno azzurro molto più grande e spazioso rispetto a quello che avevamo in Scozia e Annie correva da una parte all'altra della stanza urlando per la contentezza, aprendo cassetti e guardando la doccia. Io mi diressi verso la porta-finestra che si apriva su un grazioso balcone abbastanza grande da contenere due sedie a sdraio e che si affacciava sul giardino nel retro dell'edificio.

-O mio Dio Jess! Non ho mai visto nulla del genere!- disse An raggiungendomi.

-Già.- le risposi guardando gli alti alberi che ci circondavano. Presi un respiro e rientrai in camera seguita dalla mia migliore amica che quasi saltellava.

-Non vedo l'ora di andare a lezione domani! Di fare nuove amicizie, conoscere ragazzi, feste in piscina, sbronze fino a star male...!- elencò lei girando su sé stessa.

-Mm-mm- annuii.

-Che letto vuoi?-

Lei si fermò un attimo e scrutò la mia faccia inespressiva.

-Oh andiamo Jessica. Ci divertiremo!- disse esultando.

-Ma certo- le risposi poco convinta. Lei mise il broncio incrociando le braccia al petto e io risi per la sua faccia.

-Forza decidi o scelgo io il letto per prima- la presi in giro.

-Quello- indicò il letto alla parete vicino alla porta.

-Perfetto- dissi buttando la valigia sull'altro e cominciando a svuotarla.

***

Mi svegliai alle 7. Un'ora prima delle lezioni. Mi alzai e feci una doccia nel nuovo bagno lavandomi con cura i capelli. An entrò mentre mi stavo asciugando stropicciandosi gli occhi con aria stanca. I suoi capelli rossi erano raccolti in una coda sfatta dopo la notte e gli occhi verdi avevano ancora qualche sfumatura di sonno che fu eliminata con un battito di ciglia.

-Buongiorno- disse sbadigliando e alzando le braccia per stirarsi.

-'Giorno!- le risposi sorridendo prima di uscire dal bagno per cambiarmi. Sentii l'acqua scorrere mentre aprivo l'armadio per tirare fuori dei jeans, una maglia rovinata e una felpa larga e nera. Mi infilai il tutto e pettinai i capelli in una coda alta. Annie intanto era uscita dal bagno e stava indossando dei jeans neri con sopra una maglia e un cardigan attillati.

-Dovresti smetterla di indossare quei felponi da maschio Jess e cominciare a mettere in mostra il tuo bel fisico!-

Sbuffai alla sua critica e mi guardai allo specchio dopo aver allacciato le converse nere. Due occhi marroni mi fissavano mentre cercavo di domare alcune ciocche castane sfuggite all' elastico. Diedi un'ultima occhiata al mio outfit prima di mettere libri, cellulare e chiavi nella borsa.

-Andiamo?- chiesi ad An. Lei annuì e mi seguì fuori dalla porta. Il suo rossetto rosa risaltava il volto mentre io mi limitavo a matita e mascara neri sul mio.

Incontrammo Mike in fondo alle scale come deciso e con lui ci dirigemmo verso gli armadietti. Il mio e quello di An erano attaccati mentre quello di Mike era un paio più avanti.

-Allora com'è la camera?- ci chiese dopo aver riposto alcuni libri.

-Bellissima!- esclamò Annie battendo come al solito le mani.

-La tua?- gli chiesi senza fare commenti.

-Abitabile direi.- disse alzando le spalle.

-Problemi con il coinquilino?- rise la mia migliore amica.

-Mi sa che Ian... ecco.. mm- rispose Mike grattandosi la nuca a disagio.

-Hai paura di vedere più ragazze entrare e uscire dalla tua stanza che dal corridoio femminile- conclusi io per lui. An sbarrò gli occhi e quando Mike annuì scoppiammo a ridere. Il fatto che il suo coinquilino fosse un "play boy" per dirla gentilmente lo si capiva dal modo in cui si muoveva: altezzoso, voce roca, sguardo malizioso e nessun imbarazzo o limitazione nel guardare  i corpi femminili. Un tipo da una botta e via insomma. Non capivo proprio come le ragazze potessero essere attratte da uno così.

Come se avesse sentito il suo nome il protagonista dei miei pensieri si materializzò al fianco di Michael.

-Buongiorno signorine. Dormito bene?- disse con un gigno guardandoci. Il suo sguardo si posò poco su di me, apprezzando maggiormente la scollatura della maglietta della mia migliore amica.

-Oh sì la camera è fantastica e i letti comodissimi vero Jess?- rispose lei dandomi una gomitata.

Anuii indifferente alla sua domanda.

-Beh spero di poterli provare un giorno- rispose lui ammiccando.

Alzai gli occhi al cielo sbuffando a quel commento perverso mentre An diventava paonazza abbandonandosi a una risatina imbarazzata.

-Alla prima ora ho letteratura nell'aula 3. Mi accompagni Mike?- dissi cambiando argomento. Il suo sguardo era fisso su An che si faceva aria con una mano cercando di tornare al suo colore di pelle naturale.  Stupido amore. Ti fa diventare rincoglionito.

Quando l'attenzione del mio amico si posò su di me alzai un sopracciglio e gli feci segno di andare con la testa avvicinandomi a lui.

-Anche io ho letteratura alla prima ora. Ci andremo insieme.- disse la voce alle mie spalle.

Mi girai per guardare Ian in faccia.

-No grazie. Posso farcela da sola.- gli risposi anche se la sua non era una domanda ma un'affermazione. Chiusi con forza l'armadietto e salutai An con una mano. Poi mi  avvicinai a Mike e mi alzai in punta di piedi per raggiungere la sua guancia. Gli dissi di accompagnare An alla sua classe e gli diedi un bacio sulla guancia per nascondere le parole. Tornai alla mia altezza e gli feci l'occhiolino che lui ricambiò capendo. Dopodiché lo superai a testa alta sapendo che Annie si sarebbe incazzata e magari si sarebbero dichiarati una buona volta.

La mia felicità non durò a lungo perché svoltato l'angolo non avevo la più pallida idea di dove fosse la classe e continuai a percorrere il corridoio in cerca di una piantina della scuola. Avevo fatto sì e no un metro e mezzo quando una mano afferrò il mio polso tirandomi indietro. Andai letteralmente a sbattere  contro un petto muscoloso e alzai lo sguardo  scioccata e infastidita verso due occhi marroni che mi fissavano.

-Mi dispiace informarti che stai andando dalla parte sbagliata bambolina- mi disse con voce roca.

Essendo la mia testa alla base del suo collo, il naso mi si riempì di un inebriante profumo maschile.

Mi ci volle poco più di un secondo per riprendermi e allontanarlo da me con una spinta.

-Ancora tu?!- Praticamente gli urlai in faccia. Lui rise prima di avvinarsi e mettere le grandi mani sui miei fianchi.

-Non toccarmi- gli intimai scansandole riluttante. Il suo tocco aveva uno strano effetto. Così sensuale ma allo stesso tempo così possessivo. Faceva venire i brividi.

-Calmati piccola voglio solo aiutarti.- disse sorridendo.

I miei occhi lo incenerirono e il mio tono fu tagliente.

-Piccola lo dici a quella troia che ti scoperai stanotte.-

Ian aggrottò un poco le sopracciglia prima che le sue labbra si aprissero in un sorriso provocatorio.

-Sei testarda Jessica Packwood.- con un movimento veloce del corpo mi ritrovai di nuovo stretta tra le sue braccia e con la sua bocca a pochi centimetri dal mio orecchio.

-Non sai quanto mi eccitino le sfide-

Sbuffai di nuovo sulla sua spalla e lo spinsi via per la seconda volta.

-Buon per te, adesso però voglio andare in classe.- risposi acida al ghigno soddisfatto sulle sue labbra.

Quando entrammo nella grande classe tutte le teste femminili mi squadrarono e non perché fossi la nuova arrivata. Il mio accompagnatore andò verso le ultime file e fui costretta a seguirlo visto che le prime erano tutte occupate. Presi posto nella fila centrale di fianco a una ragazza bionda che mi rivolse un sorriso mentre Ian si sedette alla mia sinistra nella fila a fianco.

Fortunatamente non ci furono presentazioni e mi limitati a seguire dieci minuti di lezione prima che la ragazza al mio fianco parlasse.

-Ciao. Tu devi essere la nuova arrivata- quanto odiavo quel soprannome. Annuii appena guardandola.

-Io sono Samantha ma gli amici mi chiamano Sam- disse porgendomi la mano che strinsi poco dopo.

-Jessica ma puoi chiamarmi Jess- le sorrisi. Sembrava simpatica, un carattere esuberante ma nei limiti, saremmo diventate amiche.

-Beh Jess allora da dove vieni?-

-Dalla Scozia, Glasgow.-

-Bella città! ci sono stata una volta.-

Le sorrisi e la vidi guardare alle mie spalle.

-Conosci già Ian?- chiese riportando l'attenzione su di me.

-Oh.. emm.. non di persona. È il compagno di stanza del mio migliore amico- spiegai.

-Ah ok perché ti sta fissando- rise. Mi girai per guardarlo e come risposta lui mi fece un' occhiolino. Roteai gli occhi e mi rigirai verso Sam che si teneva il labbro inferiore tra i denti sorridendo.

-Mi sa che tu sia nei pasticci Jess- cantilenò.

-perché?- le chiesi indifferente.

-Ian ti vuole. Si vede lontano un miglio!- rise di nuovo appoggiando la testa alla mano.

Alzai le spalle.

-A me lui non interessa-

-Non hai capito Jess- la guardai con attenzione.

-Quando Ian vuole qualcosa, la ottiene sempre-

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