Albachiara

By RobertaPolly

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Marcie Fitzgerald è una studentessa di Stanford con un carattere solare e allo stesso tempo frizzante... inso... More

PROLOGO
CAPITOLO 2
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
CAPITOLO 5
CAPITOLO 6
CAPITOLO 7
CAPITOLO 8
CAPITOLO 9
CAPITOLO 10
CAPITOLO 11
CAPITOLO 12
CAST
CAPITOLO 13
CAPITOLO 14
CAPITOLO 15
CAPITOLO 16
CAPITOLO 17
CAPITOLO 18
CAPITOLO 19
CAPITOLO 20
CAPITOLO 21
CAPITOLO 22
CAPITOLO 23
CAPITOLO 24
CAPITOLO 25
CAPITOLO 26
CAPITOLO 27
CAPITOLO 28
CAPITOLO 29
CAPITOLO 30
CAPITOLO 31
CAPITOLO 32
CAPITOLO 33
CAPITOLO 34
BOOKTRAILER

CAPITOLO 1

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By RobertaPolly

- Come fai ad essere così tranquilla! Io potrei farmela sotto per la paura a momenti...

- Dici sempre così e poi alla fine riesci a fare un punteggio più alto del mio.

- Non dire stupidaggini! Sei tra gli studenti con la media più alta.


Io e Lily siamo fuori l'aula in mezzo a decine di ragazzi che, come noi, aspettano di essere chiamati per iniziare l'esame per la chiusura di questo trimestre. Purtroppo entreremo in ordine alfabetico e ciò vuol dire sederci lontane. Alcuni sembrano rilassati sul serio, io invece ho passato la notte insonne per ripassare tutto il programma.

- Fitzgerald.

- Si eccomi!

- Spacca tutto Fitz! Ci vedremo fuori una volta finito.


Varco la soglia dell'aula e nel frattempo mi sento assalire dall'ansia.

Prendo posto dove indicato da uno dei tutor e proprio accanto a me trovo un ragazzo già seduto, ricordo di averlo notato fuori e lui era proprio uno di quelli talmente rilassati che avrei potuto pensare tutto... tranne che dovesse sostenere un esame così difficile.

Mi guarda con un sorriso così sereno che quasi riesce a trasmettermi la sua quiete.

- Piacere io sono Sean.

- Ciao io sono Marcie... ma gli amici mi chiamano Fitz!


La commissione entra mentre i tutor iniziano a distribuire le copie del test. Scende il silenzio in aula, mentre io mi volto cercando un incoraggiamento da Lily che intanto prende posto in fondo visto che lei sarebbe stata tra gli ultimi dell'alfabeto.

Ho il foglio sul banco in attesa che ci diano il via per iniziare, sospiro sperando che così facendo mi liberi la mente e intanto sento bisbigliare dal mio vicino di banco un "in bocca al lupo", ricambiandolo gentilmente.

Sessanta minuti per cento domande. Consegno il compito col volto sconvolto, sono sicura di averne sbagliate diverse. Mentre leggevo, ogni tanto, con la coda dell'occhio notavo il ragazzo accanto a me che, sempre con lo stesso sorriso, spuntava le sue risposte quasi senza pensarci.

Esco dall'aula dove trovo già ad aspettarmi Lily che a quanto pare sembra soddisfatta del lavoro.

- Sai già quando usciranno i risultati?

- Ho sentito dire ad alcuni ragazzi che tra una settimana esatta saranno esposti in bacheca.


Lily alza gli occhi al cielo come per dire "perfetto sette giorni di ulcera". Ormai la conosco dopo tanti anni e so perfettamente che fa così solo per scaricarsi dall'ansia, in realtà ha studiato proprio quanto me, se non di più.

Spero almeno di rientrare tra i primi venti, almeno potrò partecipare al seminario che si svolgerà a Maggio quì in città.

Il professor Costantine è stato chiaro... solo i più meritevoli, cioè i primi venti, avranno la fortuna di parteciparvi, proprio il nostro dipartimento è stato scelto per ospitare il confronto tra i grandi direttori dei più grandi musei del mondo.

Sarebbe magnifico essere lì presente... magari con Lily.

- Hey mi stai a sentire Fitz!

- Si, scusa mi ero distratta... dicevi?

- Che farai questa sera?


Sollevo le spalle, quasi un pò rassegnata, perché non farò niente di diverso dal solito.

- Oh insomma Fitz! Quando ti deciderai a mollarlo!

- Non è così facile Lily...

- ... Si si, lo so... i vostri genitori qua e i vostri genitori là! Ma quando penserai a te?


Mi sento dire le stesse cose ultimamente, so che mi vuole bene, ma è più forte di me... non ci riesco e poi in fondo dopo tutto questo tempo c'è ancora del bene tra di noi.

- Che poi è così viscido! Come farai mai solo a baciarlo? 


Un brivido la oltrepassa facendomi ridere per l'espressione che fa.

Torno col volto rivolto in aria a godere ancora un pò del calore del sole, prima di rientrare in aula per altre tre ore di lezione.

Anche oggi è finita e prima di tornarmene a casa accompagno Lily alla fermata visto che non ha voluto prendere casa nei dintorni, vive poco fuori città e viaggia tutti i giorni con i mezzi, a parte quando la convinco a restare da me per evitarle di viaggiare. 

Non appena la vedo salire sul pullman sono pronta a ripartire con la mia macchina, ma il telefono richiama la mia attenzione suonando. Vedo il suo nome sul display e per istinto alzo gli occhi al cielo.

- Hey Piccola! Hai finito?

- Ciao Jordan... si ho appena lasciato Lily e stavo per tornare a casa.

- Bene allora ti passo a prendere questa sera come d'accordo.


Chiude la chiamata senza aspettare la mia risposta, mandandomi come sempre in bestia!

- ... Ciao anche a te!


Jordan e io stiamo insieme fin da quando andavamo a scuola, ma posso giurare di non ricordarlo così fastidioso per com'è diventato negli ultimi tempi. A scuola mi riempiva di attenzioni e non lasciava mai nulla al caso... adesso invece... beh adesso siamo cresciuti, io vado al college, lui invece ha preferito lavorare nella piccola azienda del padre, convinto che l'università sia solo per coloro che non vogliono restare in città... io ho lottato per convincere i miei a intraprendere questi studi e nonostante abbia una borsa di studio parziale, so i sacrifici che fanno i miei genitori per permettermi di frequentare i corsi.

Arrivata nel vialetto di casa mi accorgo che finalmente è stata venduta la casa accanto, visto che noto operai che scaricano scatoloni da trasloco.

Apro la porta di casa lasciando cadere a terra la borsa, sono davvero sfinita oggi.

- Sono a casa!

- Oh Tesoro eccoti quì finalmente! Allora? Com'è andata?

- I risultati non li sapremo prima di una settimana...

- Sono sicura che avrai fatto un ottimo risultato, come sempre!

- Già! Hai visto? Hanno comprato la casa accanto finalmente!

- Ecco volevo parlarti proprio di questo, vieni...


A quanto pare i nuovi vicini sono vecchi amici dei miei che dopo tanti anni sono voluti tornare nel loro vecchio quartiere. Mia madre mi ha raccontato che quando ero piccola giocavo spesso con il loro figlio più grande che è solo qualche anno più grande di me... anche se ero comunque troppo piccola per ricordare. Proprio questa sera, senza perdere tempo... ha ben pensato di invitarli a cena con a seguito anche i tre figli.

- Te l'ho detto Jordan non ne sapevo nulla di questa cena, i miei ci tengono alla mia presenza, scusami ma non potremo vederci questa sera.

- Come vuoi... vorrà dire che uscirò con gli altri!


Come al solito nemmeno insiste  a convincermi a stare con lui, sta fin troppo bene senza di me e questo pensiero che lui mi riconferma ogni volta mi fa restare un pò così... resta fisso come un tarlo il modo in cui mi ha liquidata con così tanta facilità, lasciandomi stranita ancora dopo quella telefonata.

- Tesoro! Scendi sono arrivati!


Scendo subito non appena sento la voce di mia madre chiamarmi per ritrovarmi davanti la porta un uomo alto con il volto da bonaccione accompagnato dalla moglie sorridente e i loro tre figli.

- Tesoro loro sono i Moore, i nostri vecchi amici nonché nuovi vicini di casa.


A pelle non mi hanno fatto molta simpatia, ma metto da parte questa sensazione per far prevalere la mia buona educazione. Mio padre sembra davvero felice di aver ritrovato il suo vecchio amico, si capisce dal fatto che una volta finito di cenare hanno iniziato a ricordare i vecchi tempi in cui giocavano da piccoli per strada.

Questa serata sembra davvero interminabile e io mi sto annoiando da morire, vorrei tanto essere già chiusa nella mia stanza a fare ben altro.

Andrew, il più grande, mi si avvicina per provare a fare amicizia e anche se mi era sembrato un pò altezzoso, man mano che mi parlava mi ha fatto cambiare idea... un pò mi è dispiaciuto per lui mentre mi raccontava le peripezie della sua vita, stava con una ragazza  da diversi anni e recentemente si sono lasciati perché ha scoperto che lo tradiva con un suo amico. Con questa scusa i suoi genitori lo hanno convinto che cambiare quartiere  gli avrebbe fatto cambiare aria da quei ricordi, dopotutto in questo quartiere i suoi genitori ci erano cresciuti.

Tutto sommato l'ho giudicato troppo presto, sembrava un ragazzo ok!

Finalmente a mezzanotte passata decidono di andare via e nel salutarmi Andrew mi chiede se mi sarebbe andata qualche volta di uscire insieme, ma ovviamente ho preferito far finta di non sentire mentre lo salutavo... non sarà certo un momento d'oro con Jordan ma non mi andrebbe nemmeno di mancargli di rispetto.


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Ciao a tutti! Ecco il primo capitolo di questa nuova storia, spero vi piaccia e che riesca a travolgervi. 

Ovviamente se vi fa piacere potete commentare e votare  ****


La storia è frutto della mia creatività e ogni riferimento a nomi o luoghi è puramente causale.

TUTTI I DIRITTI DI QUESTA STORIA SONO RISERVATI   © copyright all rights reserved

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