Dyslexia «zigi.

Por mttyaxvi

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[completata💔] La dislessia è un disturbo neurologico caratterizzato dalla difficoltà che hanno i soggetti co... Más

Dyslexia
Prologue
One - First
Two
Three
Four
Five
Six
Seven
Eight
Nine
Eleven - Last
ringraziamenti
Sequel?

Ten

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Por mttyaxvi

«Non è bellissima?» - chiese la signora Hadid, guardando la figlia con gli occhi lucidi.

Gigi sbatté la mano sulla fronte per la vergogna mentre Kendall sorrideva. Ebbe ragione la madre, in quanto mai nessuno a parte alle elementari aveva visto Gigi con una gonna. O con il trucco, o con un sorriso perenne sul viso pallido. Il vestitino nero e semplice, a spalle scoperte le stava benissimo.

«Quindi ha trovato lavoro?» - chiese la mora mentre l'amica tentava di infilarsi i tacchi.

«Oh sì, hanno assunto sia me che mio marito in un call center. Attenta quando chiami il numero verde. - Yolanda scoppiò a ridere divertita, ma Kendall non avendo capito fece finta di ridere un po' imbarazzata. - I tuoi invece come stanno?»

La ragazza scosse la testa un po' delusa.

«Mia madre adesso fa la donna delle pulizie in un hotel vicino il nostro quartiere mentre papà è entrato in pensione definitivamente.»

La signora sorrise accarezzando la schiena della ragazza.

«Tutto si risolve e tutto andrà per il meglio!»

La madre di Gigi iniziò a urlare felice in giro, spaventando le due ragazze. La figlia alla fine si prese le scarpe in mano e salutando lasciò la casa.

«Le metto in macchina, è meglio.»

Kendall annuì chiudendo la porta e incamminandosi verso la macchina. La gonna corta del suo vestito rosso si muoveva al vento, mostrando ancor di più le sue gambe un po' troppo magre. Rispetto all'amica, indossava un vestito in pizzo, con una scolatura e cuore e un paio di tacchi chiari.

Quella sera era la prima che vestivano in modo diverso, un po' più eleganti del solito. Tranne Selena, che quando arrivarono a prenderla davanti alla scuola portava i soliti skinny jeans neri abbinati ad una felpa grigia consumata e le scarpe da tennis blu, con i capelli in due codini intrecciati, arruffati e legati alla meglio. Entrò in macchina nascondendo le mani nella tasca centrale della felpa, con una faccia da morta. Nell'auto si creò un'aria pesante e Liam fece una faccia preoccupata nello specchietto retrovisore. Kendall si grattò dietro il collo, pensando a qualcosa da dire. Gigi non disse nulla, semplicemente si avvicinò abbracciandola e Selena sorrise.

Si resero conto di essere arrivati quando sentirono la musica provenire da una grande villa dalle finestre illuminate. Il cancello dell'abitazione era aperto e davanti quasi pieno di macchine e motorini. Liam sbuffò iniziando a cercare un posto per parcheggiare, e dopo qualche metro ci riuscì, spegnendo il motore.

Kendall inspirò l'aria fresca di quella sera, chiudendo lo sportello. L'unica che non sembrava apprezzare la situazione era Selena che guardava la casa da lontano a labbra strette e sopracciglia alzate. Avvicinandosi notarono che il giardino anteriore era pieno di studenti che parlavano tra di loro, ma in molti si fermarono quando videro i nuovi arrivati. Alcuni salutarono Liam come se fosse solo, altri guardarono la scena rimanendo in silenzio.

«Hai visto? Selena ha la faccia di presentarsi.»

Perrie tirò la tenda della propria camera sorridendo a Clare e Jade.

«Non l'avevo detto io? Chi rinuncerebbe mai a una delle mie feste?»

Entrando, Gigi si coprì le orecchie a causa della musica assordante e le luci laser che danzavano per tutto il perimetro del salotto. La maggior parte della scuola si trovava là, a ballare insieme o bere seduti sui divani. Gigi si chiese cosa ci trovassero di tante esilarante e bello in quello, o in quel tipo di feste in generale. Kendall la prese per il polso prima di perderla così come con Selena e Liam, e si mossero verso il giardino sul retro, dove la corvina si sedette per terra incurante della gonna che portava. C'era più calma e i ragazzi lì sedevano sul bordo della piscina, parlando del più e del meno. Alcuni si scambiavano baci spinti o toccatine di troppo, che a guardarli imbarazzavano Gugi. Si sentì a disagio e fuori posto essendo la sua prima festa di quel genere.

«Kendall! - A quel richiamò le due ragazze si girarono e Liam abbracciò la ragazza, iniziando a trascinarla con sé. - Non ti vedevo più. Vieni, ti devo far conoscere una persona. Gigi te la rubo per un attimo.»

La nominata si spaventò all'idea di rimanere da sola lì, ma non riuscì a dire nulla.

«Aspetta, non voglio lasciare Gigi da sola!»

Lei sospirò, abbracciandosi le ginocchia.

«Tesoro! Che ci fai ancora qui, vieni a ballare con me, su!»

Perrie provò ad afferrare la mano del fidanzato ma egli si ritirò alzandosi.

«Non mi sento molto bene... Vado a prendere una boccata d'aria.»

La ragazza sembrò innervosirsi ma sorrise, lasciando andare Zayn. Si mosse tra le persone, cercando di non urtare nessuno finché non arrivò alle porte finestre aperte e uscì nel giardino. Si guardò in giro e riconobbe qualcosa.

«Non pensavo saresti venuta.»

Gigu alzò il viso riconoscendo grazie alle luce delle lampadine il viso di Zayn. Sorrise come una bambina, alzando le spalle.

«Nemmeno io.»

Il ragazzo si guardò in giro, sedendosi accanto a lei. Ci fu qualche momento di silenzio imbarazzante dato che non sapevano di cosa parlare se non di scuola. D'altronde, si erano conosciuti per quello, si incontravano per aiutare la ragazza e l'unica cosa di cui prima di allora avevano parlato era compiti, scuola e compagni. A parte quella situazione nel bagno che per Gigi era un incontro da dimenticare; odiava mostrarsi in quello stato.

Era sicura che Zayn era diverso. La incoraggiò a non arrendersi, a scegliere un'università migliore nonostante la sua dislessia e a smetterla di piangere per quelle stupidaggini.

«Perché sei venuta?» - chiese ad un certo punto il ragazzo, continuando a guardare l'acqua cristallina della piscina muoversi.

Gigi non riuscì ad interpretare quella domanda, restando in silenzio a pensare.

«Forse per me stessa.» - rispose infine, tenendo lo sguardo fermo sul prato.

Nessuno dei due aveva il coraggio di guardarsi, impauriti da ciò che sarebbe potuto succedere. Gigi credeva che quel tipo di feste fossero emozionanti, da restarti impresse nella mente dalla prima all'ultima. E la sua prima festa sarebbe rimasta impressa nella sua memoria, ma non nel modo che lei avrebbe voluto.

«Ma quella non è Gigi?»

«Dove?» - chiese Jade, guardando i volti delle persone intorno a lei.

«A ore tre, per terra, accanto a Zayn.»

L'ultima parte sembrò un tuono prima della tempesta. Clare e Jade si guardarono, tornando dentro a cercare Perrie che ballava felice, facendosi toccare ovunque.

«Perrie!»

La capo cheerleader tirò la ragazza per il polso, allontanandola dalla pista da ballo. Fece una smorfia guardando l'amica, liberandosi dalla stretta.

«Ehi, mi stavo divertendo.»

«Anche Gigi si diverte, e guarda caso, con il tuo ragazzo.» - urlò per sovrastare la musica elettronica.

«Eh?»

Justin lesse le ultime parole con un ghignò stampato sul viso, prendendo poi la scatola su quale poggiava il giornaletto.

«Tutti sanno che non ci saremo andati. Dobbiamo solo entrare senza farci scoprire, ti coprirò io, non sono molto famosa a scuola quindi non ci saranno problemi. Arrivati sul palco dove sta il dj gli faccio stoppare la musica e tu prendi il microfono.»

Lexy, a pochi passi più avanti, portava un'altra scatola quasi più grande di lei, muovendosi velocemente verso l'entrata aperta della casa. I due ragazzi si mossero velocemente, senza farsi riconoscere grazie ai scatoloni con la marca di una famosa birra e la poco lucidità dei studenti. Lexy lasciò lo scatolone accanto alla console del dj che sembrò accorgersi solo allora degli intrusi.

«Hey ma che-»

Lexy tirò i fili collegati alla console, e la musica si bloccò immediatamente con disappunto degli invitati.

Perrie a passi veloci ma pesanti raggiunse il giardino.

«Che stai facendo dislessica del cazzo?!»

Il suo urlò spaventò Gigi che si alzò subito da terra. Zayn fece lo stesso e guardò la fidanzata con indifferenza. Perrie si irritò ulteriormente alla vista dell'indifferenza del ragazzo e alzò la mano per colpire Gigi. Pronta per ricevere il colpo, chiuse gli occhi, non potendo vedere come Zayn bloccò la mano di Perrie, sorprendendola.

«Chi ti ha dato il permesso di toccarla?» - chiese con una freddezza nella voce che Perrie non aveva mai sentito, tanto che tremò per un attimo sgranando gli occhi.

La stessa cosa che fece Gigi, notando lo sguardo tranquillo del ragazzo. Perrie sembrò risvegliarsi dallo stato di shock, sottraendosi dalla stretta del ragazzo con un ringhiò.

«Chi mi ha dato il permesso?! Per caso non ricordi di chi sei il fidanzato?»

Zayn aprì la bocca per rispondere ma qualcuno lo bloccò.

«Ascoltate tutti!»

Riconobbe la voce di Justin e alzò lo sguardo verso la casa; stessa cosa che fece Perrie. La ragazza guardò di nuovo i due con disprezzo prima di andare.

«Mi occuperò di te più tardi, stai certa.»

In casa si creò un silenzio assurdo in pochi secondi. Justin sospirò, impugnando meglio il microfono mentre il dj e gli studenti erano confusi. Lexy si abbassò, iniziando a prendere alcune copie del giornale.

«Quello che sto per dire potrebbe un po' confondere le persone, e non voglio annoiarvi raccontandovi tutto perciò ascoltate bene quello che devo dire: mi sono pentito. - Alcune persone parvero confuse, iniziando a parlare tra di loro. - Mi sento pentito e male perché trattavate di merda la persona sbagliata, che ho deciso di parlare. Questa scuola, ma soprattutto la proprietaria di questa casa, nasconde così tanti segreti che non sapevate, e che ora sia meglio sapere. E' così che ho parlato con Lexy, e ha creato un'edizione speciale del giornalino, dove raccoglie tutto. Sapevo che molti non avrebbero creduto alle mie parole, per questo abbiamo cercato prove, abbiamo intervistato quelli che hanno capito l'errore e trovate foto... determinanti. Penso sia il momento di smetterla di elogiare il diavolo e emarginare le persone buone.»

Selena sussultò, notando che il ragazzo la stesse guardando, con un mezzo sorriso dipinto sul volto. Gli invitati iniziarono a richiedere il giornaletto, mentre Perrie guardava senza parole la scena. Sentiva qualcosa smuoversi nel suo cuore e farle male perché prima il suo fidanzato, poi il suo amico, la stavano tradendo senza ripensamenti o dispiaceri. Strinse i pugni disgustata, notando gli sguardi terrorizzati di Clare e Jade. Iniziò ad avvicinarsi alle amiche mentre la gente la guardava con orrore o disprezzo. Le due castane scossero la testa con sguardo spaventato quando le persone si voltarono verso di loro. Clare deglutì e fece qualche passo indietro.

«Mi dispiace Perrie, ma io me ne vado prima che la situazione diventi insostenibile.»

Jade annuì come se quello che Clare stesse facendo fosse giusto, e insieme scapparono. Perrie inclinò la testa, sconvolta da quello che stava succedendo. Perché la situazione si stava ribaltando? Non doveva essere Gigi quella umiliata? Si fermò appena sentì i commenti delle persone.

«Non me lo aspettavo!»

«Cristo che persona orribile!»

«I diavoli travestiti, eh?»

a/n; qui inizia l'articolo del giornalino.

Abbiamo sempre pensato che fatti surreali o strani accadano solo nelle serie tv o nei film, ma se succedesse nella tua scuola, proprio sotto il tuo naso, come reagiresti? Di certo non ci rideresti come nei film. Esattamente quello che è successo a me appena Justin si presentò; ma partiamo dal principio.

Il suo racconto inizia con il primo anno delle superiori, quando Clare, Jade e Perrie iniziarono a raccontare le loro prime "bravate" al gruppo di amici. Da dove iniziamo? Dal fatto che Clare, per diventare la capo cheerleader, abbia avuto prestazioni sessuali con l'insegnante di ginnastica? Forse è per questo che la squadra non vince una gara di cheerleading da quattro anni! La capo cheerleader non sa nemmeno fare un doppio salto all'indietro e non ve lo siete mai chiesti come mai sia stata scelta? Beh, eccovi illuminati su quanto Clare ami mostrare il proprio corpo ai professori, essendo che non accettavano i suoi soldi.

( Ouch, Clare! Quello deve aver fatto male. )

Jade non è da meno, dato che per qualificarsi nella gara di matematica di due anni fa ha spinto giù dalle scale l'avversaria Kendall. A parere mio, la scuola avrebbe avuto più successo con Kendall. Ma perché la vittima non abbia denunciato questo attentato? Semplice, fin dalle elementari, Kendall e Jade sono state nella stessa classe, e qualsiasi malsana cosa sia accaduta a Jade, ha iniziato a perseguitare la compagna. Fino al giorno d'oggi rendendole la vita un inferto, minacciandola spesso sul non nominare nulla. E se ve lo state chiedendo, sì cari lettori, Jade è la stessa ragazza che aveva fondato un'associazione contro il bullismo che ha anche avuto molto successo. Quando si dice siamo ciò che fingiamo di essere, quindi dobbiamo essere attenti a ciò che fingiamo di essere.

Ma non giudicatele subito per le scelte orribili che hanno fatto, non tutte sono le loro scelte. La mente malata che ha proposto a Clare di prostituirsi dato che era disperata per il fatto che l'insegnante non accettasse i suoi soldi ( non tutti i capricci si hanno con i soldi Bloom! ), quella che ha detto a Jade di spingere Kendall dalle scale facendolo passare per una semplice svista della compagna mentre scendeva ( Jade, penso non abbia pensato al fatto che potesse essere accusata di tentano omicidio così giovane ) è la stessa che ha consigliato Clare di diffamare Selena sul giornalino.

Io, in qualità di reporter del giornale scolastico, chiedo umilmente scusa alla ragazza che è stata presa di mira dai male lingua. Perché essa non ha fatto nulla se non trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. La vera artefice di tutti i segreti più oscuri della scuola non è altro che sì, Perrie, la popolare ragazza per bene che tutti pensano.

E' stata lei ad aver sparso la voce della "malattia contagiosa" di Gigi; e gli altri, completamenti accecati dai suoi soldi e il fatto di voler essere sua amica, hanno creduto a queste voci che sono diventate null'altro che un tormento orrendo, senza cercare verità in quelle parole. Il motivo per cui Perrie torturi quella ragazza, è un ignoto anche a Justin, che però afferma di averla derisa anche lui e chiede scusa per tutto, capendo se Gigi decidesse di non accettarle e odiarlo. Ma Perrie non ha mica finito qua, la sua lista è molto - forse troppo - prolungabile! Il fatto che si sia invaghita di Zayn Malik e abbia chiesto ai suoi genitori un accordo per poterlo sposare? E questa storia apre conflitti tra aziende dei quali purtroppo non posso parlare, ma vi assicuro che Zayn non provi nulla nei suoi confronti, nemmeno simpatia!

Perrie, inoltre, ha corrotto diversi insegnanti - tranquilli, non ha fatto lo spogliarello privato come Clare. - per avere ottimi voti scolastici. Non lodatela più per i suoi A e lode, o per le simulazioni fino ad ora andate meravigliosamente, è molto inferiore rispetto a voi.

Come ultima cosa - la più importante, proprio per stravolgervi - Perrie ha avuto relazioni sessuali con tantissimi ragazzi dell'istituto, ma non a casa sua, bensì a scuola! Attenti quando entrate in classe, magari il vostro banco è stato quello fortunato. Sono riuscita anche a scoprire e far confessare alcuni, ma per la loro privacy non farò nomi. Quindi, vi ricordo una cosa: Non era stata lei quella che aveva pubblicamente ammesso l'anno scorso di essere vergine, pura e aspettare il matrimonio con il suo "adorato fidanzato" per poterlo fare? Mi dispiace Perrie, questa scottatura forse lascerà il segno.

In conclusione, grazie a un ragazzo pentito siamo riusciti ad aprire gli occhi. Lunedì a scuola verrà convocata un'assemblea speciale in cui si riuniranno i professori per parlare di ciò in quanto la preside ha letto e accettato la pubblicazione di questa edizione speciale. Di conseguenza, le lezioni saranno sospese. Invito le tre Ave Maria a correre ai ripari, sento puzza di espulsione."

Perrie si guardò in giro, notando tutti i suoi invitati intenti a leggere quei pezzi di carta. I sguardi accusatori si fermarono su di lei, i peggiori commenti contenevano il suo nome. Per una volta e la prima, Perrie era al centro delle attenzioni negative. Da un lato della sala Kendall e Liam leggevano il giornale ed il ragazzo si rese conto allora di quello che la ragazza che le piaceva aveva passato per colpa si una sua amica di cui si fidava. Conosceva i lividi, gli insulti, ma non aveva mai saputo nulla oltre a quello; perché Justin non gli aveva mai parlato di quel lato di aggressivo di Jade?

Venne distratto da una goccia sulla sua mano. La guardò, alzando poi lo sguardo verso Kendall che stava piangendo. Sorrise, avvolgendo il corpo scosso dai singhiozzi della ragazza in un abbraccio.

«Hey, è tutto finito.»

Ma tutt'e due si spaventarono appena sentirono l'urlo di Perrie. Una cerchia di studenti era intorno alla ragazza inginocchiata che piangeva, tappandosi le orecchie con le mani.

«Lasciatemi in pace! Siete stati voi a iniziare. Voi avete visto qualcosa di fantastico in me, ma cosa?! Quale parte di me sarebbe fantastica? So di essere una ragazza isterica e ipocrita che riesce a pensare solo a soluzioni così stupide. Nessuno sarai mai fiero di me!» - urlò in modo disumano, facendo venire i brividi a tutti.

Tremò, mentre il mascara e l'eyeliner le colavano lungo le guance e gli occhi azzurri brillavano, facendola sembrare un mostro quasi affascinante. Gigi tremò a quella scena, cercando di non farsi notare in quell'ammasso di persone. Ma Perrie lo fece e fermò il suo pianto disperato, guardandola con disprezzo.

«Tu... - Si alzò lentamente in piedi e le persone, terrorizzate si spostarono spingendosi a vicenda. - Non sopporto il confronto con te! Mi fai rendere conto di ancor di più di quanto io sia odiosa. Mi hai rovinato la vita da quando hai messo piede nella mia scuola.»

Provò a scagliarsi contro Gigi, ma fu bloccata nuovamente da Zayn che la prese per le spalle. Quasi tutti iniziarono a lasciare la festa, passando accanto al mobile dell'entrata a cui era poggiata Selena. Sospirò finendo di leggere l'articolo, per poi buttare il giornale per terra. Decise che fosse meglio girare i tacchi e andarsene prima che qualcos'altro potesse accadere. Kendall avrebbe accompagnato Gigi una volta che Perrie si sarebbe calmata, per quello non c'era bisogno di lei. Davanti al cancello della casa si sentì chiamare, e voltandosi notò Justin correrle incontro. Selena lo guardò con un angolo della bocca alzato, mentre le braccia incrociate al petto iniziarono a tremare per il freddo.

«Hai sbagliato.» - disse riferendosi al giornalino.

Per lei, non sarebbe mai stata quella la maniera di vendicarsi. Troppo crudele, per quanto Perrie l'avesse umiliata. Selena non si sarebbe mai abbassata al suo livello. Justin l'aveva fatto, ma con stile che elogiava e ammirava, nonostante non l'avrebbe mai ammesso per orgoglio.

Justin sorrise, avvicinandosi con le mani dietro la schiena alla ragazza.

«Ma sono più carino se a volte sbaglio, no?»

Selena rimase sorpresa.

«Ma che stai dicendo? Tu sbagli sempre, e non sei carino nel farlo.»

Il ragazzo alzò gli occhi al cielo per attirare la sua attenzione, poi la prese per le braccia e l'avvicinò a sé, posando le proprie labbra su quelle della più piccola. Selena rimasse sconvolta ancor di più, allontanandosi di un passo da lui.

«Pensi che anche questo sia uno sbaglio?»

Il biondo sorrise per il modo in cui le sue guance si tinsero.

«Sì . - rispose poco sicura. - Perché a causa di questo, come molte altre cavolate che hai fatto, verrò di nuovo presa in giro, no?»

«Non hai fiducia in me?»

Selena sospirò, vuotando il sacco.

«Ho fiducia in te scemo. Hai rinunciato alla tua popolarità per cosa? Sistemare un casino quando potevi rimanere al tuo posto come sempre. Questo mi ha fatto davvero piacere. Il fatto è che non ho fiducia in me.»

Justin inspirò a fondo, abbracciandola subito dopo. Ma quella volta Selena non si allontanò e non gli urlò contro, dato che era troppo stanca di nascondere quello che voleva essere ancora per molto.

«Quando si tratta di gente migliore di me non mi sento all'altezza. Ecco perché cercavo di allontanarti per quanto tu ti comportasi bene. Mi dispiace.»

Il più alto strinse la presa, e lei ne fu felice.

«Finalmente hai ammesso che sono migliore di te.» - le sussurrò.

La ragazza rimase zitta, sapendo che fosse un caso perso.

Perrie smise di lottare per liberarsi, cadendo a terra. Respirò a pieni polmoni, mentre Zayn lasciò un po' la presa poco convinto.

«Vedi che hai fatto?» - domandò alzando lo sguardo su Gigi.

Kendall, a passi felpati, raggiunse l'amica abbracciandola.

«Lei non ha fatto nulla. Quella che ha reso la vita un inferno agli altri sei tu.»

«Zitta!» - urlò riportando il silenzio di prima.

La casa - a parte Justin e Selena al cancello - si era svuotata, lasciandola avvolta in una tranquillità rilassante e una sporcizia difficile da pulire. Liam era a pochi passi da Zayn, che continuava a stare dietro alla sua - ex? - fidanzata. Kendall notò che Gigi tremava, avendo lo sguardo più vuoto e triste del solito.

«Ma vaffanculo. - rispose Gigi, sorprendendo la stessa Perrie oltre i presenti. - Cosa avrei fatto io per averti distrutto la vita? Non sai nulla della sofferenza che ho provato io a cause tua!»

Kendall lasciò l'amica, sbalordita delle sue parole. Gigi non aveva mai parlato così tanto in tutta la sua vita. Ogni volta si limitava a piccole frasi o accenni di quello che voleva, e in quel momento davanti a lei si stava mostrando una nuova Gigi. Come se il bruco avesse scelto di trasformarsi in farfalla, anche se Gigi già lo era, ma non se ne era mai accorta e non aveva aperto le sue ali per il primo volo.

«Mi hai derisa, hai fatto pensare a tutti, me compresa, che sia malata e da emarginare mentre tu eri lodata. Per cosa poi? Sarò io quella dislessica, ma penso di impegnarmi il triplo rispetto a te. Quello che stai provando ora non è nulla, ma sai cosa? Non ne sono felice. Non mi piace vederti soffrire così perché nonostante tu mia abbia maltrattata per così a lungo senza che io ne sappia il motivo, non ti ho mai odiata. Mai lo farò. Sarebbe inutile odiare una come te, già odi te stessa.»

Perrie rimase ferma ad assorbire quelle parole, poi sorrise.

«Stupida malata. Cosa credi? Di diventare la tragica eroina della situazione con queste parole? Non mi smuovi nemmeno un po'.»

«E nemmeno volevo. - concluse la nemica, facendo i primi passi verso di lei. - Tanto, fai pena già da sola.»

Gigi prese un lungo respiro poi lasciò la casa, non riuscendo più a respirare lì dentro. Aspettò gli altri nel giardino, strofinandosi le mani sulle braccia per riscaldarsi alla meglio. Improvvisamente sentì qualcosa dietro di sé e voltandosi notò Zayn che si tolse la giacca di stoffa per posarla sulle sue spalle. Arrossì visibilmente, non riscendo a dire una sola parola. Kendall interruppe il momento aggrappandosi al collo dell'amica.

«Le hai fatto il culo!» - urlò felice, alzando il pugno in aria.

Sorrise, complimentandosi tra sé e sé per l'affronto che aveva fatto. Dopo molto tempo Perrie era sola, senza nessuno a cui appoggiarsi o sfogarsi. Si rese conto che, per quanto la gente cercava di essergli amica, nessuno veramente restava. Nemmeno la persona che amava e per cui aveva fatto di tutto per stare insieme era con lei. Forse, era stata la prima ad andarsene. Cosa le restava, se anche prima non aveva nemmeno se stessa? Clare e Jade se ne sarebbero andate? Aveva troppi dubbi persino per poter piangere ancora. Teneva lo sguardo sul pavimento, il viso rovinato dal trucco colato e gli occhi che iniziarono a cercare i pezzi del suo cuore infranto.

«E tu cretino?»

Liam corse per raggiungere Justin e saltarli addosso da dietro, sfregando il pugno contro i capelli dell'amico che lasciò la mano di Selena per difendersi.

«Ma che hai coglione. Ti tolgo il posto da centrocampista!»

A quelle parole il ragazzo smise, mantenendo sul viso quel sorriso da ebete.

«Perché non ci avevi detto nulla? Potevo aiutarti!»

Kendall spalancò la bocca, dando uno schiaffo sul braccio del castano.

«Liam! E non mi avresti detto nulla? Anche io volevo umiliarla.»

Zayn e Gigi rimasero muti, guardando i quattro ragazzi fare battutine sulla serata mentre raggiungevano le proprie auto.

«Oh... Liam, essendo che sono venuto fin qui con il furgoncino di Lexy, mi chiedevo: mi daresti un passaggio?»

«Cosa? Ma siamo già pieni. C'è Kendall, Selena e Gigi.»

«Oh nessuno problema, accompagno io Gigi a casa.»

Tutti si voltarono verso Zayn, anche Gigi.

«Davvero?» - chiesero in coro.

Annuì, nel frattempo Kendall fece un ghignò, dando qualche gomitata all'amica.

«Tifo per voi. A domani.» - sussurrò voltandosi con fretta per raggiungere il veicolo del suo ragazzo.

«Ma io-» - non finì la frase che lo sportello si chiuse.

Rimase in silenzio, imbarazzata dalla situazione che si era creata. Zayn finse di tossire per attirare la sua attenzione. Le allungò la mano, e Gigi l'afferrò senza pensarci, iniziando a camminare lentamente verso casa sua.

«Immagino tu abiti dall'altra parte della città.»

Il ragazzo annuì, guardando le case e i giardini intorno a sé come se fosse distratto.

«Potresti perderti cercando di tornare, vuoi che ti accompagni?»

Si girò verso di lei alzando un sopracciglio, e la ragazza si rese conto della cavolata che aveva appena detto. Zayn sorrise.

«Che senso avrebbe che tu mi facessi compagnia fino a casa mia dopo che io ti ho accompagnato alla tua?»

La bionda fece una risata imbarazzata, grattandosi la guancia.

«Tu questa zona non la conosci, e nel mio quartiere ci sono un casino di case uguali, e poi... oh, siamo arrivati.»

«Eh? Siamo già arrivati a casa tua?»

Gigi annuì, notando le luci della cucina ancora accese.
«Tra casa mia e quella di Perrie c'è poca distanza. La scuola media, un parco, e qualche casa.»

Il corvino guardò l'abitazione, fissando i muri gialli, poi il giardino ben curato, ed infine la signora che uscì dalla porta d'entrata.

«Tesoro! Sei a casa.» - urlò in modo stridulo sbracciandosi per arrivare dalla figlia.

Gigi arrossì, sicura che avrebbe appena fatto una figuraccia grazie a sua madre che urlava alle due del mattino.

«Hai fatto presto! Pensavo che non ti avrei vista più stasera.»

Fece una piccola risata, poi notò Zayn. La ragazza tossì preoccupata.

«Ehm, lui mi ha accompagnata fino a casa. Si chiama Zayn.»

Il viso di sua madre, sotto la luce del lampione, sembrò stupirsi.

«Ah, grazie. - Si avvicinò a lui guardandosi intorno, poi sussurrò. - Ma è meglio non fare cose strane davanti casa nostra, sai, qui le voci corrono. Chissà cose potrebbero pensare i vicini quando vedranno che mia figlia ha un fidanzato così figo.»

I due interpellati si congelarono sul posto, con uno strambo sorriso sul viso. Gigi si riprese e iniziò a spingere sua madre verso la porta di casa.

«Forza, torniamo dentro.»

«Ma aspetta! Lo lasci andare da solo così?»

«Stia tranquilla signora, la mia macchina non è molto distante.»

Gigi si voltò sorpresa, smettendo di spingere la madre.

«Avevi la macchina?»

«Ha la macchina? - Gli occhi della madre brillarono. - Sono fiero di te, futuro suocero.»

La ragazza spalancò la bocca, riprendendo a spingere la donna.

«Davvero, andiamo dentro mamma, disturbiamo i vicini.»

«Eh, neanche lo saluti? Pretendo di rivederlo! Zayn, lunedì vieni a pranzo da noi?»

Il ragazzo annuì un po' impacciato.

«Va bene signora, ci sarò.»

«Cosa?! Piuttosto che invitare gente a mangiare, dovresti invogliarmi a studiare. E' ciò che una madre direbbe alla figlia sotto esami!»

«Sei immatura figlia mia. Non è studio solo sedersi al banco in classe! Venire a contatto con le persone e scambiarsi opinioni e pensieri, è questo lo studio vivente!»

La ragazza scosse la testa sconsolata, salutando con la mano Zayn prima di chiudere la porta.

«A lunedì suocero! - urlò Mia dalla finestra, spaventando Gigi, poi si girò verso la figlia. - Non hai mai raccontato alla mamma del tuo ragazzo. Andiamo male.»

La ragazza ringhiò frustrata, levandosi una scarpa con il tacco per lanciargliela contro.

«Eh?»

Justin si affogò con le patatine, battendosi dei pugni sul petto per riprendersi mentre Liam urlò dalla sorpresa, attirando l'attenzione di tutti i studenti in giardino.

«Liam non esagerare con lo stupore.»

Il ragazzo si coprì la bocca con una mano, guardandosi in giro. Justin respirò profondamente una volta ripresosi e guardò l'amico.

«C'è da stupirsi eccome invece! Da quando è che sei innamorato di Gigi?»

«Vi conoscete da a malapena un mese.»

Zayn prese un lungo respiro, continuando a guardare il prato verde della scuola davanti a sé, poi alzò le spalle.

«Forse dal secondo anno, o dopo. Non lo so. Vorrei dirle che mi piace.»

I due si pietrificarono di fronte a quelle parole.

«Tu?!»

Annuì alla domanda, poggiando le mani sul viso.

«Veramente? Di Gigi?»

«Vi sto dicendo di sì. Che insistenti.»

«Beh, scusaci ma non ce lo avevi mai detto prima. Mi pare ovvio di essere stupito.»

«Non l'avevo mai detto perché non mi pareva la necessità di dirlo.»

Justin e Liam si guardarono per un attimo, indecisi se fosse uno scherzo o meno.

«La tua disinvoltura mi fa imbestialire. Ho sempre pensato che odiasi Perrie e basta, non che provasi qualcosa per qualcuno.»

«Stavolta voglio essere io ad avere in mano la situazione. Non posso aspettare ancora.»

«Che vorresti dire Zayn?»

Il biondo si sedette sui gradini assieme a lui, finendo le sue patatine. Il ragazzo sembrò risvegliarsi dai suoi pensieri e sorrise subito ai due.

«Niente. Però non è strano? Inizialmente neanche io pensavo fosse vero. Ma quando ho iniziato a farle da tutor, ho capito che erano veri sentimenti.»

Liam sorrise felice per Zayn, d'altro canto Justin fece una smorfia.

«Ah... perché devi metterti con lei proprio adesso?»

«Perché Justin? Prima non ti divertivi a consigliarle le ragazze?»

«La situazione ora è diversa. Hai appena lasciato Perrie; forse per te può non significare nulla ma lei è ferita. Si sentiva ferita quando hai iniziato a farle da tutore, immagina ora che l'hai lasciata e dopo nemmeno una settimana ti metti con una delle sue rivali. E' meglio se per un po' non fai niente. Non si deve spargere in giro questa voce.»

«Assolutamente no! - gridò con una smorfia in faccia. - Perché dovrei aspettare per Perrie»

«Per favore, trattieniti almeno fino alla fine delle olimpiadi.»

«Ma sono ad aprile!»

«Fallo per me. Anche se Gigi se ne rendesse conto di ciò che provi; per favore, dai tempo a Perrie... di accettarlo.»

a/n; heyy, questo capitolo è il mio preferito e finalmente tutti riescono ad umiliare Perrie adoro. comunque scusate per gli errori e nulla spero vi piaccia.

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