La pazzia che è in me

By christiaanbruno

32 0 0

Un eterno confronto con il proprio 'io' guida il protagonista a conoscere prima se stesso, accorgendosi che s... More

02
03
04
05
06

01

15 0 0
By christiaanbruno

Credo che non ci sia niente di più gratificante di avere tutto sotto controllo, di sapere che tutto stia andando secondo i piani. Mi imprime una discreta sicurezza.
Questa sicurezza, be', l'ho ormai persa da qualche secondo.
Mi chiedo dunque, dove sono?
Conosco poco e niente di ciò che mi circonda in questo momento. Mi ritrovo in un luogo che non ricordo di aver mai visitato prima.
Mille domande percorrono la mia mente e non riesco a rispondermi.
La mia calma inizia a diminuire e il respiro diventa affannoso.
Come mi trovo qui? Ma soprattutto perché? - Sono le paranoie più frequenti.
È già passato qualche secondo, o forse anche più. Minuti, ore,...
Continuo a guardarmi intorno, la mia testa si muove troppo velocemente e perdo il controllo dei sensi. Mi gira, e sono troppo stanco per ragionare.
Di sfuggita riconosco le ombre e le luci; mi sembra di riconoscere anche qualche figura umana laggiù o forse non lo è, ma non riesco a mettere a fuoco i loro volti, che rimangono a me estranei.
Decido di alzarmi, devo capire in che posto io sia finito.
Dannato me! Dannato me che non presto mai attenzione a ciò che faccio, a dove vado e con chi.
Le luci sembrano improvvisamente calare e l'atmosfera si fa cupa. Non mi sembra che stia arrivando la sera, ma non posso confermare le mie sensazioni. In fondo non so nemmeno se ora sia mattina o pomeriggio o la sera stessa.
Devo concentrarmi, voglio farlo ma le mie condizioni non me lo permettono.
Ho bisogno di capire dove mi trovo, sono spaventato e allo stesso tempo curioso. Mi alzo, o per lo meno ci provo. Le mie gambe non reggono e sento le ginocchia scricchiolare.
Avrei dovuto ascoltare mia madre quando mi consigliava di continuare a prendere quelle medicine. Dannate anche loro, non hanno mai funzionato. "È solo una questione psicologica, queste ti aiuteranno" dicevano. Stronzate! Io sono malato, nessuno mi crede e tutti pensano che io sia sano come un pesce. Ma io, io ho bisogno di qualcosa in piú di stupide medicine!
Ho smesso di credere a ciò che dicevano i dottori o a ciò che mi prescrivevano. Mi cureró da solo, tutto ciò aveva perso credibilità nei miei confronti.
Intanto cerco qualcosa con cui aiutarmi per mettermi in piedi: una sedia, un bastone, una parete.
Sono in mezzo ad una grande e buia aula e non riesco a vedere nulla che mi possa aiutare nel raggio di due metri da me. Nulla. Non c'è che dire: il niente sta essendo una gran bella compagnia. Posso solo strisciare sì, come un verme. Se questa è la mia fine, me la sarei immaginata diversa.
Mi avvicino alla parete, la sento ruvida, sgretolata, quasi consumata del tutto. Quest'odore di cartongesso mi ricorda quello della mia camera. Non vedo l'ora di ritornarci. Chissà cosa dirà mia sorella quando mi rivedrà! Dipende da come le gira, magari sarà niente, magari sarà tutto!
Mi appoggio e cerco di capire se le mie ginocchia mi aiuteranno questa volta. Lo scricchiolio è sempre più intenso, ma riesco ad alzarmi. Sono in piedi, mi sento debole e la testa mi fa male, come se mi avessero dato una grande mazzata sul capo. Ho bisogno di sedermi, ma come potrei farlo dopo essere riuscito ad alzarmi? Appoggio la testa al muro per qualche secondo. Vedo annebbiato, come dopo aver guardato il sole e spostato lo sguardo da un'altra parte. Grosse chiazze nere offuscano la mia vista.
Sarei un fallito se non riuscissi ad andare avanti.
Un po' ciò che mi sono sempre ripetuto e che mi viene detto, quasi come un lavaggio del cervello.Già, proprio quello forse mi ci vorrebbe adesso più che mai.
È sempre stata una continua lotta fra ciò che devo fare e ciò che mi impedisce di farlo: la mia mente, maledetta anch'essa, è lo strumento di autocondanna che possiedo.
Pian piano mi sembra che la situazione stia migliorando, riesco ad essere padrone dei miei sensi e la mia vista non è più tanto offuscata come prima; qualche giramento di testa sì, ma due respiri profondi e riesco a mantenermi in piedi.
Eppure non mi servirebbe a niente controllare i miei sensi in questo momento, dato che non c'è nulla qui dentro. È solo un mucchio di...ma che dico, nulla!
Continuo la mia operazione di recognizione, devo capire dove sono ed andarmene di qui, e anche velocemente. L'attesa è snervante e l'impotenza ancor di più.
La mia curiosità viene meno man mano che vado sempre più incontro alla verità. È come nella matematica, due variabili inversamente proporzionali che si mantengono in equilibrio su una bilancia.
Mi piace la matematica, è così...logica e razionale!
Be', di che verità parlo poi... non so niente di dove mi trovo, con chi, perché e forse non so nemmeno chi sono io, chi sono stato o chi sarò e se sarò ancora qualcosa dopo di oggi.
Ciò che mi chiedo è se valga la pena scoprire la verità...o se io voglia farlo.
Mia madre mi diceva sempre di non farmi prendere dall'ansia, di stare tranquillo, perché la nostra immaginazione spesso si prende gioco di noi facendoci credere vere cose che non lo sono. Mamma, dove sei adesso? E dove sono io? E cos'è questo strano rumore? Questo stridio improvviso e insopportabile che non mi tranquillizza, da dove viene? Non riesco neanche a capire se tutto questo sia reale. Il rumore d'un tratto s'è fermato. Di nuovo tutto è silenzioso: non mi è mai piaciuto il silenzio ed in questa circostanza non posso far altro che confermare quanto detto. Dentro vi si può nascondere di tutto: parole non dette, suoni non ascoltati, sguardi..
Per qualche minuto l'aria sembra cambiata: prima era consumata, adesso sento una brezza che mi liscia la guancia destra. Mi dà tanto di salvezza. Qui dentro fa caldo, quell'aria sembra rinvigorente, come se avessero aperto una finestra. Ancora qualche minuto e potrò forse anche riuscire a stipulare un fottuto piano per andare via da qui, maledizione! Il silenzio cessa d'esistere, ancora questo rumore acuto! Adesso basta, per favore, basta!
Cerco le parole per reagire ma nulla, sono impotente. Vorrei gridare di smetterla ma le mie corde vocali hanno dimenticato come azionarsi! Aiuto!
Tutto è diventato di nuovo silenzioso e la leggera brezza è scomparsa.
Ci siamo solo io e il mio respiro affannoso e niente più. Che tristezza, non mi sono mai sentito così solo. Forse ho immaginato tutto e non c'era niente di vero o forse quella era l'unica possibilità per fuggire da qui. Ma che sarà stato? Non sono stato abbastanza attento, anche questa volta.
Dannato me, dannato me!

Continue Reading

You'll Also Like

156 18 5
Un uomo in un paio di settimane circa, passa in rassegna la sua vita, non dimenticando di tralasciare il piccolo particolare che l'ha resa impossibil...
1.2K 32 17
( la storia e ambientata quando dazai e chuuya vevavno 15 anni oviente anche tn ne ha 15)
1.2K 120 32
Abbandonare la comodità della propria dimora per conoscere il vero significato dell'esistere. Attraversare il mondo osserva...
Wattpad App - Unlock exclusive features