Revenge

By Kalindi1997

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Mia conduce una vita apparentemente normale: vive con i suoi genitori, va a scuola e si diverte con Jake, il... More

Capitolo 1 - Mia
Capitolo 2 - Mia
Capitolo 3 - Mia
Capitolo 4 - Mia
Capitolo 5 - Chris
Capitolo 6 - Chris
Capitolo 7 - Mia
Capitolo 8 - Chris
Capitolo 9 - Mia
Capitolo 10 - Mia
Capitolo 11 - Chris
Capitolo 12 - Mia
Capitolo 13 - Mia
Capitolo 14 - Mia
Capitolo 15 - Chris
Capitolo 16 - Mia
Capitolo 17 - Chris
Capitolo 18 - Mia
Capitolo 19 - Mia
Capitolo 20 - Chris
Capitolo 21 - Mia
Capitolo 22 - Mia
Capitolo 23 - Chris
Capitolo 24 - Mia
Capitolo 25 - Chris
Capitolo 26 - Mia
Capitolo 27 - Chris
Capitolo 28 - Chris
Capitolo 29 - Mia
Capitolo 30 - Mia
Capitolo 31 - Mia
Capitolo 32 - Mia
Capitolo 33 - Mia
Capitolo 35 - Mia
Capitolo 36 - Chris
Capitolo 37 - Mia
Capitolo 38 - Mia
Capitolo 39 - Mia
Capitolo 40 - Mia
Capitolo 41 - Chris
Capitolo 42 - Mia
Capitolo 43 - Mia
Capitolo 44 - Mia
Capitolo 45 - Chris
Capitolo 46 - Chris
Capitolo 47 - Mia
Capitolo 48 - Chris
Capitolo 49 - Mia
Capitolo 50 - Chris
Capitolo 51 - Mia
Capitolo 52 - Mia
Capitolo 53 - Chris

Capitolo 34 - Mia

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By Kalindi1997

Guardo l'uomo con gli occhi sbarrati. Non riesco a crederci. Sbatto le palpebre più volte nella speranza che l'immagine davanti ai miei occhi cambi. Non può essere. Non lui. Sento un dolore simile ad una pugnalata nel petto che non mi permette di respirare. Gli occhi mi bruciano e mi rendo conto che sto cercando di non piangere.

Il Consigliere si avvicina a Dimitri e gli posa una mano sulla spalla, come se volesse sostenerlo. La sua espressione è rilassata, come sempre. Sembra la stessa persona di sempre ma ai miei occhi non è più lo stesso. Ha ancora addosso la divisa del Regno, come Dimitri, e non sembra preoccupato come lo è il suo protetto.

<<Tutto ciò che vi ha raccontato Dimitri è la verità.>> rompe il silenzio con il suo solito tono calmo.

Sentirlo parlare fa aumentare il dolore che sento. Mi alzo di scatto dalla brandina su cui mi sono seduta per paura di cadere a terra. <<Che diavolo sta succedendo?>> chiedo scandendo bene le parole. <<Cos'è una specie di prova da parte di mio padre? Vuole vedere se gli sono davvero fedele o se lo tradirei?>>

Il Consigliere sospira. <<Mi dispiace ma non c'è nulla di finto.>> mi risponde.

<<Tranne voi due che siete due traditori.>> ribatto.

Lo sguardo del Consigliere si rabbuia. <<Non è la prima volta che mi date del traditore.>> mi ricorda guardandomi intensamente.

<<Perché lo siete.>> lo accuso in tono duro.

Il Consigliere si avvicina alle sbarre, non sembra aver paura di me come Dimitri. <<Prima di accusarci, pensate a ciò che vi è stato raccontato. Riflettete attentamente e ditemi se non credete che sia la verità.>> mi dice infervorato.

Riesco a vedere i suoi occhi neri che brillano e il suo sguardo determinato come non mai; vuole che io gli creda.

<<Dimitri ha ragione. Io non ho visto altro che il castello in questo Regno, non posso sapere se sia la verità o no. Devo solo basarmi su ciò che mi dite e per quanto mi riguarda potrebbero essere enormi stronzate.>> rispondo incrociando le braccia al petto.

Il Consigliere fa un piccolo sorrisino e si allontana dalle sbarre mentre io lo seguo con lo sguardo. <<Proprio per questo ho chiesto ad una mia cara amica di venire qui, oggi.>> dice facendo un cenno agli uomini alle sue spalle.

Le guardie si avvicinano scortando una donna, minuta e vecchia. Cammina piano, quasi fosse priva di forze.

<<Lei è Magdalena.>> la presenta il Consigliere.

La donna si avvicina alle sbarre e mi osserva con i suoi occhi chiari. Sembrano quasi bianchi, come se non vedesse. In realtà credo che veda perché i suoi occhi puntano direttamente nei miei. Non si inchina a me, non sembra importarle di essere al cospetto di una principessa.

<<Vorrei che vi avvicinaste qui, entrambi.>> ci invita il Consigliere rivolto a me e Chris.

Non mi sposto dal mio posto ma vedo Chris lanciarmi un'occhiata e poi camminare verso la donna.

<<Chris?>> lo richiamo. Cosa ha intenzione di fare? Non conosciamo quella donna e questi due ci hanno appena detto di far parte dei Ribelli! Non possiamo fidarci di loro.

Lui si gira a guardami, ormai vicino all'anziana. <<Mia, non abbiamo nulla da perdere. Sentiamo tutto ciò che vogliono dirci e poi valutiamo cosa fare.>> mi dice con una scrollata di spalle.

Ha ragione. Con un sospiro frustrato mi avvicino anche io alla donna. La guardo con sospetto e lei continua a fissarmi in modo un po' inquietante. Solleva lentamente le mani rugose e le avvicina alle sbarre facendole passare all'interno e avvicinandole a noi.

<<Datele la mano.>> ci dice il Consigliere. <<Vuole farvi vedere qualcosa.>>

Guardo la mano della donna. E se fosse una trappola? Esito ma vedo che Chris ha già posato la sua mano su quella della donna.

La donna si gira verso il Consigliere e scuote la testa.

Il Consigliere annuisce. <<Mi dispiace, Christopher ma Magdalena non riesce ad usare il suo potere su di te. La tua mente è chiusa anche per lei.>>

Chris annuisce e fa un passo indietro. Poi mi guarda e mi indica con gli occhi la donna. <<Avanti.>> mima con le labbra.

A quanto pare devo farlo per forza io. Sbuffo e porgo la mia mano alla donna che me la stringe delicatamente. Osservo le sue mani rugose, piene di vene evidenti e chiazze scure e mi chiedo distrattamente quanto sia vecchia.

All'improvviso tutto intorno a me sparisce e mi ritrovo in un villaggio mai visto. Sembra un sogno ma molto più reale. È una sensazione stranissima perché so che non è reale ma riesco a sentire tutto.

Sento qualcuno prendermi la mano. Abbasso lo sguardo e vedo un bambino molto piccolo che mi tira verso il basso facendomi capire di voler parlare con me. Lo assecondo. È tutto sporco e ha dei graffi sulla faccia.

<<Aiutami per favore, signora.>> mi dice il piccolo con le lacrime agli occhi ed inizia a tirarmi per la mano.

Lo seguo come un automa non sentendosela di lasciarlo solo. Camminiamo all'interno di questo villaggio mentre mi guardo intorno. Uomini e donne camminano lentamente, quasi privi di forze. Sono tutti sporchi ed indossano abiti strappati e vecchi. Tutto intorno mi sembra vecchio e trasandato.

Il bambino mi trascina fino ad una casa che sembra poco stabile e molto vecchia. Entro scostando piano con la mano la tenda di fortuna. Vengo colpita da uno strano odore che mi fa venire la nausea. Cerco di ignorarlo anche se sembra entrarmi dentro anche attraverso i pori. Non resisto e mi copro il naso e la bocca con la mano, non riuscendo a sopportare l'odore sgradevole.

Il bambino mi trascina al centro di una stanza con un piccolo letto su un lato. Lo seguo titubante e vedo una donna stesa sul letto, madida di sudore. La sua faccia è gonfia e piena di macchie rossastre.

<<Aiutala, per favore. È la mia mamma.>> mi dice il bambino lasciandomi andare la mano ed avvicinandosi alla donna.

Vorrei dirgli di scostarsi dal letto perché ho paura che possa infettarsi ma non ci riesco. Continuo a guardare la donna quasi paralizzata. Mi rendo conto che a provocare quello strano odore è lei e mi viene ancora di più la nausea.

Qualcuno entra velocemente nella stanza ma non mi giro e continuo a guardare la donna sofferente sul letto, quasi calamitata dalla sua figura. Cosa posso fare per lei? Per come è ridotta mi sembra che l'unica cura possibile sia la morte.

Il Consigliere si avvicina velocemente alla donna sul letto, scrutandola attentamente. Che ci fa qui? Non sembra toccato dalla situazione, come se ci fosse abituato. Non sembra neanche infastidito da quell'odore strano e nauseabondo come lo sono io. Scosta il vestito della donna facendo emergere altre macchie rosse e strane bolle gialle sulla sua pelle. Scuote la testa e poi si solleva dal suo capezzale. Poi sposta lo sguardo su di me. Sembra essersi accorto solo in questo momento della mia presenza.

<<Magdalena? Che ci fai qui?>> mi chiede. <<Porta via il bambino.>> mi ordina ma il suo tono non è duro.

Non controbatto. Non ho la forza in questo momento di dirgli che non sono Magdalena.

Mi avvicino al bambino e lo prendo di nuovo per mano. Questo inizia a piangere ma non si scosta da me, quasi avesse compreso la gravità della situazione nonostante la giovanissima età.

Usciamo fuori e veniamo investiti dall'aria fresca e pulita. Respiro a pieni polmoni cercando di immagazzinare più aria possibile, cercando di dimenticare quell'odore terribile.

Il bambino continua a piangere silenziosamente e mi abbasso al suo livello. Non so cosa dirgli per cui mi limito ad osservarlo e ad accarezzargli ritmicamente il braccio cercando di consolarlo.

<<La mia mamma morirà, vero?>> mi chiede tra le lacrime.

Mi si spezza il cuore. Vorrei dirgli che non sarà così ma non voglio mentirgli; la donna sembrava veramente al limite.

<<Dove si trova il tuo papà?>> gli chiedo con una voce che non mi appartiene.

<<Il mio papà non c'è più.>> risponde il bambino singhiozzando.

Il Consigliere esce dalla casa guardandomi e scuotendo la testa. Capisco che la donna non ce l'ha fatta. Mi alzo tenendo ancora per mano il bambino. Mi guardo intorno e sospiro.

<<Da adesso starai con me, piccolo. Mi prenderò io cura di te.>> dico ancora con quella strana voce.

Senza che me ne renda conto la scena cambia nuovamente. Mi guardo intorno e non riconosco il luogo in cui mi trovo. È una tenda enorme e dentro ci sono numerosi letti. Ci sono delle persone che si aggirano tra i letti piegandosi su quelli che mi sembrano malati. È un ospedale? Eppure, non sembra. Solo una volta ho visto un ospedale, tanti anni fa, quando sono andata a trovare Jake, ma non era fatto così. Ma questo non è il mondo Comune, forse qui le cose funzionano diversamente.

<<Magdalena!>>

Non so perché ma mi giro. Una giovane donna mi viene incontro correndo.

<<Magdalena! Ho bisogno di te.>> mi dice toccandomi un braccio mentre cerca di recuperare fiato.

La seguo in silenzio. Il mio passo non è veloce come quello della ragazza che ogni tanto si gira per accertarsi che sia ancora dietro di lei.

La ragazza si ferma davanti ad un letto. <<Le ferite hanno fatto infezione.>> mi dice guardandomi. Sembra stia evitando di guardare chi c'è sul letto.

Mi avvicino e abbasso lo sguardo. Non avrei voluto farlo. Un ragazzino è steso sul letto. Ha molte parti del corpo bruciate e la maggior parte di queste sono di un colore giallo scuro. Lui ha gli occhi chiusi ma è sveglio perché si lamenta e fa delle smorfie di dolore.

Distolgo lo sguardo perché non riesco a sopportarlo. <<Fai venire qui qualcuno per disinfettargli le ferite, che aspetti?>>

<<Le sue ferite le ho disinfettate personalmente ma ha bisogno di cure migliori! Dobbiamo portarlo nel mondo Comune e farlo curare in un vero ospedale.>> mi dice la ragazza con enfasi.

<<Non è così facile, lo sai. Non possiamo far apparire dal nulla una persona che non esiste.>> le rispondo con un sospiro.

<<Magdalena, per favore.>> mi dice la ragazza avvicinandosi e prendendo le mie mani tra le sue. <<Ti prego, aiutalo. Con me lo hai fatto, no? Mi hai portata nel mondo Comune per farmi curare e poi mi hai riportata qui. Nessuno ha mai saputo nulla, nel mondo Comune non esistiamo. Per favore, portalo in un ospedale. Lui può sopravvivere.>>

<<Cosa gli è successo?>> chiedo con la voce profonda della donna.

<<Si è rifiutato di entrare nell'esercito del Re. Non voleva combattere, voleva continuare ad aiutare suo padre nel suo villaggio. È stato lui a portarlo qui.>> mi spiega la ragazza con gli occhi lucidi.

Che diavolo vuol dire? Mio padre lo sa che i suoi uomini fanno questo?

<<Vedrò cosa posso fare.>> dico.

All'improvviso la scena cambia di nuovo e mi ritrovo in una stanza che conosco bene.

Mio padre è di fronte a me, seduto sul suo trono. Sembra leggermente più giovane ma il suo aspetto è lo stesso di sempre, regale e forte.

<<Magdalena. A cosa devo la tua visita?>> mi chiede senza alzarsi. Mi osserva con un'espressione apparentemente serena. <<Hai per caso cambiato idea?>>

<<No, non verrò a vivere al castello e né tantomeno vi servirò.>> rispondo sempre con quella strana voce, antica e tagliente. <<Sono qui per mostrarvi una cosa.>>

<<Va bene. Adoro vedere il tuo potere all'opera.>> risponde mio padre allungando la sua mano in avanti.

Mi avvicino e la prendo stringendogliela leggermente. Lui guarda davanti a sé con gli occhi inespressivi.

Dopo qualche minuto, lascio andare la sua mano e mi allontano facendo qualche passo indietro.

Il Re scuote la testa quasi per riprendersi e scacciare quelle immagini dalla sua mente. <<Davvero terribile.>> risponde ma la sua espressione non tradisce alcuna emozione.

<<Cosa pensate di ciò che vi ho mostrato? Queste sono le condizioni in cui vivono i cittadini del vostro Regno, cittadini che voi dovreste tutelare.>> chiedo in tono tagliente. Non mi importa di essere irrispettosa, non ho paura di lui.

L'uomo assottiglia lo sguardo e i suoi lineamenti si induriscono. <<Non posso provvedere a tutti i cittadini del mio Regno. Sono loro che devono imparare a sopravvivere.>>

<<Se non toglieste loro quel poco che hanno e li faceste curare non verserebbero in quelle misere condizioni!>> risponde lei altrettanto dura.<<Quelle persone muoiono a causa vostra.>>

Il Re si alza e si avvicina pericolosamente a me. <<Chi sei tu per venire a contestare il mio operato?>> chiede in tono leggermente adirato.

Non abbasso lo sguardo. <<Io non sono nessuno. Volevo solo farvi vedere che grande Sovrano siete.>> ribatto in tono rassegnato. <<Andate mai nei villaggi a vedere in che condizioni si trova il popolo?>>

Lui mi guarda con i suoi occhi di ghiaccio ma non risponde.

<<Smettete di torturare questa gente, non lo merita.>> gli dico cercando di farlo parlare.

<<Faccio ne più e ne meno di quello che fanno tutti gli altri sovrani.>>

<<Ne siete sicuro? Perché non in tutti i Regni la popolazione versa in queste condizioni. Dovreste viaggiare di più, ampliare i vostri orizzonti.>>

<<Viaggio molto, Magdalena. Ma questi continuano a non essere affari tuoi.>> ribatte in tono duro. <<Non ti permetto di venire qui ad insultarmi. Lo sai cosa succede di solito a chi si rivolge a me così?>> mi chiede avvicinandosi piano.

<<Nessuno si rivolge a voi così perché hanno tutti paura di voi.>> gli faccio notare.

<<Esatto. Sei davvero intelligente, Magdalena. Se non avessi già un Consigliere molto preparato al mio fianco ti proporrei di assumere questo ruolo. Hai una mente brillante, te lo dico sempre.>>

Scuoto la testa e mi giro per andare via senza neanche inchinarmi a lui.

<<Magdalena.>> mi richiama l'uomo. <<La mia offerta è ancora valida. Un talento come il tuo è sprecato lì fuori. Sei una donna molto saggia e con una vasta esperienza nell'ambito della medicina; avresti un ruolo chiave in questo castello. Smettila di cercare di fare la salvatrice del Regno e vieni a vivere qui. Finalmente vivrai nell'agio, smetterai di vivere nella miseria. Invecchierai con tutte le comodità che meriti.>> mi propone quando mi giro a guardarlo.

Il mio sguardo si indurisce. <<Non diventerò mai un vostro burattino, ve l'ho già detto molte volte. Preferisco morire nella miseria, insieme al resto della popolazione di cui non vi importa nulla.>> rispondo guardandolo con disprezzo.

<<Magdalena, mi dici perché lo hai fatto?>> mi chiede il Consigliere. Sembra preoccupato.

Mi guardo intorno. Sono in una stanza che non riconosco e sono stesa su un letto. Cerco di alzarmi ma lui mi riporta di nuovo giù.

<<Devi riposare.>> mi ordina. <<Ma cosa ti è saltato in mente? Rispondere in quel modo al Re! Avrebbe potuto farti uccidere, lo sai?>>

<<Grazie dell'aiuto.>> dico in un sussurro. Mi fa male tutto.

<<Se non ci fossi stato io non so cosa sarebbe successo.>> mi dice con un sospiro. Sembra arrabbiato ma soprattutto preoccupato.

<<Non posso più sopportare di vedere la gente morire, di vedere dei ragazzini morire sotto i miei occhi, non posso vedere famiglie distrutte da lui.>> dico per poi chiudere gli occhi.

<<Lo so. Ma andare da lui non è la soluzione giusta. Non farlo più.>> mi ordina senza troppa durezza nella voce.

<<E qual è la soluzione?>> chiedo senza guardarlo.

<<La troveremo il più presto possibile.>>

<<Chi è il ragazzo?>> chiedo.

La scena è cambiata di nuovo. Siamo in una specie di accampamento all'aperto. Io e il Consigliere siamo seduti uno di fronte all'altro davanti al fuoco che scoppietta.

<<Dimitri. È un nuovo arrivato.>> mi risponde l'uomo.

Seguo il suo sguardo e vedo Dimitri poco lontano da noi. Sta parlando con un gruppo di ragazzi. Indossa una semplice tuta e non la divisa che sono abituata a vedergli addosso e sembra un po' più giovane.

<<E' un parente del Re?>> chiedo con la mia voce profonda.

Il Consigliere si gira a guardarmi, sorpreso. <<Come lo hai capito?>> mi chiede.

<<I suoi occhi.>> rispondo semplicemente.

Il Consigliere annuisce con un sorriso. <<Sei davvero intelligente, Magdalena. L'ho sempre detto che non ti si può nascondere nulla.>> mi dice. <<Comunque è il nipote del Re; me lo ha confessato da poco. Suo padre è stato esiliato dal castello quando lui era ancora in fasce.>>

<<Potrebbe essere una trappola.>>

<<E' un bravo ragazzo. Non ha niente a che fare con il Re.>> risponde il Consigliere avvicinandosi al fuoco e ravvivandolo.

<<Perché è qui?>> chiedo tornando a guardarlo.

<<E' solo. I suoi genitori sono morti.>>

Annuisco e torno a guardarlo.

<<Vuole essere una spia.>> mi confida dopo un po' a bassa voce.

<<E' rischioso.>>

<<Ma potrebbe essere una soluzione. Con il mio supporto potremmo spodestare il Re.>>

<<Basterebbe ucciderlo, lo sai?>>

<<Magdalena, non siamo assassini. Lo cattureremo e lo rinchiuderemo e poi faremo in modo di far andare Dimitri al trono. Ma tutto deve essere fatto con il consenso del popolo.>>

<<E la Principessa? Potrebbe tornare e rivendicare il trono.>> mi sento dire.

Il Consigliere mi guarda e corruga la fronte. <<Non so che piani abbia il Re con lei. Troveremo una soluzione.>>

<<Se è come suo padre...>>

<<Non sarà come lui.>> risponde il Consigliere con enfasi. <<Metà del suo sangue è della Regina e lei non era come lui.>> continua alzandosi.

Resto il silenzio mentre il Consigliere si avvicina a me.

<<Quando sarà il momento giusto, lei saprà.>> mi dice fissandomi intensamente. <<E farà la decisione giusta.>> risponde in tono sicuro.

La scena cambia di nuovo e mi ritrovo nella cella, ancora mano nella mano con la vecchia donna. Questa mi osserva attenta, quasi a voler valutare la mia reazione.

Mi stacco velocemente da lei e faccio un passo indietro.

<<Cosa è successo? Cosa hai visto?>> mi chiede subito Chris.

L'anziana si allontana silenziosamente dalle sbarre.

<<La Principessa ha visto alcuni dei ricordi di Magdalena grazie al suo particolare potere.>> gli spiega il Consigliere al posto mio.

Io, intanto, mi osservo intorno cercando di capire se è tutto reale o meno. Mi guardo le mani e sono giovani, sono le mie.

<<Tutto ok?>> mi chiede Chris a bassa voce.

Annuisco sovrappensiero. Ripenso a quello che ho visto e mi siedo sulla brandina tenendomi la testa tra le mani. Non so cosa pensare, sono confusa.

Chris si avvicina a me sedendosi al mio fianco in silenzio.

<<È normale che tu sia confusa.>> mi dice Dimitri. <<Non hai vissuto tutto ciò. Ma io ho visto tutto quello di persona, l'ho vissuto, e posso garantirti che purtroppo è la realtà.>>

È mio padre. Ancora con gli occhi chiusi, mi sembra di rivedere i suoi occhi di ghiaccio.

<<Tuo padre è un tiranno, Mia.>> mi dice Dimitri. <<E dentro di te lo sai. Per questo devi aiutarci a fermarlo.>> mi dice quasi fosse una supplica.

Alzo la testa e lo guardo. Nonostante abbia visto quelle immagini non posso fare a meno di sentirmi usata, di nuovo.

<<Non sentirti così.>> mi risponde Dimitri, leggendomi nel pensiero. <<Non voglio costringerti a fare nulla. Vorrei che tu mi aiutassi perché lo vuoi davvero.>> mi spiega.

<<Mi hai rapita.>> ribatto. Si, questa è la mia voce. Non è un sogno o una visione.

<<Solo per poterti spiegare tutto. Non c'era altro modo, te l'ho detto.>> risponde il ragazzo con uno sguardo sincero.

Lo osservo, valutandolo. <<Anche volendo non potrei fare nulla.>>

<<Se uniamo le forze possiamo farcela. I Ribelli aumentano sempre di più, uniti dalla volontà di attuare una rivoluzione.>> si intromette il Consigliere. <<Voi avreste un ruolo centrale in tutto questo.>>

Scuoto la testa, confusa. Non so cosa fare. Mettersi contro mio padre non mi sembra una buona idea. Però, non riesco a togliermi dalla mente le immagini che mi ha mostrato la donna.

<<Cosa potrei fare? Aiutarvi a catturarlo e rinchiuderlo?>>

<<Prendere il suo posto.>> mi risponde il Consigliere.

<<Che cosa?>> chiedo quasi urlando. <<Non ho intenzione di governare.>> Non so neanche cosa dovrebbe fare un sovrano.

<<Allora, l'unica soluzione è sposarmi.>> si intromette Dimitri. <<In questo modo io diventerei Re e potremmo governare insieme, ci aiuteremmo a vicenda.>>

Chris si alza di scatto. <<Lo sapevo che avresti trovato il modo per costringerla a sposarti.>> dice con rabbia.

<<Non si tratta di questo, Christopher.>>

<<Si tratta proprio di questo, invece.>> ribatte Chris.

<<Io non voglio diventare Regina.>> mi intrometto prima che Dimitri possa ribattere. <<Ne abbiamo già parlato.>> aggiungo guardando Dimitri.

Dimitri mi guarda e scuote la testa. <<E' vero ma io spero che tu cambi idea.>>

<<Sentite.>> dico richiamando l'attenzione di tutti. <<Vi aiuterò perché penso che mio padre sia davvero fuori di testa.>>

Dimitri fa un largo sorriso e Chris corruga la fronte.

<<Ma non regnerò.>> aggiungo.

Vedo il sorriso di Dimitri spegnersi. Il Consigliere, al suo fianco, non si scompone ma mi sembra di leggere un leggero disappunto nel suo sguardo.

<<Cederò il mio trono a te, in qualche modo.>> dico a Dimitri.

<<Non puoi farlo, Mia!>> mi dice Chris con enfasi. <<Non puoi cedere il trono a lui! Potrebbe essere peggio di tuo padre o un impostore.>>

Sento Dimitri sbuffare infastidito.

<<Potrebbe essere peggio di mio padre?>> gli chiedo alzando le sopracciglia. <<E poi non ho alternative.>>

<<Potresti essere Regina e governare da sola come ha fatto tuo padre, nessuno lo vieta.>> mi dice. <<O sbaglio?>> chiede rivolto al Consigliere.

L'uomo annuisce. <<Certo.>> risponde in tono serio.

<<Non voglio regnare.>> dico scandendo bene le parole. <<Fine della discussione.>>

Chris apre la bocca per dire qualcosa ma la richiude subito vedendo la mia espressione. Ho deciso. Cederò il mio posto a Dimitri se mai riuscissimo a spodestare mio padre.

<<Non penso ci sia tutta questa fretta di decidere.>> si intromette il Consigliere. <<Per adesso, per me, è già un traguardo sapere che siete dalla nostra parte e ci aiuterete. Tutto il resto verrà da sé.>>

Mi alzo e mi avvicino alle sbarre. <<Lo faccio per quella povera gente, non per voi.>> gli dico guardandolo negli occhi. Ad ogni modo mi sento tradita da loro.

Il Consigliere sostiene il mio sguardo. <<Lo so. Voi non siete come vostro padre.>>

<<Aprite la cella.>> ordina Dimitri agli uomini.

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