<<Principessa!>> mi sento chiamare.
Tolgo il coltello dal collo di Chris e lo sento borbottare. Faccio un sorrisino compiaciuto. Sono riuscita di nuovo a vincere.
Ci stiamo allenando sotto la pioggia. Chris non era entusiasta dell'idea ma l'ho obbligato a farlo. Allenarsi sotto la pioggia è importante.
Scosto i capelli bagnati dal viso e osservo la guardia che ci viene incontro.
<<Il Re ha convocato tutti nella sala principale. È urgente.>> mi informa l'uomo.
Annuisco e, insieme a Chris, seguo la guardia che ci conduce da mio padre.
<<Farà un annuncio di un altro matrimonio?>> mi chiede Chris mentre entriamo nella sala.
Noto gli sguardi straniti dei presenti nel vederci zuppi d'acqua. Di solito la gente evita gli allenamenti sotto la pioggia anche se non capisco perché. Cos'ha la gente contro la pioggia? È così rilassante.
Ignoro gli sguardi curiosi e mi faccio strada tra la folla per sentire meglio il discorso di mio padre. Mi fermo al centro della sala e noto Zed al mio fianco.
Il ragazzo si gira verso di me e riconoscendomi mi rivolge un piccolo inchino. Sembra essere preoccupato.
<<Qualcosa non va, Zed?>> gli chiedo osservandolo.
<<Credo ci siano brutte notizie, Principessa.>> risponde il ragazzo con uno sguardo assorto. Evidentemente lui sa qualcosa, deve averlo sentito da qualcuno, forse direttamente dal Re.
<<Il Re non da mai buone notizie.>> borbotta Chris al mio fianco.
<<Bene, ora ci siamo tutti.>> sento dire prima di poter rispondere.
Guardo verso il fondo della sala e noto che mio padre mi sta osservando penetrandomi con i suoi occhi di ghiaccio. Stava aspettando me per iniziare il suo discorso? Deve essere qualcosa di importante.
Mio padre distoglie lo sguardo dal mio e osserva la folla di fronte a lui, ora in silenzio, pronta ad ascoltarlo.
Noto Dimitri e il Consigliere alle sue spalle; sembrano stranamente tranquilli. Geremia, invece, sembra arrabbiato anche se credo di non aver mai visto un'espressione diversa sul suo volto.
<<Vi starete chiedendo perché vi ho fatti convocare d'urgenza.>> inizia il Re non aspettandosi una vera risposta. <<Sarò diretto, non girerò intorno alla questione.>> continua mettendo le mani dietro la schiena.
Tutta la sala è in completo silenzio, presa dalle parole del Re. Sposto il peso da una gamba all'altra, impaziente.
<<Abbiamo appena saputo con certezza che i Ribelli attaccheranno domani.>> conclude il sovrano osservando la folla per valutarne la reazione.
Un brusio si diffonde nella stanza immediatamente.
Mi giro verso Chris e guardo il suo volto concentrato.
<<Detto questo non voglio che si creino allarmismi.>> dice mio padre alzando il tono della voce, cercando di ristabilire l'ordine.
<<Come possiamo stare tranquilli?>> interviene ad alta voce una donna in prima fila.
Lo sguardo di mio padre si indurisce. Nessuno osa interrompere un suo discorso.
Tutti i presenti si girano verso la donna, compresa me. Ha le braccia strette al petto e la schiena dritta. Su di essa ha alcune spade e nella cintura dei pantaloni numerosi coltelli.
<<Non abbiamo avuto abbastanza tempo per allenarci e organizzarci per la battaglia.>> continua la donna guardando il Re con sguardo altrettanto duro.
<<Kalindi.>> inizia lui, facendo suonare il suo nome come un rimprovero. <<Non credo questo sia un tuo problema. Sei un'ottima combattente, probabilmente una delle migliori presenti, lo sanno tutti nel Regno. Non hai sicuramente bisogno di allenamento supplementare.>> dice senza spostare i suoi occhi di ghiaccio da quelli della donna.
<<Parlo a nome di tutti, non solo per me.>> risponde la donna in tono sicuro. <<Non siamo pronti a combattere. Non abbiamo avuto modo di allenarci abbastanza tutti insieme. Una battaglia si vince collaborando, non lottando singolarmente. Ci serve una strategia, ci serve un'organizzazione precisa.>> spiega la donna sostenendo lo sguardo del Re senza timore.
<<Un giorno o due non cambierebbero la situazione. Sapevamo che sarebbe stata questione di giorni.>> risponde mio padre. <<Siete dei combattenti, vi allenate quotidianamente da quando siete nati. Inoltre, ti ricordo che qui ci sono solo i migliori.>>
Mio padre si avvicina a lei ma la donna non muove un muscolo e continua a tenere il suo sguardo battagliero puntato nei suoi occhi. Perché non ha paura di lui?
<<Non trovare scuse per non combattere, Kalindi. Sai che non possiamo fare altro se non difenderci da questo attacco.>> le dice mio padre a pochi passi da lei. <<Sei qui per combattere. È il tuo compito.>>
La donna poggia la mano sul manico di una delle sue spade alle sue spalle. Vedo le guardie fare un passo verso di lei ma mio padre le blocca con un gesto della mano. La donna abbassa la mano senza sfoderare la sua spada e si gira, dandogli le spalle.
<<Qui siamo tutti costretti a combattere per voi, ricordatevelo. Nessuno di noi combatte per propria scelta, neanche io.>> gli dice facendosi largo tra la folla. <<Ma fate attenzione, qualcuno prima o poi ruberà il posto che tanto cercate di difendere.>> aggiunge e i suoi occhi profondi si posano per un attimo su di me.
<<Kalindi! Torna subito qui.>> tuona mio padre.
Lei continua a camminare e alza la mano a mo' di saluto facendomi sorridere. Chi è questa donna?
Guardandomi intorno mi rendo conto che forse sono l'unica a sorridere. Tutti i presenti sembrano pietrificati al proprio posto. Evidentemente sono terrorizzati dalla reazione che potrebbe avere mio padre dopo un affronto del genere.
Poso lo sguardo su mio padre e vedo che stringe i pugni mentre guarda la donna lasciare la sala.
Geremia si avvicina al Re e gli sussurra qualcosa nell'orecchio ma lui lo zittisce con un gesto secco della mano.
<<Non ho altro da dirvi. Andate.>> dice mio padre in tono duro, rivolto a tutti.
La folla inizia ad uscire dalla sala ma lui si dirige verso l'esterno a passo svelto.
<<Ci vediamo dopo.>> dico rivolta a Chris.
<<Dove vai?>> mi chiede confuso.
<<Devo fare una cosa. Torno subito.>> dico cercando di non perdere di vista mio padre.
Vuole fare del male alla donna per l'affronto subito? Lo seguo cercando di non farmi scoprire ma dopo un po' lo perdo di vista.
Deve essere entrato in una stanza ma non so quale. Impreco sottovoce e continuo a camminare cercandolo. Vengo attirata da una voce appena sussurrata proveniente da vicino. Cerco di capire da dove provenga e mi avvicino il più possibile al punto da cui proviene. È indubbiamente la voce della donna di prima.
<<Quante persone moriranno stavolta a causa vostra?>> sussurra rabbiosa la donna.
Sta parlando con mio padre. Mi avvicino di più alla stanza cercando di sentire meglio. Non ci sono guardie qui, deve essere una stanza inutilizzata del castello. Ce ne sono tantissime vuote e questa deve essere una di queste.
<<Rispondete, mio Re.>> continua la donna spronandolo a parlare.
<<Il Regno ha bisogno di essere protetto.>> risponde mio padre.
<<Voi avete bisogno di essere protetto.>> ribatte la donna.
<<Lasciami andare, Kalindi. Sei fortunata che non ti abbia fatto rinchiudere nei sotterranei prima. Non osare mai più mancarmi di rispetto, per di più davanti ai miei uomini.>> le dice a voce più bassa.
<<Mi stavate cercando. Volevate uccidermi.>> gli risponde la donna.
<<Lo voglio ancora.>> ribatte mio padre.
<<Anche io.>> ribatte la donna.
Li sento parlare a bassa voce ma da qui non riesco a capire cosa dicono. Sento dei movimenti e decido di andare via per sicurezza.
Mentre mi allontano dal corridoio corrugo le sopracciglia. Chi è quella donna? Perché si rivolge in quel modo a mio padre? e soprattutto perché lui glielo permette?