Pov. Niall
Era uscita dal bagno completamente nuda con una sola tovaglia avvolta attorno al suo corpo, lei mi voleva davvero morto. La tovaglia poggiava perfettamente lungo la linea dei suoi fianchi facendo della morbide pieghe, stringeva leggermente sul seno e arrivava circa a metà coscia. Mi stava provocando, potevo benissimo intuirlo dal sorrisetto complice che appariva sulle sue labbra piene. Mi stupì con quanta innocenza si poggiò sul mio letto porgendomi la cassetta del pronto soccorso. Mi mandava letteralmente il cervello in subbuglio era come se lo prendesse tra le mani e ci giocasse a basket facendolo rimbalzare sopra il pavimento e lanciandolo in aria. Era tutto così incredibile accanto a lei, mi rendeva pazzo, matto da manicomio.
“Beh.. spero non starai tutto il giorno a fissarmi o faremo tardi!” Disse mentre era girata di schiena seduta su mio letto, e ci avrei potuto giurare, ero sicuro che in quel momento un sorriso a trentadue denti avesse riempito il suo splendido volto.
“Oh no. Cioè si.. che cazzo sto dicendo? Cosa devo fare?” Domanda più idiota della mia? Nessuno l'avrebbe mai fatta. E lei ovviamente rise riempiendo la stanza di quel dolce suono che era la sua risata un po' aspirata, lei che non rideva quasi mai ma quando lo faceva il mondo si fermava per un momento ad' ammirarla, si bloccava l'aria, ma si cominciava a respirare, avevo deciso che il suo sorriso da quel giorno sarebbe stato la mia melodia preferita.
“Forse dovresti disinfettare le mie ferite?” Mi chiese lei sarcasticamente e ovviamente, con un tono pieno di convinzione.
“Oh si. Va bene signorina, mi ricordi che dovrò farla ridere più spesso!” dissi facendola voltare di colpo con un volto stupito.
“Perchè?” disse stringendo la bocca, forse per trattenere una delle sue risate.
“Sei bellissima quando ridi!” vidi le sue guance arrossire prepotentemente e si girò di colpo come per volersi nascondere, sta volta il sorriso invase il mio viso.
“Si okay, adesso per favore potresti?” disse indicando la cassetta con un dito.
Pov. Crystall
Niall cominciò a medicare le mie ferite e ad' ogni suo tocco la mia pelle andava a fuoco, forse era colpa dell'acqua ossigenata, ma non credo che provocasse anche i brividi e le farfalle, le aquile, gli elefanti e gli elicotteri nello stomaco. Ogni volta che picchiettava il pezzetto di cotone intriso di disinfettante su una ferita gemevo e mi premevo la bocca con la mano per far in modo che quei suoni non uscissero dalla mia bocca, ma lui se ne accorgeva e sorrideva. Anche se ero seduta di schiena potevo sentire il suo sorrisetto malizioso entrarmi dentro la pelle attraversare il mio corpo e farmi venire i brividi. Stava cinque minuti a disinfettarmi una sola ferita e ne avevo molte, sapevo che lo faceva di proposito proprio per allungare il tempo o semplicemente perchè gli piaceva il modo in cui reagivo, tutta una sua mentalità malata. Decisi di farmi medicare solo le ferite più profonde che avevo sulla schiena perchè li non potevo arrivarci, poi lui andò a farsi una doccia e io cominciai a vestirmi, trovavo sempre vestiti puliti ripiegati sopra la poltroncina e non capivo il perchè, se Diamond mi odiava così tanto, perchè farmi trovare dei vestiti puliti solo per me? Presi quella roba tra le mani, era una maglietta blu molto stretta e scollata con un paio di jeans altrettanto attillati e le scarpe, delle semplici ballerine blu. Non avrei mai messo una maglietta del genere. Già da prima la mia testa era andata ad una delle felpe di Niall e soprattutto dopo aver visto quella maglietta l'idea si faceva più concreta nella mia testa. Non appena sollevai i tessuti ripiegati trovai un reggiseno nero di pizzo e delle mutandine sempre in pizzo, credo fosse un completo. Non potei fare a meno di arrossire notando il tessuto troppo volgare e rivelatore per i miei gusti ma non potevo di certo indossare l'intimo di Niall, quindi feci più in fretta possibile e infilai i vestiti, e un secondo prima che Niall uscisse dal bagno riuscii ad' infilare una delle sue gigantesche felpe, senza cappuccio, blu.
“Perchè la mia felpa? Anche se ormai i miei vestiti sono tuoi!” disse lui uscendo dal bagno già pronto e vestito, passandosi una mano tra i capelli ancora umidi.
“Guarda!” dissi mostrandogli la maglia che mi aveva dato Diamond. Lui sorrise sonoramente prima di sedersi sul letto per mettersi le sue Air bianche appoggiate al pavimento.
“Beh, io credo ti sarebbe stata bene”
“Stai scherzando spero!? Io sto andando a scuola!”
“Okay, hai ragione!” disse per poi abbassarsi a prendere lo zaino. “Quando la smetti di fissarmi ce ne andiamo.” Abbassai la testa, ormai era un'abitudine, presi lo zaino e ce ne andammo.
Arrivati a scuola trovammo Diamond intenta a trattenere un gruppo di ragazzi che fumavano, andammo avanti fingendo di non riconoscerla e fin qui tutto okay. Niall mi lasciò per un attimo sola perchè Liam da lontano lo chiamò in palestra.. Cominciai ad' incamminarmi verso il mio armadietto per prendere i libri, e notai Katrine seduta sul pavimento con un libro tra le mani, non si curava molto io al confronto ero molto più ordinata e curata, i capelli biondi erano raccolti in una crocchia spettinata che stava proprio in cima alla testa, non era truccata, beh non lo ero neanche io ma i suoi occhi verdi erano gonfi e rossi quasi privi di vita, le labbra gonfie e secche come se avessero bisogno di qualcuno che le baciasse tenendole al caldo. Mi avvicinai a lei e non appena mi vide abbozzò il sorriso più falso che potesse esistere e sta volta mi invitò a sedermi accanto a lei, non sapevo perchè di quel gesto ma ricambiai sorridendo davvero e feci come mi disse.
“Hey ciao, come va?” chiesi, e mi importava davvero sapere come stava, non aveva una bella faccia. Lai abbassò lo sguardo per qualche secondo e quandolo rialzò aveva gli occhi ricolmi di lacrime avevo paura esplodessero da un momento all'altro. “Va tutto bene? Cosa succede?” chiesi davvero preoccupata per la sua reazione inaspettata.
“No, scusami.. io” non riusciva a parlare i singhiozzi prendevano possesso di lei, in un secondo arrivò Liam correndo verso di noi, la prese tra le braccia e la strinse in un forte abbraccio. Io non sapevo cosa fare era colpa mia se lei stava piangendo in quel modo?
“Cosa succede?” chiesi a Liam perplessa.
“Niente, è meglio se te ne vai.” mi rispose lui duramente, ero sicura non lo stesse facendo per ferirmi ma sembrava che le intenzioni fossero quelle e io ero più confusa che mai. Avrei voluto davvero restare e capire cosa stesse succedendo a quella ragazza che mi aveva da sempre ispirato qualcosa di familiare, ma decisi di andarmene a testa bassa verso il mio armadietto che era qualche metro più avanti. Questa giornata era cominciata con un terribile risveglio, sentivo ancora la pelle ardermi ogni volta che la felpa mi strofinava addosso, e adesso? Ci mancava soltanto l'incomprensibile reazione di Katrine, la momentanea scomparsa di Niall che non riuscivo a trovare da nessuna parte , tutto un terribile casino. Arrivata davanti all'armadietto che mi era stato assegnato tirai un profondo respiro e cercai di ricordare la stupida combinazione che gli avevo dato “2412” stupidi numeri presi a caso, forse gli altri ragazzi avevano una data importante come combinazione del proprio armadietto, magari la data del fidanzamento o del compleanno dell'amato, magari semplicemente la propria data di nascita o quella della propria madre, chissà se io avevo una madre. L'armadietto di metallo grigio si aprì al primo tentativo, lo aprii e presi fuori il libro di diritto che mi sarebbe servito per la lezione che stava per cominciare, e proprio quando stavo per chiuderlo qualcuno lo fece prima di me facendomi letteralmente sobbalzare per lo spavento.
“Mhh “2412” perchè la combinazione del tuo armadietto è il giorno del mio compleanno?” Disse Louis. Il giorno del suo compleanno? O meglio mi stava spiando? Come aveva fatto a vederla?
“Mi stavi spiando? E comunque non so neanche quando lo fai il compleanno.” risposi sicura.
“Si, certo, dicono tutte così, io invece penso di piacerti.” adesso mi stava davvero dando su i nervi ma davvero non si ricordava nulla del nostro incontro nel bosco? Ah certo, che sciocca Niall lo aveva ipnotizzato facendogli dimenticare tutto, non mi mancava il Louis fragile che piangeva sulla tomba di sua madre, ma molto meglio del Louis pieno di convinzione e arroganza, lo preferivo carino e indifeso.
“Io non sono 'Tutte' e non mi piaci.” dissi.
“Lo so che non sei tutte, sei davvero speciale, ragazza, di una bellezza unica.” non riuscii a contenere le farfalle che si liberarono nel mio stomaco e non capivo perchè mi stesse accadendo davanti ad' una così spudorata bugia che aveva sicuramente già detto ad' almeno mezza scuola. Le mie guance presero di nuovo il colorito che tanto odiavo, il rosso. Non potevo nascondermi lui se ne accorse e sfoderò uno dei suoi sorrisi più pieni e belli. “Adesso credo di averti fatto abbastanza complimenti per poterti invitare ad' una festa che farò sta sera a casa mia, se vuoi puoi portare anche quello, il biondo, chi è tuo fratello? Non credo, tu sei molto più bella di lui non vi somigliate per niente, ma lo spero.”
“Ne io ne Niall andremo da nessuna parte.” dissi sicura.
“Dai, cos'è hai paura di non riuscire a resistere al mio sguardo magnetico?” disse sollevando un sopracciglio arrogante.
“Non verrò alla tua festa, scordatelo.” risposi alla sua provocazione, lodandomi poiché ero riuscita ad essere ferma e diretta davanti al suo sguardo assassino di cuori.
“Fai come vuoi, non sai cosa ti perdi.” Non risposi, me ne andai se no avrebbe continuato all' infinito a provocarmi.
Suonò la campana ed' entrai in classe a lezione di diritto ed' economia, ero la prima in classe a parte il professore che era seduto sulla sua cattedra con il giornale del giorno tra le mani. Era un uomo che aveva circa sessant'anni si poteva notare dalle rughe sotto i suoi occhi e dai capelli grigi e arruffati che gli ricoprivano la testa, mi rivolse uno sguardo compiaciuto seguito da un sorriso radioso, era molto magro e alto, portava gli occhiali che erano sostenuti da un grande naso sproporzionato e aveva le gambe accavallate ricoperte da pantaloni eleganti color cachi splendidamente abbinati ad' un cardigan blu con il colletto di una camicia a quadri azzurra che ne usciva. Avevo paura che potessi fargli del male, eravamo soli in quella classe, ma la stupida paura scomparve quando lui cominciò a parlare rendendo tutto più semplice.
“Signorina lei è nuova?” mi disse.
“Si, sono qui da poco.” risposi.
“Piacere io sono il professor Zacmeou ma tu ,come tutti i miei alunni puoi chiamarmi professor Zac, io insegno diritto come si è ben capito. E mi fa molto piacere che tu sia qui così puntuale, capisci che insegnando diritto dovrei avere un certo rapporto con le regole rapporto che a quanto pare non hanno molti alunni.” disse sorridendo. “Tu sei?” Io sono Crystall. Ma Crystall come? Non avevo un cognome.
“Io sono Crystall, Crystal... ehm... Rottenbower” un cognome più idiota no?
“Bel cognome, piacere di conoscerla signorina Rottembower,” disse sorridendo
“Crystall, per favore mi chiami Crystall.”
“Okay, Crystall.”
Dopo la piccola conversazione avuta con il professor Zac decisi di sedermi al primo banco, era molto simpatico come professore, dopo circa due minuti cominciarono ad' arrivare tutti, una parte di me sperava che il posto libero vicino a me fosse occupato da qualcuno ma l'altra parte respingeva presto il pensiero per paura, paura che potessi fare del male a qualcuno. Tutti i ragazzi occuparono quasi tutti i banchi della classe, forse nessuno si metteva a accanto a me poiché ero al primo banco e li ringraziavo mentalmente per questo. Non ebbi neppure il tempo di rielaborare la situazione che qualcuno si catapulto nel posto accanto a me distruggendo i miei piani...
Spazio Autrice: Cari splendidi lettori, ecco a voi un nuovo capitolo, scusatemi se non aggiorno spesso ma ultimamete ho molto da fare. Ne approfitto per ringraziare ognuno di voi, ringrazio chi mette tra i preferiti, chi vota, chi commenta e anche chi semplicemente legge sileziosamente. Vorrei tanto che mi daste il vostro perere su questa storia come avete capito ci tengo molto, accetto tutto, consigli critiche e chi più ne ha più ne metta. viamoo <3
PS:scusate se ci sono errori ma non ho tempo per correggere.