I love you (?)

By sara_1313

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"Abbiamo passato tante avventure assieme io e lui, si può dire che siamo cresciuti assieme, nuove esperienze... More

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i love you (?)

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By sara_1313


Chapter two.


(must listen: http://www.youtube.com/watch?v=Wkecou9v_jk )

 

Liam: come cazzo ti sei permesso??!?! Harry?!?! Ancora?!?! –

H: ahia….la testa…. Mi pulsa –

Liam: la testa!? Cazzo sei di nuovo ubriaco marcio! Chi era quella??? –

H: non lo so… sono stufo! – urlò con gli occhi lucidi.

Liam: non ti reggi in piedi…. – affermò prendendolo sotto le spalle e portandolo in camera sua.

H: noooo lasciami! – si lamentò.

Liam: siediti sul letto adesso…. Ti porto una camomilla… -

H: nooo! Mi fa mal la testa! – urlò.

Liam: non c’è bisogno di urlare! – si alterò leggermente.

Il riccio si buttò completamente sul letto dell’amico mentre tutto il soffitto iniziò a girare.

Liam: neanche le tre di notte a neanche un’ora dalla fine del concerto che sei già ubriaco marcio con una biondina tinta tra le gambe! – lo sgridò borbottando tra sé e sé.

H: pensare a te steeeeesso no? – domandò ancora completamente frastornato dall’alcool.

Liam: ci penso Harry….ma sai com’è…sei mio amico. E lo è anche Jane –

H: non nominare Jane! – urlò puntando un dito contro Liam.

Liam: ma ti rendi conto?!? Tieni la tua cazzo di camomilla! Strozzati! – concluse sbattendo la porta della sua camera ed uscendo adirato.

Il ragazzo iniziò a sbattere i pugni sul muro del corridoio mordendosi il labbro, riteneva Harry uno dei ragazzi più fortunati del mondo, aveva un bel fisico, si trovava bene con le ragazze, ma soprattutto aveva lei, Jane. Liam era follemente innamorato di lei da tempo ormai, si era perfino lasciato con Danielle perché lui stesso pensava ad altro, pensava a lei. Purtroppo la ragazza era completamente cieca dell’amore per Harry e non riusciva ad accorgersi del bel ragazzo della porta accanto, dei suoi occhi da cerbiatto e dei suoi muscoli pronti a proteggerla sempre.

Harry intanto era nella stanza, ancora una volta aveva fatto il coglione. Sorseggiò la bevanda preparata velocemente da Liam e guardò fuori dalla finestra: il Messico era bello, bello ma non quanto lei.

Perché stava facendo questo? Perché era di nuovo ubriaco con un’altra puttanella nella sua camera, perché gli faceva questo? Scosse la testa. Era debole, era il più debole di tutti. Non stupido, ne insensibile, solo indebolito dal successo e dalla mancanza di affetto, di quello vero e non sessuale.

Cercò il cellulare e lo trovò nella tasca dietro della felpa…quando lo aveva messo lì?!? Cercò nella rubrica il numero di Jane e digitando il tasto verde, si ributtò sul letto.

Non rispose nessuno a quella chiamata delle tre e ventidue. Nessuno era sveglio per sentire i lamenti del riccio che stasera era sdraiato nel letto senza nessuna nuda compagnia a fianco. Il buffo del sesso di Harry era che dopo che lo faceva non cacciava via la ragazza, la faceva dormire accanto mentre lui fissava il soffitto e pensava a Jane. Mente malata direte, o forse semplicemente immatura.

H: janeee….- iniziò a frignare piano con la testa contro il cuscino di Liam. E, silenziosamente, si addormentò, come fecero anche gli alberi ed il rumore del vento.

 

Eleonor: tesoro….em…non so come dirtelo… - iniziò la ragazza a parlare intanto che mescolava il suo frappuccino difronte all’amica. Era stata una buona idea andare a Londra per qualche giorno, giusto per riposare la mente e cambiare aria.

Jane aveva una faccia disperata, catastrofica, da lutto.

J: forse so cosa tu mi voglia dire… -

E: tesoro… - mi prese la mano – dobbiamo risolvere questa situazione. Ho visto il video. È scandaloso –

J: lui è scandaloso – continuò con le lacrime agli occhi.

E: non capisco perché tu non glielo abbia ancora detto…perché?! –

J: ho paura…di perderlo. Di ferirlo. –

E: ma almeno sai la verità –

J: non capisco perché non me lo dica…pensa che io viva su marte? Youtube lo vedo, twetter lo leggo.-

E: parlaci…è l’unica soluzione. E poi ieri sera in Messico, ha veramente esagerato –

J: non so perché faccia così…cosa ho che non va? –

E: sei perfetta. E lo sa anche lui. Secondo me ha più paura lui di perdere te, il tuo ricordo, la tua personalità. Te stessa –

J: Ele io ci sto male… -

La mora abbracciò l’amica e sussurrandogli all’orecchio, gli fece sentire la sua solidarietà.

J: cosa faccio? –

E: Louis torna tra due giorni…e credo anche Harry –

J: Harry mi ha detto lo stesso –

E: appena arriva…ci parli –

J: appena arriva non so cosa dirgli –

E: fai qualcosa, sputagli in faccia il tuo disprezzo! –

J: preferisco l’indifferenza…a me ha fatto il triplo più male –

 

Harry bussò alla porta di Liam, il quale dopo aver dormito da Niall a causa del riccio sdraiato sul suo letto, si era rintanato nella sua stanza con le cuffie nelle orecchie.

H: Liam! Aprimi per favore –

Il ragazzo aprì delicatamente la porta per poi voltare gli occhi all’indietro, segno che non aveva molta voglia di visite.

H: scusa…posso parlarti?-

Liam: entra… - sussurrò senza tono.

H: volevo prima di tutto chiederti scusa…per ieri e per il mio comportamento da totale bambino… -

Liam: non devi chiedere scusa a me Harry… -

H: lo so…. Senti…non ne ho parlato con Louis…vorrei parlarne con te –

L: che c’è? – domandò impassibile.

H: io….insomma, non so cosa mi stia succedendo. Ho sempre questa voglia di “soddisfare i miei bisogni”….poi mi sento una merda nei confronti di Jane… - abbassò lo sguardo e fu subito interrotto da Liam.

L: ma vedi che non ti capisco?!? Ma ti senti quando parli!? Scopi senza fine con ragazzine quando la più bella la hai tutta per te…. Non capisci il valore delle cose Harry –

H: lo so… - iniziò a piangere silenziosamente mettendosi le mani tra i capelli – io…boh…. –

L: tu boh…beh, un’altra affermazione intelligente –

H: Liam cazzo la pianti di essere così duro!? – alzò la voce.

L: lo sono perché da sei mesi stai prendendo per il culo una persona! –

H: ti giuro che non la sto prendendo per il culo, non amo nessun’altra se non lei! –

L: ah beh, portarsi a letto delle altre ragazze rientra nel far coppia con qualcuno? Perché a me non è mai successo sai… - ironizzò.

H: Liam! Non so cosa fare…me ne sto rendendo conto solo adesso….solo ora! Io la amo, la amo da morire, eppure mi sento molto un ragazzino ancora. Quello che vuole sperimentare tutto –

L: vaffanculo Harry, tu non la ami. Se la amassi veramente, non saresti qui a piangere per la tua scopata andata persa di ieri –

H: io…io non sto piangendo per quello! Sono..sono stufo! – singhiozzò.

Liam si avvicinò al suo viso, scuotendo la testa.

L: ma stufo di che? – chiese con poca voce, guardandolo negli occhi.

H: di me… - abbassò lo sguardo.

L: allora cambia. Scusa ma ora dovrei preparare il borsone….domani partiamo presto ed il concerto sicuramente finirà a mezzanotte anche stasera –

H: s…scusa – si asciugò le lacrime.

Ma da Liam non ebbe risposta.

Loro due erano molto affiatati, condividevano molte cose e passioni, ridevano e scherzavano ed assieme inventavano nuove storie ed avventure; tuttavia quando si trattava di serietà o tradimento, Liam diventava fermo e obiettivo a differenza di Harry, che continuava a scherzare, senza pensare alle conseguenze.

Harry chiuse la porta e tirando un lungo sospiro, si avviò nella sua stanza, vuota, spoglia, senza neanche una parete colorata. Colorata d’amore o qualcosa di simile.

 

Jane

 

E: certo che l’aeroporto di Heathrow è sempre affollato! – sbuffò facendosi spazio tra la folla.

J: puoi dirlo forte… - assecondai.

E: eccoli! – alzò la mano per farsi notare e Louis le corse subito incontro.

J: quanto vi invidio… - sussurrò sottovoce.

H: hey! Hey! – iniziò a sbracciarsi anche Harry, cercando la mia attenzione.

Per un secondo mi passarono davanti quelle immagini del video postato da una ragazza dove Harry, ubriaco, parlava con la biondina facendole i complimenti per poi essere fermato da Liam. Liam, che uomo, credo che sia proprio il prototipo di ragazzo che ognuno vorrebbe accanto. Bello, alto, muscoloso, con un cervello. Non che Harry non lo abbia, anzi, è molto intelligente, ma non lo sa usare.

È…mi dispiace dirlo, ma è diventato piccolo.

H: amoreee! Sono quiii! – urlò e girai lo sguardo verso di lui, facendo un piccolo sorriso forzato.

H: amore! – mi abbracciò con le sue lunge braccia e quasi mi stritolò, affondando la sua faccia nel mio collo, solleticandomelo con i capelli.

J: h…hey! –

H: maaa…sei diventata ancora più bella! – affermò guardandomi e sorridendo mostrando le fossette.

Dolci e morbide fossette.

Abbassai lo sguardo, mordendomi il labbro, ma con un dito me lo alzò, guardandomi con i suoi grandi occhi verdi. Perché mi facevi questo Harry? Perché mi tradivi con altre persone? Perché non mi amavi più come prima?

Mi facevi ogni giorno più male dicendomi frasi carine, abbracciandomi, facendo finta di fare l’amore con me.

Intrecciò la sua mano con la mia mentre uscivamo dall’aeroporto con miriadi di flash che ci seguivano e guardandomi attorno, mi venne in mente solo un’unica domanda.

J: dov’è Liam? –

H: Liam? Ah…em….si è fermato a New York qualche giorno…poi torna a Londra anche lui. Perché me lo chiedi? –

J: così….avevi detto che ci sarebbe stato anche lui, tutto qua. –

H: eh si….ha cambiato idea all’ultimo minuto.. –

J: capisco… -

Harry mi strinse più forte la mano, continuando a sorridermi. Piantala di farlo, piantala di fare il falso con me. Non me lo merito.

H: ragazzi…pensavo, dato che abbiamo una pausa….se andassimo in vacanza qualche giorno? Noi quattro! –

Louis: sarebbe carino…no? –

Eleonor mi guardò dandomi un’occhiataccia ed io di rimando scossi la testa senza farmi notare dai ragazzi.

E: non saprei….anche Londra è bella quando ci siete voi, no? – cercò di rimediare.

H: ma era un’idea diversa… - si rattristò poi mi guardò – amore? Che dici? –

J: credo che Eleonor abbia ragione… - sviai l’argomento.

H: ah….- abbassò lo sguardo – allora stasera cuciniamo io e Louis! Che dite? –

J: per me è ok… - risposi senza tono.

E: oh mamma! Farete esplodere la cucina! –

Lou: ehi! Non è vero! – si dichiarò offeso mentre la ragazza gli faceva le linguacce.

H: amore…cosa hai? – gli bisbligliò mettendomi una mano sulla gamba, preoccupato. Ah, ora ti preoccupavi? Sei mesi facendomi sentire una merda…e poi, puf! Tutto torna rosa e fiori, si cura di me e gli importa di come sto?

J: non ho niente…cosa dovrei avere? –

H: niente… - continuò a sorridermi, un po’ malinconico.

Poteva essere tutto, ma quello infelice proprio no.

Arrivammo a casa e Louis ed Eleonor si fiondarono sul divano accendendo la tv e facendosi le coccole. Erano carini, dolci, erano tutto ciò che io ed Harry non eravamo più. Mi venne un filo di malinconia che scacciai subito quando Harry entrò con l’ultima valigia, ponendola in camera mia.

Eravamo nell’appartamento di Eleonor, la quale ospitava sempre i ragazzi quando stavano a Londra poiché era molto grande e confortevole. Io lo trovavo pittoresco e la vista dalla mia camera mi permetteva di osservare la London Eye, soprattutto di sera, quando era illuminata.

H: amore le metto in camera… -

Annuì silenziosa per poi andare in bagno.

Appena uscita Harry mi chiamò in camera.

H: cosa sono?? – chiese preoccupato mentre teneva in mano due ansiolitici che prendevo ogni tanto, quando ero giù di morale.

J: niente…- glieli tolsi dalle mani.

H: no amore….ti prego spiegami – mi guardò negli occhi e con le sue braccia mi portò a sedermi sul letto, di fronte a lui.

J: niente Harry…davvero. Li prendo ogni tanto, prima degli esami. –

H: da quando? – domandò preoccupato.

J: da anni ormai! Ma sono leggeri, e poi davvero, li prendo pochissimo. Fidati. –

H: perché non me lo hai mai detto? – mi accarezzò una guancia.

J: perché non mi sembrava importante… -

H: lo era! Se c’è qualche problema io e te ne abbiamo sempre parlato… -

J: ah davvero? – domandai leggermente arrabbiata, ma mi calmai subito.

H: piccola… non ti capisco… - delle picole rughe si formarono sulla sua fronte, segno che era iquieto.

J: stai tranquillo…ok? – sorrisi.

H: non vedo l’ora di passare le più belle due settimane di sempre…con te –

Mi morsi il labbro. Io avrei dovuto dirgli tutto, che sapevo tutto, la sua farsa, le sue scappatelle, tutto. E questo qua mi stava parlando di quanto sarebbero state belle due settimane assieme?! Meno male che la sincerità era uno dei punti che caratterizzavano il nostro rapporto.

J: io vado a farmi una doccia.. – tagliai corto.

H: vengo anche io! – sorrise malizioso.

J: meglio di no… -

H: perché? – fece le labbrucce dandomi un piccolo bacio a stampo.

J: ho le mie cose…scusa – richiusi la porta lasciandolo lì, solo, in piedi davanti al letto.

Senza quello che voleva.

Uscì dalla doccia completamente rinata e dopo aver indossato un paio di pantaloni della tuta ed un maglioncino, scesi in cucina dove Eleonor e Louis si erano volatilizzati, probabilmente in camera.

Vidi Harry litigare con il fornello che non voleva accendersi e sorrisi.

J: fai senza…non ho molta fame… - sorrisi.

H: no! Ti volevo preparare la pasta che piace tanto a te…ahaha solo che sono un po’…..impedito –

J: non ho fame Harry…sono solo molto stanca. Tu no? –

H: eh si….ma adesso che ti ho qua non voglio perdere un secondo! – si avvicinò accarezzandomi la guancia e baciandomi profondamente.

J: io mi stenderei anche sul letto…. – sbadigliai.

H: vuoi andare subito in camera? – chiese.

J: vuoi fare qualcosa d’altro? –

H: nono va bene… -

Odiavo la dolcezza. La sua dolcezza ora era come il finto zucchero filato.

Mi stesi sul letto con la pancia contro il materasso, sbuffando leggermente e sentì Harry gattonare vicino a me per poi accarezzarmi la schiena.

H: ti faccio qualche massaggio se vuoi… -

J: ok… - annuì senza tono.

H: mi sei mancata… - affermò sussurrando. Sembrava fosse quasi reale, non finto, non costruito. Sembrava venisse dal cuore.

J: anche tu… -

Iniziò a massaggiarmi le spalle e farmi i grattini, si affiancò a me e mi fece girare così che appoggiai la mia testa sul suo petto mentre con le sue dita sfiorava i miei capelli. Mi addormentai così, vestita e con un enorme nodo alla gola, che sarebbe esploso a giorni, ore. Harry non mi meritava, non meritava le mie lacrime e doveva smetterla di prendermi per il culo. Non ero un oggetto ne una bambola, io lo amavo veramente e volevo a fianco a me qualcuno come un uomo, un faro nella notte, qualcuno che mi proteggesse dal temporale estivo e dal fiebile sole invernale.

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