41 Days• l.s.

By JinAlex29

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«Perché lo chiedi proprio a me?» chiese l'uomo con un sorrisetto malizioso. «Perché sembri l'unico qui dentro... More

I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
XI
XII
XIII
XIV
XV
XVI
Epilogo.
Grazie Mille!

X

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By JinAlex29



Sembrava una mattina come tutte le altre: il sole stava sorgendo, dando spettacolo ad un cielo azzurro e pulito; i rumori erano pochi e soffocati. La città dormiva ancora, eccetto per i mattinieri, la gente che lavorava ed Harry.

Ricordava di essersi addormentato sulle gambe di Louis la sera prima e adesso si ritrovava con il viso sotto il suo collo. La sua pelle aveva un odore buonissimo e tutto quello che desiderava in quel momento era bearsi ancora per un po' di quella tranquillità, ma subito si accorse che l'uomo stava per svegliarsi; così si ritirò, simulando un leggero sbadiglio.

"Cosa c'è per colazione?" domandò Louis con la voce ancora roca per via del sonno, strofinandosi gli occhi. Era così tenero che Harry non poté fare a meno di pensare a quanto avrebbe voluto baciarlo di nuovo.

Riaffiorarono le immagini dell'ultima volta che si erano baciati, di come aveva spinto la sua lingua con forza in quella dell'uomo per il desiderio che provava di assaggiarlo ancora, di sentirlo suo.

"Buongiorno anche a te!" rispose ironico, mentre si dirigeva verso la cucina. Si sentiva felice come non lo era mai stato.

Louis si alzò dal divano, ancora sbadigliando, e lo raggiunse per poi sedersi su uno sgabello vicino al tavolo. Harry gli rivolse uno dei suoi sorrisi migliori e Louis ebbe quasi un capogiro.

Era semplicemente delizioso.

Aveva tutti i ricci fuori posto ed i suoi occhi verdi erano lucidi e leggermente socchiusi. Stava preparando la colazione, ma all'uomo non interessava affatto la colazione: avrebbe volentieri mangiato lui.

"Hai sempre vissuto da solo qui Harry?" disse, mentre assaporava un mirtillo.

"Certo che no, prima di entrare in comunità avevo una gatta -sorrise a quel pensiero- Era la mia fidanzata, a lei riservavo trattamenti speciali e la amavo da impazzire, l'unica per cui il mio cuoricino batteva. -i suoi occhi si rabbuiarono in un istante e il suo tono scherzoso scomparì del tutto- Mi manca terribilmente."

Louis non poteva credere di aver sentito quelle parole uscire dalla bocca di Harry, forse dal suo cuore.

Quindi aveva davvero dei sentimenti come tutti gli esseri umani?

"E adesso dov'è? Non l'ho mai vista in giro." chiese Louis curioso.

"Beh, non l'avrei di certo data ai miei. Lei era solo ed unicamente mia e nessuno che io conoscessi avrebbe potuto averla. L'ho portata al gattile qui vicino. -si fermò un attimo a guardare Louis perplesso- So che è un ragionamento contorto, ma almeno così posso far finta che non ci sia più e aggiungere alla lista delle cose per cui mi odio anche questo." aggiunse.

Era diventato freddo di colpo, come se si fosse ricordato la ragione per cui aveva dimenticato di sorridere, differentemente da quanto accaduto negli ultimi giorni. Lui pensava di non meritarsi la felicità. Se la sua vita fosse stata solo un cumulo di macerie e disastri, avrebbe certamente potuto gestirli meglio.

Louis si rese conto sempre di più di quanto Harry fosse contorto e complesso.

Forse, la comunità era riuscita a farlo smettere di usare stupefacenti, ma la sua mente rimaneva da guarire con cure che non si possono trovare in nessuna terapia, ma solo mediante il contatto di due menti tanto opposte quanto simili.

"Anche se potrei metterci una vita, so per certo che riuscirò a comprenderti prima o poi.. -disse Louis serio con un tono di malizia- Cucini da Dio, Harry" aggiunse velocemente per non dargli il tempo di rispondere, intensificando leggermente il suo tono sul suo nome.

"Allora c'è qualcosa che mi riesce bene a quanto pare" rispose il giovane, sorridendo dolcemente a quel commento.

"A quanto pare" concluse l'uomo.


La mattinata passò velocemente, collaborando con le faccende di casa, anche se più che pulire si divertirono a spruzzarsi a vicenda i prodotti. Louis rimase stupito da come Harry fosse riuscito ad aprirsi così tanto con lui e ad avere discorsi senza litigare neanche una volta.

Dopo aver fatto una doccia, si ritrovarono sul divano a tirarsi i popcorn che aveva preparato Louis.

L'uomo era un vero e proprio maniaco dell'ordine, ma con Harry non aveva problemi a scherzare così: si sentiva a suo agio con lui, a tal punto che tutte le paure e preoccupazioni svanivano in un lampo.

Non parlarono molto quel pomeriggio sul divano. Rimasero seduti a rilassarsi di fronte a dei programmi televisivi, ridendo di tanto in tanto.

Harry era poggiato con la testa sulla spalla di Louis. Era molto caldo e confortevole. Tirò un po' più su la coperta sulle sue gambe e girò lentamente la testa senza staccarla dalla sua spalla.

Louis abbassò lo sguardo e lo vide.

Le sue labbra erano rosse e umide, leggermente socchiuse e il giovane sbatteva velocemente le ciglia sui suoi occhioni verdi.

Erano di un verde intenso.

Non ci sarebbe mai stato nessun altro verde, se non quello degli occhi di Harry, che sarebbe riuscito a mischiarsi perfettamente all'azzurro degli occhi di Louis.

Subito li chiuse, rimanendo in quella posizione, con le labbra socchiuse. L'uomo capì immediatamente che il giovane desiderava un bacio.

Sentì il suo corpo scosso da un brivido.

Lo desiderava tanto quanto lui.

Avvicinò, lentamente, le sue labbra a quelle di Harry, sfiorandole delicatamente e posando su di esse un bacio umido. Erano calde e invitanti.

Prese a succhiargli il labbro inferiore, passando la lingua sul bordo. Harry era rilassato e paralizzato da quei tocchi.  In quel momento fece toccare le loro lingue, accostando di nuovo le proprie labbra a quelle di Louis.

I loro movimenti erano di una lentezza disarmante.

Non aveva mai baciato nessuno dolcemente come stava facendo con Louis, ma con lui lo voleva veramente. Non aveva mai desiderato nessuno come desiderava lui.

Non sapeva quanto tempo fosse passato da quando avevano iniziato a baciarsi e neanche gli interessava. Finché era in possesso delle labbra di quell'uomo, finché le assaggiava incessantemente, finché si fosse sentito vivo, nulla gli sarebbe interessato.

"Ho proprio... bisogno... di fumare" disse Harry fra un bacio e l'altro, sorridendo contro le sue labbra.

"Non... proprio adesso" rispose Louis, mettendo un finto broncio e continuando a stampare baci sulle labbra del giovane.

"Si, adesso... amico- disse, mentre si alzava controvoglia dal divano, lasciando scivolare le mani di Louis, che nel frattempo si erano incrociate con le sue- devo uscire a comprarle- continuò, dirigendosi verso l'appendiabiti e infilandosi un cappotto- torno subito!" concluse, facendogli un occhiolino prima di uscire dalla porta.

"A dopo" rispose Louis, salutandolo con un sorriso da ebete stampato sul viso. Sentiva i pantaloni un po' stretti, ma decise che a quello avrebbe pensato dopo.


Stava ancora ripensando a quello che era appena successo, quando sentì il campanello della porta.

"Harry, dovresti scriverti un promemoria per ricordarti le chiavi quando esci" urlò, dirigendosi verso la grande porta della villa e afferrando il mazzo di chiavi dal tavolino.

La aprì senza neanche chiedere chi fosse e quasi gli venne un colpo quando vide due uomini sulla soglia.

"Nessuno di noi due è Harry, piccolo Lou." rispose Zayn con un sorriso che fece accapponare la pelle a Louis.

''Cazzo!'' riuscì a dire, visibilmente terrorizzato.

''Sorpresa!" aggiunse Liam sarcastico, sferrandogli un violento pugno nello stomaco, facendolo cadere sulle ginocchia.

Non riusciva quasi a respirare per il forte dolore.

Zayn lo prese dai capelli in modo da fargli alzare lo sguardo e incrociare i suoi occhi pieni di rabbia.Fu un gesto che lo intorpidì totalmente.

''Allora? I soldi?'' chiese Zayn, quasi urlando.

"I-io..'' balbettò Louis in preda al panico.

''Parla, frocetto!'' gli urlò Liam, avvicinandosi di molto al suo viso.

Il suo fiato opprimente gli fece venire la pelle d'oca.

L'unico respiro che amava sentirsi addosso era quello di Harry.

In quell'istante, ebbe una sensazione nuova che mai prima aveva provato: aveva molta paura, paura di morire.

Non sapeva bene se la cosa con Harry sarebbe andata a buon fine, ora che in ballo c'erano anche i sentimenti. Se fosse andata male, non avrebbe mai trovato tutti quei soldi, quindi tanto valeva arrendersi a quegli uomini.

Per un attimo balenò nella sua testa quel pensiero, ma decise di mantenere la calma. Si fidava di Harry e lui gli aveva promesso che sarebbe andato tutto bene.

''Io non li ho ancora!'' disse, cercando di mantenere le lacrime.

''Risposta sbagliata.'' rispose Zayn, sogghignando prima di sferrargli un pugno dritto sulle labbra.

Cadde sfinito a terra, la testa gli pulsava e il sapore del sangue aveva già occupato la sua bocca.

Liam si avvicinò lentamente, iniziando a tirare calci al corpo inerte dell'uomo. Non sapeva cosa gli facesse più male tra l'umiliazione e tutti i colpi che stava ricevendo.

Sarebbe stato più umiliante se Harry avesse assistito a tutto ciò, pensò.

''B-basta..'' cercò di dire con le poche forze che gli erano rimaste.

''Implorando non si risarciscono i debiti, lo sai, Lou?!'' disse Zayn, afferrandolo per le spalle e costringendolo ad alzarsi, ma le ginocchia molli non lo aiutavano a mantenere la postura.

Ricevette un altro pugno, poi un altro e un altro ancora.

Le lacrime cominciarono a scorrere, mischiandosi con il sangue.

D'un tratto videro la porta alle loro spalle aprirsi di colpo.

Harry doveva aver sentito le voci dal vialetto, perché quando entrò era già corrucciato e preoccupato.

I due spinsero l'uomo che cadde a terra inerme, mentre fissava i due, i quali si dirigevano verso il giovane eccessivamente irritato da quella sgradevole circostanza.

L'unico pensiero che ebbe il giovane in quel momento fu che chiunque avesse mai soltanto pensato di far del male a quell'uomo meraviglioso sarebbe dovuto andare all'inferno, in questo caso anche per mano sua.

''No, non osate toccarlo!'' disse Louis con voce flebile mentre cercava di alzarsi.

Liam rise, guardando quella patetica scena; Zayn, un po' intimidito, aveva posato lo sguardo su Harry.

''NON LO TOCCATE!'' urlò stavolta, raccogliendo tutte le forze per alzarsi.

I due lanciarono un'occhiata divertita e, allo stesso tempo, sorpresa a Louis, all'uomo che un attimo prima si era arreso, aveva implorato e che ora era lì davanti a loro, pronto a difendere con ogni mezzo, anche con il suo stesso corpo, il ragazzo appena entrato in casa.

''Trova quei soldi, Tomlinson, hai solo un mese, poi nessun'altra chance'' disse infine Zayn, spingendo fuori dalla villa il suo collega.

Non appena la porta si chiuse alle loro spalle, Louis si lasciò cadere a terra.

Harry, dapprima infuriato, era come se avesse dimenticato i due uomini e il perché fossero stati lì.

La vista di un Louis accasciato a terra con il volto pieno di sangue lo fece sentire male a tal punto che stava per mettersi a piangere.

Harry Styles.

Lui, che aveva mandato il padre in ospedale e non aveva neanche avuto così tanti sensi di colpa; lui, che aveva vissuto solo per tutto quel tempo e trattato da schifo un'infinità di persone.

Lui stava per piangere.

Prese tra le mani il suo volto e versò una lacrima, mentre percepiva il viso caldo e gonfio dell'uomo nelle sue mani.

"Ehi... -iniziò a parlare, ma aveva un nodo strettissimo alla gola- chi lo avrebbe mai detto, Lou? Questa scena si ripete per la seconda volta" finì la sua frase a fatica mentre altre lacrime minacciavano di scendere.

Voleva solo abbracciarlo e stringerlo fra le sue braccia fino a fargli perdere il respiro.

Louis rise debolmente a causa dei forti dolori che aveva allo stomaco.

"Si ripete per la seconda volta, con l'unica differenza che adesso siamo amici." rispose Louis quasi sussurrando. Tossì e dalla sua bocca uscirono piccoli rivoli di sangue.

"Vieni, ti porto di sopra." disse Harry, sorridendo a quell'affermazione e prendendolo di peso.

Salì la scalinata dirigendosi verso la sua camera da letto. Voleva sentirlo vicino quella notte. Lo adagiò piano sul letto e corse in bagno a prendere l'occorrente per curargli le ferite.

Tagliò un pezzettino di garza e la inumidì con il disinfettante. Lo passò su tutto il suo viso cautamente, sentendo l'uomo sussultare di tanto in tanto per il bruciore.

Quando raggiunse il labbro lo sentì ansimare più del dovuto. Non riuscì proprio a trattenersi a quella vista, e, mordendosi il labbro, si avvicinò lentamente e gli lasciò un lieve e morbido bacio sulla ferita.

Lo colpì subito il sapore ferroso del sangue.

"Non ti lascio più." sussurrò, infine, sulle sue labbra.


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Angolo Autrici:


Hiiii :D

Dire che vi amiamo è dire poco, davvero! 

Non c'è cosa più bella del leggere i vostri commenti sclerotici :') 

Come al solito vi ringraziamo infinitamente e speriamo che anche questo capitolo vi sia piaciuto.

Pace, amore e sesso gay. xx.

Jin&Alex 

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