To him you are just a doll

By Paris5_1D

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Mi chiamo Chiara, mi sono appena trasferita a Londra e...aspettate...STOP. Questa non è la solita fanfiction... More

1-New look
2-Harry the owner
3-Shopping
4-First date
5-Just him
Nota autrice
7-The revenge
Leggete vi prego
8-Everything's different
9-A perfect thing
10-It can't be possible
11-I won't go on
12-This is love
13-Don't leave me

6-Jealous

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By Paris5_1D

Quando uscimmo dal tatuatore avevo

le lacrime agli occhi.

Perché Harry aveva voluto farmi una

cosa del genere?

Sapevo benissimo che gli appartenevo.

Durante il viaggio di ritorno, era

strano, nel senso negativo del termine.

E, per l'ennesima volta, mi ritrovai con

la paura che soffocava qualsiasi altra

emozione.

Quando tornammo a casa, Harry

sbattè la porta d'ingresso.

"E così mi tradivi con il mio migliore

amico. Sei una troia. Come hai potuto

farmi questo..." urló.

Io non riuscì a dire nemmeno una

parola.

Ero troppo sconvolta.

Come poteva credere che io fossi sua

complice? Era Zayn che mi aveva

quasi molestata.

"Harry, io t-te lo giuro..è l-lui che m-

mi ha baciata" piansi "io non c'entro

niente, non ti ho mai tradito"

"Ah davvero? Allora baciare uno e

spogliarsi davanti a lui non vuol dire

tradire..."

"Harry, non è come pensi devi

credermi..." dissi con la voce interrotta

da singhiozzi.

Si mise a ridere. La sua risata era

cattiva, piena di dolore ma cattiva.

Poi, in meno di un attimo, mi afferró il

polso, stringendolo.

Mi guardó negli occhi sorridendomi

amaramente.

Uscimmo di casa.

La sua mascella era tesa. Era molto

arrabbiato, lo si poteva dire con

certezza.

Bussò alla porta di Arijane. Che

intenzioni aveva?

La ragazza aprii in un tempo che

sembró interminabile e in un secondo

le labbra di Harry si fiondarono sulle

sue.

No, non poteva succedere, non a me.

Ogni lacrima sembrava una cascata.

E più Harry toccava Arijane,

spogliandola, più mi sentivo il mondo

addosso.

Era troppo per me

Corsi, corsi il più lontano possibile,

più lontana da Harry, da Arijane e

dall'amore.

Dovevo ammetterlo, mi ero

innamorata di Harry.

Questo era scientificamente

impossibile per una bambola, ma era

quello che successe a me.

Harry mi aveva rubato il cuore e poi

me lo aveva spezzato in tanti pezzi.

E, in quel momento, ero io, io e basta,

che scappavo per la strade della città

col trucco colato, sia a causa della

pioggia sia per colpa delle lacrime che

non avevano mai cessato di cadere.

Dopo aver finito tutte le forze che

avevo nel mio esile corpo, mi sedetti

per terra, vicino a un muro.

Piangevo.

Pensavo a Harry e piangevo.

No, quello stronzo non mi avrebbe

rovinato la vita.

Corsi a casa di Stephanie, avrei avuto

ma mia vendetta.

Anche se erano le tre, non mi

importava, non più.

Suonai al campanello un paio di volte,

prima che una donna mi aprii.

"Chi caz...aspetta...Alison? Che ci fai

qui? Oh, poverina, vieni entra in casa."

"Ciao Steph, ho bisogno di un favore."

dissi spiegandole il mio piano.

Mi feci una doccia veloce.

Mi ritruccai, con un rossetto rosso

volgare e le ciglia finte agli occhi.

Stephanie mi prestó un vestito, uno di

Mr. Brown. Era corto, e pieno di

brillantini.

Non mi importava di niente, volevo

solo infilare i miei tacchi dodici e

divertirmi.

Salutai Steph con un "buonanotte"

sussurrato, e chiamai un taxi.

"Dove la porto?" chiese l'uomo al

volante.

"Al Becks" dissi con voce sicura.

"A quest'ora non vado in quel posto"

Era prevedibile. Il Becks era la

discoteca più pericolosa della città.

Harry mi aveva sempre proibito di

andarci, diceva che c'erano persone

poco raccomandabili. Era quello il

motivo per cui volevo andare proprio

li.

Se l'autista non voleva portarmi ci

sarei andata a piedi.

Uscii dalla macchina, facendo il terzo

dito al tassista, gesto che ricambió.

Mi avviai verso il Becks.

Ci vollero più o meno dieci minuti.

Non ero più la Alison di prima.

L'esperienza con Harry mi aveva

cambiata.

Mi avviai dentro il locale. Erano le

quattro del mattino. La musica era alta

e nell'aria c'era molto alcool. Iniziai a

ballare seducentemente, attirando

l'attenzione di molti ragazzi in quel

posto. Ne notai uno in particolare. Era

biondo, occhi verdi, alto e piuttosto

figo.

Si avvicinò a me.

"Hai un bellissimo culo, sai?"

Era anche romantico.

Risi.

Iniziai a baciare quel ragazzo.

"Vieni a casa mia" mi sussurrò

all'orecchio.

"Arrivo" risposi passando mi la lingua

sulle labbra.

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