Siamo nel 2014 ormai l'inverno e alle porte, e la popolazione mondiale oggi conta circa 7.5 miliardi di persone, questa fonte arriva da un censimento indetto nel 2011, la popolazione mondiale allora contava circa 7 miliardi di persone.
La maggior parte di queste persone oggi vive la propria vita, tranquilla e spensierata, percorrendo la loro strada chi in bene ma altri nel male, diciamo fino a qui tutto normale, nulla di nuovo però c'è una cosa che questi 7.5 miliardi di persone ignora o semplicemente non dà importanza, queste persone sono andate avanti dimenticandosi di una cosa che e con noi addirittura dal giorno in cui noi nasciamo, quello che le persone si dimenticano e l'esistenza della Magia.
Una volta mi sembra di aver letto da qualche parte queste righe:
"La magia è una, unica e indivisibile, ed è nata con l'uomo"
"La magia risiede nella natura attorno a noi e nell'animo umano e nel suo spirito"
"L'uomo nasce con essa ma non tutti si rendono conto di possederla"
Era il 25 Novembre, il sole splendeva, non si pensava che l'inverno fosse già arrivato, gli uccellini cinguettavano,e nel celo non c'era neanche l'ombra di una nuvola, potremmo dire una giornata perfetta, beh dicerto non sembrava un normale giorno d'inverno.
Molti di voi però si chiederanno cosa c'entra il 25 novembre, cosa ha a che fare con la storia e io vi rispondo, non correte, aspettate un attimo perché se dovessi dare una data d'inizio a tutto quello che è venuto dopo, direi che tutto e iniziato proprio il 25 novembre, questo è il giorno in cui la loro vita ha subito un grosso cambiamento.
Molti di voi probabilmente si saranno già stufati e avranno chiuso questo libro, sicuramente penseranno "Cosa diavolo sta dicendo questo qui? Siamo nel 2014,lo sanno tutti che non esiste la magia" poi "Quanto se la tira, non sa nemmeno scrivere"
Diciamo che fino a poco tempo fa anche io la pensavo esattamente come voi, sulla magia ovviamente, anzi, forse ero ancora più scettico di alcuni di voi in merito a tutto questo però mi sbagliavo come tutti voi perché la magia esiste ed e sempre esistita, è sempre stata accanto a noi ma noi non ci siamo mai accorti della sua presenza.
Ora iniziamo, prestatemi un po' d'attenzione perché come ho detto prima tutto ha inizio il 25 novembre, siamo in Italia, più precisamente a Milano presso l'Istituto Grimm, una scuola poco raccomandabile, e l'attenzione di tutti e incentrata verso due ragazzi che si stanno prendendo a pugni nel cortile dell' Istituto, quello più alto con l'aria da bullo con i capelli alzati e sistemati e la giacca di pelle condei pantaloni a vite bassa si chiama Dante Drake, 16 anni, frequenta il terzo anno, conosciuto per la sua fama di eterno bocciato, invece vicino a lui l'altro ragazzino con i capelli lisci e abbassati vestito in modo molto sportivo con le scarpe da ginnasticasi chiama Ian Ogre, 14 anni, anche lui frequenta il terzo anno.
- Dante maledetto, prendi questo! – Disse Ian, cercando di colpire Dante ma fallendo miseramente.
Ma subito si udì la risposta un grido, un ruggito, che sembrava avesse smosso tutta la scuola.
- Dai orco, fammi vedere quanto sei migliorato questi due anni!! Su, fammi vedere di cosa sei capace – Disse Dante colpendo Ian con un pugno.
Subito intorno ai due ragazzi si riunì una folla immensa, sembrava quasi che ci fossero tutti gli studenti, c'era chi faceva il tifo, chi era li solo per quei cinque minuti, chi era scandalizzato e chi invece passava di li e non si fermava neanche, ma comunque in tutto quel casino la gente parlava e parlava, a loro non interessava niente dei due ragazzi e del motivo per qui si comportavano così, non li interessavano le ragioni che potessero avere e nessuno cercò di fermarli anzi in mezzo a loro si sentivano queste parole"Cosa! Ancora quei due" disse uno, "Ma non la smettono mai", aggiunse un altro, "Non si vergognano a prendersi a pugni così, non hanno un minimo di pudore". Ma voi pesate che ai due ragazzi interessavail parere di quelle persone, pensate che al loro interessa cosa dicano, no!a loro non importava, anzi, sembrava quasi che queste parole li incitassero ancora di più, così i due ragazzi continuarono, e continuarono ancora fino a quando entrambi caddero a terra sfiniti e pieni di graffi e lividi.
- Ritiro tutto sei diventato forte Ian Ogre. – Disse Dante.
- Però anche tu sei un osso duro Dante, ti ricordi due anni fa, sei stato tu il mio più grande rivale, e se non sbaglio anche quel giorno ci siamo presi a pugni. – Aggiunse Ian.
- E quel giorno uno di mia conoscenza ha perso. – Commentò Dante.
- Dovevi proprio ricordarmelo, sei uno stronzo Dante, ma infondo penso che tu sia stato il primo grande amico che io abbia avuto – Disse Ian.
Allora Dante si alzò con fatica e tese la mano ad Ian e disse: "Allora in qualità di tuo migliore amico, lascia che ti porti in infermeria, stupido." Ma a rovinare questa splendida scena arrivò il vice Preside con il suo modo di camminare goffo e impacciato iniziò a urlare a squarcia gola.
- Cosa pensate di fare voi due, razza di immaturi! Pensate che la scuola sia un palcoscenico dove potete esibire la vostra stupidità, NO! vi sbagliate di grosso, ora venite con me che vi aspetta una punizione esemplare.forza tutti e due dalla preside!
E così i due insieme al vicepreside si incamminarono per l'ufficio della preside, ma la gente intorno a loro continuava ancora a sparlare di loro,"Ben li sta a quei due", dicevano, "Così impareranno la lezione questa volta", aggiunse un altro, "Voglio proprio vedere cosa li farà la preside".
Nel frattempo Ian e Dante erano arrivati davanti alla presidenza, e tirarono un forte sospiro, bussarono e entrarono lentamente.
Davanti a loro si trovarono seduta sopra la cattedra una vecchietta, bassa, non era tanto alta probabilmente sul metro e cinquanta, gracile e piena di rughe che li fece segno di venire più vicino.
I due incautamente si avvicinarono.
- Buongiorno Signora Preside! – Salutarono insieme.
La Preside allora scese dalla cattedra fece un sorriso e colpì prima Dante e poi Ian allo stinco, facendoli cadere in ginocchio, nonostante l'apparenza la preside di questa scuola e stata campionessa di karate e sa ancora padroneggiarlo ancora molto bene nonostante l'età.
- Allora Ian e Dante perché vi siete presi a pugni sulla terrazza della mia scuola? -Disse la preside con una voce dolce e gentile.
I due ragazzi a quel punto si guardarono e chinarono umilmente il capo per chiedere perdono.
- Ci dispiace! – Dissero insieme.
Allora La preside sorrise, guardò il vicepreside e poi mise una mano su la spalla dei due ragazzi.
- Bene ragazzi potete andare, ma mi raccomando non litigate più per cose così stupide, ricordatevi che sono io che comando qui in questa scuola. E nessuno, vi dico nessuno può decidere al posto mio se espellere un ragazzo, quindi non preoccupatevi Dante Drake rimarrà qui con noi al istituto Grimm. – Disse la Direttrice.
Intanto andiamo a vedere cosa e successo 3 giorni prima durante la lezione di italiano quando Il Prof. Bianchi, un tipo molto paffuto con un paio di occhiali da talpa e i capelli a caschetto, si mise a prendere in giro Dante per l'ultimo test di italiano andato male e sul fatto che e stato bocciato per ben due volte.
- Quindi sei tu quella feccia di studente che tutti temono, sei inutile non sai fare nulla, come si fa a prendere 6% su una verifica così facile neanche a sbagliarle apposta, tutti ti temono ma a me non sembri un gran ché, sei solo uno stupido verme schifoso e insignificante, quante volte vuoi ancora essere bocciato dovrò preparati la classe per il tuo matrimonio poiché ti sposerai qui! E per la gente come te che il mondo sta andando tutto a rotoli. - Disse il Prof. Bianchi con tono aggressivo a Dante.
- Per favore la smetta Prof. Bianchi – Disse dante.
Ma il Prof. Bianchi continuò fino a far arrabbiare Dante che si alzò di colpo dal suo banco e andò in contro al Prof. Bianchi.
- Ehi! Non guardarmi con quella faccia, io sono un docente mi hai capito, se fai ancora un passo, ti porto su dalla Preside. – Disse il Prof. Bianchi tremando come una foglia e indietreggiando.
Ma Dante non indietreggio e prese il Prof. Bianchi e lo attaccò al muro.
- E fortunato che oggi sia di buon umore, Bartolomeo Bianchi oppure devo chiamarla professore. – Disse Dante con tono minaccioso e poi lo lasciò andare ed uscì dalla classe.
Ma la cosa non finì lì due giorni dopo il Prof. Bianchi si presentò a scuola con il braccio ingessato e il collare e spargendo la voce che Dante Drake della 3-E lo aveva aggredito, anche se tutti sapevamo che non era vero,ma il Prof. Bianchi andò da Dante e lo costrinse ad ritirarsi dal istituto Grimm, così Ian andò da Dante a parlarli ma ormai sapete tutti cosa e successo dopo.
Comunque ora ci troviamo ancora nel ufficio della preside e mentre Ian e Dante se ne stavano andando il vicepreside cercò di controbattere.
- Ma Signora Preside vuole lasciarli andare via dopo tutto il casino che hanno fatto. – Disse il vicepreside.
- Vuole mettere in dubbio una mia decisone, vicepreside sa a cosa sta andando incontro. – Rispose la Preside.
- No, non mi permetterei mai. – Disse il Vicepreside.
- Bene allora, lasciali andare e fidati del mio giudizio. – Disse la Preside.
Così i Ian e Dante uscirono ed iniziarono a tornare a casa insieme.
- Mi dispiace di averti dato tutti quei pugni. – Disse dante con tono dispiaciuto.
- Si, scusami anche tu Dante, non dovevo intromettermi in faccende che non mi riguardavano. – Li rispose Ian.
- Ian grazie! Ci vediamo domani, ricordati di non fare tardi come al tuo solito cerca di arrivare in orario almeno per la gita alle Dolomiti. – Disse Dante e poi iniziò ad incamminarsi per tornare a casa.
- Ok, farò del mio meglio Dante, ci vediamo domani. – Disse Ian sorridendo.
Ian camminò fino ad arrivare a casa ma appena stava per rincasare sentì squillare il cellulare e rispose subito.
- Pronto Mamma che c'è? sto per entrare a casa. – Disse Ian.
- Sono dal Nonno, vieni subito qui! – Disse lei con voce squillante e riagganciò il telefono senza dare una spiegazione.
Ian iniziò a correre, scavalcando le staccionate e correndo come un pazzo fino alla casa del Nonno, e appena arrivato aprì la porta ma non c'era nessuno, ma appena stava per andarsene a cercarli altrove sbucarono tutti e gridarono.
- Sorpresa! – Gridarono e si alzarono tutti in piedi.
Ian iniziò a guardarsi intorno stupito, lo avevano proprio fregato, alla festa c'era il Nonno, la Mamma, Dante e perfino quella stramba signora amica di suo nonno che da piccolo li raccontava storie sui fantasmi.
Quella serata fu bellissima, per Ian, la più bella festa di compleanno della sua vita almeno fino ad allora infondo aveva compiuto solo 14 anni, cosi la festa finì e tutti se ne tornarono a casa, tranne Dante che rimase ancora un po' ad aiutare ad sistemare.
- Allora avevate organizzato tutto. – Disse Ian a Dante.
- Certo! – Rispose Alexa la mamma di Ian intromettendosi.
In quel momento arrivò il Nonno con uno strano scrigno tra le mani.
- Allora e arrivato quel momento, bene ti aspetto in macchina Ian. – Disse Alexa.
- Anche per me sarà meglio andare, ci vediamo domani, ok. – Disse Dante dando a Ian una pacca sulla spalla.
Il nonno si avvicinò vicino ad Ian si sedette a gambe incrociate.
- Bene ora che se ne sono andati via tutti, tieni nipote questo e il mio regalo di compleanno e il regalo che ti ha lasciato tuo padre prima di andarsene – Disse Myazaki il nonno di Ian (N.B. Myazaki in onore di Hayao Myazaki dello studio Ghibli "La citta incantata".
Il nonno diede lo scrigno ad Ian che lo aprì, dentro c'era una bandana blu con un bellissimo disegno di un teschio al centro.
- Allora ti piace. – Domandò il nonno.
- Sì, è bellissima – Rispose Ian sorridendo.
- hahahaha! Sembri la sua copia, hai avuto la stessa reazione di quando la regalai a Dan anni fa – Disse il nonno
- Ok, grazie nonno la terrò sempre con me – Disse Ian.
- Bene così mi piaci nipote, ora va che la mamma ti sta aspettando.
Sai Dan, quando mi dicesti di tenerti la bandana, rimasi sorpreso, non te ne eri mai separato fino a quel giorno, e mi dicesti.
- Ehi vecchio io vado, questa prendila tu, e la mia bandana, dalla ad Ian quando sarà diventato abbastanza uomo per portarla, hahahaha!.
Sai Dan penso che ora per Ian sia arrivato quel momento.
Nello stesso momento in un capannone presso le Alpi, in Italia, una ragazza con dei capelli lunghi e ricci e una strana divisa, sta scappando tenendo qualcosa tra le mani.
- Fermate quella ragazza! Non lasciatela scappare portatemela indietro. – Ordinò un signore vestito bene e tutto elegante.
- Ok! Ai suoi ordini. – Esclamarono i sottoposti, con la stessa divisa della ragazza.
- Frost vai anche tu, non posso fidarmi di quegli stupidi. – Disse il Dott. Fox a Frost, un uomo alto, capelli corti e biondi.
Il giorno seguente alle 06:45, presso la casa di Ian a Milano, finalmente Ian si svegliava e come al suo solito era completamente in ritardo.
- Ah! Che bella dormita. – Esclamo sbadigliando Ian.
Ma al improvviso Ian guardò l'orologio e lanciò un urlo e poi cadde dal letto, erano le 6.45 e tra 15 minuti si partiva per la gita e lui non era ancora pronto.
Così Ian si vestì in un attimo è iniziò a scendere le scale e davanti alla porta di casa c'era sua mamma con la borsa del viaggio e una fetta biscottata per la colazione.
- Eccoti il tuo zaino e la colazione. – Disse Alexa con un faccione sorridente.
- Grazie mamma, sei sempre la migliore. – Rispose Ian.
- Conosco il mio pollo, adesso però sbrigati che ce la puoi fare. – Disse la mamma di Ian.
Ecco come era una normale mattinata in famiglia Ogre, "Cavolo almeno oggi potevo svegliarmi in orario", Pensava Ian. Oggi c'era anche Myazaki che non disse niente si limitò a lanciare un grosso sorriso a Ian come se stesse dicendo "Metticela tutta nipote".
Intanto Ian era appena uscito dal portone di casa e la mamma lanciò un urlo.
- Fa attenzione Ian e divertiti in Gita! – Disse salutandolo con la mano.
Intanto Ian era partito nella speranza di raggiungere l'istituto Grimm in tempo, mancavano ancora 10 minuti alla partenza.
Istituto Grimm, Milano, Italia, Ore 6.50, Nessuno si era accorto che Ian mancava, tranne Dante che guardava di qua e di là "Accidenti, sarei dovuto andare a prenderlo" Pensava, però ad un tratto davanti agli studenti della 3-E si presentavo un uomo alto, con degli occhiali tondi e un camicie bianco da scienziato e con uno sguardo di uno perso nel vuoto, si fermò davanti agli studenti che guardavano stupiti non l'avevano mai visto e non sapevano che era stato incaricato lui di accompagnarli in gita al posto del Prof. Bianchi, così quello strano tipo si guardò in giro e lanciò un piccolo sorriso.
- Buongiorno ragazzi e ragazze, io sono il Prof. Isaac Adkins, e con vostro immenso piacere sarò il vostro accompagnatore per questa escursione alle Dolomiti, spero di avere la vostra completa collaborazione ragazzi. – Spiegò il Prof. Isaac a voce alta.
- Sì! Professore. – Risposero tutti gli studenti in coro.
- Bene, meglio così, grazie a tutti della collaborazione ora possiamo iniziare con l'appello della classe. – Aggiunse Isaac.
Intanto Ian continuava a correre per le strade di Milano ma oggi sembrava che non arrivasse mai, intanto Isaac continuò con il suo appello, fino a quando arrivò il turno di Ian e il Prof. Isaac.
- Ian Ogre, e presente. – Urlò Isaac chiamandolo, ma nessuno rispose.
- Ian Ogre. – Gridò ancora.
E così finalmente sopra al muro della scuola arrampicandosi a fatica apparve Ian facendo la sua entrata spettacolare poi saltò in aria, solo che sbagliò ad atterrare e finì per terra.
- Ci sono Prof. – Disse Ian dolorante.
- Ti piace farti aspettare – Commentò Dante aiutandolo ad alzarsi.
- Ecco finalmente il nostro ritardatario. – Disse Isaac con un tono arrabbiato, ma guardò meglio.
- Interessante. – Aggiunse e continuò con l'appello.
Alla fine l'appello finì e tutti salirono dentro l'autobus in partenza per le Dolomiti, il viaggio in autobus fu abbastanza noioso tanto che Ian e Dante si addormentarono, le ragazze continuavano a parlare ma di cosa non si sa, invece il Prof. Isaac aveva iniziato a scrivere da quando il viaggio era iniziato.
Finalmente arrivarono a destinazione dopo 5 lunghe ore di viaggio, tutti iniziarono a scendere dal autobus e appena Ian scese dal bus, tirò un respiro profondo, l'aria qui era tutt'altra cosa rispetto alla città, e infine per ultimo scese il Prof. Isaac con dei fogli in mano.
Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, si trova presso le dolomiti in Italia e un dei parchi nazionali, con flora e fauna protetta, un bel posto da visitare.
- Ci siamo ragazzi vi do ufficialmente il Benvenuto al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, per questo giorno ho organizzato per voi una caccia al tesoro qui al parco. – Spiegò Isaac
- Ma Prof. Non dovremmo fare una visita guidata dentro il parco, guardando la flora e la fauna del posto. – Esclamarono le ragazze della classe, le solite sapientone.
- Fate silenzio! Ricordatevi che sono io qui il professore, sono io che comando, e oggi si farà quel che dico io, tutto chiaro! – Disse Isaac in modo presuntuoso.
- Ma! Prof cosa dovremmo cercare in un bosco, pigne? – Si sentì commentare dal gruppo dei maschi in fondo alla classe.
- Ci siete quasi ragazzi, ma non proprio. Comunque ho deciso che per oggi per questa caccia al tesoro per alimentare il vostro spirito di squadra, ci saranno delle coppie decise da me. – Disse Isaac con entusiasmo.
- Cosa?! – ed si sentì un gran baccano, tutti che si lamentavano.
- Bene ragazzi cominciamo che lo vogliate o meno oggi ho deciso così, i primi saranno Maya Goblin e Dante Drake – Iniziò Isaac.
Maya Goblin, 14 anni, capelli castani e sempre vestita molto bene, e una ragazza seria e molto precisa in quello che fa.
- No! Prof non può farmi questo, io non posso fare coppia con questo qui – Risposero Maya e Dante a unisono.
- Ma che dite? Siete perfetti insieme mi avete risposto ad unisono. – Disse Isaac sorridendo.
Isaac andò avanti con le sue strambe coppie fino a quando arrivò alla fine e l'unico rimasto senza nessuno era Ian che si guardava intorno.
- Bene ora possiamo dare il via alla caccia al tesoro, mi raccomando divertitevi e ricordatevi che alle 18.00, oppure vi farò qualcosa di molto fastidioso, ci sono! Tutti qua oppure niente cena. – Aggiunse infine Isaac e si mise sdraiato sotto un albero.
Così questa stramba, se così si può dire, caccia al tesoro iniziò ma nessuno di era interessato per la caccia al tesoro anzi continuavano a litigare, intanto Ian pensava, "Che cosa vuole fare quel pazzo di un professore? Perché queste strane coppie?" Ma soprattutto una domanda avvolgeva Ian "Perché Io non sono in coppia con nessuno?".
Ma oramai era troppo tardi per tirarsi indietro era l'ora di iniziare questa caccia al tesoro, per un momento ci fu un grosso silenzio, ma poi tutti iniziarono a guardare il loro fogli e cominciarono ad andare.
Ian rimasto da solo iniziò anche lui a guardare il suo foglio e appena lo guardò, lanciò un piccolo sorriso ed iniziò ad incamminarsi, tra se pensava "Quel professore e davvero un pazzo chissà cosa avrà di così importante da dirmi per organizzare addirittura una caccia al tesoro per potermi parlare da solo".
- Dovrebbe essere questo il posto – Disse Ian arrivato al posto prestabilito.
Appoggiato ad un albero c'era il Prof. Isaac che appena vide Ian iniziò ad avvicinarsi verso di lui.
- Tu sei Ian Ogre, Vero? Figlio di Dan Ogre grande ricercatore ed archeologo di fama mondiale, attualmente non si sa dove sia, ma non e finita qui sei nipote di Myazaki Ogre anche lui grande ricercatore e dopo la seconda guerra mondiale uno dei più grandi, rispettato e temuto per il suo carattereera chiamato dai suoi amici ma soprattutto dai suoi nemici "Orco Distruttore" una vera Leggenda, invece tu stranamente non eccelli nelle materie di studio, ma sei molto agile nello sport e molto veloce nella corsa, ma a parte queste 2 cose non hai nessuna abilità speciale. – Disse Isaac con molta precisione.
- Cosa e lei uno stolker o un professore? Per cosa mi ha chiamato qui prof? – Rispose Ian.
- Ho deciso di convocarti qui oggi dopo aver visto sta mattina la tua bandana, quando l'ho vista ho capito che eri figlio di Dan, sai io e tuo padre eravamo amici, ma a parte questo ho una domanda da farti Ian. – Disse Isaac afferrandolo per le spalle e guadandolo negli occhi.
- Ian Tu credi nella MAGIA? – Domandò Isaac
Ian era rimasto fermo immobile non sapeva cosa rispondere, cosa era quella domanda e Perché si domandava.
- Ma Prof. Lei oltre ad essere uno Stolker è anche pazzo, lo sanno tutti che la magia non esiste, come potrebbe esistere una cosa del genere! – Rispose Ian ridendo a squarciagola.
Allora anche Isaac si mise a ridere a squarciagola e disse con le lagrime agli occhi.
- Sei forte ragazzo, degna risposta del figlio di Dan, hai risposto proprio come lui, ma ricordati ragazzo che tra poco ti troverai in qualcosa di più grande di te quindi preparati, fino ad allora SAYONARA (Addio in Giapponese). – gli rispose Isaac.
Poi se ne andò via ridendo come un matto.
- È proprio tuo figlio Dan, mi ha dato proprio una risposta degna del tuo figlio, devo ammetterlo, vi assomigliate proprio. – Disse Isaac.
Così Ian iniziò ad camminare, è intanto ripensava a quella strana conversazione, ripensava a quella domanda, e sul come mai Isaac sapeva tante cose su di lui e la sua famiglia, ma soprattutto ripensava a quella frase cosa significava "Ti ritroverai presto in qualcosa più grande di te" e poi "Magia", ripensando a tutto ciò con la testa che li stava scoppiando arrivò presso un lago, e si sedette sulla riva e sdraiandosi sul prato inizio a guardare il cielo.
- Non ci capisco più niente! – Esclamò mettendosi una mano nei capelli.
Poi alzò lo sguardo e scorse sul lago, sopra una ninfea, c'era qualcosa di strano così si buttò in acqua e si precipitò a vedere cosa era, appena arrivato là rimase un po' sorpreso di quello che si presentava davanti ai suoi occhi, sembrava una piccola bambola, alto una spanna, con dei capelli strani e variopinti, Ian la tirò fuori dal acqua.
- Hai qualcosa da mangiare? – Si sentì provenire da quella bambola mentre la tirava fuori dal acqua.
- Cosa tu sai parlare! – Esclamò Ianappoggiandolosopra ad un asciugamano.
Ma poi iniziò a tirare fuori un pacchetto di biscotti dal suo zaino, e li diede a quel esserino che iniziò a mangiarli velocissimo rischiando di rimanere strozzato.
- Piano dai, che non te li prende nessuno. – Gli disse Ian.
L'esserino finì di mangiare e si mise davanti ad Ian e chinò il capo per ringraziare.
- Grazie di tutto, io sono Wik, posso sapere come ti chiami umano? – Gli domando Wik.
- Sono Ian, Ian Ogre. Ma tu cosa sei? – Domandò Ian sorpreso.
- Dato che mi hai salvato, a te posso dirlo, io sono un folletto sono uno spirito della natura. – Disse Wik Orgoglioso.
- Cosa?! – Esclamò Ian.
Il folletto iniziò a guardarlo in modo strano.
- Cosa ce? Non mi credi forse, allora dovrò farti vedere che non sto mentendo – gli disse Wik.
Wik salì sulle gambe di Ian e poi saltò sulla spalla ed con un ultimo balzo diede una testata ad Ian.
- Ahi! Fa male – Esclamo Ian – Ho capito, non c'era bisogno di arrivare a tanto.
- Certo che voi umani siete proprio strani, prima mi guardi con uno sguardo da pesce lesso con una faccia che diceva che cosa sta parlando questo qui? e poi mi dici che non cera bisogno di arrivare a tanto, non vi capisco proprio che cosa ci guadagnerei a mentirti, io Sono Wik e sono un folletto, tu hai detto di essere Ian Ogre – gli rispose subito Wik.
- Si sono Ian Ogre – rispose Ian
- Ian Ogre mi piace il tuo nome suona bene, sai sarai anche stupido ma dopotutto sei un tipo divertente, mi piaci Ian – Disse Wik.
- Anche tu mi piaci Wik – Commento Ian.
- Sei strano fino ad un attimo fa mi guardavi stupito e ora ti metti a chiacchierare con me, sei strano Ian Ogre, ma e questo che mi piace di te – Disse Wik mettendosi a ridere.
Intanto da tutt'altra parte Maya e Dante come era abbastanza prevedibile stanno litigando.
- Ti ho detto che il prossimo oggetto della lista non si trova qui! – Disse Maya a Dante.
Dante come al solito inizia a perdere la pazienza.
- Sta zitta! Mi hai rotto, tu e questa stupida caccia al tesoro ti saluto vado a cercare Ian almeno con lui ce da divertirsi – Disse Dante dando un calcio ad un sasso.
- Ehi! Dove stai andando non lasciarmi qui da sola...anzi non me ne frega niente di te fai come vuoi finirò questa caccia da sola! – Disse Maya Preoccupata ma poi alla fine li fece una boccaccia.
Nel frattempo Ian e Wik hanno fatto amicizia e stanno chiacchierando amichevolmente.
- Dai e tu cosa hai fatto? – Chiese Wik ad Ian incuriosito.
- Li ho detto che era un pazzo! – Rispose Ian.
- Certo che tu sei un tipo divertente Ian, ma purtroppo ora dobbiamo salutarci mi e piaciuto molto parlare con te, chissà magari un giorno ci rincontreremo di nuovo fino ad allora mi raccomando acqua in bocca. – Disse Wik.
- Non preoccuparti oramai siamo amici Wik. – rispose Ian.
- Si! Noi siamo amici Ian. – Disse Wik con un grande sorriso.
Anche Ian sorrise e poi Wik saltò su un albero.
- Mi ricorderò di te Ian Ogre, mio amico umano. – e se ne andò scomparendo tra gli alberi.
Presso il Campo Base della 3-E, ore 17:10, Il professor Isaac si preparava ad accogliere i ragazzi che stavano per tornare dalla caccia al tesoro sdraiato sotto un albero, ma al improvviso alzò la testa.
- Nel aria si sta cominciando a sentire odore di guai, List. – Disse Isaac è sopra la sua spalla apparve un folletto proprio come Wik.
- Sì, e non è nulla di buono. – Disse List.
Ora ci spostiamo presso un boschetto le ore sono 17:30, Maya sta tornando al punto di ritrovo, è tra se pensava a Dante che l'aveva lasciata da sola, "Quello stronzo, appena lo vedo giuro li mollo un Pugno, lasciare una ragazza come me tutta sola in un bosco, ho finito pure i Lollipop alla fragola, cavolo quello e uno stupido" pensava tra se, ma al improvviso iniziò a guadarsi intorno.
- Ma io ci sono già passata di qua? – Disse Maya preoccupata.
Ma fortunatamente in lontananza anche Ian stava tornando al accampamento, con le mani in tasca e la testa bassa e intanto ripensava a quello che era successo oggi.
"Certo che ne sono successe di cose, sta mattina non avrei mai pensato che la magia esistesse, invece io ho incontrato un folletto e siamo diventati amici" pensava tra se ma poi nella sua mente riiniziarono i dubbi "che cosa sa il Prof. Isaac di questa faccenda, sarà conoscenza dei folletti".
Ma all'improvviso Ian sentì una voce che lo stava chiamando.
- Ian Ogre! – Urlò Maya – Fermanti un secondo.
- Che c'è? – Rispose Ian In modo freddo – Tu non dovresti essere con Dante?
"Cavolo non posso dirgli che abbiamo litigato e ci siamo separati ma soprattutto non posso dirgli che mi sono persa sarebbe troppo imbarazzante anche se si tratta di lui" pensava Maya.
Ad un tratto però si sentì un gran boato è prima che Maya potesse chiederli se potevano tornare insieme al accampamento, da dietro due grandi cespugli uscì un enorme Grizzly nero arrabbiato e spaventato per il rumore di prima, e appena Maya stava per chiedere ad Ian di aiutarla, lo vide sbiancare di colpo.
- Cosa ce Ian, cosa sta succedendo sei diventato pallido. – Chiese Maya ad Ian.
Ian iniziò ad balbettare.
- Un Or...un Orso e dietro di Te!! – Disse ad Maya gridando a voce alta.
Maya si girò di colpo cadde al indietro e lanciò un urlo, Ian allora con uno scatto velocissimo si mise davanti a Maya per cercare di salvarla.
- Non preoccuparti sta tranquilla, ce la faremo. – Disse Ian a Maya per calmarla.
Ma Maya era entrata nel panico era spaventata e aveva paura, non riusciva neanche a muoversi, così l'orso che non aveva più Maya davanti, andò frontalmente verso il suo nuovo bersaglio, Ian, lo colpì e lo spinse conto un albero, così Ian per l'impatto si mise in ginocchio tutto pieno di lividi e graffi.
- Maya reagisci, Svegliati! E scappa, SALVATI ALMENO TE! – Urlò sofferente Ian a Maya.
Maya per un momento sembrò reagire, ma le sue gambe non riuscivano muoversi, l'orso ormai stava caricando un ultimo attacco per finire Ian, ma fortunatamente qualche albero più in là si era fermato sopra un ramo, Wik.
- Cosa sta succedendo là? – Disse Wik molto preoccupato.
E nel vedere quella scena Wik iniziò a saltare da un albero al altro e si precipitò in loro soccorso senza pensarci due volte, i suoi unici pensieri erano "Devo salvarli, al diavolo le regole dei vecchi saggi, lui e molto più importante, lui e un mio amico".
Così fece l'ultimo salto e salì sulla spalla di Ian.
- Non preoccuparti amico mio, sono qui per salvarti. – Disse Wik.
Unì le mani come se stesse per fare una preghiera e disse OVERLOOPSOULS [ANAMACHA nella lingua dei folletti].
"L' Overloopsouls o Anamacha e una tecnica conosciuta da tutti i folletti, letteralmente significa sovrapposizione delle anime, permette al anima di un folletto di sovrapporsi all'anima di un umano, cosi creando un legame fortissimo, l'Overloopsouls risveglia i poteri dormienti dento gli esseri umani, questa tecnica è come una chiave che apre la porta della magia racchiusa dentro l'uomo, ricordate l'uomo nasce con essa ma non tutti si rendono conto di possederla, quindi l'uomo può controllare la magia dato che e parte del suo corpo, ma non tutti. I folletti possono usare la magia senza bisogno per forza di un legame con l'uomo, sono esseri magici dopotutto, ma comunque alcuni decidono di condividere questo dono con gli esseri umani, perché con questa unione si crea una magia più forte e più forte e il legame più forte sarà anche la magia, ovviamente per poter padroneggiare una tecnica simile tra l'umano e il folletto deve esserci molta affinità perché se non ce affinità il legame risulta troppo debole e sia l'umano che il folletto potrebbero rischiare la loro vita".
Ian aprì gli occhi che oramai non erano più umani ma occhi brillanti e gialli insomma occhi di un folletto, e grazie a loro eluse l'attacco e lo schivò, così l'orso lacerò la corteccia del albero dietro di Ian, poi l'orso capì che Ian era un osso duro e cominciò a correre verso Maya ma Ian con uno scatto velocissimo come una saetta corse frontalmente verso l'orso fece un salto, caricò il pugno e prima che l'orso potesse azzannarla diede alla bestia un pugno fortissimo così forte da far ribaltare l'orso, e quando l'orso si rialzò Ian lo stava guardando con uno sguardo minaccioso così l'orso si intimorì di Ian e rientrò veloce dentro il bosco.
Ian sfinito per la fatica, ruppe l'Overloopsouls con Wik e cadde a terra svenuto mentre Wik era accanto a lui.
- Bravo, te la sei cavata bene Ian. – Disse Wik e subito diventò invisibile.
Il Prof. Isaac e Dante stavano arrivando correndo in soccorso di Ian e Maya, Isaac andò da Ian e Dante da Maya.
- Cavolo come spiego tutto questo alla direttrice? – Disse Isaac Preoccupato.
- Credo che per ora non si deve preoccupare di questo Isaac. – Disse Dante Ridendo.
- Hai ragione Dante, ora portiamoli al accampamento e diamoli le giuste medicazioni, e poi per la cronaca per te sono il Professor Isaac! – Disse Isaac prendendo Ian in braccio.
- Si come vuole lei professore. – Rispose Dante prendendo anche lui Maya.
Centro del Bosco, Dolomiti, Italia, Ore 18.13, si era appena conclusa una spietata battaglia e Frost era sdraiato per terra che rideva come un matto.
- C'è l'ha fatta quella stupida ragazzina a fregarci Ice, ora la caccia si farà ancora più interessante. – Disse Frost Ridendo e lanciando una risata cattiva.
Nel frattempo una ragazzina traballante camminava appoggiandosi agli alberi del bosco lasciando una piccola scia di sangue sulla corteccia.
- Devo andare, devo fare presto, devo andare a riferirgli tutto al più presto – Diceva la ragazzina a voce bassa e dolorante.
Spiritenia, città natale di ogni folletto, Grande concilio dei Folletti, e appunto nella stanza del concilio era scoppiato un grande putiferio in quel momento mentre tutti erano intenti a parlare fece la sua entrata un vecchio, alto, con una barba lunga e grigia e un grosso mantello, il suo nome, Zereki e copre la carica di Capo supremo del concilio dei folletti.
- Vi ho riuniti qui adesso perché nel mondo umano dopo 60 anni un folletto, uno dei miei figli, ha osato disubbidirmi infrangendo una delle regole imposte dal concilio dopo l'ultima grande catastrofe avvenuta anni fa – Spiegò Zereki ai membri del concilio.
Appena Zereki finì di parlare in quella stanza ritornò di nuovo un gran casino, "Cosa hanno fatto quella cosa!" diceva uno, "Non è ammissibile una cosa del genere!" diceva l'altro, "Dobbiamo agire subito e al più presto non possiamo tollerare oltre!", aggiunse l'ultimo.
- Silenzio! – Urlò Zereki lanciando un grido – lo so che dobbiamo agire, e per questo che ho chiamato qui Zom.
Entrò dentro la stanza del concilio un piccolo folletto, paffuto, vestito di nero.
- Zom, vieni qui figlio mio, ti ho chiamato qui perché ho un compito da assegnarti, devi portare indietro Wik, usa i metodi che ritieni necessari – Gli ordinò Zereki a Zom.
- Ancora quello stupido di Wik, non preoccuparti padre, lascia fare a me – Aggiunse Zom con tono sicuro.
- Ma invece per quell'altra cosa? – Aggiunse uno del concilio.
- Non preoccupatevi di lui si stanno già occupando i Maghi Esecutori – Disse Zereki.
Sempre a Spiritenia un ombra misteriosa si aggirava dentro la foresta contemporaneamente alla riunione dei saggi del concilio.
- Qualcuno si sta avvicinando, sento la loro presenza, dobbiamo metterci al sicuro, Sho – Disse l'ombra umana misteriosa e anche sulla sua spalla apparve l'ombra di un folletto.
Il giorno dopo il 27 novembre, presso il campo dell'istituto Grimm, Ian finalmente si e svegliato.
- Ben svegliato, dormiglione – Disse Isaac.
- Tu sei uno completamente pazzo Ian, Combattere contro un orso, cosa cavolo ti e saltato in mente – Intervenne Dante arrabbiato.
- Non potevo farci niente e lui che ci ha attaccato – Disse Ian con voce bassa – A proposito Maya come sta? – Aggiunse.
- Maya, sta bene, ha subito uno shock per lo spavento ma ora sembra essersi ripresa – Intervenne Isaac.
- Ho capito! – Disse Ian tirando un sospiro di sollievo.
Infine i giorni volarono e arrivò il momento di partire anche se Ian non ha fatto nulla, e rimasto gli ultimi giorni sdraiato in tenda a riprendersi dalle ferite. Comunque finirono i preparativi per il viaggio di ritorno, per ritornare a casa a Milano, il viaggio di ritorno in bus fu inquietante, nessuno diceva una parola, "Che cosa era successo a tutti li preferivo quando erano fastidiosi e rumorosi" Pensava Ian mentre si guardava in giro, ma a parte questo neanche Maya non li disse una parola dopo tutto quello che era successo, a volte i loro sguardi si incrociavano ma lei faceva una faccia dispiaciuta e abbassava lo sguardo per terra. E così dopo le 5 ore più lunghe della vita di Ian arrivarono finalmente a Milano, Dante per precauzione decise di accompagnare Ian fino a casa, così tutti e due iniziammo ad incamminarsi per ritornare a casa.
Anche se Ian cercava di camminare bene e cercava di far vedere che non aveva niente, la mamma di Ian appena lo vide si precipitò di corsa da lui e iniziò ad ispezionarlo e quando lo vide che era bendato iniziò a riempirlo di domande.
- Cosa hai fatto? Cosa e successo? Come? Dove? E perché... - Disse Alexa preoccupatissima.
Ian la fermò e cercò di tranquillizzarla.
- Mamma, non preoccuparti, sono solo scivolato giocando con Dante a pallone – Gli disse Ian – Ormai non fa più male.
"Che scusa stupida" pensò Ian tra se, ma sorrise.
- Ok, ma non farmi preoccupare più Ian – Disse abbracciandolo.
"Sei proprio uguale a Dan, Ian, Anche lui pur di non farmi preoccupare inventava scuse del genere, non era proprio bravo a mentire, tu li assomigli molto e poi quella sua bandana ti sta proprio benissimo, sembri la sua copia" pensava Alexa la mamma di Ian tra se.
- Mamma! – Disse Ian – Voglio andare dal nonno a salutarlo e ringraziarlo come si deve per la bandana, allora posso?
- Ok! Va! – Disse Alexa – Ma mi raccomando non fare tardi per la cena e porta anche il nonno. - E iniziò ad accarezzarli i capelli come si fa con i bambini.
- Mamma, non sono più un Bambino – Disse Ian mentre Dante stava ridendo dal altra parte – Dai Dante andiamo che il Nonno ci sta aspettando.
Così i due ragazzi iniziarono ad incamminarsi verso la casa del Nonno di Ian, andavano avanti ridendo e scherzando, ignari di quello che li stava aspettando.
Milano, Italia, Ore 17.45, Vicino a casa del nonno di Ian, una ragazza sta camminando appoggiata al muro "Sono arrivata, ancora poco" Pensava, ma.
- Ti ho raggiunta finalmente, Vanessa Blade, Questa volta non riuscirai più a sfuggirmi, quindi preparati ad assaggiare la mia ira per prima, STRONZA! – Disse Frost a Vanessa che a malapena si reggeva in piedi.
- Non mi avrai mai, Frost, Io non ci torno al Organizzazione ho chiuso con voi. – Gli rispose Vanessa.
- Bene piccola Vanessa, Mi vuoi costringere ad essere violento, molto meglio così, Sai non mi piace trattenermi, Avanti Ice dammi il 100% della tua forza. – Disse Frost liberando intorno a se un aura Azzurra.
- Bene sono pronta Frost, Hana (Fiore in Giapponese) prepariamoci a combattere. – Disse Vanessa con tono serio.
E sopra alla spalla di Vanessa apparve un folletto femmina con un viso tondeggiante e una corona di fiori sopra la testa.
- Sei sicura Vanessa, guarda che sei ferita. – Disse Hana.
- Non preoccuparti Hana ce la faccio, quindi ti prego prestami i tuoi poteri. – Disse Vanessa a Hana.
Ma Vanessa non fece in tempo a finire la frase che Frost era già andato al contrattacco, e diede un pugno a Vanessa.
- Molto commovente, ma non dovreste distrarvi così, sapete io sono ancora qui – Disse Frost a Vanessa.
Poi la prese per i capelli e la alzò in aria.
- Sei proprio stupida, se avresti aspettato ancora un po' si tu che Hana sareste diventate molto più forti, ma voi dovevate diventare amiche, sapete e un vero peccato che durante questa missione ho cercato ripetutamente di convincerti a tornare, ma purtroppo disgrazia ha voluto che non ci sia riuscito e per sbaglio la piccola Vanessa non ce l'abbia fatta. – Disse Frost lanciando un sorriso maligno.
Così detto questo le diede un pugno e poi un calcio e facendola andare a sbattere contro un muro.
- Sei proprio una bambina capricciosa, credere in qualcosa di inutile come l'amicizia... - Disse Frost avvicinandosi ad Vanessa.
- Fa SILENZIO! – Lo interruppe Vanessa – Cosa può capire uno zuccone come te, a me Hana piace così come è, non voglio che cambi o diventi più forte perché l'amicizia e questo accettare sia i lati positivi ma anche quelli negativi di una persona, E QUESTO CIÓ CHE SIGNIFICA ESSERE AMICI!
A quel punto sopra un muro apparve Myazaki commosso con le lacrime agli occhi.
- Ben detto Ragazzina, mi hai davvero commosso con le tue parole, ma ora stai li Tranquilla a guardare questo vecchio che si batte in nome del amicizia in cui tu credi molto. – Disse Myazaki scendendo dal muro, Vanessa sembrò sorridere e poi svenne.
Myazaki andò correndo verso Frost e gli diede un GIGANT PUNCH.
"Myazaki riesce a far gonfiare le parti del suo corpo e a farle diventare forti e resistenti come la roccia, Il Gigant Punch e una mossa, una Skill, di Myazaki e gli permette di far gonfiare il suo braccio e di scaraventare contro il nemico il pugno di un gigante".
Così Frost colpito in pieno dal Gigant Punch fu scaraventato via, ma si rialzò subito poco dopo.
- Si può sapere chi sei tu, vecchio? – Chiese Frost.
- Io sono Myazaki Ogre, e non permetterò a nessuno di fare i prepotenti nella mia città. – Rispose Myazaki facendo una posa simile a quella dei Power Ranger (N.B. Power ranger e una serie televisiva con dei personaggi che combattono dei strani mostri con delle tute colorate).
- Cosa! – Esclamò Frost sorpreso – Sei davvero Myazaki "L'orco Distruttore". E si mise a ridere.
- Certo che oggi sono davvero fortunato, sto combattendo contro colui che 60 anni Fa durante la guerra magica tra folletti e umani non lasciava altro che polvere dei suoi nemici, l'orco distruttore dal cuore generoso, ora sono tutto infiammato. – Disse Frost scrocchiandosi le dita della mano.
- Mi fa piacere che tu mi conosca, allora anche io dovrò fare sul serio. – Disse Myazaki iniziando a fare stretching.
- Posso farti una domanda vecchio, come fai ad avere tutta quella forza hai anche tu un folletto? – Domandò Frost a Myazaki.
- Chissà! Comunque voglio dirti una cosa, non sottovalutare mai la forza di uno della famiglia Ogre! – Rispose Myazaki e lo attacco ancora con un GIGANT PUNCH ma Frost respinse con un ICE PUNCH E con l'impatto creando una cortina di fumo.
"Come di certo avete capito Frost grazie ad Ice riesce ad usarela sua magia di ghiaccio, riesce a creare qualsiasi cosa".
Mentre il Gigant Punch e l'Ice Punch si scontravano in quel momento stavano girando l'angolo Ian e Dante e vedendo tutto quel fumo si misero a correre e quando arrivarono là Ian vide suo Nonno combattere contro Frost, e non riusciva a credere ai suoi occhi.
- Nonno, che sta succedendo? – Chiese Ian.
Myazaki sentendo la voce di Ian si distrasse e Frost lo colpì con uno dei suoi pugni di ghiaccio.
- Ice vai con quella mossa BREATH ICE "Soffio di Ghiaccio", congeliamolo. – Disse Frost.
Myazaki fece diventare le sue mani giganti e le unì formando una specie di scudo, per proteggere Ian e Dante.
- Ian scappa, ora che ne hai la possibilità, non posso combattere e proteggervi a lo stesso tempo, quindi ascolta questo vecchio e vattene, non preoccuparti va ora. – Disse Myazaki a Ian.
- Ma nonno cosa ne sarà di te? Cosa sta succedendo? – Disse Ian.
- Non preoccuparti, sarò un vecchio ma ho ancora la pellaccia dura quindi non preoccuparti, c'è la farò, quindi va ora presto! – Disse Myazaki a Ian.
Ian si mise a correre, invece Dante rimase e guardò Myazaki.
- Dante fa in modo che Ian non ritorni, mi raccomando conto su di te. – Disse Myazaki a Dante.
Allora Dante lo guardò e sorrise e andò correndo verso Ian, Myazaki così si lanciò in un attacco frontale, ma purtroppo era una trappola, Frost e Ice avevano rotto il loro legame.
Frost guardò in alto verso Ice.
- Ice, colpisci quel ragazzino con la bandana – Ordinò Frost a Ice.
- Ok, Frost lascia fare a me! – Disse Ice e poi caricò un colpo e lanciò un attacco ICE LANCE ma colpendo e infilzando Myazaki, che si era messo davanti per salvarli ma così rimanendo ferito ad un braccio.
Myazaki disperato iniziò a correre verso Ian con la mano sul braccio, e quando Ian si girò a guardare, li si fermò il cuore e vedendo suo nonno suo nonno infilzato da una lancia di ghiaccio, iniziò a tremare e a bruciare di rabbia, allora Wik salì sulla spalla di Ian e cercò di calmarlo.
- Ian, sta calmo, va tutto bene. – Disse Wik ad Ian.
Ma Ian si arrabbio ancora di più e dal suo corpo si stavano sprigionando fulmini blu, il suo potere si era risvegliato di nuovo. Wik cercò ancora di calmare Ian ma lui non capiva più niente e stava assorbendo la magia e tutti i poteri di Wik.
- Oh! Questo ragazzo e forte, voglio vedere fino a dove arriva la sua forza Ice, vai ancora con un altro attacco! – Disse Frost.
Ice lanciò ancora un altro ICE LANCE infilzando ancora il povero Myazaki, Ian diventò furibondo e i fulmini sul suo corpo diventarono ancora più intensi ma Wik soffriva per questo, il loro legame si era rotto, i loro sentimenti non erano eguali.
- Fermati IAN! – Urlò Myazaki.
Ma Ian non ragionava più, e iniziò ad attaccare Frost a caso mentre lui schivava tutti gli attacchi e lo incitava a fare di più. Ice ancora un ultima volta lanciò un altro ICE LANCE trafiggendo Myazaki questa volta al cuore.
- BASTA FERMATI!! – Gridò Ian in preda alla disperazione.
Ian lanciò un fulmine colpendo Frost e lacerandoli l'occhio sinistro, e Frost si mise la mano sul occhio insanguinato.
- Interessante Ragazzo, mi hai sorpreso. – Disse Frost.
E in quel momento a destra apparve Isaac e a sinistra Ariel la direttrice dell'Istituto Grimm.
- Ah! E così, bene allora noi leviamo le tende – Disse Frost.
Ice creò una nube di ghiaccio e così loro scomparvero nel nulla, ma Ian continuava ad attaccare, non si fermava anche se Isaac e anche la direttrice cercavano di farlo tornare in se, Intanto Dante era con Myazaki e cercava di tenerlo tra di loro.
- Ti prego Dante, Fermalo, Solo tu puoi farcela non voglio che l'ultima cosa che dovranno vedere questi stanchi e vecchi occhi siano mio nipote ridotto in quello stato, TI PREGO SALVALO! – Chiese Myazaki a Dante e li iniziarono a lacrimare gli occhi.
Dante appoggiò Myazaki delicatamente per terra corse verso Ian e gli diede un pugno violento,poi lo prese per la giacca e continuò a darli un pugno dopo l'atro e con le lacrime agli occhi.
- Torna in te STUPIDO!, non vedi che tuo nonno e ancora lì, non ti ricordi più cosa volevi dirgli, ora va che ti sta aspettando! – Disse Dante dandogli una pacca sulla spalla.
Ian Finalmente tornò in sé.
- NONNO! – Si mise a gridare.
Ian iniziò a piangere e corse verso suo nonno.
- PRESTO, CHIAMATE UN AMBULANZA! – Disse Ian.
Ma Myazaki lo fermò.
- Non preoccuparti, ormai non c'è più speranza per questo vecchio. – Disse Myazaki ad Ian.
Ian Iniziò a piangere ancora più forte.
- Non dire così NONNO! Ci sono ancora un sacco di cose che volevo chiederti, un sacco di cose che volevo dirti, volevo ringraziarti di questo splendido regalo, voglio ringraziarti di avermi parlato di mio Papà, ma soprattutto volevo dirti che sei il nonno più forte del mondo, TI VOGLIO BENE NONNO! – Disse Ian.
Myazaki non riuscì più a trattenere le lacrime che iniziarono a scenderli come una fontana, ma comunque raccolse le sue ultime forze asciugò le lacrime ad Ian con la sua mano tremolante.
- Ian, sei stato il miglior nipote che io potessi desiderare, ma ora basta piangere, non rendere a questo vecchio le cose più difficili, sai riesco a vederlo, tu e il tuo folletto, formate una bella coppia, come me e Rock un tempo. Ma prima di andarmene lascia che vi dica una cosa, La MAGIA e una cosa bellissima, è l'intera essenza di noi esseri umani, ma ricordatevi che la magia più forte e sempre quella spinta dalla forza di volontà, e soprattutto dalla forza dei sentimenti che vengono da qui dentro, dal tuo cuore, da sentimenti belli come l'amore e l'amicizia. La magia non è nata come forma di distruzione ma e la stupidità umana che la resa tale, quindi cerca dentro al tuo cuore sentimenti belli come l'amore e l'amicizia e trova la forza di andare avanti, Ian non voglio più vederti così, ora fammi vedere quello splendido sorriso che mi hai fatto vedere la prima volta che ci siamo incontrati -
Ian Fece un super sorriso.
- Bravo Ian così ti voglio sempre vedere, Nipote, sorridi e va avanti, e ricordati ti ho sempre voluto bene, addio IAN...
La mano di Myazaki cadde a terra.
- NONNO!!!!!!!!!! – Urlò Ian a squarciagola e le lacrime iniziarono a scendere senza fine.
Dante diede a Ian una pacca sulla spalla e la direttrice lo abbraccio ma era tutto inutile, Ian non la smetteva di piangere, nemmeno Dante riusciva a trattenere le lacrime.
Isaac andò da Vanessa e la prese in braccio, pure a lui scese una piccola lacrima, la direttrice Ariel piangeva e abbracciava forte Ian e tra se pensava "Se solo fossi arrivata prima, se solo fossi stata qui" ma soprattutto pensava a come potesse sentirsi Ian in quel momento, e lui che ha perso tutto.
Dante si avvicinò ad Ian e con le lacrime agli occhi.
- Basta piangere, ormai non c'è più nulla da fare, ritorniamo a casa Ian – Disse Dante.
È così il 28 novembre Myazaki Ogre, 83 anni si spense...quel infausto giorno si concluse, quella notte le stelle brillavano di una luce fortissima, come biasimarle tra di loro si era unita la stella più brillante che esisteva sulla terra, sembrava che stessero festeggiando, Ian piangeva e singhiozzava mentre la direttrice cercava di consolarlo ma era inutile quel giorno tutti tornarono a casa con una ferita nel cuore che non sarebbe guarita facilmente.
30 novembre si sta svolgendo il funerale di Myazaki, Ian era seduto davanti con un abito nero e per tutta la cerimonia non disse neanche una parola restò tutto il tempo con lo sguardo cupo e triste a guardare per terra, al funerale c'erano tutti.
la direttrice tenne il discorso d'addio mentre Isaac se ne stava in fondo a osservare, Myazaki usciva sempre bene in foto, sempre con quel sorriso stupido come se dicesse di sorridere sempre. Infine il funerale finì mentre la bara stava scendendo sembrava che anche il cielo si scuriva ora era il momento per tutti di tornare alle loro vite, infondo noi umani non possiamo fare altro che piangere i morti e andare avanti come se nulla fosse, siamo proprio insignificanti.
- Dai Ian torniamo a casa. – Disse Alexa la mamma di Ian molto addolorata.
Ian non rispose.
- Capisco, ti aspetto a casa, avrai un sacco di cose da dirli. – Disse Alexa ad Ian e li diede un forte abbraccio.
Poi se ne andò piangendo "So che e difficile da sopportare, ma devi andare avanti, anzi, tutti dobbiamo andare avanti" pensava Alexa mentre se ne tornava a casa.
Ian si mise davanti alla tomba del nonno, si asciugò le lacrime e iniziò tirando fuori dalla tasca della giacca la bandana che li aveva regalato.
- Ti ricordi nonno, quel giorno che tornai a casa pieno di lividi, dopo quella rissa del parco e tu dopo aver sentito cosa mi avevano fatto mi dicesti soltanto di lasciarli stare perché i stupidi rimarranno per sempre stupidi, e io ti risposi ingenuamente che non potevo lasciarli stare dopo tutto quello che mi hanno fatto e che gliela avrei fatta pagare, e tu mi prendesti la mano e mi dicesti di fermarmi perché se fossi andato da loro io avrei perso ancora e avrei continuato a perdere, quel giorno mi dicesti che la vera forza non e determinata dalla rabbia, con quei sentimenti non andrai da nessuna parte. Sai nonno avevi ragione, tu non hai fatto altro ad insegnarmi quale e il valore della vera forza e io come uno stupido non ti ho mai ascoltato veramente, perdonami nonno, ti prego, e colpa della mia debolezza se tu non ci sei più – E dopo questo ad Ian iniziarono a scendere ancora le lacrime.
- Nonno te lo prometto, IO DIVENTERÓ PIÚ FORTE! Non permetterò più a nessuno di morire per me, IO LI PROTEGGERÓ TUTTI! Diventerò forte è proteggerò tutti quanti, NON LASCIERÓ PIÚ NESSUNO MORIRE DAVANTI AI MIEI OCCHI, MI HAI CAPITO! – Disse Ian guadando la tomba del nonno e da dietro arrivò Isaac che li diede una pacca sulla spalla – Bravo ragazzo! Così voglio sentirti parlare, ma prima devo parlarti in privato di tutto quello che è successo fino ad ora – Disse Isaac ad Ian.
Così Ian e Isaac parlarono della magia, di una presunta organizzazione e dei suoi piani per conquistare il mondo umano e quello dei folletti, di come il nonno di Ian ha combattuto da solo questa guerra per proteggere i suoi amici. Isaac parlava ed Ian ma anche Wik stavano lì ad ascoltare in silenzio ma poi finì di parlare e ci fu un grosso silenzio nessuno diceva niente.
- Ormai siamo in ballo Ian, quindi non ci resta altro che ballare, per questo sarò io ad allenarti a controllare i tuoi poteri magici – Disse Isaac rompendo il silenzio. – Sempre se ti va, ovviamente, ti aspetto ogni giorno dopo le lezioni nel boschetto dietro la scuola – Aggiunse e poi si alzo bruscamente e se ne andò via salutando come suo solito fare con un Sayonara.
Così Ian e Wik tornarono a casa, mentre Isaac fece ancora un salto al Istituto Grimm.
Istituto Grimm, Milano, Presidenza, Ore 17.56, Isaac entrò dento l'ufficio della preside molto cautamente.
- Come sta il piccolo Ian – Disse subito la direttrice preoccupata, mentre si asciugava le lacrime.
- Sta bene, ha preso un duro colpo, ma sembra ce si stia riprendendo, quel ragazzo è una continua sorpresa, mi piacerà allenarmi con lui così potrò studiarlo meglio da vicino – Disse Isaac.
- Mi fa piacere che si stia riprendendo, anche se non sarà facile, soprattutto ora che Myazaki non c'è più le cose si faranno ancora più difficili, quel ragazzo non si rende conto ma dentro di lui e rinchiuso un grande potere, abbiamo bisogno di lui e la nostra arma segreta – Aggiunse la direttrice.
- Non sa quanto ha ragione signora direttrice – Disse Isaac.
- Quindi è per questo che ha deciso di insegnarli come padroneggiare tale potere – Domandò la direttrice ad Isaac.
- Non mi fraintenda signora direttrice, ma a me non interessa cosa fanno quegli stupidi del organizzazione Fox, come ho detto prima a me interessa scoprire solo fino a quanto riesce ad arrivare il suo potere – Rispose Isaac alla direttrice Ariel.
- Lei Professor Isaac e uno completamente fuori di testa, lei e pazzo e sinceramente non so se considerarla un nostro alleato oppure un nostro nemico. – Disse Ariel e si mise a ridere.
Anche Isaac si mise a ridere.
- Fino a quando mi pagherà direttrice, io starò sempre al suo fianco. – Disse Isaac alla Direttrice.
La direttrice si mise a ridere ancora più forte.
- Grazie Prof. Isaac, mi serviva ridere un po' dopo tutto quello che e successo, per ora conto su di te. – Disse la direttrice ad Isaac.
Intanto Isaac se ne tornava a casa passando in mezzo al parco degli innamorati, da li si vedeva bene la luna "Riprenditi Ian, Ragazzo fatti forza, perché noi abbiamo bisogno di te", pensava tra se.
Duomo di Milano, Ore 18.55, Italia, Sopra a una delle guglie del duomo di Milano, Zom un folletto mandato per riportare indietro Wik guardava in giro, lanciò un sorriso.
- Quindi è qui che ti nascondi Wik, bene preparati perché sto venendo a prenderti.