Era una vita che ti stavo asp...

By gretassmjle

122K 7K 418

Greta Menchi e Antony Di Francesco. "-Antony ti chiedono il posto più bello dove vorresti baciarmi. Antony gu... More

Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
Capitolo 21
Capitolo 22
Capitolo 23
Capitolo 24
Capitolo 25
Capitolo 26
Capitolo 27
Capitolo 28
Capitolo 29
Capitolo 30
Capitolo 31
Capitolo 32
Capitolo 33
Capitolo 34
Capitolo 35
Capitolo 36
Capitolo 37
Capitolo 38
Capitolo 39
Capitolo 40
Capitolo 41
Capitolo 42
Capitolo 43
Capitolo 44
Capitolo 45
Capitolo 46
Capitolo 47
Capitolo 48
Capitolo 49
Capitolo 50
Capitolo 51
Capitolo 52
Capitolo 53
Capitolo 54
Capitolo 55
Capitolo 56
Capitolo 57
Capitolo 58
Capitolo 59
Capitolo 60
Capitolo 61
Capitolo 62
Capitolo 63
Capitolo 64
Capitolo 65
Capitolo 66
Capitolo 67
Capitolo 68
Capitolo 69
Capitolo 70
Capitolo 71
Capitolo 72
Capitolo 73
Capitolo 74
Capitolo 75
Capitolo 76
Capitolo 77
Capitolo 78
Capitolo 79
Capitolo 80
Capitolo 81
Capitolo 82
Capitolo 83
Capitolo 84
Capitolo 85
Capitolo 86
Capitolo 87
Capitolo 88
Capitolo 89
Capitolo 90
Capitolo 91
Capitolo 92
Capitolo 93
Capitolo 94
Capitolo 95
Capitolo 96
Capitolo 97
Capitolo 98
Capitolo 99
Capitolo 100
Capitolo 101
Capitolo 102
Capitolo 103
Capitolo 104
Capitolo 105
Capitolo 107
Capitolo 108
Capitolo 109
NUOVA STORIA E RINGRAZIAMENTI
Ugly Heart.//

Capitolo 106

714 62 7
By gretassmjle

Andai all'ospedale ancora non realizzando la gravità della cosa.
Raggiunsi la sala d'attesa dove c'erano la madre di Antony e una delle sue sorelle.
-Come è successo?!
Quasi urlai, infatti molti che erano lì si girarono a guardarmi.
-Non lo sappiamo, lo hanno portato qui e mi hanno chiamata, l'unica cosa che ci hanno detto è che...
La madre di Antony non finì la frase che scoppiò a piangere di nuovo.
Mi crollò il mondo addosso. Rivolsi lo sguardo verso sua sorella.
-Che cosa, che cosa vi hanno detto?!
Urlai mentre le lacrime tentavano di uscire.
-Che ha perso i sensi, e ci hanno detto che o è entrato in coma oppure è...
Non le lasciai terminare la frase.
-Non può, lui non può.
Scossi la testa con gli lucidi vedendo sfocato davanti a me.
-Siediti Greta, ci sarà da aspettare.
Disse sua sorella che ancora non capivo come facesse a stare così calma.

Mi sedetti e mandai un messaggio a Matteo dicendo di raggiungere l'ospedale. Buttai la testa tra le mani. Lui non può morire, anche lui no. Mi sentivo come se stessi riattraversando quel periodo, quello di mio padre. Antony non poteva lasciarmi, il paradiso era troppo piccolo per due cuori così grandi. Le lacrime iniziarono a scendere e si aggiungessero anche i miei singhiozzi soffocati.
-Greta!
La voce del mio miglior amico spezzò il silenzio che si era creato in quella stanza. Alzai la testa e lo vidi con accanto Lorenzo. Corsi ad abbracciarlo, lo strinsi forte perché in quel momento loro erano gli unici che potevano salvarmi da quella situazione.
-Matteo.
Dissi tra un singhiozzo e un altro. Lui mi accarezzò la schiena.
-Che succede?
-Non lo so, non so se è in coma, non so se è ferito, non so un bel niente!
Urlai quelle ultime parole con voce straziata.
-Sta calma.
Sciolsi l'abbraccio e cercai la sua mano e anche quella di Jar.
-Non abbandonatemi.
Matteo mi accarezzò il palmo.
-Andrà tutto bene.

Ci sedemmo e mi appoggiai alla spalla di Matteo. Ero distrutta, pensavo continuamente a lui e a che cosa gli fosse successo. Dopo un po' un dottore venne verso di noi. Drizzammo tutti la schiena e lo fissammo.
-Ancora non si è svegliato, crediamo sia in coma.
Ci informò lui. Cercai la mano di Matteo e la strinsi, mentre con l'altra mi coprii la bocca. Il dottore continuò a parlare.
-Fortunatamente non ha molte ferite dal busto in su grazie all'airbag ma le sue gambe...
-Le sue gambe cosa?
Domandai a bassa voce. Il dottore scosse la testa.
-Stiamo cercando in tutti i modi di fare qualcosa.
Tirai su col naso e mi alzai.
-Ho bisogno di vederlo.
-Greta...
Disse Matteo ma lo bloccai continuando a fissare dritto negli occhi il dottore.
-Per favore.
Probabilmente gli facevo pena perché infatti annuì.
-Stanno controllando le gambe quindi ritornerò tra poco.
-Ok.

Mi sedetti di nuovo e intanto mi preparai psicologicamente. Dopo un po' il dottore tornò e mi intimò di seguirlo. Ci fermammo davanti a una porta.
-È qui.
Feci un respiro profondo ed entrai.
Antony era sul letto. Al soffitto erano attaccati due grandi elastici che sorreggevano le sue gambe ingessate. Mi avvicinai titubante in preda alle lacrime. Non dissi una parola e lo osservai dall'alto al basso, aveva fili attaccati in tutto il corpo. Mi sedetti a peso morto sulla sedia.
-Sei un grandissimo stupido, Antony Di Francesco.
Tirai su col naso e gli accarezzai il braccio pieno di graffi.
-Sapevo che non avresti dovuto prendere la macchina.
Cercai di essere forte e di non piangere. Raggiunsi la sua mano e gliela strinsi. Lo guardai e una lacrima solcò il mio volto seguita dalle altre.
-Apri gli occhi ti prego.
Gli strinsi la mano ma lui non si mosse.
-Non puoi lasciarmi, non puoi.
Mi alzai e gli accarezzai una guancia.
-Antony, tutte quelle promesse che hai scritto nella lettera, devi mantenerle.
La sua faccia era piena di graffi causati probabilmente dall'airbag. Lo vidi sfocato e mi sedetti di nuovo. Appoggiai la testa sul suo letto continuando a stringere quella mano. Mi addormentai lì, e non venni disturbata da nessuno.

Il giorno dopo qualcuno mi passò una mano tra i capelli.
-Gré.
Disse dolcemente la voce di Matteo. Alzai la testa socchiudendo gli occhi incrostati di sonno. Nella stanza oltre lui c'era la mamma di Antony che accarezzava la fronte del figlio. Mi girai verso Matteo e mi porse una bustina.
-Ti ho preso la colazione.
La presi mettendomi dritta sulla sedia.
-Grazie.
Guardai Antony che, come ieri, non si muoveva.
-Ce la farà.
Disse Matteo come se mi avesse letto nel pensiero. Lo guardai e provai a sorridere.
-Fuori sembra che non stia facendo niente ma dentro sta lottando, per te, non ti lascerà mai sola.
Si mise le mani in tasca e mi sorrise facendomi sentire al sicuro.

Passarono i giorni e non mi muovevo da quella stanza.
Matteo mi era stato davvero tanto vicino, mi portava sempre da mangiare ma poche volte mi poteva fare compagnia.
Veniva sempre la madre di Antony, ma la sera se ne andava. Qualche volta era venuta anche Sofia per distrarmi, mi raccontava che si stava vedendo con Paggi. Passavo il mio tempo su quella sedia, qualche volta mi alzavo e guardavo fuori dalla finestra per poi girarmi e vedere Antony, sempre nello stesso stato.

Passò forse una settimana e non ce la facevo davvero più.
-È tutta colpa mia.
Iniziai a dire mentre lo fissavo e stringevo la sua mano.
-Carlo mi ha detto che eri andato a prendere i biglietti per il concerto, è tutta colpa mia.
Tirai su col naso.
-Antony... non sai che sofferenza sia parlarti senza che tu possa rispondermi.
Usai anche l'altra mano per stringere la sua.
-Ti prego svegliati io non posso più farcela, è una settimana che sono qui.
Mi alzai dalla sedia e mi avvicinai al suo orecchio.
-Io ti amo...
Sussurrai non aspettandomi nessuna risposta.
Appoggiai la testa sul suo petto e sentii il suo cuore battere.
Ma poco dopo il battito cominciò ad aumentare e la sua mano ricambiò la mia stratta.
Lo guardai con gli occhi pieni di lacrime. Lui cominciò a muoversi fino a quando non spalancò gli occhi e cominciò a respirare affannosamente, come se si fosse svegliato da un brutto sogno.
Aprii la bocca ma non mi uscì niente, iniziai a tremare e senza pensarci lo abbracciai.
-Non ci posso credere.
Scoppiai a piangere mentre lo stringevo forte a me. Lui non disse una parola e non ricambiò l'abbraccio, era ancora scosso.

Il dottore ci raggiunse e mi staccai da lui.
-Va tutto bene?
Chiese ad Antony che lo fissò confuso.
-Sì...
Rispose esitando.
-Ti ricordi come ti chiami?
Chiese di nuovo.
-Antony.
-E ti ricordi perché hai fatto l'incidente?
Antony si guardò le mani poi rivolse di nuovo lo sguardo al dottore.
-Con la macchina... dovevo comprare i biglietti.
-E ti ricordi chi è lei?
Chiese il dottore indicandomi.
Antony si voltò verso di me e mi guardò negli occhi. Mi sentii a disagio e avevo paura che non si ricordasse di me. Aveva uno sguardo così vuoto negli occhi, ma poi sorrise.
-Certo che me lo ricordo, lei è la mia principessa.
Sulla mia faccia si formò un largo sorriso, e in questi ultimi giorni non era mai successo.
-Oh, Antony.
Lo abbracciai e stavolta ricambiò. Mi accarezzò i capelli e mi baciò la testa.
-Anch'io ti amo.
Sussurrò al mio orecchio facendomi saltare un battito.

#spazioautrice
Ciaooo volevo dirvi che la storia è quasi finita, mancano due o tre capitoli, o forse uno non lo so.
Però tranquilli, perché forse ho delle sorprese per voi che vi dirò molto presto 😏
Comunque se la storiella vi piace lasciate tanti commenti e stelline e ci rivediamo alla prossima❤️
~OvunqueconFede

Continue Reading

You'll Also Like

194K 4.2K 42
LA STORIA NON E' MIA, MA DI UNA RAGAZZA CHE SI FA CHIAMARE GRAZIHELE. E CON LA SUA AUTORIZZAZIONE... MI HA FATTO PORTARE LA SUA STORIA SU WATTPAD. L'...
61.3K 1.5K 41
FINITA💛 AUTORE: Leggete prima di dare un giudizio. Se siete qua per ricordarmi che si sono lasciati potete anche andarvene a fanculo.💗 Because I do...
60.2K 4K 42
I nostri sentimenti sono destinati a consumarsi con il resto del tempo. A parte la solitudine, lei ci accompagnerà sempre. Perché è così: siamo tutt...
112K 2.9K 24
Le fanfiction da altolocati? Non sono da noi. Ci piace fangirlare e ironizzare su Leonardo Decarli. -M *ricordiamo che ogni contenuto è puramente i...
Wattpad App - Unlock exclusive features