Iniziammo a mangiare una porzione di lasagne a testa. Dopo prendemmo una cotoletta con le patate. Non so perché ma quel silenzio iniziava ad innervosirmi e mi stava passando la fame. Neil finì il suo piatto quasi subito, mentre io assaggiai qualche patatina.
<<Daisy, non mangi?>> mia madre interruppe per un attimo il silenzio. Sentii gli occhi di Neil puntati su di me.
<<Si mamma>> abbassai lo sguardo sul piatto e presi un altro boccone. Neil si accorse che ero nervosa e mi prese la mano da sotto il tavolo. Mi guardò preoccupato e io mi sforzai di sorridergli per tranquillizzarlo.
<<Io vado di là a portare questi intanto>> disse educatamente mia mamma prendendo dei vassoi vuoti. Si alzò ed andò nella stanzetta dei fornelli, che era separata dalla sala da pranzo da un muro senza porta.
<<Ehi - Neil avvicinò subito la mia sedia alla sua, tirandola - che succede?>>. Si accorgeva sempre quando qualcosa non andava.
<<Niente...sono nervosa e non so neanche io il motivo>> mi si incrinò la voce.
<<Piccola>> mi strinse a sé, facendomi appoggiare sul suo petto.
<<Neil...perché sono così?...Vorrei essere un ragazza normale e invece...sembro malata mentalmente>> Cercai di trattenere le lacrime. Non volevo piangere. Ero così sensibile che solo esternare i miei sentimenti a volte mi faceva pizzicare gli occhi. Sentivo emozioni così forti che mi chiudevano lo stomaco. Mi domandavo spesso se anche agli altri succedesse la stessa cosa, ma sembrava di no e non sopportavo di essere l'unica così...strana. A volte desideravo davvero poter vomitare l'anima e non sentire più nulla. Mi distruggevo da sola e mi odiavo per questo. Non riuscivo mai a vincere con nessuno, figuriamoci contro me stessa.
<<Daisy, guardami. Tu non sei malata, tu sei solo troppo buona e sensibile, okay? Ma non è qualcosa di negativo, come pensi tu. Al contrario, è bellissimo. Hai un cuore così grande. Devi soltanto imparare a gestire meglio le tue emozioni>>
<<Non ci riuscirò mai>> mi lamentai. Adoravo davvero ciò che stava facendo, ma era qualcosa di troppo grande per me, forse per chiunque.
<<Ci proviamo insieme? Dai, come quella volta a casa mia. Sei stata così brava>> Neil prese un pezzo di carne con le dita dal mio piatto e lo avvicinò alla mia bocca. Lo mangiai. Ne mangiai altri due. Quando mi diede quello dopo mugolai senza aprire la bocca.
<<Piccola, per me? Lo mangi per me?>> mi incitò dolcemente. Sbuffai e presi anche quel boccone. Mi premiò lasciando un bacio sulla mia guancia. Alla fine ne lasciai soltanto due pezzi che Neil mangiò al posto mio.
<<Siamo un po' il contrario noi due. Io devo mangiare meno e tu devi prendere qualche chilo in più>> parlò ancora.
<<Non è vero. Cioè si, abbiamo rapporti opposti verso il cibo, ma tu non devi mangiare meno. È bello vedere che ti piace tutto, io adoro vederti mangiare. E poi io ti voglio così - dissi poggiando i palmi delle mani sul suo stomaco - muscoloso e robusto come sei...ti adatti al mio corpo ed è una sensazione bellissima...mi fai sentire completa>> . Neil sorrise, arrossendo leggermente, prima che mia mamma tornasse al tavolo.
<<Vi è piaciuta la cena?>>
<<Si, è stato tutto buonissimo, grazie>> le sorrise Neil. Io intanto mi ero seduta di nuovo in modo composto.
<<Oh figurati. Prima di tutto grazie a te di essere venuto e poi volevo...volevo scusarmi con entrambi per la scenata di oggi. Non è vero che non voglio che vi frequentiate. Ma provate a capirmi, io sono solamente preoccupata per mia figlia. Ma va bene, Daisy sembra anche più felice ultimamente. Le fai bene davvero a quanto pare. Prima, mentre ero in cucina, ho visto come l'hai trattata - disse rivolta a Neil - e mi ha stupito il modo in cui hai saputo prenderla. Ci riesce solo poche volte suo fratello, a farla mangiare quando non vuole>>. Io guardai mia madre. Aveva pienamente ragione.
<<Sì, io voglio davvero prendermi cura di lei>> Neil arrosì di nuovo, per quella dichiarazione così aperta davanti ad entrambe. Mia mamma sorrise.
<<Mi fa piacere. Questo fa anche capire che, per la tua età, sei un ragazzo molto maturo. Quindi scusate ancora per oggi, voglio fidarmi di voi>> concluse.
<<Grazie mamma, io e Neil lo apprezziamo davvero. Scusami anche tu, per come ti ho risposto. Non volevo urlare. Ti voglio bene>> le sorrisi.
<<Anche io tesoro. E anche a te ne voglio già un po'>> rise guardando Neil e lui la ringraziò. L'aria si era finalmente alleggerita.
<<Come hai imparato a trattare le donne così bene? Sei sempre educato e sai come comportarti, come se riuscissi a capirle anche quando stanno in silenzio. Non so se mi spiego... hai delle sorelle?>> continuò mia madre.
<<No, sono figlio unico. Sarà qualcosa di speciale tra me e Daisy>> rispose velocemente Neil. Lo sentii irrigidirsi e togliere la sua mano dalla mia per passarsela tra i capelli. Era nervoso. Cercai di incrociare i suoi occhi ma lui non mi guardò, come se volesse evitarmi. Cosa stava succedendo? Non capivo perché aveva appena risposto di essere figlio unico. Quelle poche volte che ne avevamo parlato, mi aveva sempre detto di avere una sorella. Stava mentendo a me o a mia madre? E per quale motivo lo stava facendo? Rimasi in silenzio con i miei pensieri, rimandando tutte le mie domande a quando sarei rimasta sola con lui.
<<Ah sei davvero bravo allora. Sarà un talento naturale>> ridacchiò lei.
<<Bene, noi andiamo di sopra ora>> dissi io alzandomi.
<<Va bene...un'ultima cosa. Avete entrambi diciassette anni...e anche se non avete fatto niente la scorsa volta, potrebbe succedere, anche involontariamente...mh...lo sapete che dovete stare attenti e ci sono le giuste precauzioni, intendo insomma...i preservativi e...>>. Neil quasi si strozzò con l'acqua che stava bevendo.
<<Oddio mamma, abbiamo appena cenato!>> mi coprii il volto con le mani e poi presi Neil per un braccio.
<<Lo so tesoro mio, ma è il dovere di una mamma parlare di queste cose alla propria figlia>> parlò nella mia direzione mentre io trascinai Neil verso le scale per andare di sopra. Sentii mia madre ridacchiare e poi esclamare ad alta voce: "che carini, sono arrossiti insieme".
Chiusi la porta della mia camera, dopo che eravamo entrati. Neil si girò intorno, osservando la stanza.
<<Perché ci sono due letti? Ne hai già messo uno per me?>> chiese divertito.
<<Scemo, l'altro è di mio fratello>> lo colpii scherzosamente con un cuscino.
<<Ah, perché io preferirei dormire nel tuo>>
<<Neil, ci ha già pensato mia mamma per stasera, non iniziare anche tu>> alzai gli occhi al cielo. Lui rise. Okay, quello era il momento giusto.
<<Perché hai detto a mia madre che sei figlio unico, prima?>> lo guardai.
<<Perché è vero, lo sono>> rispose, dandomi le spalle. Eh?
<<Non sto capendo, aspetta. Tu mi hai detto di aver ballato con tua sorella e anche il pigiama che mi hai dato a casa tua era suo. Pure Ricky mi ha detto che l'hai portata a vedere gli allenamenti a volte...>> aspettai che parlasse.
<<Sì, cioè no, lascia stare>> sbuffò scocciato.
<<Perché mi stai mentendo?>> mi avvicinai.
<<No, non ti sto mentendo. Sono figlio unico>> rispose duramente.
<<Puoi spiegarti meglio? Forse sono io stupida, ma ancora non arrivo a capirti!>> stavo perdendo la pazienza.
<<Okay, okay, ti ho mentito! Sono figlio unico e il pigiama era di una vecchia amica - alzò la voce, anche lui esasperato - E di ciò che ha detto Ricky non ne so nulla>>. Anche se volevo che dicesse la verità, faceva male sentirgli dire ad alta voce che mi aveva mentito.
<<Perché lo hai fatto? Avresti potuto dirmelo subito...>> chiesi frustrata.
<<Lo so, mi dispiace. Non c'è una ragione precisa per cui non te l'ho detto subito. Non ne abbiamo più parlato e non credevo tu ci pensassi ancora...possiamo cambiare argomento adesso?>> si voltò sorridendo. Annuii, soltanto perché non volevo rovinare la pace appena ristabilita con mia mamma. Ma ero sicura che sarei tornata su quel discorso. Non mi aveva convinta e c'erano ancora troppe cose a cui non riuscivo a trovare una spiegazione.
(ATTENZIONE, PARTE SPINTA)
<<Ti piace leggere?>> chiese Neil, frugando tra gli scaffali della mia camera e prendendo in mano qualche libro per osservarlo.
<<Si, ho sempre amato leggere. Fin da bambina mia mamma mi ha trasmesso questa sua passione. Anche lei leggeva molto, adesso un po' meno perché ha più cose da fare, da quando siamo nati io e mio fratello. Mi ricordo che da bambina le rubavo sempre i libri e li portavo in camera mia. Doveva sempre venire a cercarli da me>> sorrisi a quel ricordo.
<<Che bambina dispettosa - ridacchiò - E oltre a questo, come mai ti piace leggere?>>
<<Penso perché nei libri puoi trovare tutto ciò che vuoi. È come se potessi vivere mille vite in una vita sola, non ti annoi mai. Oltre alle storie o ai fatti narrati, ci sono dei personaggi che rispecchiano tantissimo la tua personalità, come se avessero il tuo stesso carattere e pensassero le tue stesse cose. E io amo scoprirli piano piano e perdermi in loro. Riescono a farti sentire parte del racconto, come se tu fossi il protagonista. Ci sono libri che ho letto mille volte ma li leggerei di nuovo, perché mi sembra di trovare, incastrate fra le pagine, le stesse emozioni provate la prima volta. E poi ho sempre pensato che i libri siano una delle poche cose che non ti illudono mai nella vita. Sono fedeli, restano sempre. Anche se vado a riprendere uno dei miei libri su quella mensola tra venti anni, so che lì dentro ritroverei sempre la stessa storia. Non cambia, non ti prende in giro o se ne va. Il finale sarà sempre lo stesso>> spiegai con occhi sognanti. Neil mi ascoltò interessato per tutto il tempo che parlai, non smettendo un attimo di sorridere.
<<Che c'è?>> dissi imbarazzata.
<<Niente, stavo solo riflettendo su quanto sei intelligente. E su quanto sei bella>> venne verso di me. Io arrossii e feci un passo indietro.
<<Sai, sono molto gelosa dei miei libri, davvero troppo>> lo avvertii.
<<Si? Perché?>> sorrise di nuovo, poggiando le mani sui miei fianchi.
<<Li sento come qualcosa di personale>> dissi piano, indietreggiando ancora un po'. Lui strinse la presa per non farmi allontanare.
<<Sei gelosa così tanto anche di me, quindi? Io sono qualcosa di molto personale>> mormorò, sfiorando appena le mie labbra e causando mille brividi lungo il mio corpo. Io riuscii solamente ad annuire fino a che le mie gambe si scontrarono contro il letto dietro di me. Neil avanzò ancora, costringendomi a salire sul materasso. Si sistemò sopra di me, facendomi sdraiare.
<<Oltre a quanto sei bella e intelligente, stavo pensando anche a quanto avrei voglia di vederti con meno vestiti addosso ogni tanto...adesso per esempio>>
<<N-Neil, cosa vuoi fare?>> balbettai.
<<Magari finire ciò che avevamo iniziato a casa mia>> si leccò le labbra. Sentii come una fitta nel basso ventre a quelle parole. Alzò un attimo gli occhi verso la parete dove erano attaccate alcune foto della mia band musicale preferita.
<<Non ti vergogni a spogliarti davanti a loro, la mattina?>> iniziò a baciarmi il collo.
<<Solo a volte>> ridacchiai.
<<Allora non ci sono problemi se ti tolgo questa>> affermò, infilando una mano sotto la mia maglietta. Le sue mani erano calde e delicate sulla mia pelle, ma rabbrividii ugualmente.
<<Tremi sempre appena ti sfioro...perché?>> domandò, raggiungendo l'altezza della mia bocca.
<<E' una storia passata - rabbrividii al pensiero - ma non ti dirò niente finché tu non mi dirai di tua sorella>> cercai di mantenere quel poco di lucidità per non dargliela vinta stavolta. Inoltre non volevo rovinare il momento raccontando del mio passato. Neil mi zittì con un bacio. Le nostre lingue si scontrarono, desiderose l'una dell'altra.
<<Va bene, ma non provare a tirare fuori di nuovo quel discorso>> bisbigliò, sollevando il tessuto della mia maglia sempre di più sulla mia pancia.
<<No, fermo>>
<<Che c'è? Non vuoi?>>
<<Sì, voglio che tu...insomma, non voglio che ti fermi. Ma preferirei se non mi togliessi la maglia...mi dispiace>>
<<Non devi dispiacerti se non ti senti pronta. È naturale, va bene così>> mi rassicurò dolcemente.
<<Grazie Neil, mi capisci sempre>>
<<Tranquilla Piccola. Facciamo un'altra cosa, ti va? Ci sono tante cose che possiamo fare su questo letto>> disse in tono seducente e io annuii. Come avrei fatto a resistergli?
<<E se entra mia mamma?>>
<<Lei è al piano di sotto. E poi questo fatto di dover stare attenti rende tutto più eccitante>> spinse il suo bacino contro il mio, leccandomi la pelle sotto l'orecchio e io sentii il battito del mio cuore farsi sempre più veloce insieme al mio respiro. Tracciò il contorno dell'elastico dei miei pantaloni con l'indice.
<<Hai la pelle così liscia e morbida rispetto alla mia>> sussurrò sul mio collo, sorridendo. Sorrisi anche io e chiusi gli occhi, ormai troppo in preda a ciò che stava per succedere per riuscire a fermarlo. Sbottonò i miei jeans e li abbassò lentamente. Sussultai quando mi accarezzò attraverso le mutandine.
<<Non pensavo di farti questo effetto>> Neil posizionò meglio tra le mie gambe. Stavo perdendo il buonsenso sotto il suo tocco e il fatto che commentasse ogni cosa, dato che era un'esperienza nuova anche per lui, non mi metteva in imbarazzo come avevo pensato. Al contrario mi piaceva. Riusciva a far nascere il fuoco in me ancora più velocemente. Non capivo più niente oltre alle sue parole piene di lussuria e non riuscivo a credere che lo stessimo facendo con mia mamma che girava liberamente per la casa. I miei pensieri furono interrotti quando mi abbassò anche le mutandine e le sfilò insieme ai pantaloni.
<<Neil>> chiusi le gambe e lo richiamai. Tornò sopra di me, reggendosi con i gomiti ai lati del mio viso.
<<Piccola>> sospirò sulle mie labbra.
<<E' la prima volta...uhm...che fai questa cosa?>> chiesi arrossendo.
<<Sei la prima e l'unica a cui voglio farlo>> sorrise, appoggiando la sua fronte sulla mia. Mi sorpresi che il mio cuore non esplose per la gioia che provai a quelle parole. Neil mi guardò dritta negli occhi, sempre sorridendo ma più serio di prima.
<<Sei sicura? Non sono esperto, quindi se faccio qualcosa che non ti piace, o ti faccio male, fermami okay?>>. Io annuii.
<<Vado?>>
<<Sembra che devi andare in missione - ridacchiai e lui fece lo stesso - Vai>> . Mi lasciò un bacio leggero prima di scendere di nuovo.
<<Allarga un po' le gambe - mormorò facendomi piegare le ginocchia - Brava, così>>. Iniziò a baciare il mio interno coscia, arrivando fino all'inguine e sospirai. Un attimo dopo soffiò sulla mia intimità.
<<Neil, c-cosa fai?>> dissi con il fiato corto.
<<In realtà non lo so - ridacchiò ancora - Aspetta, riprovo>> soffiò di nuovo e io mugolai.
<<Ti piace?>> sollevò la testa per guardarmi e io annuii. Ritornò a baciare la mia pancia, andando sempre più giù, ma fermandosi ogni volta che arrivava in quel punto. Forse gli serviva più tempo e non volevo mettergli fretta, ma avevo bisogno di provare sollievo, stavo impazzendo sul serio.
<<Neil, ti prego>> lo supplicai.
<<Cosa?>>
<<Se vuoi fare...mh...qualcosa, fallo ora>>. Sperai che avesse capito.
<<Scusa>> ridacchiò. Quasi urlai per la sorpresa quando passò la sua lingua nel mio punto sensibile. Era calda e umida contro di me.
<<Shh, cerca di fare piano o mamma arriverà>> sussurrò guardandomi.
<<Va bene...ma non fermarti>>
Neil abbassò per la seconda volta la testa tra le mie gambe e leccò di nuovo. Strinsi le coperte sul letto e mi morsi il labbro per cercare di controllarmi in qualche modo. Sentivo la sua lingua esplorare tutto ciò che trovava. Picchiettò in un punto e io ansimai sconvolta dal piacere che stava attraversando tutto il mio corpo grazie a quel gesto. In quel momento capii perché le persone facevano queste cose, era così bello. Sentii la pressione li giù aumentare sempre di più. Neil mi tenne ferma, poggiando le sue mani sulla mia pancia. All'improvviso succhiò una parte troppo sensibile e sentii il mio corpo tremare di piacere. Non avrei mai immaginato di potermi sentire in quel modo. Sentire la sua bocca contro di me era strano e meraviglioso allo stesso tempo. Arricciai le dita dei piedi e non riuscii a trattenere dei gemiti per la scoperta di qualcosa di così paradisiaco.
<<L-lì...ancora>> lo pregai, serrando gli occhi. Neil si leccò le labbra e succhiò di nuovo. Era come se avesse trovato un punto magico. Stavo provando piacere allo stato puro. Portai la mano con cui tenevo le lenzuola tra i suoi capelli, stringendoli. Con l'altra mi tappai la bocca per evitare di urlare. Avrei voluto aprire gli occhi e guardarlo, ma non ci riuscii, distratta dalle infinite e nuove sensazioni che stavo provando. Avvertii il mio stomaco attorcigliarsi e le mie gambe irrigidirsi, per poi iniziare a tremare.
<<Continua così, Piccola>>
<<Sì...oddio, Neil...>>
<<Non sai quanto è eccitante sentirti gemere il mio nome>>. Le sue parole bastarono per farmi oltrepassare il limite. Alzai i fianchi dal materasso per andargli incontro e tirai di nuovo i suoi capelli verso di me. Lui succhiò un'ultima volta e io venni gemendo il suo nome nella mia mano. Neil sdraiò accanto a me dopo avermi coperta con le lenzuola, dandomi il tempo necessario per riprendermi. Sentivo i brividi attraversare ancora tutto il mio corpo.
<<Per essere la prima volta, mi sembra di aver fatto un buon lavoro>> sorrise soddisfatto. Era stato fantastico, qualcosa di indescrivibile. Mi girai lentamente verso di lui che mi abbracciò.
<<E' un po' che siamo chiusi qui dentro, forse è meglio se...>> fu interrotto da qualcuno che bussava alla porta.
<<Daisy, posso entrare?>>. Mia madre. Saltai giù dal letto.
<<Un attimo mamma!>> risposi impacciata, infilando velocemente le i miei indumenti.
<<E io?>> disse piano Neil.
<<Tu...tu fai finta di dormire!>>. Lo spinsi facendolo girare verso il muro. Presi un libro a caso e andai alla scrivania.
<<Puoi entrare>> dissi. Mia mamma entrò e sistemò alcuni vestiti che aveva in mano, nei vari cassetti. Io feci finta di leggere, sperando che mi riuscisse farlo in un modo abbastanza credibile.
<<Si è addormentato?>> chiese, guardando Neil. Annuii.
<<Va bene, vado prima che si svegli>> mia mamma andò verso la porta. Stavo per rilasciare un sospiro di sollievo, quando lei si girò di nuovo.
<<Quanto fard ti sei messa? Non lo avevo notato giù a cena>> mi scrutò in modo strano.
<<Eh? Non l'ho messo>> dissi confusa.
<<Hai le guance tutte rosse>> rispose, per poi fare spallucce e lasciare la stanza, chiudendo la porta dietro di sé. Neil scoppiò a ridere e io mi sentii avvampare.
<<Neil! Zitto! Cosa hai da ridere, stava per scoprire tutto!>> lo rimproverai, tornando sul letto con lui.
<<Sei così carina con tutto questo fard>> lui rise più forte, dandomi un leggero pizzicotto sulla guancia. Cercai di colpirlo sul petto, ma afferrò il mio pugno con la mano.
<<Mi vendicherò, sappilo>> strinsi gli occhi minacciosa.
<<Oh, non vedo l'ora>> sorrise, intrecciando le mie dita con le sua.
<<Resti stasera?>>
<<Non posso Daisy, non ho le cose per andare a scuola domani. Poi ho detto ai miei genitori prima che sarei tornato>> rispose e io mi lamentai.
<<Per favore>> lo pregai.
<<Piccola, non chiedermelo così, altrimenti non ce la faccio a dirti di no - si passò una mano tra i capelli, alzandosi - Scusami ma devo proprio andare. Anche io vorrei restare>>
<<Va bene, non importa, vai>>. Mi alzai dal letto e corsi ad abbracciarlo. Neil mi baciò la fronte e poi lo accompagnai di sotto a salutare mia madre.
*Nota autore*
Ciauuu :3 Come state?????
Cosa ne pensate di questo capitolo? So che non è il massimo, ma ho cercato di farlo più lungo possibile solo per voi! Spero vi piaccia. Lasciate un commentino dai, voglio sapere cosa pensate che succederà adesso!!!
Un bacio a tutti, ci vediamo nel prossimo capitolo!
Ele.