Ero nella mia camera quando d'un tratto la porta si aprì rivelando la figura di Harry in pantaloncini e canotta. Si avvicinò e si sedette sul letto. Lo fissai affascinata e in silenzio: i ricci gli ricadevano sulla fronte, le labbra erano leggermente screpolate e i suoi lineamenti perfetti.
-"Oggi ti voglio far provare qualcosa di nuovo" ammiccò voltandosi verso di me.
La mia espressione confusa lo divertì parecchio e non perse tempo a farmi capire o meglio a illustrarmi. Si piegò verso di me e mi accarezzò una guancia.
-"H-Harry che stai facendo?" domandai con un pizzico di paura.
-"Sshh" mi prese i polsi e li portò sopra la mia testa.
Si posizionò a cavalcioni su di me e con movimenti lenti cominciò a lasciare una scia di baci umidi sul collo.
-"Fermati" dissi non riuscendo a muovermi.
Il mio cervello diceva una cosa e il mio corpo un'altra. Tutto in quel momento si sembrava così dannatamente eccitante. Persi il controllo quando iniziò a strusciare le nostre intimità e dei gemiti rochi uscirono dalle sue labbra.
-"S-Summer" disse senza fiato.
Mugolai incapace di dire altro.
-"Summer" ripeté più forte.
-"SUMMEEEER!!" sobbalzai e aprii gli occhi ritrovandomi a terra.
-"Cazzo c'è?!" urlai non capendo davvero cosa fosse successo.
-"Continuavi ad agitarti nel letto e non ti svegliavi" rise Harry che si trovava in piedi di fronte a me.
Realizzai che fosse stato tutto un sogno e che il mio subconscio mi stava giocando brutti scherzi. Possibile desiderassi una cosa simile?
'''Chi non lo desidera?"'
Okay, mi ero lasciata prendere, ma era pur sempre un sogno che tra l'altro sarebbe rimasto segregato nei meandri più oscuri della mia mente.
-"Buongiorno anche a te" ironizzai stiracchiandomi.
Rise e mi porse la sveglia.
Guardai l'orario e notai che fossero solo le 2.00 a.m. , mi aveva davvero svegliata nel cuore della notte??
-"Sei impazzito per caso?!" urlai alzandomi.
-"Vestiti dobbiamo andare" disse sogghignando e sedendosi al bordo del letto.
-"Dove?" domandai disperata.
-"A giocare" scrollò le spalle.
-"Aspetta.. quindi TU mi hai svegliata NEL CUORE DELLA NOTTE e pretendi che ti segua chissà dove perché vuoi GIOCARE?? Ti sei fottuto il cervello" dissi gettandomi sul letto e chiudendo gli occhi.
Harry iniziò a scuotermi ma non ci diedi peso, prima o poi si sarebbe stancato. Infatti poco dopo si alzò sbuffando e sorrisi vittoriosa. A un tratto dell'acqua gelida mi colpì il viso facendomi strillare.
-"A mali estremi, estremi rimedi" rise il ragazzo per il quale avrei volentieri commesso un omicidio.
-"Vedi il lato positivo" –sorrise- " hai già fatto la doccia" rise irritandomi ancora di più.
-"Fanculo Harry!" urlai chiudendomi in bagno e preparandomi ad affrontare l'ennesima avventura.
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-"Mi dici dove andiamo?" ormai era la frase che da qualche giorno a questa parte usciva ogni due per tre dalla mia bocca.
-"Siamo arrivati" disse lasciando che dalle sue labbra fuoriuscisse un sospiro di sollievo.
Sì, avvolte sapevo essere stressante.
Uscii dall'auto prima di lui e mi diressi verso l'unica porta illuminata da un misero cartello a led. Il posto era abbastanza buio e isolato, in pratico mi aveva portata in una topaia. Coi nervi a fior di pelle varcai la soglia. Prima finivo prima potevo tornare a dormire. Entrai nel 'locale' e la puzza di tabacco mi invase le narici. Il luogo era illuminato da una luce soffusa ed era pieno di uomini e donne che non potevano non essere ubriachi. Chissà perché mi ci aveva portata.
-"Vuoi comprare?" un ragazzo magro, con occhi vispi e un'espressione inquietante mi si avvicinò con un sorriso sbilenco. Lo guardai confusa finché non estrasse dalle sue tasche una bustina con una polvere bianca.
Quella polvere bianca.
Lo guardai impassibile prima che un conato di vomito mi infiammasse la gola.
Nonostante in quel momento provassi disgusto una piccola parte di me desiderava aspirare quella roba, era quella parte che cercavo di sopprimere ed eliminare dalla mia vita.
-"No" rispose una voce alle mie spalle facendomi sospirare di sollievo, non so per quanto ancora avrei mantenuto il controllo di me stessa.
Harry mi afferrò per un braccio e mi spinse verso una porta dietro il bancone.
-"Cazzo Summer! Stammi vicino e non ti azzardare ad accettare roba da nessuno! Sono stato chiaro?!" mi intimò facendomi deglutire a fatica.
-"Perché siamo qui?" chiesi seguendolo lungo un corridoio.
-"Stasera tentiamo la fortuna" disse aprendo un'altra porta.
Difronte a noi trovammo un tavolino con dei tipi 'loschi' seduti intorno.
-"Styles da quanto tempo" un ragazzo più grande di me fece cenno ad Harry di raggiungerlo sulla sedia affianco alla sua.
Harry senza mollarmi mi incitò a seguirlo. C'era solo una sedia di certo non mi sarei seduta a terra.
-"E qui chi abbiamo?" domandò un uomo di mezza età accendendosi un sigaro.
-"Il mio portafortuna" rispose Harry prendendo posto.
Lo guardai a disagio e lui mi fece cenno di sedermi sulle sue gambe.
Okay, preferivo stare a terra.
Quando vide che rimasi immobile sbuffò e mi prese per i fianchi attirandomi a se, poi mi cinse la vita con un braccio per farmi stare ferma. Tutta quella vicinanza mi stava letteralmente mandando a fuoco. Odiavo e amavo quella situazione. Amavo stare fra le sue braccia ed essere avvolta dal suo profumo, ma allo stesso tempo odiavo il fatto che mi piacesse.
-"Poker?" chiese il ragazzo e tutti annuirono.
Per quanto ne capii Harry era solito frequentare questo posto e questa gente, speravo solo non facesse uso delle loro stesse sostanze e cercasse di tenerne me lontana. Il ragazzo cominciò a mischiare le carte e posizionò le prime tre sul tavolo e aspettò che anche gli altri puntassero.
-"Passo" disse l'uomo di mezza età lasciando le carte.
L'uomo al suo fianco invece puntò di nuovo così come tutti gli altri. Dopo poco rimasero solo Harry e il ragazzo al nostro fianco che puntò una cifra esorbitante facendomi spalancare gli occhi. Era rimasta solo una carta da girare ed Harry se era fortunato poteva fare scala reale, ma sicuramente avrebbe avuto il buon senso di passare il turno, anche perché non pensavo che disponesse di una tale quantità di denaro.
Mi ricredetti quando notai il suo silenzio, su cosa cazzo stava meditando?!
-"Passa" sussurrai preoccupata facendo trasparire tutta l'ansia che provavo in quel momento.
-"Non ti fidi di me"?" domandò con un mezzo sorriso.
-"Non è questione di fiducia, non puoi sapere se andrà bene.. al massimo sai che quelli ti spaccano il culo se non li dai tutti i soldi" provai a convincerlo.
-"Questo è il bello, rischiare" disse lentamente facendomi rabbrividire.
Sembrava quasi che volesse imprimermi quelle parole nella pelle.
-"Sei capace di rischiare?" domandò avvicinando le sue labbra al mio lobo.
-"Rischiamo" dissi facendolo sorridere.
-"Mi auguri buona fortuna?" domandò facendo il labbruccio, ridacchiai scuotendo incredula la testa.. Possibile passasse da terribilmente serio e intimidatorio a tenero e dolce?
-"Che la fortuna sia sempre in tuo favore" dissi imitando il tono di Effie in Hunger Games e lasciandogli un bacio sulla guancia.
-"Vedo" disse Harry tornando incredibilmente serio.
-"Era ora, pensavo di morire di diabete" scherzò il ragazzo irritando sia Harry che me.
Infastidita più che mai dai suoi sghignazzi e sopraffatta dall'ansia presi la carta e la girai facendo scomparire il suo sorriso.
-"Cazzo" imprecò gettando le sue carte dopo aver visto la scala Harry.
-"A quanto pare il tuo portafortuna funziona davvero" mi guardò malizioso facendo irrigidire Harry che aumentò la presa su di me.
-"Che ne dici di un patto?" Io ti do il doppio dei soldi e tu mi lasci per un po' con la ragazza" disse avvicinandosi a me.
Spalancai gli occhi pensando per un momento che accettasse, in fondo gli stava proponendo una vincita alla lotteria. Chiusi gli occhi quando prese fra le dita una ciocca dei miei capelli.
-"Non ti avvicinare" ringhiò Harry alzandosi ed allontanandolo.
-"Dai amico abbiamo sempre condiviso" scherzò quello.
-"No con lei" ribadì Harry avvicinandosi pericolosamente al suo viso.
-"Prova solo a guardarla di nuovo e sai che ti succede" avvertì con una voce talmente bassa che avrebbe fatto accapponare la pelle a chiunque, in quel momento persino a me.
Cosa gli sarebbe successo? Non volevo davvero saperlo, infatti rabbrividii solo al pensiero.
Sapevo che Harry fosse pericoloso, ma non sapevo fino a che punto potesse arrivare, e anche se avevo paura di questo suo lato mi sarei messa in gioco e avrei rischiato per lui.
Il tragitto in auto fu abbastanza critico.
Ormai fra poco sarebbe sorto il sole e mi sarei dovuta alzare per fare colazione e andare a scuola, sarebbe stato inutile tornare a casa.
-"Un giorno mi farai guidare quest'auto?" domandai scherzosamente per spezzare la tensione ma mi beccai solo un'occhiataccia.
-"Che ne dici di fare colazione? Dovrei andare a scuola fra un po'" dissi sperando di ricevere una qualche risposta, ma nulla.
Odiavo quando si chiudeva e faceva finta che non esistessi.
-"Ferma l'auto" sbottai di punto in bianco, non sarei rimasta lì insieme ad una mummia.
-"Non ci penso proprio" ribatté accigliato.
-"Voglio scendere. ORA " ordinai incazzata e pronta a buttarmi fuori anche con l'auto in corsa.
Harry accostò e io scesi sbattendo lo sportello e fregandomene delle sue imprecazioni.
Entrai nel parco e finsi di non conoscerlo. I lampioni erano ancora accesi e in giro non c'era nessuno, ero l'unica cogliona sveglia a quest'ora.
-"Summer aspetta!" urlò Harry mentre cercava di raggiungermi, ma io lo ignorai.
-"Cazzo fermati!" sbottò afferrandomi per un polso, come sempre tra l'altro.
-"Che ti è preso?!" domandò scorbutico.
Oh , ora ero io quella dalla parte del torto?
-"A te forse! Non mi parli e fai finta che non esista! Non capisco cosa cazzo ti succede!" urlai sfuggendo alla sua presa.
-"Non puoi capire tutto!" disse alterato.
-"Non posso o non vuoi?" domandai retorica.
-"Non puoi e basta" rispose secco.
-"Allora lasciami stare! Non puoi pretendere che io sopporta i tuoi sbalzi d'umore" urlai girando i tacchi.
-"Aspetta cazzo" disse tirandosi nervosamente i capelli in un modo fin troppo bello.
'''Sexy Summer, sexy"'
-"Cosa?"
-"I-io... " balbettò mordendosi più volte il labbro.
-"Tu cosa?" domandai spazientita.
-"Non lo so perché mi comporto così" sparò la prima cazzata che gli venne in mente, pensava davvero di prendermi in giro?
-"Ciao Harry" dissi voltandomi di nuovo ma non potei fare due passi che mi ritrovai intrappolata tra le sue braccia.
Potevo sentire il suo respiro caldo sul mio collo e il suo petto alzarsi e abbassarsi a contatto con la mia schiena.
-"Sono fatto così" –ammise- "sono violento, impulsivo e lunatico. Prima mi sono trattenuto dal spaccare la faccia a quel tizio solo perché c'eri tu" disse a denti stretti.
-"Perché lo fai?" domandai immobile.
-"Ci sono tante cose che non sai di me Summer. Sono pericoloso e avvolte non posso controllarmi" disse facendomi rabbrividire.
Mi lasciò un umido bacio sotto l'orecchio che, anche se a dirla tutta era alquanto inquietante, non mi provocò la pelle d'oca quanto le sue parole.
-"Non voglio che tu ti faccia male".