Ocean's Symphony - La Sinfoni...

By Elettra_Fenice

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Ecco il secondo libro della saga "Ocean's"! Avvertenze: non è un vero e proprio sequel di "Ocean's Promise"... More

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By Elettra_Fenice

"Chi è Ianara?"

Nell'eccitazione del momento, Melody non si era preoccupata di porre quella domanda, ma ripassando mentalmente tutto quanto era successo, si rendeva conto che quella cecaelia doveva essere importante se tutti erano scattati sull'attenti sentendone pronunciare il nome.

Yuchiko si voltò a fissarla. Era tornata dal suo giro con Taree e aveva dato il cambio a Simòne nel prendersi cura di lei, anche se per la verità, Melody si sentiva abbastanza in forze da poter tornare a guizzare quando voleva.

La giapponese continuò a scrutarla, come se stesse valutando cosa dirle, e Melody aggrottò la fronte. Non le piaceva quel modo di fare. Non era una bambina ingenua e anche se era annegata da poco e aveva molto da imparare, si riteneva abbastanza intelligente da afferrare le cose al volo. Non sapeva che opinione avessero quelle persone di lei, ma non era stupida e capiva perfettamente che quell'informazione era importante per la Guerra che stava imperversando, e di conseguenza, era qualcosa che riguardava anche lei da vicino.

Davanti alla riluttanza dell'altra a parlare, Melody incrociò le braccia al petto, scoccandole una delle sue rare occhiatacce di rimprovero, e Yuchiko abbassò lo sguardo imbarazzata come una bimba che avesse combinato una marachella.

"Ianara è la seconda figlia di Tecmele, la regina delle cecaelie. E' il suo generale più fidato. La sua prima figlia, invece, Actane, è a capo della guardia scelta che protegge Tecmele."

"Quindi.. le cecaelie possono avere figli? Loro possono.. ehm.. procreare?"

"Oh, no no! Anche loro come noi aspettano.. sì, ecco.. delle persone annegate.. per trasformarle.."

"Oh. E allora perché hai parlato di prima e seconda figlia?"

"Perché è così che lei le ha riconosciute. Sono state le prime ad essere trasformate dopo la Prima Grande Guerra e lei ha voluto investirle di questi titoli.. per farle rispettare da tutte le altre venute dopo.."

"Capisco.." rispose quindi lei in un sussurro, cercando di aggiungere quelle novità alla lunga lista di cose importanti da ricordare.

Se quella donna-polpo era il Generale delle armate dell'Orda, lei allora era come un'eroina dell'Alleanza. E finalmente comprendeva tutta quella folla venuta per lei e i complimenti che aveva ricevuto. Un piccolo sorriso le sfiorò le labbra, ma al tempo stesso anche uno strano presentimento intaccò quel sottile piacere. Se fosse sopravvissuta, quella cecaelia di sicuro sarebbe venuta a cercarla e a farla fuori di persona. E lei non era così sicura che sarebbe stata fortunata come la prima volta.

"Yuchiko, quante probabilità ci sono che.. la cecaelia.. Ianara, sia morta?"

L'altra la fissò stupita, poi le si fece vicina, lasciandosi fluttuare fino al suo giaciglio, dove si sedette con gli occhi scuri puntati nei suoi.

"Non devi aver paura. Sei al sicuro qui con noi. Taree ci proteggerà." le sorrise sicura, prima di aggiungere a bassa voce, come se altri potessero sentirle "E se anche dovesse presentarsi qualche brutto muso viola, sono sicura che riusciremo a rispedirli da dove sono venuti. Siamo più forti e preparati. E con te qui, anche più protetti."

Le fece un occhiolino complice a volerla rassicurare e Melody sorrise, avvertendo tuttavia una certa preoccupazione sbocciarle dentro. Non voleva avere un altro incontro faccia a faccia con quegli esseri. Non ce l'avrebbe fatta, ne era sicura. Yuchiko le batté un incoraggiante colpetto sulla coda, poi si sollevò e tornò a sguazzare qualche metro più in là, lasciandola preda dei propri cupi pensieri.

Improvvisamente, senza alcuna ragione apparente, Melody desiderò poter vedere Taree, ed essere sicura che le parole della giapponese corrispondessero a verità. Voleva sentirgli dire che avrebbe fatto di tutto perché le cecaelie rimanessero alla larga da loro e che non avrebbe permesso in alcun modo che la trovassero e la riducessero a gustosi pezzetti di sushi.

Come evocato dalla sua angoscia e dai suoi pensieri, il Guardiano si palesò davanti a lei, oscurando in parte la luce azzurra che rischiarava il Fondale. Stupita, Melody alzò la testa incrociando i suoi incredibili occhi verdi-azzurri e rimase a boccheggiare senza parole, incerta se si trattasse veramente di lui o di un miraggio.

"Ciao" la riscosse lui divertito, con quel sorriso enorme che aveva il potere di confonderla.

"C.. ciao.." rispose lei titubante, senza riuscire a staccare gli occhi dai suoi.

Il Guardiano lanciò un'occhiata a Yuchiko, quasi volesse controllare che non fosse troppo lontana, o magari che lo fosse abbastanza per parlarle, poi tornò a fissare lei.

"Sono venuto a vedere come stavi" disse con una lieve nota imbarazzata.

No, aspetta. Imbarazzato? Lui? Perchè? Non riusciva a capire.. Deglutendo a fatica, Melody cercò di formulare un pensiero coerente e che non fosse troppo balbettato.

"Io.. ehm.. b-bene. Credo. Spero. Cioè, sì! S-sto be.. bene!"

Missione fallita. Abbassando lo sguardo, la sirena diventò ancora più rossa di quanto non fosse già. Non riusciva a credere che lui fosse lì, a preoccuparsi per lei anziché sorvegliare i confini. Il solo pensiero la rendeva felice e la faceva sentire in colpa.

Nell'acqua si spanse il suono della risata di Taree e lei gli lanciò un'occhiata di sottecchi.

"Non hai perso il senso dell'umorismo! Mi fa piacere!"

Non capiva a quale senso dell'umorismo si riferisse e rimase perplessa a fissarlo. Forse tanti anni sott'acqua faceva saltare qualche rotella.. a questo non aveva pensato! Con un'occhiata più attenta al Guardiano e poi a Yuchiko, cercò di capire quanto matti si potesse diventare a seconda del tempo trascorso laggiù, ma il nero non le diede modo di farsi un'idea più precisa.

"Non hai avuto un inizio facile quaggiù.. e ti chiedo scusa."

Il suo tono contrito la stupì. Di certo non lo riteneva responsabile di quanto fosse accaduto e non voleva che lui si sentisse in colpa per questo. Stava per formulare un pensiero da spedirgli, ma la voce di Taree tornò a riempire la sua mente.

"Nessuno dovrebbe morire e rinascere tanto dolorosamente per essere trascinato in una Guerra sconosciuta, con il rischio di perdere la vita una seconda volta. La sola idea è orribile. E tu invece ti sei trovata in questa terribile situazione, e hai rischiato la vita per qualcosa che neanche comprendi veramente."

Non capiva dove volesse andare a parare. Le aveva fatto già le sue scuse e lei era pronta a ribattere a quella richiesta di perdono. Perché allora le stava facendo quel discorso?

"Io mi sento responsabile di quanto ti è accaduto alla Barriera. Né tu, né Ascensiòn avreste dovuto trovarvi là. Avete corso un grave pericolo a causa di una mia mancanza e me ne pento terribilmente. Spero che tu riesca a perdonarmi per tutto quello che hai dovuto subire in un solo giorno."

Lui la fissò intensamente, forse aspettandosi una risposta o un cenno, ma vedendo che tardava ad arrivare sospirò appena, alzandosi e preparandosi a nuotare via. Con un gesto del tutto inaspettato, Melody lo afferrò per un polso prima che lui potesse darsi un solo colpo di coda e lui si voltò a fissarla sorpreso.

"Io.. non ti perdono.." disse lei sicura di sé, provocando una scintilla rammaricata negli occhi del Guardiano. "Non ti perdono.. p-perché non c'è niente.. d-da perdonare. T-tu mi hai dato... una seconda p-possibilità. Una seconda v.. vita. E-e nessuna vita è pr.. priva di difficoltà o.. o.. od ostacoli. No-non è colpa tu-tua se in qu.. questa dovrò a.. affrontare una gu.. gu.. guerra. Non sei t-tu che l'hai co-cominciata. E no.. non sei tu che ha-hai c-c-cercato di u.. uccidermi. Pe-pe-perciò non accetterò le tue s.. scuse, ma s-s-solo la pro.. promessa che farai di tu-tutto perché chi.. chi arriverà do-dopo troverà un posto mi.. migliore in cui ri.. ricominciare a.. a.. a vivere"

Non era mai stata una brava oratrice, men che meno in presenza di esseri maschili o spaventosi. Il fatto che avesse balbettato così poco davanti a Taree in quella forma la stupì più delle parole stesse che riuscì a inviargli in quel lungo monologo. Non appena il sorriso si allargò sulle labbra del moro, lei gli lasciò andare la mano, rendendosi conto che la stava ancora stringendo tra le dita. Arrossì di nuovo fino all'attaccatura dei capelli e abbassò lo sguardo, vergognandosi profondamente di aver osato chiedergli quella promessa. Chi era lei in fondo? Solo l'ultima arrivata della Colonia, che contava poco o nulla nella gerarchia di quella società.

Però Taree era venuto di persona ad assicurarsi della sua salute, e si era anche scusato per l'inizio così burrascoso che l'aveva accolta in quella nuova vita, e le era sembrato così naturale fargli quella richiesta..

Due grosse mani si posarono sulle sue spalle e Melody si sentì costretta ad alzare lo sguardo per fissare nuovamente gli occhi in quelli del Guardiano. Era così vicino che poteva quasi notare le sfumature delle onde in quello sguardo.. ed era sicura che a rimanere troppo vicina a quello spettacolo sarebbe finita con l'annegare di nuovo.

"Te lo prometto, Melody. Farò tutto ciò che è in mio potere per rendere questo Oceano un posto migliore. E perché nessuno debba più subire quello che tu hai subìto."

Immersa in quella voce e in quegli occhi, Melody riuscì solo dopo un po' ad annuire a quella promessa, e quando lui si allontanò, avvertì subito il senso di abbandono provato la prima volta. Fu come se le venisse staccato un piccolo pezzetto di cuore e che quello seguisse Taree fluttuando lontano da lei; per un attimo, la sirena si domandò se non fosse a causa di quella trasformazione che l'aveva resa quella che era adesso. Esisteva forse un legame tra il Guardiano e tutti coloro che venivano trasformati? Taree era legato a tutti i membri della Colonia nello stesso modo in cui lei si sentiva legata a lui?

Rimase a lungo a fissare il punto da cui lui era uscito e poi guizzato via, e si accorse solo dopo diverso tempo che Yuchiko l'aveva nuovamente raggiunta e le stava parlando.

".. dicendo?"

"Uh? Eh? Cosa?"

L'altra la fissò, esaminandola a fondo, quasi stesse cercando qualche altro sintomo di malattia in lei, poi alzò un sopracciglio incuriosita.

"Ho detto: accidenti, che sguardi intensi, cosa vi stavate dicendo?"

"P-perché? Tu non hai sentito?" chiese improvvisamente vergognosa.

"Ho solo sentito Taree ridere per qualcosa, ma nient'altro.." sondò l'altra fissandola.

Melody prese a martoriarsi le unghie cercando di calmare i battiti accelerati del cuore. Non voleva che trapelasse quella strana sensazione che avvertiva dentro, ma nemmeno nascondere qualcosa alla giapponese. Era combattuta, ma sapeva che il tempo stringeva e che l'altra si sarebbe insospettita se non avesse parlato.

"Lui.. mi ha chiesto come stavo.. e mi ha chiesto scusa per quanto accaduto.. per avermi trascinato in questa guerra senza che io sapessi niente e per il mio incontro con le cecaelie.. si sentiva in colpa.."

Yuchiko rimase in silenzio a fissarla, ma vedendola reticente le lanciò un altro pensiero. "E tu cosa gli hai detto?"

Melody prese un profondo respiro mentale, dal momento che fisicamente non poteva farlo, e cercò di calmarsi, anche se pensare alla vicinanza che c'era stata tra loro la mandava nuovamente nel pallone.

"Io.. io gli ho detto che non volevo le sue scuse.. che non è colpa sua se sono stata catapultata in questa guerra e che non è colpa sua se ho incontrato Ianara.. gli ho fatto promettere che si impegnerà per cacciare le cecaelie e lui ha risposto che farà tutto quello che in suo potere per rendere l'Oceano un posto migliore.."

Con un'occhiata di sottecchi cercò di capire cosa ne pensasse la giapponesina di quel discorso, e quando la vide sorridere si rese conto che forse non avrebbe dovuto esitare così tanto a raccontarglielo.

"Oh, Melody! Non potevi scegliere parole migliori!" esclamò l'altra, abbracciandola con calore e gratitudine. Ultimamente sembrava farlo molto spesso, forse per farsi perdonare di quelle piccole sviste che l'avevano quasi condotta alla morte, ma a lei in fondo non dispiaceva affatto. Anche se, a dirla tutta, non era la stessa sensazione che provava quando Taree era vicino. No, quella era tutta un'altra cosa. E forse cominciava anche a capire di cosa si trattava.

"Ehm.. Yuchiko?"

"Sì?" domandò l'altra scostandosi e fissandola curiosa.

"Senti.. quando.. quando si decide di rimanere.. di diventare Sirene.. ecco.. la trasformazione porta ad avere un legame? Intendo, con il Guardiano? Cioè, si sente qualcosa per lui? Come se senza di lui non si stesse più bene o se quando si allontana ti sembra di perdere un pezzo di te? E' questo che accade?"

L'altra la fissò stranita, poi lentamente un sorriso comprensivo si allargò sulle sue labbra e le sue morbide mani squamate si posarono sulle sue.

"No, Melody. Il legame che si crea è puramente telepatico e permette al Guardiano di ritrovarti ovunque tu sia. Credo invece che quello che provi tu sia infatuamento.."

Lei sussultò singhiozzando, poi lanciò un'occhiata alla giapponese e infine tornò ad abbassare lo sguardo sulle loro mani strette insieme.

"Era quello che t.. temevo.."


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