Hold My Hands ~ Larry Stylins...

By sofiflowii

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"Smetti di morderti il labbro, o ti scopo qui in ascensore, e non mi importa se entra qualcuno" More

Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 14
Capitolo 15
Little Notice
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
UCCIDETEMI

Capitolo 13

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By sofiflowii

"Driiin!" il suono della sveglia mi entra nelle orecchie, mugolo e mi stropiccio gli occhi mentre cerco il tasto per spegnere quest'affare. Una volta riuscitoci mi alzo svogliatamente e vedo dal mio cellulare che sono le 07.00 di mattina, sblocco lo schermo e non c'è nessun messaggio da Louis.

Un po' ci rimango male, ma dovevo aspettarmelo. Scaccio via la voglia di stare a letto a piagnucolare e scendo di sotto a prepararmi la colazione.

Dopo aver fatto bruciare il caffè mi arrendo e decido di mangiare una brioches al cioccolato, la mia preferita. Bevo anche un po' di succo pre-confezionato e salgo di sopra a cambiarmi.

Mentre sto per uscire dal bagno mia madre esce dalla sua stanza e annuncia: "Oggi il figlio di Yaser, Zayn, verrà a trovarci, vedi di essere cortese" "Devo lavorare e poi ho un...impegno" Louis è il mio impegno. "Vedi di arrivare per cena" "Vedrò" lei alza gli occhi al cielo, io sorrido e mi dirigo verso la porta di casa.

"Ti voglio bene" urlo, per far si che mi senta Anne. "Certo" esclama, ridacchio ed esco di casa.

Oggi il tempo fa proprio schifo, non piove ma non c'è neanche il sole...odio quando succede, non ha senso.

Arrivo al lavoro nel giro di qualche minuto e saluto Greg, il cassiere e June, la cuoca. Loro ricambiano il saluto e io mi dirigo nella stanzetta per cambiarmi. Indosso i pantaloni cachi e la solita T-shirt. Poi copro il tutto con il grembiule dallo slogan imbarazzante, mi sistemo i ricci e vado dietro al bancone.

"Ti vedo di buon umore oggi" esclama Greg. "Si nota tanto?" chiedo, beh, sono di buon umore. "Esatto...spero che non vomiterai come l'ultima volta" oh. Gli lancio un'occhiataccia, ha toccato un tasto che non doveva toccare; alza le mani in segno di difesa.

In poco tempo il negozio si riempie e arrivano ben presto le 10.00 della mattina.

"Salve" esclamo, vedendo una donna anziana entrare. "Buongiorno...devo prendere il pane per-" legge un bigliettino che tiene tra le mani "Tomlinson" perdo un battito.

"T-Tomlinson? Louis Tomlinson?" chiedo, Greg mi guarda interrogativo. "No no...il suo nome è Lambert...o forse era Lester..." chiede a se stessa con un dito sul mento.

"Comunque sia, mi da il pane o no?" chiede, annuisco con foga e metto nel sacchetto il pane, poi lo porgo alla signora.

"Quanto ti devo?" chiede. "Niente, lo offro io" dico, lei annuisce. "Ma potrebbe farmi un favore?" "Certo dimmi pure zuccherino" dice, arrossisco imbarazzato. "Può dire a Louis che il pane è da parte di Harry?" almeno così saprà che non mi sono dimenticato di lui.

La donna anziana annuisce "Certo Hernest!" esclama, alzo il dito per ribattere ma lei è già uscita dal negozio. Perfetto-penso.

-Louis

Oggi mi sento finalmente bene, sono felice. Harry non si è fatto vedere per undici giorni, quindi deduco che non voglia più parlarmi.

Sta mattina mi sono svegliato con voglia di caffè, bechè io odi il caffè. Purtroppo, mi è bruciato nella caffettiera quindi mi sono accontentato di una brioches al cioccolato, la mia preferita.

Poi ho chiamato Lottie che mi ha detto che voleva tornare a casa, le ho chiesto se poteva aspettare un po' di tempo, perchè vivere con quattro donne e una vicina scorbutica non è il massimo.

Quindi oggi pomeriggio verrà solo lei e insieme cercheremo un hotel dove mi trasferirò fino a quando non averò uno stipendio che mi permetterà di vivere in una casa vera.

Sono le 10.15 e il campanello suona, curioso corro a vedere chi è, come apro la porta svelo la mia vicina con in mano il sacchetto del pane.

Come al solito mi scansa ed entra in casa senza chiedere, appoggia il pane sul tavolo. "Grazie, non doveva" "Non c'è di che dolcezza" dice lei, arrossisco imbarazzato.

"Quanto le devo?" chiedo, riferendomi al prezzo del pane. "Oh niente, ce l'hanno regalato" sgrano gli occhi.

"Come ce l'hanno regalato? Chi?" chiedo. "Un ragazzo con dei folti capelli ricci, Henry"

"Harry..." sussurro. "No! Sono sicura si chiamasse Heron...o forse Hedley...Ah! Ma certo! Si chiamava Harbie!" esclama. Ruoto gli occhi e fingo un sorriso "Perfetto! Allora grazie mille!" la spingo letteralmente fuori dalla porta e la chiudo.

Appoggio le spalle ad essa e sospiro. Harry. Dopo tutte le cattiverie che mi ha detto ha avuto il coraggio di regalarmi il pane.

So che sembra una cazzata, ma mi sento come quando stai sott'acqua per tanto tempo e riprendi fiato. Dovrei essere ancora più arrabbiato con lui, ma finalmente, dopo undici lunghi giorni, mi sembra di riuscire a respirare meglio.

Come se tutto quello che mi è crollato sulle spalle, se ne stia andando.

Fisso il vuoto per un momento, non devo correre da lui. Non posso. No, non posso.

Non dopo tutto quello che ho passato. Ma dio, lo amo. E potrei perdonagli qualsiasi cosa se solo lo vedessi. Sento questa continua voglia di incontrarlo, di perdermi in quegli occhi che non rivedo da un po'... di toccare quelle stramaledette labbra che ultimamente non ho fatto altro che sognare, nonostante lo negavo a me stesso.

Più stavamo lontani, più avevo bisogno di lui. E anche se magari è una persona orribile, io lo amo. Lo amo così tanto che perderei il mio ultimo respiro per vederlo sorridere.

E non me ne frega se manderò a puttane i miei tentativi di dimenticarlo, stare con Harry significa stare bene, e io voglio stare bene, voglio Harry.

Forse quel giorno il destino l'ha fatto apposta, mi ha fatto incontrare Harry solo per divertimento, ma quell'incontro mi ha cambiato la vita.

Sto annullando me stesso per amare Harry? Forse. Ma non potrei chiedere di meglio.

Mi dirigo di sopra e sistemo la mia camera, poi scendo di sotto e riprendo il mio cellulare. Provo ad accenderlo, ma non funziona.

Forse la batteria è scarica-penso. Torno su e attacco il dispositivo alla presa. Mi annoio aspettando che si accenda, anche se sono curioso di vedere se Harry ha provato a cercarmi.

Ma la parte negativa di me interviene, inizio a pensare che non l'ha fatto, quindi lo mollo sul letto e scendo di sotto. Non voglio rimanere deluso.

Accendo la TV e guardo un programma che non ho mai visto: Bakeoff. Sembra interessante e mi perdo a guardarlo fino a mezzogiorno.

All'ora di pranzo mangio del risotto bianco.

Adesso è l'una e sto aspettando che arrivi Lottie, che sembra tardare, quindi decido di preparare una torta. Afferro il computer e digito su Google 'torta per principianti'.

Clicco il primo link, che mi porta ad una pagina dove leggo "Torta al cioccolato" ed inizio a scorrere la ricetta.

Prendo tutti gli ingredienti, tra cui uova, farina, zucchero ecc...

Inizio a mischiare il tutto e sembra stia venendo bene. Ora è il momento di aggiungere il cioccolato, lo prelevo dalla credenza.

Sulla ricetta non c'è scritta una dose precisa, quindi credo dovrò andare a occhio.

Inzio a mettere un cucchiaio, ma sembra poco, quindi ne metto un altro e un altro ancora.

Al decimo cucchiaio decido che può bastare e mischio il tutto. L'impasto risulta un po' più scuro rispetto alla foto che c'è sul sito, ma va bene così.

Più cioccolato c'è, meglio è.

Accendo il forno e cerco una teglia, senza trovarla. Non posso di certo uscire e lasciare la casa così, poi deve arrivare Lottie-penso.

Afferro un piatto fondo e metto dell'impasto lì dentro, vedo che ne avanza e riempio altri due piatti con lo stesso contenuto.

Li caccio in forno e già dopo qualche minuto si sente un buon profumino. Nel frattempo che cuoce la torta-o meglio, le torte- pulisco il pavimento pieno di farina e lavo anche le cose che ho usato per mangiare a pranzo.

Appena finisco suona il campanello, corro alla porta e svelo una Lottie sorridente.

"Ehi! Eccoti qui!" esclamo, facendola entrare.

"Ciao" arriccia il naso. "Che odoraccio...è morto qualcuno qui?" chiede, facendo aria con la mano. "Ma che dici! Ho preparato una deliziosa torta!" dico. "Ah! Ah ah ah. Scherzavo!" dice, con poco entusiasmo, poi si gratta il retro del collo con lo sguardo basso.

"Vogliamo vedere o no questi hotel?" dice poi, annuisco e mi precipito a prendere il computer.

Ci sediamo sul divano e iniziamo a far scorrere vari hotel, nessuno dei quali mi convince.

"Che ne dici di questo?" chiede, indicandone uno. "No! Bagno in comune, blah" esclamo, voglio un bagno tutto mio.

"Questo sembra carino" dico, lei mi guarda male. "E' orrendo! E guarda quanto costa!" dice, facendone scorrere altri.

Il timer del forno scatta d'un tratto. "Vado io" dice lei. "Lo so benissimo fare da solo!" puntualizzo. "Si lo so è che...hai già fatto tanto" ride nervosamente, si volta e va in cucina.

Scommetto che appena mi ha dato le spalle ha fatto una faccia brutta.

Il campanello suona, sbuffo. "Vai tu" "Sto andando" dico, ma chi potrà mai essere?

Apro la porta e...

"Louis, ma che razza! Le hai fatte cuocere in un piatto!?" urla Lottie dalla cucina, ma io sono troppo preso dalla figura davanti ai miei occhi per parlare.

O respirare.



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