"Scappate!!" disse . . . "Mettetevi in salvo!!", io, malgrado non volessi lasciarlo, feci come mi disse e andai via, lasciandolo solo con quella figura misteriosa . . .
Uno strano suono, a me conosciuto, interruppe il mio sonno . . . LA SVEGLIA!!! Uno dei tanti marchingegni che odio più di qualsiasi altra cosa!!
Aprii gli occhi con fatica e sentii una voce, anch'essa familiare, che proveniva dal piano di sotto . . . Mia zia Sarah!!!
" Alzati o farai tardi" mi disse.
Guardai la sveglia, dopo averla spenta, e vidi che era molto tardi. Mi alzai di scatto dal letto e iniziai a vestirmi, scesi le scale e vidi mia zia che mi aspettava davanti alla porta con uno sguardo fulmineo.
Urlando mi disse " SBRIGATI O FARÒ TARDI ANCHE IO A LAVORO!!"
A proposito io sono Madison White, una diciassettenne americana che vive a Seattle e frequento il college. Ho una sorella che si chiama Tiffany, di cui mi sono presa cura dalla scomparsa dei nostri genitori.
( Madison è una ragazza estroversa, molto sicura di se, con gli occhi e capelli castani...)
Salii sull'auto con mia zia, che mi stava accompagnando a scuola, e gli raccontai del sogno che feci stanotte. Mia zia cercò di persuadermi per non farmi ricordare dei fatti accaduti 10 anni fa:
(flashback)
«Ero ancora una ragazzina e avevo solamente 7 anni e mio padre decise di fare una gita in famiglia nella Foresta Nebulosa. Sembrava una giornata perfetta fino a quando , al calar del sole, tutto cambiò di colpo. Eravamo accampati in una delle tante zone remote della foresta, fino a quando mio padre sentì un urlo provenire non molto lontano dalla zona in cui eravamo situati. Uscì per andar a vedere che fosse tutto ok; passarono alcuni minuti e mia madre cominciò a preoccuparsi, quando all'improvviso sentimmo mio padre urlare. Lei decise di uscire e noi la seguimmo. Nel buio accendemmo la torcia e vedemmo nostro padre a terra moribondo. Nostra madre, spaventata, corse da lui. Avvicinandosi vide uno strano essere sbucare dal nulla , che la trascinò via con sé. Ci avvicinammo a nostro padre che mi disse di prendermi cura di mia sorella Tiffany. Dopo pochi secondi ricomparve l'essere trascinandolo via con se. Durante quei pochi attimi di terrore mio padre ci disse " Scappate, mettetevi in salvo!", io malgrado non volessi lasciarlo feci come mi disse e andai via, lasciandolo solo con quella figura misteriosa. Corremmo a più non posso, sino a ritrovarci davanti ad una strada buia. Vedemmo passare un'auto a cui chiedemmo aiuto e da quel momento non avemmo più notizie dei nostri genitori.»
Scesi dalla macchina e sentii suonare la campanella; feci un sospiro di sollievo e mi avviai verso l'armadietto, presi i libri e mi recai verso la classe.
Il professor Black era già in classe e, senza farci molto caso, andai a sedermi al mio posto con la mia migliore amica Ashley, che mi fece subito notare la presenza di un nuovo compagno di classe.
Mi disse, girandosi verso di me, che si chiamava Steven Grimm e che si era trasferito dall'Inghilterra a Seattle.
Era un ragazzo poco più grande di me, con gli occhi verdi.
Continuai a fissarlo per tutta l'ora, quando a un tratto una voce mi fece tornare alla realtà. Era il professore che continuava a chiamarmi per rispondere alla sua domanda.
Per fortuna la mia amica Ashley aveva prestato attenzione alla lezione suggerendomi la risposta.
Alla fine della lezione, io e la mia amica stavamo per andarci a presentare a Steven, quando incontrammo un nostro caro amico conosciuto al primo anno di college. Si chiama Tyler, ha 18 anni, capelli biondi, occhi azzurri e un fisico poderoso. Il ragazzo perfetto penserete, ma per me è come un fratello.
" Ciao Tyler, come stai?"
"Ehi Madison, molto bene, tu? "
"Alla grande direi."
" Ho visto che hai preso di mira il nuovo arrivato." Sorrise.
Io, cercando di cambiare discorso e distogliendo lo sguardo da Steven, gli chiesi:
"Come procede la tua relazione con Emily?"
"Molto bene . . . " disse facendo finta di niente.
"Ora devo andare, ci sentiamo più tardi." concluse.
Ashley continuava a tirarmi il braccio, fino a quando lasciò la presa ed andai a scontrarmi con Steven.
"Scusa, non volevo, e che la mia amica..."
" Non ti preoccupare, tutto ok" mi disse sorridendomi.
Avevo come un nodo alla gola, diventai tutta rossa e non riuscivo a parlare...
"Comunque mi presento. Io sono Steven Grimm."
Io, imbarazzata più che mai, gli risposi:
"Pi... Piacere i... io sono Ma... Madison White. "
Io imbarazzata più che mai, diventai rossa come un peperone e, cercando di congedarmi prima di fare altre figuracce, tentai di trovare una scusa dicendogli:
" Io e la mia amica dobbiamo andare. . ." ma prima che potessi finire la frase mi disse:
"Aspetta, che ne diresti di andarci a prendere qualcosa da bere al bar qui vicino, alla fine delle lezioni, per conoscerci meglio?"
Io senza esitare risposi di sì.
"Ok, allora ci vediamo davanti al cancello della scuola." Mi rispose Steven.
Io , ormai persa nei suoi occhi, m'incamminai verso la classe insieme ad Ashley .