Promises. ||Luke Hemmings.

By lukeyssmile__

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"Ogni essere umano presente sulla faccia della terra è in grado di fare promesse. Ti promettono tutto,davvero... More

Prologo.
Chapter 1
Chapter 3

Chapter 2

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By lukeyssmile__

ELOISE

La mattina seguente ero stanchissima,ed anche agitata all'idea di vedere Luke: chissà come si sarebbe comportato. Stupidamente la sera precedente non avevo messo in carica il mio iPhone e quindi ora la batteria era morta. "Perfetto" pensai "Una mattinata a scuola senza telefono". La fortuna in quei giorni a quanto pare non girava proprio dalla mia parte.

Scesi in cucina per dare il buongiorno a mia madre e le dissi che,come semre,mi avrebbe accompagnata Luke a scuola.

"Ma non è che tra di voi è nato qualcosa,Eloise?" quanto la odiavo quando si impicciava dei fatti miei. Okay che era pur sempre mia madre,ma non bisogna sempre dir tutto ai propri genitori o,nel mio caso,a mia madre. Mio padre e lei avevano divorziato due anni fa,poco dopo la rottura con il mio ex. Lui diceva che non ce la faceva più a vedermi così depressa,che ero solo una ragazzina con problemi mentali e se la prese con mia madre,maltrattandola. Lei chiese il divorzio.

"Finchè non mi comprerai una macchina decente,Luke continuerà a farmi da scorta" mi limitai a dire,e poi mi affrettai a salire le scale per andare in bagno a farmi una doccia,non volevo sentire il solito discorso di mia madre su i soldi. Oltre ad averci maltrattate,quell'uomo spregevole non ci aiutava con i soldi e quindi io e mia madre dovevamo molte volte arrangiarci. Non mi faceva mai mancar niente,ma i soldi spesi per una macchina,sarebbero potute servire per altre visite specialistiche o farmaci per via del mio piccolo problema al cuore. Ultimamente sembrava essersi risolto,per modo di dire,ma non si può mai sapere.

Intanto mi ero svestita e pesata,per poi in fine guardarmi allo specchio. Odiavo il mio corpo,avevo le curve un po' troppo accentuate e un filo di pancetta e,per colpa della mia altezza,ero completamente sproporzionata e tozza.

Mi buttai sotto il getto dell'acqua fredda,pensando a cosa avrei potuto dire a Luke o a come comportarmi. Il momento della doccia,era un momento di completa riflessione,un momento solo ed esclusivamente mio,per pensare ai miei di problemi e non a quelli degli altri.

Quando uscii,andai in camera mia per poi indossare la solita divisa della scuola. Non era un grachè,era semplice: una camicetta bianca e la gonna bordò con la cravattina dello stesso colore. Ero comunque contenta di indossarla però,almeno non avrei perso troppo tempo la mattina a scegliere i vestiti. Non mi truccai,non mi piaceva,preferivo che la gente mi vedesse per cò che ero senza chili di trucco in viso. Mi spazzolai i miei adorati capelli,e poi uscii di casa.

Luke era appoggiato allo sprtello della Gip con caviglie e braccia incrociate,perso nei suoi pensieri.

"Scusa,lo so,sono in ritardo di 10 minuti,ma sappi che non ho nemmeno fatto colazione" dissi,ridacchiando e andando vicino a lui per salutarlo come al solito;volevo che non cambiasse niente,quindi lo baciai. Un bacio a stampo,ovvio. Rimase un attimo spiazzato,ma poi ricambiò come sempre.

"El,ma il tuo telefono?" era plausibile che me l'avesse chiesto,di solito ce l'avevo sempre in mano.

"Beh,è morta la batteria ahah" dissi,leggermente imbarazzata. Non riuscivo a capire il motivo del mio imbarazzo. Merda.

"Quindi non hai letto nessun messaggio?"

"No" sembrava sollevato. "C'è per caso una tua foto compromettente?" continuai scherzosamente.

Luke non rispose,si limitò solamente ad aprirmi la portiera per poi andare al suo posto ed incamminarci verso scuola.

Si comportava in modo strano,era teso e per tutto il viaggio stette con gli occhi puntati sulla stada. Arrivammo a scuola giusto in tempo per il suono della campanella;avevamo lo stesso corso in prima ora.

Come al solito,ci sedemmo uno di fronte all'altro,in modo da poterci scambiar bigliettini. Di solito il primo era sempre il suo,con un commento su quanto fosse noiosa la lezione di biologia. Sta volta la prima a mandare un bigliettino,fui io.

Mi dici cosa diamine hai?

Non ho niente Eloise,tranquilla.

Stamattina non mi hai minimamente guardata o parlato,tralasciando il fatto dei messaggi. Centra forse il bacio di ieri?

Quando gli passai il biglietto,si limitò ad accattorciarlo e,senza rispondermi,chiese di andar in bagno. Cominciavo ad odiarlo.

LUKE

Okay,la cosa cominciava a farsi seria ed il fatto che non avesse letto il messaggio,peggiorava tutto. Se l'avesse letto avrebbe potuto darmi una sberla,o baciarmi,ma almeno avrei saputo i suoi sentimenti. Invece ora mi sento perennemente in ansia,sapevo di non doverle mandar quel messaggio ed ignorare tutto,ma come facevo? Non avrei mai potuto ignorare i sentimenti della mia migliore amica,soprattutto se corrispondevo.

Sono innamorato di Eloise da sempre e da piccolini glielo dicevo anche. Poi crescendo lei ricordava tutto quello come un gioco,ed io l'assecondavo. Ero stato con altre ragazze,si,ma solo per non destare sospetti altrimenti avrebbe pensato che sono gay. E invece sono praticamente ossessionato da lei. Qundo poi ebbe la rottura con il suo ex,mi sembrava il momento migiore per baciarla e ne approfittai. Ma giorni dopo,tornò tutto come prima,a parte i baci a stampo che ci davamo praticamente sempre. Ero sempre stato attento a non espormi troppo,ma ieri non potei farne a meno,era così bella e avevo un fottuto bisogno di baciarla. Baciarla sul serio. E il suo ricambiare il bacio,mi scombussolò molto,ecco perchè ora non riesco a darmi pace. So che,in tutti e due i casi,sarebbe cambiato qualcosa e l'unica cosa che non volevo è che la nostra bellissima amicizia finisse,anche se eventualmente ci saremmo messi insieme.

Ero in bagno da ormai più di dieci minuti,ma non volevo tornare in classe sotto lo sguardo interrogatorio di Eloise,quindi decisi di rimanere in bagno fino al suono della campanella,che arrivò un minuto dopo.

Le altre ore passarono in fretta ed ora avevo le prove della band nell'aula magna.

Si,avevo una band,ed eravamo convinti che prima o poi avremmo sfondato. I miei amici si chiamavano Calum,Michael e Ashton;io e Michael suonavamo la chitarra,Calum il basso ed Ashton la batteria,tutti e quattro cantavamo. Di solito Eloise assisteva sempre e faceva il tifo,o i cori,come se stesse ad un nostro concerto,ma sta volta non l'avevo avvisata. La cercai per tutta scuola,e quando la trovai stava parlando animatamente con Josh,il suo ex. Pensavo non volesse più saperne niente di lui,ma a quanto pare mi sbagliavo. Levai gli occhi da quella scena e mi diressi in aula magna dai miei amici.

"Dov'è El?" mi chiese Michael appena entrai. Ero abbastanza incazzato e me la presi con loro.

"Possiamo non parlare di lei,una volta tanto? Pensiamo a provare piuttosto,fra due settimane abbiamo un'esibizione importante" mi aveva dato troppo fastidio vedere la mia piccola Eloise parlare con quel verme che le aveva fatto del male come nessun altro. Ma comunque anche lei sarebbe potuta andare benissimo via.

"Ma Luke,sei tu che ne parli sempre di solito dato che ne sei innamorato" continuò Michael. Si,lo sapevano anche loro,ma ora non avevo vogli di parlarne e per rabbia diedi un pugno contro il muro. Pensai di essermi rotto una mano,ma non m'importava più di tanto.

"Io vado a casa ragazzi,non voglio star qui se dobbiamo parlare di lei. A domani." e me ne andai.

Pensavo di trovare Eloise di fianco la mia macchina,intenta ad aspettarmi,ma non c'era. Ero incazzato nero alla sola idea che potesse esser andata a casa in macchina di quel verme. Misi in moto e cercai di non pensarci più di tanto.

Quando arrivai a casa,lei era già dentro,la sentivo discutere con Anne,la madre.

"Mamma,devi lasciarmi in pace!"

ELOISE

"Mamma,devi lasciarmi in pace!" ero appena tornata a casa,da sola. E a mia madre non andava a genio.

"Potevi sentirti male,ricordati del tuo problema e dei tui attacchi di panico. Non sei come tutti gli altri Eloise,diavolo,devi capirlo!"

Ecco,mi aveva praticamente portata affondo con quella frase. Solo perchè io ho avuto vari attacchi di panico e ho questo piccolo problema al cuore,non vuol dire che io non sia come gli altri.

Salii di corsa in camera e sbattei la porta alle mie spalle. Ormai il telefono era stato a caricare tutto il tempo necessario,quindi decisi di ascoltare un po' di musica per distrarmi e dopo  avrei controllato le miriadi di messaggi arrivati.

Partì Give me love,di Ed Sheraan e ricordi di quel concerto riaffiorarono nella mia mente. Era Gennaio dell'anno scorso,e ci andai con Luke;fu il concerto più bello di tutta la mia vita e ringrazia mille volte Luke per quel regalo stupendo.

Quando poi doveva partire il ritornello,la canzone si fermò e il telefono cominciò a vibrare.

"Pronto?"

"Eloise,tutto apposto? Ho sentito che litigavi con tua madre.." era Luke. Sembrava preoccupato.

Io deviai discorso,invece.

"Mi avevi detto che,se ti avessi detto che il bacio mi fosse piaciuto,non sarebbe cambiato nulla. Me lo avevi promesso!" le lacrime cominciarono ad uscire,senza nemmeno che me ne accorgessi.

"Eloise,calmati.."

"No che non mi calmo,ho bisogno del mio migliore amico e tu non lo capisci!" sentivo che da lì a poco la mia situazione sarebbe peggorata,ma poco m'importava.

"Anche io ho bisogno di te! Sei così dannatamente egoista,però. Pensi che non ti abbia visto mentre parlavi con Josh,dopo le lezioni,eh? Non riesco a vederti con quel verme!" lo sentii frustato.

"E poi sarei io l'egoista.." e poi guardai verso la sua finestra. Era sul davanzale a guardarmi;attaccai la chiamata e chiusi le tende. E,in quel momento,mi lascai andare.

Le lacrime presero posto nei miei occhi e cominciai a piangere senza fermarmi;piangevo sempre più forte. Ad un tratto,non riuscii più a respirare. Il panico si impossessò di me e sta volte non c'era Luke a calmarmi. Con quel poco di fiato rimasto,chiamai mia madre e poi,sfinita,mi accasciai sul letto e non vidi più niente.

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