Above Boundaries (Oltre i Con...

By J_Warrior

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In una Detroit arretrata, in una società divisa e in due popolazioni completamente diverse, Esther: ventitree... More

Above boundaries (Oltre i confini)
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By J_Warrior

Due mesi dopo

||Jeremiah||

Sono tornato in New Jersey dopo l'ennesimo rifiuto di Esther, ormai per me non c'era ragione di restare la se ero ritenuto inutile.
Ho preso in affitto un piccolo monolocale tutto per me, lavoro come avvocato in tribunale e cerco di mandare avanti la mia vita inutile.
Ho saputo che zia Margaret è morta e non mi hanno neanche invitato al funerale. Non vedo Esther da ben due mesi e mi sento giorno dopo giorno peggio.
Le mando lettere tutti i dannati fine settimana e come risposta ricevo il nulla. Non so più niente di lei, non so neanche più se è viva, mi vergogno tantissimo. Le ho detto che la amo e lei è praticamente scappata, non ha voluto più vedermi e si è addirittura fidanzata con un gangster.. Sono a pezzi e mi manca tantissimo.. Come ogni mattina mi preparo per andare a lavoro e una volta pronto, salgo in macchina e mi dirigo in tribunale. Oggi non ho nessun caso da difendere quindi mi dedicherò all'ordinamento del mio ufficio.
«Buongiorno Mr. Curtee ho una chiamata per lei» mi informa Joanna la mia segretaria «Chi è?»
«Un certo Aj McGreen» il cognome mi ricorda subito Esther e mi si illuminano gli occhi.
Stappo il telefono dalle mani della mia segretaria e rispondo al telefono «Pronto?»
«Jeremiah, Esther ha avuto un incidente. Corri qui! È urgente» il mio cuore manca dei battiti e mi sento morire, mi gira tutto e sto per perdere i sensi ma devo resistere per Esther e correre da lei.
Lascio tutto lì e corro a casa a preparare tutto, fortunatamente ho abbastanza soldi per il volo.
Il giorno dopo sono a Detroit stanco morto e tesissimo, devo chiamare Esther per sapere dov'è.
Compongo il numero e subito il fratello mi risponde «Jeremiah sei arrivato?» «Sì, dove siete?» ho il fiatone e per poco non svengo «Al St. Paul Hospital» sgrano gli occhi e impreco dieci volte! Quello non è un ospedale, è proprio un manicomio! È un'associazione anti-bianchi  e io in pratica non potrei entrare ma lo faro per il mio amore. Fermo un taxi e ordino l'autista di portarmi all'ospedale.
Sto diventando pazzo e non vedo l'ora di arrivare, fortunatamente arrivo un'ora dopo e richiamo Esther.
«Aj sono qui ma non posso entrare, sono bianco» sono così stremato «Aspettami fuori» attacca la telefonata e il mi siedo su una panchina. Poco dopo vedo un omone che si guarda intorno e mi si avvicina. «Tieni, indossa questo e seguimi» taglia corto e rientra nell' "ospedale".
Mi ha dato una maschera del presidente Mandela e una giacca col cappuccio. Una parola per descrivere il tutto? Ridicolo.
Corro dietro a lui e coprendomi riesco a infiltrami nella camera di Esther. Tolgo la maschera e il cappuccio e vedo la mia piccolina su uno squallido lettino con una flebo attaccata al braccio e la mascherina per l'ossigeno un faccia, mi viene da piangere. «Cos'è successo?» chiedo di punto in bianco al fratello e lui abbattuto fissa la sorella «Troppe droghe, troppo alcol.. Troppa depressione, troppa sofferenza. Da quando te ne sei andato ha preso a fare uso di droghe pesanti con quel bastardo di Bobby. Giuro che lo uccido» ringhia il fratello chiudendo i pugni. Sono così arrabbiato, deluso e anche ferito.. Ha detto "da quando te ne sei andato" come se fosse colpa mia, è lei che ha rifiutato. «I medici cos'hanno detto?» cambio discorso un po' irritato «Hanno detto che si riprenderà.. Mia madre è incazzata a morte con te e vuole la tua testa» sogghigno amaramente e mi siedo su una sedia vicino a Esther. Le accarezzo la mano e poi la bacio, la mia piccolina... «Resterò tutto il tempo qui» lo informo ma lui non mi risponde «Senti vado a prendermi un caffè e poi passo a casa a preparare le sue cose, vuoi qualcosa?» mi chiede gentilmente e io scuoto la testa, ho lo stomaco praticamente chiuso, voglio che Esther si svegli.
Indosso di nuovo la maschera in caso "gli infermieri" dovessero entrare anche se fino ad ora non ho ancora visto nessuno.
Lentamente senza accorgermene mi addormento e sogno la mia piccolina ma qualcosa mi fa balzare sul posto e un rumore assordante riempie la stanza. Apro gli occhi e vedo Esther vomitare, ha le convulsioni e cazzo non so cosa fare! Spalanco la porta e chiedo aiuto, due infermiere entrano e capiscono subito quello che sta succedendo. Esther non fa nient altro che vomitare e ha gli occhi rivolti verso dentro. «Shock anafilattico! Abbiamo bisogna della siringa! Su su» dice un'infermiera all'altra che corre via. Me la sto facendo sotto dalla merda, prendo subito il cellulare e chiamo il fratello per avvisarlo.
Fortunatamente l'altra infermiera è tornata subito e le iniettano qualcosa , il suo cuore era fuori controllo ma fortunatamente sono riuscite a ristabilire l'ordine, forse infondo non era così incompetenti..
Poco dopo vedo Aj correre verso la stanza con un borsone in mano, ha la maglietta imbratta di sudore «Cos'è successo?» chiede preoccupato e con affanno «Shock anafilattico ma ora sta bene» si siede distrutto e noto lo sguardo delle infermiere addosso. Cazzo ho levato la maschera... Non posso cacciarmi, io non mi muovo! «Ehi tu-» una robusta signora cerca di parlarmi ma la fermo «Sono qui per la mia ragazza e non ho intenzione di andarmene» sgrana gli occhi e mi guarda con disgusto prima di andarsene con le altre due infermiere.
Aj è vicino alla sorella e la tranquillizza, io sto morendo di ansia, perché non si sveglia? Voglio la mia piccola...

*

«Ehi amico puoi andare a riposarti, resto io con mia sorella..» scuoto la testa. Sono le tre del mattino e non ho ancora chiuso occhio, non avrò pace fino a quando Esther non si sveglierà.
«No vai tu, io sono apposto» mi guarda preoccupata ma poi prende il borsone e fa per uscire «Alle otto sarò qui» annuisco e lui se ne va.
Ti prego Esther svegliati... Fallo per me.

*vi ricordo della nuova fanfiction su Colton Haynes: "Soldier in love" e "Monlogo"!!*

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