*TYLER*
Tutte le sue confessioni mi hanno fatto venire un gran mal di testa. Continuo a girarmi e rigirarmi nel letto, e adesso, senza di lei, sembra troppo grande. Immagini di lei sopra di me mi stanno mandando in pappa il cervello. Ho bisogno di averla ancora, di sentire il suo cuore battere sopra il mio petto. Non immaginavo che una persona così piccola, ai miei occhi così fragile, potesse aver vissuto così tanti casini. Quasi batte i miei.
Osservavo il soffitto mentre le prime luci entravano dalla finestra, non ho dormito per niente, e la sensazione di vuoto che provo dentro da quando lei è uscita da quella porta mi sta distruggendo. Ho un presentimento e non è uno buono.
Decido che stare a casa non è un bene, indosso i miei soliti jeans e una felpa, le mie Jordan rosse un capellino e infilo il giubbotto. Oggi è la vigilia di Natale, le persone camminano felici per la strada euforiche, come se oggi fosse il giorno più bello dell'anno. A me personalmente fa schifo. Lo odio. Odio questa gente che vuole apparire più degli altri, odio i paranti che fanno regali inutili. Mi dirigo verso il parco, lo sento, sento la noia addosso, l'apatia verso tutto questo che non mi appartiene.
Un ragazzo più giovane di me, che purtroppo conosco da tanto tempo si avvicina. Si gratta il naso, come un codice. Come a dire, sai di cosa ho bisogno? I suoi occhi non osano guardare i miei. Non ci sono parole, non ci sono contati, ci sono solo gesti. Gesti che conosciamo anche se nessuno c'è li ha mai spiegati. Hanno un significato che nessuno gli ha dato ma tutti conoscono. E io chi sono per negare un po' di felicità, chi sono per decidere che non è il momento di evadere, ma che è il momento di aprire gli occhi e vivere. Sono il primo a voler andare via da questo mondo che mi fa sentire sempre più inusuale. Io che c'entro con loro?
Passo una bustina al ragazzo, e lui mi ricambia con i soldi. Non sorride non mi guarda, come se volesse nascondersi, come se si vergognasse. Fa un cenno di capo e va via.
Oggi come ogni fottuto anno, a mezzanotte, non solo si scambiano regali e si mangiano biscotti. Oggi come ogni fottuto anno, ci sarà un incontro. Il mio compito è sempre lo stesso, quest'anno Thomas non ci sarà. E io non avrò nessuno su cui puntare, dovrò solo vendere merda. A chi come me è solo.
*GWEN*
Il forte odore di uovo fritto mi sveglia improvvisamente. Odio l'odore del cibo la mattina presto, le risate di mia madre risuonano per tutta la casa, qualcuno bussa alla mia porta, è ora di scendere dicono. Sto qui a fissare il muro, sorrido stranamente. I ricordi della notte prima sono vividi nella mia mente, è come se sentissi ancora il suo profumo, i suoi movimenti sopra di me.
"Buongiorno" dico cercando di nascondere il mio umore "oh tesoro ben sveglia" dice mia madre uscendo dalla cucina con la sua vestaglia che fa intravedere il suo seno, posa un piatto nel tavolo e si siede con me, dopo un po' arriva anche Collins che imita mia madre. Iniziamo a mangiare e io cerco di non rivolgere sguardi a quello che mi sta rovinando la vita più di quanto già non sia "ragazzi devo darvi una brutta notizia" dice mia madre con voce dispiaciuta "non ci sarò sta notte, dovrò lavorare sino a tardi, so che è la vigilia ma proprio non posso lasciare il lavoro oggi" quasi piange, e io la guardo incredula. Non si è mai dispiaciuta in tutta la mia vita per aver saltato delle feste? E adesso quasi piange? "Non ti preoccupare amore" gli dice Collins stringendole la mano "io e Gwen, troveremmo sicuramente qualcosa da fare" dice sorridendole "davvero starai con lei? Non sei obbligato amore" "già non lo sei" ribadisco con voce schifata le ultime parole di mia madre "siamo o non siamo una famiglia?" Dice lui, e a me quasi viene da vomitare.
Mi alzo e mi dirigo verso la mia camera, oggi decido di stare in tranquillità con film e fumetti.
Ormai si è fatta sera e io sono ancora in camera, non oso uscire, non voglio incontrarlo. Le parole di ieri notte continuano a ronzarmi in testa, cosa voleva dire?
Senza nessun preavviso la mia porta viene aperta, e io faccio un salto sul posto quando lo vedo. Mezzo nudo con una bottiglia in mano che ride "andiamo muoviti che è già tardi" lo guardo impaurita "dove dovrei andare?" "Te l'ho detto! Oggi devi fare delle cose per me. Quindi vestiti, e andiamo" non ho voglia di controbattere, la puzza di alcol si sente a chilometri di distanza. Indosso dei panta, una felpa e le mie All star rosse. Scendo in soggiorno e lo trovo a sistemare un borsone nero, che nasconde quasi subito quando mi vede arrivare. Mi spintona verso la porta e mi dice di salire in macchina, il borsone continua a tenerlo nascosto. Mi chiedo cosa ci sarà dentro.
Quando riconosco la strada della scorsa volta, il senso di panico inizia a impossessarmi di me. Non voglio ritornare in quel posto, pensavo a un modo di scappare di fuggire il più lontano possibile è l'unica cosa che mi viene in mente sarebbe quella di raggiungere mio padre. Sospiro cercando di rilassarmi, cosa dovrei mai fare questa volta? Ci sarà anche Javed? Fisso il mio telefono e vorrei tanto avere il numero di Tyler.
"Stai tranquilla dai, oggi non dovrai fare chissà cosa" lo guardavo mentre si divertiva a torturarmi psicologicamente "fottiti" "dovrai solo fare compagnia ad alcuni uomini, mi servono abbastanza svegli per fare dei soldi" lo guardo ad occhi serrati e mi viene il vomito per quello che lui intende con fare compagnia.
La macchina si ferma quando oramai è già buio, ci sono tante macchine vicino a noi e mi chiedo se tutte queste persone non hanno una famiglia con cui stare durante la vigilia.
Collins mi dirige verso una stanza, dove incontriamo suo fratello e l'uomo che mi aveva fatta legare la volta scorsa. Mi guardano come un ciccione guarda il menù della McDonald, è il disagio che provo continua ad aumentare. Inizio a sentire le lacrime e cerco di resistere il più possibile per non mostrarmi debole. Guardo in alto come se tenendo gli occhi su le lacrime non scendono.
L'uomo alto, di cui non ricordo il nome, viene verso di me con troppa presunzione. Mi squadra e mi prende per un braccio. Cerco di divincolarmi dalla sua stretta, ma per quanto io mi impegno, lui è sempre più forte di me. Più mi muovo più stringe la presa e già immagino il livido che si formerà presto sul mio polso.
È come la scorsa volta, un boato di grida e dei fari puntati addosso sono quello che mi aspetta. Le lacrime si fanno strada sui mie occhi ormai stanchi di combatterle, inizio a piangere e una donna, truccata e poco vestita inizia a darmi delle leggere pacche sulla spalla. Quasi a dire che tutto questo finirà presto.
"Come ogni anno, la nostra amata Loren ci terrà compagnia. Quest'anno però avrà una nuova amica, qualcuno di voi la già incontrata qualche mese fa..ecco a voi Gwen" Loren mi guarda, e cerca di sorridermi, consapevole che farò una brutta fine se rimarrò li dentro. "Manca poco a mezzanotte mie signori" dice con voce suadente "chi vuole iniziare?!" Sia bassa di poco il vestito e guarda il suo pubblico, un altra ragazza viene verso di lei e le dice qualcosa all'orecchio, poi si avvicina verso di me "Cara dovresti cambiarti ora" dice cercando di essere gentile "Cisa? No!" Voglio evitare di sembrare una prostituta.
"Mentre le nostre ragazze si preparano" l'uomo si gira verso di noi, con uno sguardo minaccioso "iniziamo i nostri soliti incontri" continua "fatevi avanti amici, ho bisogno delle vostre puntate, poi potrete godervi lo spettacolo delle mie donne" continua a parlare.
*TYLER*
Mi giro intorno e l'odore di fumo si impossessa dei miei polmoni. C'è molta più gente quest'anno, mi dirigo verso il bar e ordino da bere. Intanto qualcuno attira la mia attenzione, una ragazza dai capelli castani esce dal camerino e mi sorride. Dove qualcosa al barman e mi sorride di nuovo "Ehi Sam, non dovresti essere sul palco?" Ascolto i loro discorsi "si si tra poco inizio" e mi fissa di nuovo "ma chi è quella nuova?" Dice il barman "boh una che ha portato Collins, dice che gli devono soldi e quindi spera di farne tanti con lei" "beh io con lei ce li spenderei dei soldi" dice pensandoci sul serio "ehi così mi offendi" "scherzo dai, lo sai che ti devi tenere libera per un po', ho 50$ per te" dice picchiettando la tasca dei jeans "potremmo fare sempre una cosa a tre" dice la ragazza andandosene.
La voce che proviene dagli altoparlanti avverte che è ora di prenotarsi, alcuni urlano i nomi altri il prezzo disposto a pagare. A me ha sempre fatto schifo, state a guardare delle donne che vengono pagate e non puoi neanche toccare. In un qualsiasi bar potresti recuperare di più.
Mi sento toccare la spalla e mi volto velocemente pronto a prendere a pugni chiunque sia stato, quando vedo Collins a un palmo dal mio viso che ride sicuro di se "Tyler eccoti, stavo proprio cercando a te!" Lo guardo senza rispondere, e con la testa faccio segno di continuare il suo penoso monologo "allora in tutto ci devi 2000$. La mia ragazza ne guadagnerà 50$ ogni mezz'ora per esibirsi" dice facendo i conti con le dita e io non capisco il nesso "però" ride "se fa qualcosa di più posso far pagare in più cosa ne dici?" "Lo sai che non mi interessano le tue puttane" "sono contento che la pensi così" ride di gusto "ma non credo che la tua amica sia contenta di come l'hai appena chiamata" "cosa?" "Già, Gwen è qui per me! Stavo pensando che per 100$ poteva farsi anche sbattere" "no!" "Hai i nostri soldi?" "No!! Cazzo no!!" "Allora dovrà farlo"
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Scusatemi per l'assenza è scusatemi anche per la 💩 di questo capitolo :( ma ho avuto un blocco e non sapevo davvero come continuare..spero di riprendermi al più presto e scrivere qualcosa di più carino :(
Un bacio