Remember me

By aguisqueenjx

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Jessica Watson, vissuta in un enorme bugia, tutta la sua vita, dall'inizio. Presa in giro da tutti. Ma in un... More

Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 4/
Capitolo 4/5.
Capitolo 6.
Capitolo 7.
Capitolo 8.
Capitolo 9.
Capitolo 10.
Capitolo 11.
Capitolo 12.
Capitolo 13.
Capitolo 14/
Rispondo ai commenti
Capitolo 14.

Capitolo 3.

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By aguisqueenjx

La mattina dopo, mi trovavo seduto su una sedia, in cucina, in completo silenzio. Stavo meditando con una semplice tazza di latte caldo e una busta di cereali buttati sul tavolo.
Non capivo del perché io mi fossi svegliato così presto, erano solamente le sei e mezza del mattino.
E non era proprio accettabile che io mi svegliassi a quell'ora; non ero mai stato un mattiniero, soprattutto sapendo che mi sarei dovuto alzare per rompermi le palle (e scaldare la sedia) a scuola.
Perché, sì, ci andavo solo per cazzeggiare con Liam.
Beh, ecco, non sarebbe più stato così.
Ma il problema non era solo rappresentato dal fatto che l'avrei dovuto evitare per tutto il giorno.
Stavo anche pensando e riflettendo a quella notte...

-Ehi, Zayn, ti ho fatto una domanda!-

Scossi immediatamente la testa, dopo aver analizzato la figura del mio amico svolazzarmi una mano davanti alla faccia. Tirai uno sbadiglio, per poi ritornare alla mia tazza di latte e cereali.
-Ah, ciao, Louis.- Mormorai.
-A che stavi pensando?- Chiese, corrugando la fronte e sedendosi vicino a me, dopo essersi preso una brioche dallo scaffale.
Oramai, faceva come se fosse a casa sua.
A me andava bene... la situazione cambiava dal momento in cui rompeva qualche oggetto di casa.
Di certo mia madre non avrebbe gridato di tutto a lui.
-Nulla.- Alzai le spalle, facendo l'indifferente.
Lui mi guardò storto, mordendo un pezzo di brioche, dopo averci levato la carta.
-Nulla? Andiamo, Zayn, sono le sei e trentadue e tu stai già facendo colazione.- Mi fece notare con ancora il boccone in bocca. -E tu non ti sei mai svegliato alle sei e trentadue.-
-Non si parla con la bocca piena, schifoso.- Lo ripresi, cercando di cambiare discorso.
-Cambi discorso?- Alzò un sopracciglio, accorgendosene immediatamente.
Mi aveva in pugno. Ero costretto a dirglielo.
-Capita anche a me di non avere sonno...-
-C'è altro, eri assorto nei tuoi pensieri.- Sibilò, divertito, ignorando la mia frase. -Dimmi cosa hai fatto ieri sera, animale.-
Posò una mano sul mio braccio, pretendendo una risposta soddisfacente e immediata.
-Ascolta, non solo sei rimasto qui a dormire, ma adesso mi devi anche scassare le palle?- Mi voltai a guardarlo, infastidito.
Lui spalancò gli occhi, facendo comparire un sorrisetto da stronzo sul viso.
-Amico, come sei messo male. Sembri assatanato, non hai proprio dormito, eh?- Mi tirò una gomitata, ridendo.
-Avevo caldo.-
In verità, usavo i maglioni anche in primavera... ero un tipo molto freddoloso.
Ma non volevo dirgli cosa fosse successo, mi avrebbe preso in giro per tutto il giorno.
-Sì, certo, raccontala a qualcun altro.- Mi tirò una gomitata, per poi iniziare a raccontare: -Erano le tre di notte ed io non ti ho visto nel letto. Harry stava russando come un troglodita in calore, quindi ho deciso di non svegliarlo...- Mi spiaccicai una mano sulla fronte, perché sapevo già come sarebbe finita quella conversazione. -Sentivo delle voci dalla cucina...-
-Perciò...- Lo indussi a continuare, con un sospiro arreso.
-Raccontami tu.- Si morse il labbro, trattenendosi dal non scoppiarmi a ridere in faccia. -Era un gioco da ragazzi, vero?-
-Sei uno stronzo.-
Aveva visto tutto.
-Dai, andrà meglio la prossima volta!!- Mi rassicurò, continuando a ridere.
Sapevo mi avrebbe deriso.
-Senti, io ho iniziato bene...- Cercai di difendermi.
-Raccontami.- Batté il dito sul tavolo, impaziente ed elettrizzato, aspettando che io iniziassi a raccontare.
-Beh...-

INIZIO FLASHBACK

-Mi hai spaventata, cretino!-

-Eh dai, era solo uno scherzo!-

Iniziai a ridere, sedendomi sul tavolo.

-Non me ne fare a quest'ora!- Mi rimproverò, riprendendo a versarsi dell'acqua dentro un bicchiere di plastica.
Semplicemente ero entrato in punta di piedi in cucina e le avevo stretto i fianchi, siccome era girata, spaventandola.
Ed era stata prevedibile la sua reazione.
-Andiamo, chi pensavi fosse??-
-Non lo so... un ladro che mi vuole uccidere?- Provò a rispondere, girandosi verso di me, sempre appoggiata sul muretto del lavandino, con il bicchiere in mano.
-Tu li fai scappare i ladri.- La rassicurai, ironico, e mi fece una smorfia antipatica, portandosi il bicchiere alla bocca.
-Perché sei qui, comunque?-
Aveva lasciato la luce della cucina spenta, stavamo al buio ed erano solamente le tre di notte.
-Avevo sete.- Alzò le spalle, indifferente. -Tu, invece?-
-Non avevo tanto sonno.- Risposi, abbassando lo sguardo sul pavimento.
Non facevo altro che pensare a come mi sarei dovuto comportare con Liam.
Non facevo altro che pensare con quale orgoglio io mi sarei dovuto allontanare dal mio migliore amico.
Con quale forza?
-Stai pensando a Liam?-
-Sì...- Confermai, svogliato.
-Secondo me...-
-No, Watson, non mi dire niente, non cambierò idea.- La interruppi, sapendo già come avrebbe finito la frase.
Secondo me stai esagerando e ti stai facendo mille problemi che non esistono.
Beh, no, non stavo affatto esagerando, era giusto.
-Come vuoi ma stai esagerando!- Me lo disse comunque e le lanciai uno sguardo di rimprovero.

Poi mi soffermai a guardarla: era semplice. Sì, era semplice.
I capelli raccolti in una coda disordinata le formavano più i lineamenti del suo viso, a mio parere. L'avevo sempre preferita con la coda di cavallo. Era più... carina, no?
E il viso? Si truccava poco e niente; eppure, non risultava così male. Tra tutte le ragazze che vedevo al giorno, nella mia scuola, quelle che stavano bene, anche senza un rossetto rosso e tutta quella robaccia che le coloravano il viso, erano veramente poche. Lei era tra quelle poche.
Non era magra, ma neanche grassa. Era normale, pesava i suoi chili, e rispetto agli anni precedenti era anche dimagrita; si era data da fare.
E ce l'aveva fatta.
Sapevo che andava a correre un paio di volte alla settimana, da sola.
Insomma, era cambiata. Tranne per il carattere, quello era sempre lo stesso, forse era anche peggiorato.
Ma di aspetto... non mi dispiaceva.

Puntai lo sguardo sui suoi occhi: era lì, bella e spensierata.
Cosa fanno due ragazzi in una cucina, da soli, alle tre di notte?
Beh, lo sanno tutti.
Almeno, era quello che pensavo io e la mia mente pervertita.
Ma prima ancora che potessi fare qualche passo falso, pensai che fossero davvero strane le mie intenzioni.
Non avevo mai pensato di poterci provare con l'amica di mia sorella.
L'avevo sempre etichettata come compagna di discussioni, non avevo mai provato a baciarla, tranne per qualche minima eccezione.
Ma, ovviamente, era solo e unicamente per portare a termine una scommessa.
Niente di più, niente di meno.
Una di quelle scommessine che si facevano tra amici; ci avevo già provato con altre ragazze.
Ma quelle altre ragazze non erano lei, erano molto facili da prendere, mi stavano ancora alla calcagna; lei non me l'avrebbe permesso le prime volte, mi avrebbe respinto, lo immaginavo.
E questo rendeva tutto molto più intrigante ed eccitante.
-Quindi... forse è meglio andare, no?- Le feci, scendendo dal tavolo.
-Sì, ora vado.-
Mi diede le spalle per posare la brocca di acqua in frigorifero, dandomi la perfetta visione del suo fondo schiena.
Mille domande mi sorsero in testa, tutte in una volta.
Perché non ci ho fatto caso?
Ed io me ne accorgo solo adesso? Pensai, con una mano sulla fronte.
-Watson, non c'è bisogno che tu mi sbatta il tuo sedere in faccia solo per fare colpo!- La buttai sul ridere e si girò di scatto verso di me, irritata, dandomi dello stronzo.
Che poi, voglio dire, hai Zayn Malik davanti e non mi salti addosso?
-Non ci ho mai provato, ci devo provare ora?-
Chi lo sa...
-La speranza è l'ultima a morire, dai.- Ironizzai, facendo finta di darle forza. -Magari, ti sei accorta di essere perdutamente innamorata del sottoscritto e non sai come dirmelo.-Suggerii e lei sporse la fronte, come per intendere "non mi far ridere".
-Oh, no, non dubitarne su questo. Non sono innamorata di nessuno!-
-Quindi, se mi avvicino, non ti faccio nessun effetto?- Intesi, facendo un passo verso di lei, cautamente.
-Perché dovresti?- Incrociò le braccia al petto, guardando altrove, cercando di non reggere il mio sguardo.
Ma quando si accorse della vicinanza che c'era tra di noi, puntò lo sguardo sui miei occhi, presa alla sprovvista: mi ero avvicinato di gran lunga al suo viso.
Non mi dire... non aveva detto che non le facessi nessun effetto?
-Mi spieghi cosa cazzo stai facendo?-
Domandò in modo incazzato. Era spaventata e confusa allo stesso tempo.
Beh, fino a quel momento, tutto molto normale. Me lo aspettavo.
-Niente, perché?-
-Allora allontanati!-
-E se non voglio?-
-Ti prendi un calcio nelle palle.- Rispose, piccata.
La ignorai, allungando le mani sui suoi fianchi e facendola sussultare.
-Vuoi sapere cosa voglio?- Provai a farle capire cosa volessi veramente, sfiorando la sua guancia con le labbra.
-Zayn, sei impazzito...- Blaterò, allibita, spingendomi indietro dal petto.
Staccai spontaneamente le mie labbra dalla sua guancia per poi guardarla, stranito. -Mh, sapevo fossi incontrollabile...-
-Stai scherzando, spero.-
Era davvero sorpresa delle mie intenzioni. Davvero non lo voleva? -Potresti stare qualche metro lontano da me?-
-Non mi va.- Sorrisi strafottente, con un'alzatina di spalle.
-Ti ho detto di allontanarti, non mi far ripetere le cose due volte.- Continuò a respingermi, si stava innervosendo.
Non pensavo avrebbe resistito così tanto, all'inizio.
-Eh dai, Watson, è solo un bacio.-
Quanti problemi si faceva?
-Okay, stai delirando.- Scoppiò a ridere, appoggiando una mano sulla mia fronte. -Ma sei freddo...-
Scioccata era la parola adatta.
-Sto benissimo e sono bellissimo.- Ribattei, facendole un sorriso a trentadue denti, mostrandole quanto fossi lucido in quel momento.
-Sei un coglione, questo sei!!- Sputò, arrogante.
Sempre adorabile.
-Sai, Watson. Ho capito del perché tu e mia sorella siate migliore amiche per la pelle, asociali. Siete così acide che nessuno vi si potrà mai cagare di striscio... vi siete trovate...-
-Però tu lo stai facendo.- Mi fece notare.
-Guarda che è solo per la...- Mi morsi la lingua, accorgendomi immediatamente di quello che le stessi per rivelare.
Mmh, dannazione.
Quanto sono stupido!
-Solo per la... ?-
-Cosa?- Chiesi, confuso, facendo finta di non aver capito.
Devo chiudere la bocca.
-Stavi dicendo: guarda che è solo per la...-
-No, niente, lascia stare!-
Non sapevo cosa dirle.
Dovevo stare più attento.
Mi facevo sgamare con così tanta facilità?
-Sei strano.- Mi guardava, turbata, con ancora le braccia incrociate al petto.
-Per quale assurdo motivo?-
-Sì, insomma. Ti rendi conto di quello che stai facendo?-
Sottolineò la distanza che c'era tra di noi con un dito.
Afferrai la sua mano al volo, avvicinandola bruscamente a me, e sussultò un'altra volta.
Cominciamo.
-Allora... come fai a resistere a tutto questo ben di Dio?- Le domandai, allibito del fatto che non mi fosse ancora saltata addosso.
Perché non si lasciava andare?
Tanto non era niente di serio, sapeva come fossi io, non baciavo le ragazze per poi fidanzarmici, ma per ben altro.
Era così bello potersi divertire in quel modo, perché non ci provava?
-Cos'è? Non hai più una ragazza che ti sbottona la camicia le mattine?-
La camicia? Solo a lei potevano venirle in mente certe considerazioni!!
-No,- sbuffai seccato. -è che sono sempre le stesse, Watson! Capiscimi, mi annoio!- inventai. -e, comunque, volevo provare a vedere se tu sia veramente una di quelle per bene, che non si bacerebbero con nessun ragazzo del mio calibro! Insomma, hai capito?-
-Ti vanti troppo, lo sai? Sei uguale agli altri, non sentirti superiore a nessuno.- Ribatté, sorridendo, beffarda. -E poi, no, non bacerei mai un ragazzo come te, se poi tutto quello che sai fare dopo è rivelarlo ai tuoi amici e prendermi per il culo.- Spiegò ovvia, facendomi rimanere di sasso.
Okay, sapeva fin troppo.
-Chi ti dice che lo dirò a quegli stronzi? Non ti sembra già abbastanza imbarazzante baciare una come te?-
Quella era una grande cazzata.
-Non vedo perché tu debba farlo, allora, se mi reputi così sfigata.-
-Ti fai tanti problemi per niente...- Mormorai, avvicinandomi alle sue labbra, e sperando che avrebbe corrisposto.
Non c'era gusto a baciare una ragazza con la forza, se non lo voleva.
Stavo aspettando che mi baciasse prima lei, era inutile baciarla alla cazzo, se poi tanto mi avrebbe fatto fuori e non mi avrebbe più parlato.
Le conseguenze sarebbero state queste: la bacio, lei mi tira uno schiaffo, scappa, non mi parla più, non posso portare avanti la scommessa senza il suo volere, niente soldi, niente fama.
E non volevo questo.
-Hai sbagliato persona.- Sibilò, bloccandomi dal petto.
Mi spinse bruscamente indietro. Bene, è un buon inizio, Zayn! Congratulazioni! -Continua a divertirti con le tue ragazze. Non con me.-
Così facendo, si dileguò dalla cucina, lasciandomi da solo. Ero basito.
Non avevo iniziato per niente bene. Avrei dovuto cambiare i miei modi così sfacciati... forse...

Decisi di seguirla, accelerando il passo; la vidi salire i primi scalini.
Tuttavia, era ovvio che avrebbe reagito così.
-Jessica, aspetta!- La raggiunsi in pochi secondi e cercai di prenderle il braccio, ma lei si scostò.
-Per chi mi hai presa, Zayn?!-
Era furiosa.
-Cazzo, ma io non pensavo che te la saresti presa in questo modo...- Mi giustificai, salendo le scale a passo svelto per tenerle corda.
-Mi fai solo ridere, vai a dormire!!-
Continuava a non guardarmi e questo mi irritava parecchio.
-Andiamo, tranquillizzati, stai esagerando!-
-Parla quello che non vuole più sentir nominare il suo migliore amico, solo perché sta con la sorella!-
Cosa c'entrava?
-Stava.- La corressi, irritato.
Arrivammo in cima alle scale, lei si diresse verso la stanza di Safaa, accanto alla mia. -E poi, non sono cose che ti riguardano. So io cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, è mia sorella!-
Si girò finalmente a guardarmi, con la mano appoggiata alla maniglia della porta, più arrabbiata che mai.
-Se ti fotti, fai un favore a tutti!-
Ah, che goduria vederla arrabbiata.
-Jessica, stai attenta! Sai che sputare veleno comporta brufoli in tutta la faccia?- Ghignai ancora, divertito, appoggiando una mano sul legno.
-Non siamo tutti sfigati come te.- Ribatté, aprendo la porta della stanza a fianco.
-Ti devo contraddire, io non ho i brufoli! Non sono sfigato, non ho nessun difetto!-
-I difetti ce l'hai nel cervello, coglione.- Mi sbatté la porta in faccia, facendomi rimanere con un sorriso grande quanto una casa: adoravo la sua sfrontatezza, il suo essere così odiosa con così tanta facilità, avere sempre la battuta pronta e cercare in tutti i modi di negare la mia innata bellezza; per quello mi piaceva.
-Domani ti faccio una camomilla, così ti rilassi un po'. Vipera.-

FINE FLASHBACK

-Sto morendo dal ridere!!-
-Smettila!!-
-Muoio!!-
-Di cosa parlate, ragazzi?- Harry sbucò in cucina, ancora mezzo intontito; si era appena svegliato e aveva tutti i capelli arruffati.
-Harry!- Esclamò Louis, felice, girandosi verso di lui.
-Ciao, fungo.- Lo salutai, ridacchiando.
Si stava scavando gli occhi con il dito, sembrava uno zombie, aveva solo delle mutande al posto dei pantaloni del pigiama che gli avevo prestato la sera prima e che avrebbe dovuto portare...
Girava sempre 'nudo' e non capivo come facesse, si stava gelando.
Forse ero io l'unico ad avere sempre freddo. Ma, diamine, era novembre, si usavano le felpe.
Per lui, invece, era come se fosse sempre estate, non riuscivo a capirlo.

-Ti prego, Harry, mettiti un paio di pantaloni. Ci sono delle ragazze in casa.- Sbuffai, continuando a mangiare.
-Non rompere, mi sono appena svegliato.- Ribatté con voce roca.
Anche lui si prese una brioche dallo scaffale, senza problemi.
Ci rinunciavo.
-Allora? Di che stavate parlando?- Si girò verso di noi, perplesso.
Louis si alzò, posando una mano sulla sua spalla. -Jessica ha scaricato Zayn.-
Alzai gli occhi al cielo mentre Harry scoppiava a ridere, insieme all'altro.
Begli amici che ho, pensai.
-Davvero?!-
-Si!!-
Si strinsero la pancia, ridendo più di prima.
-Dai, Malik, ritenta!!- Ululò Harry, asciugandosi delle lacrime dagli occhi.
-Non ti ci mettere anche tu...-
Mi ignorò, continuando a prendermi per il culo, insieme all'amico.
-Ha provato a baciarla ma lei lo ha respinto, ci è rimasto male!!- Spiegò Louis, appoggiandosi sul muretto del lavandino, continuando a sghignazzare.
-Cretino, non urlare! Potrebbe sentire!-
Se lo avesse sentito, sarei morto.
-Zayn, ti do un consiglio,- il ricciolo si avvicinò, appoggiando le braccia sul tavolo. -devi usare le buone maniere con una ragazza, non devi essere così sfacciato!-
-Non ho bisogno che tu mi dica come rimorchiare, lo so benissimo.- Ribattei, infastidito.
Adesso mi deve dare anche lezioni.
-Quando riuscirai a portarla a letto con il suo consenso, ti cadranno i capelli!- Ironizzò.
-Stai dicendo che sia impossibile?-
-Esattamente, secondo me non riuscirai a portare a termine questa sco... caazzo...-
Si interruppe improvvisamente appena adocchiò Jessica entrare in cucina, come una saetta, diretta verso il frigorifero. Ovviamente, sembrava di mal umore.
Novità del giorno.
Era vestita come la sera prima: un semplice paio di pantaloni neri aderenti e una maglia grigia a maniche lunghe, molto larga, con un bel 9 al centro.

Louis si voltò a guardarmi, perplesso, mimandomi che cosa avesse.
Io come risposta alzai le spalle, doveva essere arrabbiata con me.
Prevedibile.
-Ciao Jessica?- Provò a parlare Harry, spaventato da quello che le avrebbe risposto la ragazza.
-Ciao.- Faticò ad alzare il tono della voce.
Che triste risposta... tentativo fallito.
-Oh, è finito...- Si accorse che non ci fosse quello che voleva e si portò due dita sul mento, continuando a cercare.
Osservammo tutto in silenzio, ovviamente era inchinata, mi stava dando la perfetta visione del suo fondo schiena per la seconda volta e non se ne accorgeva neanche.
Solo che non ero solo io lo spettatore; altri due paia di occhi curiosi si erano abbassati.
Louis si girò verso di me, lentamente, con una faccia a dir poco sorpresa.
Harry, invece, continuava a fissare, imbambolato.
Chiusi gli occhi, portando le mani alla fronte, pensando a quanto fossero stupidi.
-No, non c'è.- Sentenziò la ragazza, chiudendo la porta del frigorifero e ritornando ad una posizione eretta.
Appena fece per compiere un passo per uscire dalla cucina, però, si accorse della 'nudità' del ricciolo e spalancò la bocca, tappandosi gli occhi con una mano.
-Oh, santo cielo, mettiti i pantaloni, Harry!- Lo rimbeccò, scandalizzata, facendo scoppiare a ridere Louis.
-Ehi, Jess, l'hai trovato?-
Mi alzai di scatto appena vidi entrare mia sorella di soprassalto.
-No, non guardare!- Gridai.
-Ehi, Zayn, ma che fai!!-
La feci girare, spingendola fuori mentre urlavo, minaccioso: -Harry, infilati dei fottuti pantaloni!!-
-Okay, okay!!- Mi rispose, scusandosi subito dopo, correndo sù di sopra.
-Posso guardare, adesso?- Domandò mia sorella. La mia mano stava ancora coprendo i suoi occhi.
Aspettai che quel cretino sparisse completamente dalla circolazione e la lasciai libera.
-Meglio che vada a vestirmi.- Disse poi lei, riprendendo lo stesso percorso del ricciolo, oramai scomparso.

Tirai un sospiro di sollievo.

-Adesso va meglio.- Sentenziai, ritornando in cucina.
Un brivido mi percosse immediatamente la schiena per quanto ci fosse freddo.

Presi la tazza dal tavolo, buttandola sul lavandino. Mi trovavo di fianco a Jessica, che non provava neanche a girare lo sguardo verso di me.
-Vuoi ancora la camomilla?- Le chiesi, calmo, cercando di irritarla.
Guardava il basso.
Sempre meglio litigare che non parlare.
-No.-
Bello.
-Oggi ci sarà il sole, lo sapete?- Intervenne Louis, contento.
-Hai intenzioni di non parlarmi per tutto il giorno o... ?- Ignorai il mio amico, continuando a fissare lei.
Aveva ancora i capelli spettinati, le braccia conserte, non accennava nemmeno ad un sorriso.
-Quella stronza mi interrogherà di storia, inizierà a piovere, ne sono sicuro.-
-Dai, Jessica.- Sbuffai, toccandole una ciocca di capelli fuori posto.
Lei si scostò immediatamente. -Non toccarmi.- Sibilò, minacciosa.
Beh, almeno aveva parlato.
-Mi sento di troppo in questa cucina.- Louis mi lanciò un occhiata maliziosa, quel sorriso mi irritava. -Siccome non mi caga nessuno, vado sù a prepararmi!-
Se ne andò anche lui, lasciandoci soli, in silenzio.
Lo aveva capito.

-Senti, ho sbagliato, okay? Non c'è bisogno che tu faccia così.-
Si decise a lanciarmi un occhiatina, leggermente a disagio.
-Io... meglio che me ne vada.- Blaterò.
Cercò di fare un passo ma io non glielo permisi, bloccandola dal braccio e costringendola a guardarmi negli occhi.
-Che cosa ti prende?- Mormorai.
Sentivo che ci fosse qualcos'altro.
Era... strana.
-Niente, perché?- Distolse lo sguardo, iniziando a mangiarsi un'unghia della mano destra, l'unica che non tenevo.
-Ti senti a disagio a guardarmi.- Affermai, corrugando la fronte.
-No, forse è meglio che vada...-
-Guardami.- Spostai il suo viso dritto verso il mio con un dito, obbligandola a guardarmi.
Forse avevo capito cosa la turbasse: il mio sguardo.
I miei occhi?
-Quindi, non sei arrabbiata perché ho cercato di baciarti questa notte.- Dedussi, compiaciuto. -Sei a disagio perché il mio sguardo ti mette in soggezione.-
-Cosa stai dicendo??- Sbottò, infastidita dalla mia supposizione.
Sì, era decisamente così. -Vuoi che mi impunti a guardarti? Okay, giochiamo a chi ride per primo!-
Inizio a penetrarmi con lo sguardo, agguerrita.
Feci lo stesso, solo che io non ero imbronciato, anzi, stavo proprio cercando di farla ridere.
Alzai un sopracciglio, sorridendo.
Lei cambiò espressione.
Non credo che stesse sorridendo ma non ci sarebbe voluto tanto tempo per arrivarci, lo sentivo.
Incrociai gli occhi, divertito, facendo comparire un sorriso sul suo volto; proprio come immaginavo.
Mi rallegrai appena la vidi sorridere; per lo meno ero riuscito a levarle quel broncio.
Era tutto un gioco di sguardi: le feci l'occhiolino ma continuava a non mollare, voleva vincere.
Anche io, però.
D'improvviso, mi venne un'idea strepitosa, avrebbe perso.
Sapevo non fosse corretto ma allungai una mano sul suo fianco e glielo strinsi, facendola sussultare e scoppiare a ridere al contempo.
-Ma non vale!!- Si ribellò, allontanandosi per impedirmi di farlo ancora.
Il solletico la faceva impazzire ogni volta. Era il suo punto debole.
-Certo che vale.- Feci un passo in avanti con le stesse ed identiche intenzioni ma scappò via dalla cucina, ridendo.
La rincorsi per tutto il salotto, cercando di raggiungerla.
Si indirizzò verso le scale che riuscì a percorrere ancora per poco, dal momento che l'afferrai, con fare esultante.
La costrinsi a scendere, sotto il suo lamento, per poi buttarla sul divano e procedere con il solletico.
-Basta, Zayn!!- Gridò pietà ma io continuai a torturarla, bloccandole le braccia ai lati della testa.
-E adesso che fai?-
Smisi di fare ogni movimento, avvicinando il mio viso al suo.
Forse ci sarei riuscito quella mattina, avrei iniziato con un bacio... avevo le idee chiare, un piano da seguire per portare a termine ciò che volevo.
-Mi liberi e vado a vestirmi.- Rispose, ovvia, il suo petto faceva sù e giù per quanto fosse esausta.
Dai, cazzo, se fai così, non riesco a fare progressi.
-Ti accompagno?-
-Dove?-
-A vestirti.- Dichiarai, cercando di restare serio.
Ma non ci riuscii un granché.

-Zayn, che stai facendo?-
Alzai lo sguardo alla mia destra, riconoscendo immediatamente la figura di mia madre scendere a passo lento le scale. Aveva lo sguardo puntato su di noi.
-Ciao, mamma...- Ricambiai il saluto, alzandomi come una saetta dal divano.
A giudicare dal suo sguardo, immaginai che avesse pensato chissà cosa...
-Buongiorno Trisha.-
Anche Jessica si era alzata di scatto, affiancandomi, a disagio.
-Ehi, Jessica.- Mia mamma le sorrise debolmente. -Hai dormito bene?- Le chiese, avvicinandosi per darle un bacio sulla guancia e un abbraccio.
Era sempre stata così con lei.
-Sì, come sempre.- Rispose Jessica, cercando di risultare simpatica almeno di fronte a mia madre.
Sì, era molto difficoltoso per lei.
-Ieri sono dovuta andare ad una cena di lavoro, purtroppo sono ritornata tardi e stavate già tutti dormendo.- Le spiegò.
Mi sedetti sul divano, sbuffando, perché avrebbe iniziato a parlare e parlare senza tregua e nessuno avrebbe potuto fermarla.
Noiosa...

-Hai già mangiato?-
Ovviamente, lo chiedeva solamente a lei... quanto mi amava.
-No, però...-
-Ti faccio subito qualcosa, non c'è problema.- Non le fece nemmeno finire la frase che partì subito in quarta verso la cucina, pronta per preparare la colazione.
-No, non fa niente, mangerò qualcosa fuori!- Le disse la ragazza, voltandosi verso di me, chiedendomi con lo sguardo di fermarla.
-Non ti preoccupare, Jessica! È sempre un piacere!- Urlò mia madre, entrando in cucina felicemente.
Chi la capiva...
-E tu non le dici niente?-
Incrociai le mani dietro la testa, alzando le spalle.
Non mi importava.
Almeno quel giorno non mi avrebbe fatto domande inutili sulla scuola, odiavo risponderle.
Perché non era importante, per me.
Non facevo niente ed ero negato in tutto, (tranne in educazione fisica e in arte) lo sapeva già, che bisogno c'era di chiedermi ogni mattina se avessi qualche compito in classe o se avessi studiato per un interrogazione? Tanto il voto che avrei preso sarebbe stato comunque lo stesso di sempre.
Ero una capra, mi davano sempre note e sospensioni.
Ne andavo fiero, però.
Fottutamente fiero.

-Cosa le dovrei dire?-
-Non c'è bisogno che adesso si metta lì a cucinare, avrei preso qualcosa al bar, prima di entrare a scuola!-
-Beh, lasciala fare, se si diverte.- Feci, ridendo. -Come sei gentile con mia madre..- Aggiunsi subito dopo, sorpreso.
-Beh, dovrei essere sgarbata, scusa?- Incrociò le braccia al petto, restando in piedi.
-Con me sei sempre scontrosa!-

-Oh, mi sono dimenticata...- Mia madre fece la sua ricomparsa in salotto, fermandosi all'entrata della cucina. -Tu hai già mangiato, amore?- Mi domandò, sorridente, facendomi sbuffare.
Amore?
Amore?!
Che amarezza.
-Sì, sì, vai.- Svolazzai una mano in aria per farla ritornare in cucina.
Lei annuì, ritornando alle sue cose.
-Amore!!- Jessica scoppiò a ridere, divertita da quel nomignolo.
Mia mamma sapeva che odiassi essere chiamato così, eppure mi metteva sempre in ridicolo.
Avevo un nome, diamine.
-Non ridere, stupida.- La rimbeccai, alzando gli occhi al cielo.

-Zayn!!-

L'urlo di Louis arrivò fino alle mie orecchie e sbuffai, alzandomi dal divano di scatto.
E adesso che succede?
-Che succede?-
-Secondo te io lo posso sapere?- Feci, retorico, salendo le scale rapidamente.
Lei non rispose.
Aprii la porta della mia camera, impaurito di quello che mi sarei dovuto aspettare.
Jessica, invece, entrò in camera di mia sorella; dovevamo ancora prepararci.
-Che cazzo avete combinato?-
Entrai dentro, chiudendo la porta dietro di me.
La stanza era in ordine, non c'era nessun oggetto per terra, non stava andando a fuoco nessun cuscino.
Ma loro non erano dentro, erano fuori, sul balcone.
Era alquanto strano.
-Che cosa ci fate lì?-
-Vieni, Zayn!- Mi urlò un'altra volta Louis, facendomi segno di raggiungerli.
-Ma c'è freddo...- Esitai.
-Cambiati.- Suggerì.
Non capivo il motivo per cui loro stessero lì fuori, ma feci come detto e presi un paio di jeans dal guardaroba, assieme ad una canottiera ed un maglione; presi anche le scarpe e me le infilai velocemente, per poi raggiungere i ragazzi. Avevo iniziato a tremare, l'impatto gelido di quella mattina mi destabilizzava, nel vero senso della parola.
I loro sguardi erano puntati giù di sotto; mi affacciai anche io, confuso, in un primo momento.
Ma appena focalizzai la persona in fondo alla strada, mi rabbuiai.
-Che cosa vuoi?- Chiesi, freddo, distaccato.
-Volevo parlare con te...-
-Beh, io non ne ho voglia.- Lo respinsi, facendo un passo indietro.
Non riuscivo a sopportarlo.
No, lui non poteva essere lì.
-Zayn, per favore, ascoltami.-
Mi voltai verso Harry e Louis, che mi stavano guardando, aspettando che dicessi qualcosa.
Con quale coraggio si presentava a casa mia?
-Dai, ascoltalo.- Mormorò Harry.
Annuii, interdetto.
I ragazzi decisero di entrare dentro e farci parlare da soli.
Non capivo cosa volesse dirmi, tanto la situazione sarebbe rimasta uguale.
-Mi fai entrare e parliamo come persone civili, senza botte o altro?-
-No.- Risposi, impassibile. -O mi dici quello che mi devi dire adesso o te ne vai a fanculo.-
Liam alzò gli occhi al cielo, infilando le mani dentro le tasche dei jeans.
-Zayn, so che sei incazzato con me perché ti ho nascosto la mia relazione con lei...- cominciò. -ma non la sto prendendo in giro, credimi!-
Non riuscivo a capirlo.
-Non mi puoi sparare certe stronzate. Non dovevi toccarla con un dito.- Sibilai, innervosito. -Non posso credere che tu te la sia portata a letto, cazzo.-
Più ci pensavo, più la mia mente si annebbiava al solo pensiero di mia sorella con un altro ragazzo, con Liam.
-Ehi, non me la sono portata a letto.- Mi corresse, alzando un dito in aria.
-No?- Sporsi la fronte. Non ci credevo neanche un po', era proprio quello il suo scopo.
-Stiamo insieme da qualche settimana...- Blaterò, abbassando lo sguardo. -Solo una volta.- Confessò subito dopo, stringendo i denti.

-Fai schifo, lo sai?-

Mi passai le mani sul viso, cercando di mantenere la lucidità.
Immaginavo che l'avesse già fatto, ma riceverne la conferma era devastante.
-La amo, farei qualsiasi cosa per lei.-
Non potevo continuare ad ascoltare quelle parole, non erano vere, non lo erano. Non era possibile e non ci credevo... era patetico.
-Smettila di fare il coglione!-
-Mi sono innamorato, amico.- Rivelò, sforzando una risata. -Non ti è mai capitato di innamorarti?- Chiese. -È una sensazione bellissima, non dormi la notte, pensi sempre a lei e a nessun'altra...-
-Non me ne frega un cazzo e non chiamarmi amico. Un amico non mi avrebbe fatto questo!-
Ma perché cazzo l'aveva fatto?
Perché?
-Hai una mente chiusa, non riesci a capire quanto Safaa sia importante per me!-
-Liam...-
-Dovresti sentirti fortunato a sapere che la persona che lei ama, sia io. Mi conosci, non sto mentendo. Se non fossi davvero interessato a lei, non sarei qui a chiedere il tuo appoggio, non ci avrei mai provato con la sorella del mio migliore amico!- Spiegò, come se fosse ovvio.
-Ti sei innamorato di mia sorella? Dai, è assurdo!-
Era strano anche pronunciare quel verbo, per me.
-Dici così perché tu non sei innamorato di nessuna!-
Non riuscivo a crederci, forse non volevo accettarlo.
Ma no, stava cadendo nel ridicolo.
-Lo sai che non credo a queste cazzate!-
-Anche io non ci credevo. Ma mi sono dovuto ricredere! Quello che sento per lei è diverso, la amo davvero!- Confessò. Ancora.
Ma com'era possibile?
-Beh, disinnamorati, allora!-
Cosa c'era di così tanto difficile?
-Zayn, sei un disastro, non capisci un cazzo!- Rispose a tono lui, girando la testa a destra e a sinistra, per sottolineare quanto fossi una causa persa. -Non posso, non è possibile e non voglio!-
-Beh, te la faccio venire io la voglia.-
A pugni, avrei voluto aggiungere.
-Zayn, io sono venuto qua per chiederti scusa e cercare di farti capire che amo tua sorella, sarebbe in buone mani, non sono un drogato, tanto meno uno sbandato...- spiegò, con un sospiro. -ma se tu sei così stupido da non volerlo capire, solo perché non ci credi, non vedo perché io debba supplicarti. Starei con lei lo stesso.-
-Non ti azzardare, Liam...-
Stavo andando in escandescenze e non andava per niente bene.
Non doveva più toccarla.
-Non mi importa, io la voglio e di certo non sarai tu ad impedirmi di vederla.- Fece qualche passo indietro. -Mi sembra di averti detto tutto, sta' a te decidere se odiarmi e farmi guerra per tutta la vita... o semplicemente capire che non voglia rovinare nessuno. La amo e basta.- Dichiarò.
Non voleva sentire ragioni.
E questo a me dava molto fastidio.
-Sappi che non esiterò un minuto a prenderti a pugni, Liam.- Strinsi i denti, furente. -E adesso te ne puoi anche andare a fanculo.- Sputai, acido, dando un pugno alla ringhiera.
Lui strinse i pugni, ferito dalle mie parole, piene di rabbia; ci rimasi male, non era il mio passatempo preferito parlare così al mio migliore amico da una vita.
Non ero mai stato così arrabbiato e freddo con lui, faceva male, non potevo negarlo. Ma quello era stato un colpo basso, troppo duro da digerire.

-Si vede che non te n'è mai fregato un cazzo di me, Zayn.-

Oh, non poteva dirmi questo.

-Non posso essere amico di uno stronzo che si è fatto mia sorella! Lo capisci, cazzo?- Aprii i suoi orizzonti.
Come credeva che stessi?
-Si tratta di qualcosa di più grande, non posso lasciarla, non ci riesco! Se tu non vuoi più essere mio amico, va bene, ma non lo capisco. Mi sono stancato di capirti, tu non capisci me! Mi sono stancato di doverti ascoltare, tu non lo fai, hai una mente chiusa e non ti metti nei miei panni... probabilmente, capirai solamente quando ti innamorerai per davvero. E spero che succeda molto presto.- Mi fece un segno con la mano a mo' di saluto, e non pensavo avrebbe fatto così male.
Ma ero troppo orgoglioso.
Ed ero di ferro, non potevo evitarlo.
Io ero così.
-Io non sono innamorato e non mi innamorerò mai. Non dipendo da nessuno.- Sostenni, sicuro. -Vattene, Liam.-
Mi girai verso l'interno della stanza, contrassi la mascella e abbassai lo sguardo.
Non devi dipendere da nessuno, continuavo a ripetermi.
-Ciao, Zayn.-

/NOTA AUTRICE/

Scusatemi veramente per l'enorme ritardo ma non ho avuto molto tempo, purtroppo oggi è iniziata la scuola e sarà molto difficile aggiornare ogni settimana, direi impossibile, quindi dovete avere pazienza, scrivere non è per niente facile, lo ripeterò all'infinito. Tra l'altro io non scrivo solo 'Remember me', ma anche Abbie Horan-False identità.

Comunque, come vi sembra il capitolo? Molto lungo, vero? Ahaha, scusate ma quando ci prendo la mano è la fine! Non vi preoccupate, Niall comparirà più avanti, assieme ad altri personaggi come Andrew, anche i genitori (contano molto in questa storia) ... vi sembra giusto che Zayn si comporti in questo modo con Liam? Lasciate qualche commento, se avete il tempo!

Inoltre, se vorreste essere publicizzati, lo faccio volentieri! Abbie Horan-False identità è più seguita, quindi publicizzerò lì... scrivetemi le vostre storie, spero di ricordarmi.

Adesso vi saluto, al prossimo capitolo, continuate a seguire la storia!

Zaynsvoiceej xx.

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