Dovevo assolutamente sapere il motivo per cui Tommaso mi avesse soprannominata "Cetriolo". Così decisi di mandargli un messaggio 'Ti va se ci vediamo nel bar in centro per le 15:30?'
Era mattino, le 8:32 di preciso, non mi sorprisi che non mi rispose subito, immaginavo che avrebbe dormito fino a tardi e infatti mi rispose alle 11:58 'Ci sarò'.
Bene, di lì a poco avrei finalmente saputo il motivo per cui mi aveva soprannominata 'Cetriolo'.
Presi la mia fedele bici e andai in centro. Tommaso era già seduto in un tavolino e mi stava aspettando.
《Finalmente sei arrivata. È da mezz'ora che ti sto aspettando》 nascose il sorriso dietro ad una faccia scocciata 《Scusami ma avevamo detto alle 15:30 ed eccomi, sono ora le 15:30》gli sorrisi non sapendo se stesse dicendo la verità oppure era una bugia. Mi sedetti e subito arrivò la cameriera. La ragazza avrà avuto la nostra età, forse un anno in più, quando prese l'ordine e se ne andò fece l'occhiolino a Tommaso, lui fece lo stesso. Una fitta di gelosia mi colpì, e subito mi venne in mente una cosa.
E se avesse la morosa?
Non mi porsi quella domanda fino ad allora.
Mi incantai a guardarlo innavertitamente mentre pensavo, e me ne accorsi perchè sentii chiamarmi e subito dopo schioccarmi le dita davanti ai miei occhi. Feci un salto e imbarazzata gli chiesi《Si scusa, dicevi?》si mise a ridere 《Stavo solo cercando di farti tornare coi piedi per terra perchè eri leggermente sulle nuvole, so che sono bello e che ti piaccio ma la prossima volta cerca di farti più furba e di guardarmi quando faccio finta di non vederti》 e subito mi sfoggiò quel suo perfetto sorriso divertito. Io subito divenni rossa volevo scusarmi ma mi uscirono altre parole dalla mia bocca 《Scusa non era mia intenzione farlo, intendo farti capire che ti stavo guardando e farti pensare che tu mi piaci perchè non è così. È vero, mi sei piaciuto e te l'ho detto anche se tu non hai ricambiato quello che provavo, e forse si, mi sono incantata guardando qualcosa di imprecisato, ma non te, e ho pensato al passato.》vidi il suo sguardo diventare più serio e mi resi conto delle bugie che avevo detto. Io lo stavo guardando e soprattutto lui mi piace ancora, purtroppo.
Passarono due minuti in completo silenzio, finchè decise di parlare lui. 《Come mai volevi vedermi anche oggi? Perchè ieri quando sei andata via eri strana, quando ti ho detto che avevo passato una bella giornata con te tu mi avevi risposto 'Si okey ciao'》Abbassò lo sguardo e bevve un sorso del suo spritz, sembrava offeso. Non aveva torto in effetti, io ho risposto come una stronza ma non lo stavo ascoltando, ero troppo impegnata a trovare dei validi motivi per cui mi avesse soprannominato "Cetriolo". 《Ieri, stavo pensando ad una cosa, perciò non ho sentito cosa avevi detto e ho risposto a caso. Oggi ti volevo vedere per chiederti una cosa-aspettai 5 secondi prima di chiederglielo mentre lui era fermo che mi guardava tranquillo- perchè ieri tua mamma ha detto che mi chiami Cetriolo?》bevve un altro sorso e ci mise un po' a rispondermi. 《Ti avevamo soprannominata 'Cetriolo' ancora alle medie, mi sembra dalla prima ma forse era la seconda, non ne sono sicuro. Il motivo era perchè...-esitò un attimo prima di continuare la frase- avevi i brufoli nel viso ed erano in rilievo, un po' come i puntini del cetriolo, questo era un motivo, un altro era che non avevi curve, sembravi come un palo ma grosso e ci assomigliavi anche per questo e poi era per un altra cosa che ti avevamo soprannominata 'Cetriolo', perchè un giorno ti ho visto fare la spesa e avevi comprato un chilo di cetrioli.》Loro mi vedevano come un cetriolo, sapevo che alle medie non ero stupenda ma non pensavo nemmeno che mi vedessero così brutta. Ero un po' robusta, è vero e avevo anche i brufoli, ma il sapere che mi vedevano così tanto brutta... mi rattristava. Sinceramente non mi ricordavo di aver comprato un chilo di cetrioli alle medie.
Vedendo che non rispondevo proseguì《Non ti chiamiamo più 'Cetriolo' comunque, e devo dire che sei cambiata parecchio dalle medie e... mi dispiace se ti abbiamo chiamato "Cetriolo"》storia passata, non dovevo pensarci su troppo. 《Vebbeh dai, non importa come mi chiamavate, l'importante che ora non mi chiamiate più così》gli sorrisi e lui alzò le mani 《Giuro, non ti chiamiamo e non ti chiameremo più così》mi misi a ridere 《Okey, okey ti credo》
Pagammo il conto e andammo verso il parcheggio, lui era venuto in motorino e ci fermammo davanti. 《Ci rivedremo ancora?》aspettavo la sua risposta che non tardò ad arrivare, non a parole ma a fatti. Mi portò più vicino a lui mettendomi le mani nella schiena e mi baciò. Mi sembrava di sognare e fui sicora di non sognare solo quando il suo casco cadde sopra ai miei piedi. Avevamo ancora le labbra unite quando urlai e feci un salto indietro e mi morsi l'interno guancia dal dolore. 《È scivolato dalla sella... tanto male?》non era colpa sua ma faceva male, peggio di sbattere il mignolo su qualche angolo della casa. 《Cazzo se fa male!-mi schiarii la voce, cercando di riformulare la frase- cioè, volevo dire che si, mi fa abbastanza male ma non troppo.》mi prese per la vita e mi fece sedere nella sella del motorino, mi prese un piede e iniziò a slegare i lacci, me la sfilò e mi tolse pure il calzino e mi esaminò per bene il piede.《Ma... non hai alcun segno o botta》《È il piede sbagliato》era abbastanza ridicola la scena vista da fuori ma allo stesso tempo divertente 《Oh si scusa》mi tolse la scarpa cautamente mi mi fece male così guardai in alto, mi sfilò il calzini e vidi il risultato. Avevo due dita completamente viola. 《Hai una mattone al posto del casco.》《A quanto pare si. Ti accompagno a casa io, non mi sembra il caso che tu vada in bici con questo piede》 in effetti non era proprio il caso dato che non sarei riuscita neanche rimettere la scarpa.《Mi sembra una buona idea, la prossima volta che ci rivedremo pero' mi sà che mi legherò dei cuscini attorno al corpo, mi sono bastate le ginocchia di ieri e la botta al piede di oggi》risi ma mi veniva da piangere dal dolore, rise anche lui 《Non la trovo una brutta soluzione》mi porse il casco dell'altra volta e partimmo. Mi portò a casa e mi aiutò a scendere dal motorino, tenevo una mano su di lui e con l'altra tenevo la scarpa 《Vuoi che ti accompagna dentro?》《Ce la faccio da sola, spero, al limite gattonerò, anzi non posso nemmeno gattonare a causa di ieri, quindi saltellerò》rise e mi diede un bacio a stampo sulle labbra e si rimise in sella. Aprii il cancello, salii i gradini lentamente e zoppicando, mi girai e lo vidi ancora lì a guardarmi, lo salutai e fece lo stesso anche lui, poi lo vidi partire.
Tra sogno e realtà
By Sara1400
Martina è una ragazza di 16 anni, ha amato un suo ex compagno di scuola fino a 15 anni. Tommaso è l'ex compa... More