Bad Boy.||Mirko Trovato.

By Martinanoviello02

79.5K 3.8K 273

Margaret é una ragazza dai mille problemi,sia per la sua situazione familiare e anche per il suo passato nell... More

Cap.1
Cap.2
Cap.3
Cap.4
Cap.5
Cap.6
Cap.7
Cap.8
Cap.9
Cap.10
Cap.11
Cap.12
Cap.13
Cap.14
Cap.15
Cap.16
Cap.17
Cap.18
Cap.19
Scusate.
Cap.20
Cap.21
Cap.22
Cap.23
Cap.24
Cap.25
Cap.26
Cap.27
Cap.28
Cap.29
Cap.30
Cap.31
Cap.32
Cap.33
Avviso.♡
Cap.34
Bellissima comunicazionee!♥
Cap.35
Cap.36
Cap.37
Cap.39
Vi devo parlare.
Cap.40
Cap.41
Cap.42.

Cap.38

868 49 6
By Martinanoviello02

Quando presi il cellulare fuori dalla tasca dei miei jeans,mi accorsi che si era scaricato.
Perfetto,ci mancava solo questo.
Ero ancora sconcertata dalla reazione di mia madre.
Ma cosa avrei voluto che mi rispondesse?
'Non sono cazzi miei se vai a dormire sotto ai ponti'.
Avrei già dovuto immaginarmelo,da una come lei.
Non mi ha mai degnata di molte attenzioni,forse quando lei e papà si amavano era diversa.
Ma questo io non lo posso sapere,dato che erano già in crisi quando sono nata io.
Incominciavo a pensare che forse il problema ero io.
Ma il mio cervello mi ricordó subito che non potevo addossarmi la colpa di mia madre,fortunatamente.
Non sapevo dove stavo andando.
Da qualche parte,a vuoto.
Non ce la facevo più a sopportare tutto quel dolore,e per un minuto pensai di suicidarmi.
Ma poi ci ripensai e mi accorsi che stavo diventando davvero pazza.
Forse sarei stata costretta a dormire davvero sotto a un ponte,a fare la barbona.
Ma,d'altronde,sono quasi maggiorenne e devo riuscire ad organizzare e prendere in mano la mia vita.
Dopo questi pensieri,mi rialzai più forte di prima,pensando a quando mia nonna paterna,che ora non c'é più,mi insegnava a non perdere mai le speranze nonostante tutto,e di ricordarmi di quelle parole quando ne avrei avuto bisogno.
Ed ecco qua,adesso ne ho bisogno.
Grazie nonna.
Era la mia nonna preferita,colei che mi degnava di alcune attenzioni da piccola,che mi regalava bambole a infinità e che mi faceva prendere tre chili in un solo giorno.
Quando ci lasció,piansi molto e ci stetti tanto male,morì quando avevo otto anni.
Allora ero piccola,e non capivo perché le persone a noi più care se ne andavano subito.
Perché alla fine é così: quando si crea un forte legame tra due anime,o una o l'altra se ne deve per forza andare.
Allora non capivo perché le persone dovevano morire,ma ora che sono più grande sì.
Lasciano lo spazio ad altre,ma loro ci proteggono da lassù,da qualche parte,dove anche io un giorno andró.
So che mia nonna é il mio angelo custode,che mi protegge e mi sta accanto,per questo mi sentivo più sicura,e servì a strapparmi un sorrisino.
Forse non ero davvero sola.
Forse non avevo davvero perso tutti.
Qualcuno rimarrà sempre al nostro fianco,é questo che ho capito.
Decisi di sedermi su una panchina,vicino ad un fiume.
Con le mie valige,cosa avrebbe pensato la gente su di me?
Che sono una pazza? Che forse sto scappando di casa?
Fatto sta,che non me ne importava più di tanto.
Le persone hanno il dolce in bocca ma l'amaro nel cuore.
Seduta vicino a me stava una donna,molto bella che stava leggendo un libro.
Quando si accorse che avevo lo sguardo su di lei,si giró e ci sorrisimo,poi riprese a leggere.
Sembrava una ben curata: era truccata per bene,con collane,orecchini e braccialetti.
Vestita con quelli che sembravano abiti di marca,capelli perfetti.
A pensare che anche io una volta,quando ero più giovane,ero così,mi si lacera il cuore.
Quindi tolsi lo sguardo da lei e gli occhi iniziarono a riempirsi di lacrime.
Chiuse di scatto il libro,sentivo i suoi occhi su di me.
Cavolo,forse se n'era accorta?

"Ei,hai qualcosa che non va?" Domandó con voce angelica,appoggiando la mano sulla mia spalla.
Mi asciugai le lacrime e mi voltai verso di lei.

"No. Tutto apposto. Grazie per essertene preuccupata."Mi sforzai di sorridere,ma non ci riuscii,e mi venne una smorfia.

"Mh,non ci credo molto. Ma se lo dici tu,va bene." Abbassó lo sguardo sul libro e tolse la mano dalla mia spalla.

"In realtà ho i miei problemi,ma non voglio confessarli ad una sconosciuta. Insomma,noi non ci conosciamo neanche." Affermai,sperando che non ci rimanesse male.

"A proposito,non mi sono neanche presentata! Sono Sophia Trovato,piacere." Mi porse la mano,ma io rimasi paralizzata.
Sophia Trovato?
Mirko mi aveva parlato che aveva una sorella,più grande,chiamata Sophia.
E poi,il cognome,é la conferma.
É davvero la sorella di Mirko?

"Ei!" Provò a svegliarmi dai miei pensieri,e ci riuscì.

"Scusa,io sono Margaret Grace." Le porsi la mia mano.

"Posso farti una domanda?"

"Certo." Mi sorrise.

"Sei la sorella di Mirko Trovato?" Lei rimase sbigottita.
Forse avevo sbagliato persona.

"Mi scusi,i-io-" Mi interruppe.

"Sì,sono io. Come fai a saperlo?" Aggrottó le sopracciglia.

"Be',sono la sua fidanzata,o almeno-" Mi interruppe un'altra volta.

"La sua fidanzata! Dai,vieni a casa mia! Ti posso ospitare!" Si alzó in piedi,piena di gioia.
Non le avevo ancora spiegato che non stavamo più insieme.

"Uhm,no aspetta." Cercai di fermarla,ma lei non mi ascoltó.

"Ah dai! Non fare l'orgogliosa! Vieni!" Prese per il manico la mia valigia.
Forse,questa donna era la mia salvezza.
Non volevo approffittarne,ma non avevo un tetto,e se mi avrebbe ospitata a casa sua sarei stata molto felice.
Ero un'egoista,lo so,ma accettai.

"Dimmi,come hai conosciuto mio fratello?" Mi chiese,sembrava fiera di lui.

"A scuola." Risposi.

"Ah,ma quindi abiti a Pomezia?"

"Uhm,sì." Mentii,o almeno una volta ci abitavo.

"E cosa ci fai qui a Napoli tutta sola?" Aggrottó le sopracciglia.

"Storia lunga." Accennai un sorrisino.

"Scusa se ti do fastidio con tutte queste domande,ma sono orgogliosa del mio fratellino." Sorrise.

"Be',posso immaginare. Comunque nessun fastidio,tranquilla." Mi sembrava una persona molto gentile,almeno a primo impatto.

"Ecco qui! Questa é la mia casa!" Esclamó,presentandomela.
Serrai gli occhi.
Era una casa gigantesca.
Era tutta bianca,aveva tre piani.
In ogni piano c'era un balcone lunghissimo con cinque finestre.
E il tetto era a punta.
Poi,aveva un giardino straordinario: pieno di fiorellini colorati e varie piante,c'era anche una palma e un melo,con una grande piscina.

"Vieni,ti faccio strada verso l'entrata." Prese fuori le chiavi.
Questa donna é davvero gentile ad ospitarmi in questa casa grandissima.
Il vialetto era lungo e ghiaioso,ma stupendo.
Poi,arrivammo ad un porta perfettamente bianca,con un po' d'edera ai lati.
Quando aprì,vidi tantissime di cose di lusso.
Troppi gioielli e collane d'oro,ornamenti meravigliosi.
Dev'essere molto ricca.

"Qui ci abiti solo tu?" Chiesi,curiosa.

"Sì." Mi sorrise.
Una sola persona per una casa così grande?
Incominciavo a pensare a cosa ci sarebbe potuto essere agli altri due piani.

"Ah,loro sono le mie aiutanti: Melany e Ilary." Mi presentó due donne in divisa.

"Piacere,Margaret." Strinsi la mano a tutte e due.

"Se vuoi puoi eslporare." Mi disse,indicando le scale che portavano ai piani successivi.
Ringraziai e salii.
Un lungo tappeto rosso le decorava,e i mobili erano lucidissimi.
Quando finirono,mi ritrovai davanti a due corridoi.
Quale avrei preso?
Decisi di scegliere quello a destra.
C'erano tantissimi quadri appesi sulle pareti, anche queste perfettamente bianche.
Sembrava quasi un museo.
Dipinti meravigliosi,qualcuno anche di Picasso.
Chissà quanto le saranno costati,ma immagino che per lei saranno noccioline.
Amavo quelle opere d'arte: disegni di spiagge tropicali con la sabbia bianca e le palme,col mare verde acqua e due sdraio sullo sfondo.
Oppure tramonti con piccoli uccelli che volavano sopra le montagne,o ancora la notte stellata con la luna tagliata accompagnata dalle luci dei grattacieli.
Vorrei avere anche io tutti questi oggetti di lusso.
Magari un giorno me li potró permettere,infondo sono ancora giovane e le speranze non si perdono mai.
Poi,vidi una porta,e decisi di entrare.
Era una camera da letto,ma molto grande.
Doveva essere la sua cameretta.
Nella mia casa c'era solo una piccola stanzina con un letto,mentre qui ci sono un milione di altre porte che non so dove portino.
C'era una scrivania molto grande di colore viola con una sedia girevole,uno scaffale immenso diviso in tre piani dove stavano tantissimi libri,cd e dvd.
E delle simpaticissime poltrone rosse a forma di mano.
Ero indecisa su quale delle due porte che vedevo avrei dovuto scegliere:
Quella di fronte a me o quella alla mia destra?
Optai per la seconda e quando la aprii vidi il suo letto.
Era come quello di una principessa,con le coperte rosse e un cuscino bianchissimo e largo.
Vicino a questo c'era uno specchietto con tutti i suoi trucchi e l'armadio,non volevo aprirlo per non impicciarmi troppo,e altre poltrone,con una finestra grandissima e due tende bianche.
Quando girai la testa vidi un'altra porta.

Quante cazzo di porte ci sono in 'sta casa?
É un labirinto!

L'aprii e mi trovai nel bagno,niente di che,apparte il solito lusso.
Un'altra porta era davanti ai miei occhi,e mi ritrovai nella prima stanzetta che vidi.
Ora capisco a cosa servivano tutte quelle porte.
Questa casa é davvero bella.
Dopo la mia esplorazione decisi di ritornare al primo piano,avrei visto tutto il resto col passare del tempo e non tutto in una volta.

"É molto bella questa casa." Avrei voluto chiederle che lavoro faceva per essere così ricca,ma decisi di restare zitta.

"Grazie mille."

"Vuoi un po' di Té,così ci sediamo e ci conosciamo meglio?" Mi chiese,sorridendomi.
Io accettai.

"Melany,prepara due tazzine di Té coi biscotti." Ordinó e mi fece sedere a un tavolo.
Il Té coi biscotti ci fu servito in meno di cinque minuti.

"Quindi,in pratica,questa è la storia della mia vita." Concluse,inzuppando un biscotto secco.

"É...interessante." Bevvi un sorso.

"Ah,non dire bugie!" Ironizzó e scoppiammo a ridere.
Non é stata molto interessante,ma neanche tanto noiosa: normale.
Mi ha parlato di quando sua madre é morta,poi del fatto che ha frenquentato un liceo e si é laureta in legge,infatti ora é un avvocato ed é ricca.

"Mi vuoi parlare un po' di te?" Chiese,e io quasi mi strozzai col Té.

"Oh mio Dio! Stai bene?" Si alzó preuccupata verso di me,dandomi due colpetti sulla schiena.

"Sì,sì. Sto bene,tranquilla." Le rivolsi un piccolo sorrisino,e lei si rimise al suo posto,facendo un sospiro di sollievo.

"Mi era solo andato un po' storto." Continuai.

"Menomale che stai bene,non avrei saputo cosa fare altrimenti." Mi rivolse uno sguardo preuccupato,ma poi riprese a sorridere.
Feci una piccola risata.

"Comunque,per rispondere alla tua domanda,ho avuto una vita difficile." Iniziai.

"Uhm,se ti da fastidio parlarne,non sei obbligata." Disse educatamente,appoggiando la tazzina sul piattino e mandando giù il sorso di Té.

"Tranquilla,é acqua passata." Inzuppai un biscotto secco,e mi rivolse il suo solito sorrisino.

"Sono nata in Toscana,alle medie ho incontrato i soliti bulletti che ti picchiano o ti prendono in giro,all'inzio ci stavo molto male,ma poi per fortuna mi ripresi. Dopo,mi sono trasferita a Pomezia,e lì ho conosciuto Mirko." Raccontai una semplice versione,omettendo vari fatti privati e il presente che sto vivendo adesso.

"E come mai adesso sei qui a Napoli,da sola?" Lo sapevo che me lo avrebbe chiesto,ma decisi di dirle semplicemente la verità.

"Ho quasi diciotto anni,e so quello che faccio. Sono venuta qui a vedere mio padre in ospedale,che stava male,ma proprio un giorno fa é morto." Abbassai lo sguardo,pulendo il cucchiaino sul tovagliolo.
Spalancó gli occhi.

"Oh mio Dio! Mi dispiace! Ecco perché piangevi sulla panchina,scusa se sono stata un'impicciona,non avrei dovuto..." Lasció la frase in sospeso,sentendosi davvero in colpa.

"Stai tranquilla." Le rivolsi un piccolo sorrisino,e lei sbatté le palbebre.
Poi si alzó.

"Vuoi venire al piano di sopra insieme a me,così ti mostro la tua camera?"

"Aspetta,a cosa mi serve una camera?" Aggrottai le sopracciglia,mentre sulla sua fronte si formarono delle rughe.

"Per dormire,no?"

"Cosa? Ma non posso disturbarti in questo modo! Me ne vado adesso,guarda." Presi le mie due valige,ma lei mi fermó.

"No no,ma cosa stai dicendo! Non mi disturbi affatto! Puoi stare qui quanto tempo vuoi,quanto ti serve,se non hai un tetto! Fidati,lo spazio c'é e anche le camere,a me fa piacere avere degli ospiti,dai vieni." Mi prese per un polso e io annuii,ancora insicura.
Salimmo le scale e mi spiegó che la sua stanza era l'ultima in fondo a destra,mentre la mia sarebbe stata l'ultima in fondo a sinistra del corridoio del secondo piano.
Era tale e quale alla sua,ed era davvero bella.
Così scesi di nuovo al piano di sotto per prendere le mie valige e sistemare le mie cose nella mia nuova camera.
Mi sentivo molto fortunata,ad aver incontrato questa ragazza.
E non l'avevo ancora ringraziata.
Così la cercai dappertutto,al secondo e al terzo piano,in tutte le stanze,e dopo cinque minuti di corsa in quella casa,la trovai al piano di sotto,nel salotto a guardare la televisone.
Una tv gigantesca,ovviamente,e un divano impeccabile.

"Ei!" Mi invitó a sedermi sul divano,e così feci.

"Senti,io volevo ringraziarti per tutto." Misi la mia mano sulla sua.

"Non devi ringraziarmi." Mi rispose,e ridemmo,guardando un film insieme e mangiando pop-corn.

Continue Reading

You'll Also Like

15.3K 869 39
Marika è una ragazza di 14 anni, sognatrice e con tante aspettative. La sua vita è sempre trascorsa normalmente tra scuola, amici e tante risate, in...
39.2K 752 26
un ospedale, sette ragazzi salvati dall'amore e dall'amicizia. Vivere in ospedale fa ormai parte della quotidianità di Alessia da anni ma per Davide...
62.8K 2.2K 33
Lei. Chiara. 16 anni, capelli rossi, occhi verdi, pochi amici ma buoni e una continua bipolarità tra insicurezza e testardaggine. Lui. Mirko. Stessa...
235K 10.4K 48
Carlotta è nuova a Pomezia,ed all'inizio non si sentirà proprio a suo agio. Il primo giorno conosce Mirko,a primo impatto per nulla gradevole. Però p...
Wattpad App - Unlock exclusive features