B.R.O.N.X - Larry Stylinson

By angeljsh

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Tralasciando il fatto che tutti e due vivono a New York, Harry e Louis non hanno niente in comune. Mentre Ha... More

Nice ride Shawty.
I'm everything but cute.
Wait, do you know him?
Trouble is his middle name.
You're no fun, baby.
I believe you
I love Disney movies so shut up.
I know who you were with.
I know you were enjoying that, Lou
Have sweet dreams about me, baby
You're lucky you're cute or I would have already kicked your ass.
Let's say I don't believe in love anymore
NON È UN CAPITOLO SORRY
SORPRESINA
Party & Bullshit
SALVE
Drunk people never lie, Louis.

Glad to know I have this effect on you.

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By angeljsh

HARRY

"Si sta facendo buio." Disse Louis guardando il cielo che si stava oscurando, prima dire guardare l'orologio che aveva al polso.

"Che ore sono?" chiesi, pronto ad andare.

"20.00" mi informò.

Non posso credere che abbiamo parlato qui per più di due ore. Se devo essere sincero, mi sono divertito abbastanza. Louis è una buona compagnia, tranne quando decide di diventare un ficcanaso, ovviamente.

"E' meglio se vada a casa." Mi alzai in piedi. Non è che abbia un coprifuoco e anche se l'avessi..sarebbe stato ancora presto, ma mia mamma probabilmente è già a casa e ha bisogno del mio aiuto con i miei fratelli.

"Sì, anche io." Si alzò e ci dirigemmo verso la porta. La caffetteria stava quasi per chiudere, solo poche persone erano sedute ancora ai tavolini.

La temperatura era scesa di molto perciò chiusi del tutto la zip della mia giacca. Louis si mise un cappottino che prima era legato in vita e lo chiuse del tutto, come me.

"Bhè, immagino ci vedremo lunedì." Dissi goffamente mentre infilavo le mani nelle tasche dei jeans.

"Hai intenzione di prendere la metropolitana?" chiese con uno sguardo di incredulità.

"In realtà volevo tornare indietro volando, ma ho dimenticato il mio mantello da Superman a casa." Ridacchiai facendolo sorridere teneramente. Aspettate, cosa? Dimenticate quel che ho appena detto. La parola 'tenero' non esiste nel mio vocabolario.

"Sei così stupido." Colpì il mio braccio ridendo ancora allegramente.

Per un attimo i nostri occhi si incontrarono e il suo sorriso improvvisamente si spense. Mi ritrovai a fissarlo fino a quando non parlò facendomi scattare sull'attenti.

Non mi era mai successa una cosa di simile..non con un ragazzo

"Potrei darti un passaggio, sai. Vivo solo un paio di isolati da qui." Indicò con un dito dietro di lui verso un viale enorme dove le luci colorate dei negozi e ristoranti erano già accese, dando alla città quella sua atmosfera vivace.

"No, va tutto bene. Non mi dispiace andare in metropolitana." dissi, cominciando a camminare verso la fermata più vicina. Probabilmente ci metterò circa 45 minuti per arrivare a casa. Gemetti al solo pensiero.

"E a me non dispiace riaccompagnarti. Mi sto quasi appassionando al tuo quartiere." Disse, facendomi ridere.

"Sicuro?" chiesi alzando un sopracciglio.

"Mhh." Mormorò arricciando le labbra. "Da questa parte." E ci incamminammo verso il viale. Mi sentivo fuori luogo, come se non avessi potuto far parte di una zona come quella

"Deve essere una figata vivere qui, eh?" chiesi per fare un po' di conversazione.

"Non è male. Mi piace." si strinse nelle spalle. "Ma scommetto che non è nemmeno metà esaltante quanto il tuo di quartiere." mi guardò, ma si voltò subito.

Amo la sua timidezza. Non è come tutte le altre persone che conosco. Non flirta tutto il tempo e non mi si butta addosso come la maggior parte fa. Pur essendo un maschio. E' chiaramente un figlio di papà, ma non mi giudica e non è snob. Forse è troppo elegante e da conto a sciocchezze come la moda e a cose costose. Ma non posso biasimarlo per questo. Se fossi ricco, probabilmente avrei 10 macchine e un'enorme collezione di camicie a fantasia floreali e stivaletti di tutti i colori.

"Te lo posso assicurare questo." Ridacchiai e lui rise piano, passandosi una mano tra i capelli. Ho notato che lo fa molto spesso.

Continuammo a camminare parlando di cose non molto importanti ed ero grato che non tirò fuori di nuovo l'argomento "mio lavoro". Onestamente, è troppo innocentino e se non ha la minima idea di quel che faccio, preferisco che rimanga un segreto. Dopo tutto, lo conosco solo da 3 settimane e non sa niente sulla droga o cose del genere.

"Siamo arrivati." Disse fermandosi davanti a una porta che si apriva su un garage. L'edificio che si innalzava su di noi era veramente altissimo, era di un color crema e aveva tantissime finestre anche se ci trovavamo sul retro che dava su un vicolo. Ogni strada del Bronx è più spaventosa di questa, ma rispetto alle altre attraverso le quali siamo passati, era più piccola e più brutta. C'era solo la porta del garage, una di quelle scale metalliche d'emergenza e alcuni cassonetti della spazzatura. Diciamo che di certo questa non era la "bella faccia di Manhattan".

Appena passata la porta automatica, Louis accese le luci e io rimasi a bocca aperta. C'erano macchine di ogni colore e genere parcheggiate in file, ciascuna migliore delle altre.

"Ti serve un secchio? Stavi sbavando." Louis disse sbuffando. "Non avrei mai pensato di poterlo dire per delle auto." Lo sentii mormorare.

Ma ero troppo occupato a contemplare le bellezze intorno a me. C'erano delle Ferrari, delle Lamborghini, delle Porche, BMW, Mercedes e ogni veicolo costoso che si possa immaginare. Se i ragazzi fossero qui, non rimarrebbe più nulla.

Infine ci fermammo accanto all'audi bianca di Louis. In confronto al resto, non sembrava poi così sorprendente anche se rimaneva comunque stupenda.

"Pensi che se ci accorgono se ne rubo una?" chiesi in parte scherzando e in parte seriamente.

"La gente qui ama la propria auto più dei propri figli, quindi sì, in più ci sono le telecamere di sorveglianza." Disse, rovinando tutto il divertimento. Direi che questo ragazzo non coglie per niente il mio umorismo.

Continuai a guardarmi attorno soffermandomi su ogni singolo dettaglio: la vernice brillante, i vetri oscurati e contemporaneamente pensai a quanto avrei dovuto spendere per comprarmi una di questa.

"Hai intenzione di venire o cosa?" la voce esitante di Louis mi riportò sulla Terra. Era in piedi accanto al posto guida e subito mi balzò in testa un'idea.

"Lou." Iniziai, camminando lentamente verso di lui. Il suo voltò cambiò appena capì quello che volevo.

"No." Disse severamente stringendo le chiavi della macchina in mano.

"Dai, fammi guidare solo per questa volta. Ti prometto che starò attento." Dissi piano, cercando di fare una voce convincente.

Distolse lo sguardo non essendo in grado di sopportare il mio. Ho notato che anche questo capita molto spesso con lui.

È gay?

"No." Ripetè. "Sai almeno guidare?"

"Da quando avevo 14 anni." Dissi. Mio padre mi aveva insegnato a guidare con la sua vecchia auto, ma si è rotto prima che potessi essere abbastanza grande poterlo fare legalmente.

"Questo non significa nulla. Voglio vedere la patente" sollevò la mano in aria guardando il soffitto. Aveva quell'espressione intelligente come se non si aspettasse che ce l'avessi.

Frugai nella tasca, trovandola e porgendogliela sulla mano. Mentre la esaminava, aprii il bagagliaio per metterci dentro tutte le mie cose.

Quando mi riavvicinai a lui, la stava ancora fissando.

"Sei la prima persona che io conosca che esce bene in una foto tessera." sbottò e immediatamente si mise una mano davanti la bocca essendosi reso conto di quello che aveva appena detto. Riuscii a beccarlo arrossire giusto prima che si spensero le luci.

Sorrisi a me stesso prima di riprendere la patente e ficcarla nuovamente della tasca dei jeans. Mi avvicinai ancora e fece un passo all'indietro colpendo una colonna. Aveva un'espressione impaurita, probabilmente si stava chiedendo cosa stessi facendo. Appoggiai le mani sulla colonna, intrappolandolo. Riuscivo a sentire il suo respiro.

"C-Che cosa stai facendo?" balbettò evitando il mio sguardo di nuovo.

"Non preoccuparti, non ho intenzione di violentarti." Sembrò rilassarsi. Aveva davvero pensato che avessi potuto fare una cosa del genere? A parte che sono un maschio e non gay.. ma sulserio? Posso avere qualsiasi ragazza e ragazzo senza muovere nemmeno un dito, il che è più grave. Gli accarezzai la guancia per fargli girare la testa, ma cercava in tutti i modi di liberarsi.

"Perché non mi guardi?" mi leccai le labbra lentamente e lo beccai mentre le fissava. AH, ti ho scoperto.

"Perché mi rendi nervoso." Sbottò.

Mi chinai verso di lui e gli sussurrai "davvero?" mi avvicinai ancora di più fino al punto che il mio labbro inferiore toccava il suo lobo. "Questo ti rende nervoso?"

Lui rabbrividì e lo sentii deglutire. Feci scivolare le dita sulle sue braccia, senza muovere le labbra dal suo orecchio, così da raggiungere le mani. La tensione allentò la presa sulle chiavi dandomi la possibilità di rubargliele.

Mi appoggiai allo schienale. Aveva un'espressione sconcertata e aprì la bocca come per dire qualcosa, ma non ne uscì niente.

"Sono contento di farti questo effetto." Feci l'occhiolino sorridendogli maliziosamente. Okay cosa sta succedendo? Ho provato a sedurre un ragazzo? Inserii le chiavi per avviare l'auto. "Vieni o...?" Mi mandò uno sguardo malefico prima di sedersi al sedile del passeggero e sbattendo la portiera.

"Stronzo." Mormorò. Non gli dissi niente perché in realtà lo meritavo.

"Dal momento che tu guidi, io ho il diritto di scegliere la musica." Sorrise e io sospirai infastidito, preparandomi mentalmente al peggio.

Si accese la radio e si sentì una canzone pop. Cercai di concentrarmi sulla strada per evitare quel suono fastidioso.

"I want you back, I want you back, I want, I want you back." Louis cominciò a cantare rendendo impossibile ignorare le sue grida.

Mi fermai al semaforo rosso e lo fissai. Cantava con tutta l'anima che aveva in corpo muovendo la testa avanti e indietro. Quando si accorse di me, diventò rosso.

"Cosa?" esclamò divertito ma pur sempre imbarazzato.

"Ti sei reso conto che stavi cantando come se fossi stato nella doccia? Oltre più, da solo?" chiesi senza riuscire a trattenere una risata.

"Taci. Non tutti sanno cantare bene come te, Styles." Disse seccato, ma sapeva che voleva ridere.

"Pensavo il mio soprannome fosse Ragazzo Figo." Sorrisi, sapendo che l'avrei messo a disagio.

"E' verde." Rispose indicando il semaforo ed evitando la mia affermazione.

Per il resto del viaggio rimase in silenzio ma canticchiò le canzoni orribili che mettevano alla radio.

"Questa musica è la merda più merda che io abbia mai sentito." Confessai quando ormai eravamo vicini a casa mia.

Rimase a bocca aperta."Non permetterti di dirlo un'altra volta. Non quando sei nella mia macchina."

Ridacchiai. "Sai, avrei potuto rubarla." Dissi con una voce seria guardandolo per fargli vedere che non stavo scherzando.

"Ma non lo farai." Disse esitando come se non fosse stato così sicuro che non l'avrei fatto.

"Cosa te lo fa pensare?" lo guardai per un attimo. Era completamente buio adesso. Mi sentivo un po' in colpa ora perché poi avrebbe dovuto guidare qui solo.

"Sei un mio amico." Disse usando una voce dolce che mi fece ridere.

"Davvero? Siamo amici?" chiesi, divertito dalla nostra conversazione.

"No, ma voglio la mia macchina." Disse stringendosi nelle spalle.

"Oh, quindi ora non siamo più amici?" feci finta di essere offeso e portai una mano al petto. "Mi causi dolore. Proprio qui." Misi il broncio e indicando il cuore. Lui ridacchiò.

Ho seri problemi

"E quando fai il broncio sei così ca-" Si fermò prima di ridere 'carino'. "così cool." Si e' salvato, sa che non mi piace quando mi chiamano carino o tenero. Però lui è così tenero che.. non lo so. No Harry! Smettila di dire quella parola.

"Sei cool anche tu." Ridacchiai.

Dopo qualche attimo di silenzio mi chiese cosa fosse il palazzo del "Social Work" e gli spiegai che li andava la gente che aveva bisogno d'aiuto. Se una ragazza era incinta poteva andare li, oppure quel posto distribuiva cibo e vestiti per le persone meno adagiate.

Fermò la macchina vicino casa mia. E si girò a guardarmi.

"Mi devi un caffè" Disse mentre si slacciava la cintura di sicurezza.

"Ah vero." Slacciai anche la mia. "Che ne dici di darmi il tuo numero e poi ti chiamo quando riesco a trovare un buco libero nella mia vita tanto impegnata?" Gli dissi facendogli l'occhiolino.

"Sei così stupido!" Rise. "Vabbè dammi il telefono che salvo il mio numero." Gli diedi il mio iphone e lo osservai mentre digitava il numero sullo schermo. "Ecco."

"Sexy Lou?" Scoppiai a ridere leggendo il nome che si era dato da solo.

"Ehi, è la verità."

"E poi sono io quello che se la tira."

Le risate piano piano svanirono lasciando un leggero silenzio.

"Meglio che vada o mia mamma mi ammazzerà." Si passò una mano tra i capelli come sempre.

"Gia' è meglio." Mi avvicinai per dargli un bacio sulla guancia e arrossì. "Grazie per il passaggio, piccolo."

Mi sorrise e uscii dalla macchina. Prima che potesse sparire nella via urlai. "Comunque mi piace il tuo odore!"

L'ultima cosa che sentii prima di entrare a casa fu la sua adorabile risata. Perché quando sono con lui penso a cose adorabili e tenere? Cosa mi sta facendo questo ragazzo?


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