The Secrets Of The Past

By Shelter___

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''Riuscirò a capire la mia vita? Perché è tutto così complicato?" More

Capitolo 1.
Capitolo 2.
Capitolo 3.
Capitolo 4.
Capitolo 5.
Capitolo 6.
Capitolo 7.
Capitolo 8.
Capitolo 9.
Capitolo 10.
Capitolo 11.
Capitolo 12.
Capitolo 13.
Capitolo 14.
Capitolo 15.
Capitolo 16.
Capitolo 17.
Capitolo 18.
Capitolo 19.
Capitolo 20.
Capitolo 21.
Capitolo 22.
Capitolo 23.
Capitolo 24.
Capitolo 25.
Capitolo 26.
Capitolo 27.
Capitolo 28.
Capitolo 29.
Capitolo 30.
Capitolo 31.
Capitolo 32.
Capitolo 33.
Capitolo 34.
Capitolo 35.
Capitolo 36.
Capitolo 37.
Capitolo 38.
Capitolo 39.
Capitolo 40.
Capitolo 41.
Capitolo 42.
Capitolo 43.
Capitolo 44.
Capitolo 45.
Capitolo 46.
Capitolo 47.
Capitolo 48.
Capitolo 50.
Capitolo 51.
Capitolo 52.
Capitolo 53.
Capitolo 54.
Capitol 55.
Capitolo 56.
Capitolo 57.
Capitolo 58.
Capitolo 59.
Capitolo 60.
Capitolo 61.
Capitolo 62.
Capitolo 63.

Capitolo 49.

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By Shelter___

MAY'S POV

"Dormono tutti?" Chiedo sussurrando quando siamo davanti al portone di casa sua.

"Credo." Apre la porta. "Dammi." Allunga una mano verso di me e prede i due zaini che mi sono portata dietro.
Uno per la scuola l'altro per i vestiti.

Tutte le luci sono spente e piano entriamo, facendo meno rumore possibile.

"Dammi la mano." Faccio come ha detto e lo seguo, cercando di non cadere, sulle scale buie.
Entriamo in quella che deve essere la sua stanza e lui dopo aver chiuso la porta, accende la luce.
Poggia i miei due zaini a terra e si toglie il giubbotto lasciandolo su una sedia.
Faccio lo stesso con il mio.

"Stanca?" Mi chiede mentre si toglie i pantaloni.

"Un po'." Dico e mi avvicino al mio zaino per prendere il mio pigiama.

"Non vuoi la mia felpa?" Chiede e io involontariamente sorrido, annuisco e lui se la sfila.

Lui indossa un pigiama blu scuro, con maniche e pantalone lunghi. Io mi sfilo la mia felpa azzurra, per venire qui ho indossato gli stessi vestiti di questa mattina, e infilo subito la sua.
Sfilo i miei jeans e tiro il più possibile la felpa, è più corta rispetto a tutte le altre.
Quando entrambi ci siamo cambiati, lui si avvicina al letto e accende la lampada per poi spegnere la luce che aveva acceso prima. Si stende sotto le coperte e mi invita a seguirlo.

"Daisy." Mi abbraccia e io poggio come sempre la mia testa sul suo petto. "Ti amo." Mi accarezza la testa.

"Anche io." Mi stringo più a lui e chiudo gli occhi.

→HARRY'S POV

Non riesco a chiudere occhio, sinceramente non voglio. È come quando stai vivendo qualcosa di troppo bello e non vuoi perderti neanche un secondo di ciò.
Lei sta dormendo ed è tremendamente bella. Un Angelo, il mio.
Ha ricominciato a piovere e la pioggia sbatte in modo violento contro il mio balcone.
Le sistemo una ciocca di capelli, non che ne abbia bisogno, mi piace solamente accarezzarla, toccarla, sfiorarla con le mie mani.

Continuo a guardarla ma una voce mi distrae facendomi quasi sobbalzare per lo spavento.

"Harry, volevo..." Niall rimane immobile sull'uscio della porta, ancora con la mano sulla maniglia, guardandoci increduli.

"Sssssh." Dico meccanicamente per non farla svegliare.

"Niall se sei qui per dire qualcosa che faccia parte dell'insultarmi o del sgridarmi su qualunque cosa io abbia fatto, ti prego, ritorna indietro e richiudi quella porta." Sussurro e continuo a guardare la mia ragazza dormire.

Sento un suo sbuffo e mi rivolto verso di lui. La luce rossa/arancione della mia lampada non mi permette di decifrare il suo sguardo ma poco dopo si decide di parlare.

"Devo parlarti." Dice rimanendo accanto alla porta.

"Doma..." Cerco di rimandare.

"Ora." Dice autoritario e io mi passo la mano libera sul viso.

Non lo rispondo ma inizio a togliere il mio braccio dalle spalle di May, facendo il più delicatamente possibile.
Le poggio la testa sul cuscino e la ricopro, prima di andare le bacio la fronte e le accarezzo una guancia.
Mi giro e solo ora realizzo che Niall ha visto tutta la scena, scrollo le spalle e faccio finta che non sia successo nulla.

"Che vuoi?" Uso un tono duro quando mi trovo faccia a faccia con lui.

Questa volta è lui a non parlare, con la testa mi fa segno di seguirlo e entrambi ci troviamo a camminare nel corridoio buio.
Lui apre una porta e capisco che è quella della sua camera, la luce è già accesa ed entriamo.
Nonostante io abiti in questa casa da più di quattro anni, non sono mai entrato nella sua camera, mi guardo intorno, è molto simile alla mia, tralasciando la miriade di trofei di basket sulle mensole.
Questo silenzio mi snerva.

"Beh?" Sobotto infastidito.

"Volevo farti vedere queste." Si avvicina alla sua scrivania e io nel frattempo chiudo la porta.

Tra le sue mani ha una scatola nera, sul coperchio, con un pennarello bianco c'è scritto 'Daisy.' E vi è disegnata una piccola margherita o almeno qualcosa che le assomigli, non credo di essere bravo nel disegnare, diciamo che me la cavo, la riconosco subito, è la mia scatola.

"Perché?" Lo guardo e quasi urlo. Chi gli ha dato il permesso di rovistare tra la mia roba? E soprattutto lui non ha il diritto di toccare qualcosa di così importante per me.

"Prima che tu inizia ad urlare, okay, mi scuso per aver preso questa." Alza la scatola. "E sinceramente non ero venuto in camera tua per parlarti di questo, volevo solo chiederti un passaggio per la scuola dato che ero rimasto a secco."

"Ah quindi te la se resti tenuta tu fino a non so quando? E non potevi chiedermi del tuo stupido passaggio domani mattina?" Mi avvicino con i pugni serrati lungo i fianchi.

"Lasciami spiegare." Continuo a guardarlo. "Questo pomeriggio ero venuto in camera tua per chiedertelo, ma tu non c'eri, quando sono entrato in camera tua sulla scrivania c'era questa scatola, con accanto una foto di May. D'istinto l'ho aperta e ho trovato tutte le vostre foto polaroid...." Non lo lascio finire di parlare che gli tolgo la scatola dalle mani.

"Fanculo." Mi giro e vado verso la porta, questo è troppo.

"Harry, ho capito che la ami." Quelle parole mi fanno bloccare, rimango con una mano sulla maniglia della porta, dandogli le spalle. "Non so se te lo avrei mai detto, sai che avere una conversazione tra noi due è quasi impossibile, ma quando prima sono entrato e vi ho visti, ho capito che avrei dovuto dirtelo, dirti che non penso che tu sia sbagliato per lei."

"Sai che le sono." Dico con un filo di voce.

"No. Parliamo, Harry." Mi giro lentamente e lui fa segno di sedermi sul suo letto.
Lo faccio e lui fa lo stesso.
Questa situazione è imbarazzante.

"Come sai , forse sono stato il primo a dirti di allontanarti da lei, sappiamo cosa hai fatto negli ultimi anni..."

"Se vuoi rinfacciarmi i miei errori dimmelo, che non perdo tempo qui con te." Continuo a guardare la scatola tra le mie mani.

"Perché pensi che il mondo voglia farti sentire male?" Sento che mi sta guardando ma io non rispondo. "Vuoi ritornare da lei vero?" Solo questa frase ha permesso al mio cuore di accelerare i battiti.

Continuo a non rispondergli e apro la scatola, iniziando a guardare alcune foto, sotto ogni fotografia, con un pennarello indelebile nero ho scritto la data di quando è stata scattata. Questo mio gesto ha risposto alla domanda di Niall, certo che voglio ritornare da lei.

"Le ho viste tutte." Interrompe il silenzio. "Le prime foto sono state scattate in giorni in cui non sapevo neanche vi rivolgeste la parola."

"Non sapete tante cose." Dico prendendo tra le mani una delle foto che ci ritrae mentre siamo insieme nel letto, una delle mie preferite.

"Già. Non sappiamo tante cose di voi, ed è proprio questo che mi ha fatto riflettere. C'è qualcosa che lega May a te, qualcosa che io non so e che forse mai saprò o sarò in grado di capire, e poi qualcosa che lega te a lei." Prende una delle foto, quella nel prato di margherite. "Lei ti fa bene più di quanto tu possa immaginare." Continua a fissare la foto e io lui.

"Lo so."

"Non ti ho mai visto comportarti così con nessuna." I suoi occhi incontrano i miei, non appena succede questo dei brividi percorrono tutta la mia schiena. Riconosco quegli occhi, tutti, cinque anni fa mi guardavano così, con occhi di compassione, io non sono l'Harry di una volta, non lo sono più.

"Devo andare." Non riesco a sopportare questa situazione, mi sento vulnerabile? Quando mai mi sono sentito così? E cosa ancora più preoccupante con il mio fratellastro?! Cose da pazzi.

"Non scappare, non ha un senso sappiamo che è così. Perché devi negarlo alla gente che lo capisce."

"Voi non capite un cazzo e tu non capirai mai nulla di me." Mi alzo e cerco di mantenere un tono di voce basso.

"Ci sto provando da anni, sei tu che non me lo permetti." Si alza anche lui e noto anche il suo di nervosismo.

"Smettila Horan, il discorso sta degenerando."

"Se ritorniamo sul discorso precedente starai ad ascoltarmi?"

Sbuffo e mi risiedo.

"Dicevo." Prende un respiro profondo e si risiede anche lui. "Ho sempre pensato che tu fossi sbagliato per lei. Spero di non pentirmi delle parole che sto per dire, ma vi rendete felici a vicenda. Sapevo che per lei eri importante, lo vedevo da come ti guardava e come ti parlava, ma non sapevo cosa era lei per te.
Harry per me continui ad essere un enigma, non riesco a capirti.
Il punto è che sono felice di aver trovato queste foto e si Harry, non me ne frega minimamente di aver violato la tua privacy, perché grazie a questi piccoli pezzi di carta ho capito che anche per te è lo stesso.
La ami, è importante per te, puoi negarlo a me, a te, a tutti quelli che vuoi ma non puoi nascondere l'evidenza, farai del male a te e a lei."

"Lei sa cosa è per me." Ed è vero, le ho sempre ripetuto quanto la ami e quanto è importante, e lo farò sempre.

"Già questo tuo comportamento mi ha stupito, a quante hai detto un 'ti amo' sincero?" Ripone la fotografia nella scatola che ho ancora tra le mani.

"Nessuna." Ammetto.

"Ecco, ma tu hai paura di mostrare alle altre persone che sei capace di amare." Da quando Niall sa questo di me?

"Io non so amare." Mi mordo il labbro. Sto davvero trattenendo le lacrime. Fanculo.

"Ecco sentiti Harry. Stai negando il sentimento che provi a te stesso cazzo. Tu sei capace di amare, la stai amando e lei lo sa, lo sente."

"La vedi felice?" Chiedo guardandolo negli occhi, fregandomene se i miei sono lucidi.

"Si è lo sai che se non l'avessi vista felice l'avrei allontanata da te. Sarei stato il primo."

Chiudo la scatola e accarezzo il nome scritto a mano da me.

"In conclusione, volevo solamente dirti: stalle accanto, non allontanarti solo perché tu credi di non saper amare o di non meritarla, facendolo, non salveresti nessuno dei due, precipitereste entrambi nel vuoto."

Sospiro e mi alzo, per quella che mi sembra la milionesima volta e vado vicino alla porta per ritornare in camera.

"Grazie." Dico dandogli le spalle e uscendo subito dopo.

Rientro in camera e chiudo la porta lentamente.

"Successo qualcosa?" Sento la sua voce assonnata e mi torturo le labbra.
Lascio subito la scatola in un angolo della scrivania e mi rivolto verso di lei, mostrandogli uno dei miei più grandi sorrisi.

"Niente piccola, perché ti sei svegliata?" Mi metto dinuovo a letto.
Metto un braccio intorno alle sue spalle e lei si accoccola a me.

"Niente, mi sono accorta che tu non c'eri e pensavo fosse successo qualcosa." Sbadiglia e io sorrido involontariamente.

"Tutto okay, ora spengo la luce e dormiamo." Mi allungò verso la lampada e la spengo.
Ci stendiamo e io la copro il più possibile.

"Buona notte Harry."

"Notte piccola."

MAY'S POV

"May..." Un bacio sulla fronte mi sveglia e io apro gli occhi.

Guardo un Harry ancora in pigiama sorridente, ricambio e mi metto a sedere sul letto.

"Scendiamo a fare colazione?" Mi chiede gentilmente e io annuisco.

"Dovrei cambiarmi?" Chiedo una volta alzata guardando la felpa che indosso.

"No, May, tranquilla." Mi fa cenno di avvicinarsi e io lo raggiungo.

Scendiamo le scale mano nella mano e arrivati in cucina lui mi guarda e mi dice che deve andare in bagno e io lo aspetto seduta al tavolo.

"May! Che sorpresa!" Una voce cattura la mia attenzione e io alzo lo sguardo dalle mie mani al Signor Thomas.

"Buongiorno." Dico imbarazzata.

"Hai dormito qui? Sono felice che hai legato tanto con Niall." È già pronto per il lavoro, apre il figo e prende una bottiglia di latte.

"Buongiorno papà." Niall entra in cucina mentre si gratta la testa, ancora assonnato. "Buongiorno May." Mi sorride, come se trovarmi in casa sua a quell'ora sia la cosa più normale del mondo.
Si avvicina e mi lascia un bacio sulla guancia poi si siede occupando il posto accanto al mio.

Mi alzo per far sedere il Signor Thomas, ma lui scuote la testa mentre finisce di bere il suo bicchiere di latte.

"Devo scappare a lavoro. Comunque, Niall, stavo dicendo che potresti invitare più spesso May a dormire."
Si sistema la giacca.

"Veramente." Prende un morso dalla sua brioche. "Non sono stato io ad invitarla."

Il Signor Thomas aggrotta la fronte.

"Sono stato io." Tutti e tre ci giriamo verso Harry, il quale sta camminando verso di noi.

In pigiama è adorabile.

Sorpassa il patrigno e viene verso di me.

"Amore, hai mangiato qualcosa?" Mi sorride e si abbassa su baciandomi.
Mi porta più vicino a lui poggiando una mano sulla mia schiena.

Harry, stupido, scemo, mio Harry.

Si stacca e io arrossisco in meno di un secondo.
Niall cerca di non guardarmi per non mettermi in imbarazzo, ma il Signor Thomas ci sta letteralmente consumando con gli occhi.

"Latte?" Mi chiede Harry come se non fosse successo nulla.

I miei occhi incontrano i suoi e subito dopo lui mi sorride, un sorriso vero, felice e divertito.
Iniziamo a ridacchiare e io poggio la mia testa sulla sua spalla e lui mi abbraccia.

"Harry." Sussurro ancora con un sorriso spiaccicato in faccia.

"Si?" Sento che anche lui sta ridendo piano.

"Sei stupido." Gli do un piccolo colpetto sulla spalla, dimenticando gli sguardi su di noi e tutto il resto.

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