Dimmi che mai, che non mi las...

By Mrsboschetto

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Questa storia parla del legame forte di un'amicizia che dura da una vita e che è messa a dura prova dalla dis... More

Un viaggio senza ritorno
Inseparabili ma costantemente separati
Un compleanno indimenticabile
Una promessa mantenuta
L'isola che non c'è
Una serata interessante
La genialata di Ignazio
Liberazione
Una bella buonanotte
Una nuova amicizia
Fratelli Ginoble.
Casa Barone.
Visite indesiderate.
Appena in tempo.
Compagnie inaspettate.
Notte insonne.
Pronti partenza e via.
Grande Amore Tour.
Dubbi.
Una sorpresa da organizzare
Scusatemi!
Ignazio, cosa ti succede?
Tutta colpa del sushi.
Questo nostro amore è come musica.
Il buongiorno si vede dal mattino.
Esprimi un desiderio!
Buon compleanno Piero.
Sorpresa.
Destinazione Bologna.
Un viaggio interminabile.
Quando l'amore diventa poesia.
L'amore si muove.
Da Napoli a Detroit.
Risveglio da incubo.
AVVISO!
E poi....boom!
Tutta colpa mia.
Gian?
Interruzioni all'ultimo minuto.
Dobbiamo parlare.
Portami via.
Ti aspetterò
Un bacio rubato.
Messaggi.
L'ora della veritá.
Obló fronte del mare.
È questa la fine?
Compleanni dei Boschetto
Sempre e per sempre.
Introduzione 2 stagione.
Aria natalizia.
Ritorni.
La vigilia di Natale
Un Natale coi fiocchi.
Che mattinata.
Notizie inaspettate
Il bacio del buongiorno
Mattinata sulla neve
L'amore non ha un senso.
Buon compleanno Gianluca
Avviso
New Orleans
Vecchie conoscenze
C'è qualcosa che non quadra
Vi troveremo!
Finché sono con te...

Insieme, come fratelli.

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By Mrsboschetto

Ignazio's pov
Aprii la porta, ma neanche il tempo di vedere chi fosse che un pugno mi colpì in pieno viso facendomi indietreggiare. Chiunque fosse aveva centrato in pieno il naso perché sentivo un dolore allucinante, mi portai una mano sul viso dolorante imprecando e sentendo a mia volta delle imprecazioni. Alzai lo sguardo e vidi Gianluca scuotere la mano, ancora rossa per il pugno, e imprecare di dolore. Venni spinto in stanza e la porta si chiuse con un gran boato. Neanche il tempo di reagire che venni messo spalle a muro da Gianluca, ero più alto e più forte di lui, ma in quel momento, preso alla sprovvista dalla reazione del mio amico non riuscii a reagire e incassa di nuovo un altro pugno, ma questa volta nello stomaco.
"Sei uno stronzo." sibilo Gianluca ancora furente di rabbia. Per quanto piccolo potesse sembrare ne aveva di forza, tanto che con due pugni riuscii a mettermi KO. Mi accasciai al pavimento con le braccia che mi stringevano lo stomaco dolorante.
"Posso spiegare.." dissi quasi in un sussurro mentre mi dolevo sul pavimento.
"Sarà meglio per te...se hai fatto qualcosa che può ferire Maria io...io..." non terminò la frase che preso da un altro attacco di ira tiro un pugno sul comodino che si trovava accanto al letto. Intanto io riuscii ad alzarmi e a sedermi ai piedi del letto, poggiati i gomiti sulle ginocchia e il viso fra le mani.
"Porca puttana.." mormorò Gian guardandomi. "Ti decidi a parlare?"
"Ho fatto una cazzata Gian.." risposi io quasi in un sussurro catturando la sua attenzione. Gian, che intanto sembrava essersi calmato si sedette accanto a me sul letto, non lo stavo guardando, i miei occhi fissavano ancora il pavimento perché sapevo che se avessi alzato lo sguardo sarei scoppiato di nuovo a piangere e proprio non volevo.

"Parla allora." Mi disse Gianluca con un tono duro, si vedeva che ci teneva sul serio a Maria e diciamo che nonostante la situazione a dir poco tragica, non mancò la mia solita fitta di gelosia attraversarmi il petto e affermarsi imponente al centro del dolore che già stavo provando. Se prima era solo un dolore psicologico e sentimentale adesso, grazie a Gianluca, provavo anche dolore fisico. E sentivo che andava bene cosi, perché infondo io me lo meritavo, anzi meritavo di peggio e tutto questo lo dissi a Gianluca. Lui, che insieme a Piero era mio fratello, per quella mattina diventò la mia valvola di sfogo, piansi, gridai, mi disperai, ma riuscii a raccontargli tutto...o almeno tutto quello che ricordavo, non riuscivo a ricordare granché della serata, non avevo mai preso una sbornia cosi colossale da riuscire a cancellarmi i ricordi di un'intera serata, eppure l'avevo fatta. L'avevo fatto mentre stavo con il mio grande amore e non c'era cosa peggiore.

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Intanto in Sicilia, più precisamente nella bella Marsala qualcosa stava succedendo. Due persone che si conoscevano bene, anche troppo , si incontravano in segreto. D'altronde erano stati sempre costretti a farlo, per via dei due fidanzatini che in un modo o nell'altro avevano aperto a quei due nuove prospettive.

"Amore mio.." disse il ragazzo non appena vide la sua bella violinista arrivare da lui, naturalmente come sempre si erano dovuti incontrare in una delle piccole spiagge sperdute e deserte della loro bella Marsala. La ragazza appena lo vide gli saltò in braccio stringendolo forte a se e baciandolo con amore ma anche un pizzico di passione. Infondo era da tanto che non si vedevano, con lei che era stata mandata in 'missione' da lui e lui che ormai poteva anche definirsi latitante per via della soffiata alla polizia da parte del marsalese col ciuffo che loro proprio odiavano.

"Allora...le hai fatte?" chiese lui con impazienza mentre fissava le sue mani sui fianchi della ragazza che tanto era innamorata di lui da far di tutto. Sorrise al pensiero e accarezzò con finta dolcezza la guancia della ragazza.

Ah...se solo avesse saputo che nel cuore del ragazzo poteva esserci spazio solo per un unica persona, ma che quella persona gli era stata portata via da quel marsalese che lui tanto odiava. Avrebbe fatto di tutto per riprendersi la sua Maria, anche una delle più grandi follie, anche fingersi innamorato della ragazza che in quel momento stava li davanti a lui e le mostrava una chiavetta usb con un sorrisino da sfinge.

Ah...l'amore, l'amore era una cosa folle e malvagia, ti poteva rendere la persona più felice del mondo in un secondo e poi il secondo dopo era capace di far crollare tutti i palazzi che ti eri creato...l'amore riusciva ad illuderti che quei palazzi che avevi costruito con tanta fatica avevano fondamenta solide, solide come il cemento ma....ma poi ti mandava a calci nel mondo reale e ti mostrava davanti agli occhi la triste verità che era il mondo reale, ovvero, le fondamenta fatte di sabbia, che come un castello di sabbia lasciato sulla spiaggia in balia del vento viene spazzato via con un soffio. Così l'amore con la sua forza era capace di farti cadere giù...sempre più giù...negli abissi più profondi fino, fino a toccare il fondo. E lui a fondo ci era gia arrivato da un bel po, e forse per questo che si stava adoperando tanto per riprendersi la sua vita di prima, era persino arrivato a far innamorare di se quella povera ragazza. Che per lui avrebbe fatto di tutto, per una sua carezza avrebbe smosso mari e monti e lui ne aveva avuto la prova proprio in quel momento quando la ragazza fiduciosa gli consegnò la chiavetta.

"Sono tutti qui dentro?" chiese lui con una nuova luce negli occhi...non sapeva ancora bene come mettere in atto il suo piano, ma aveva bisogno di soldi per farlo e quale occasione migliore se non guadagnare soldi facilmente? E la sua risposta si trovava proprio in quella chiavetta.

"Certo tesoro mio...tutto quello che sono riuscita a scoprire è tutto lì dentro." affermò la ragazza, quasi fosse fiera del lavoro sporco che aveva compiuto. Lui la guardò intensamente negli occhi, ma non ci lesse rimpianto o risentimento per aver tradito una delle sue più chiari amiche...anzi...non lesse proprio un bel niente, e forse era per questo che proprio non riusciva a provare niente per quella ragazza se non una grande pena, gli occhi della ragazza che aveva davanti in quel momento erano spenti, non trasmettevano nessuna emozione, a differenza di quelli di Maria. Quelli di Maria erano cosi differenti dai suoi, quelli di Maria riuscivano a farti sentire a casa e riuscivano a farti annegare dentro contemporaneamente, erano cosi espressivi e particolari che li avrebbe guardati per sempre se solo ne avesse avuto l'occasione e la possibilità.

"Non mi dici niente? non sei orgoglioso di me e del mio lavoro?" Chiese la ragazza quasi delusa dalla sua reazione nulla. E così..ancora una volta, dovette mettersi a recitare una parte che da tanto intraprendeva e che da tanto odiava farlo ma doveva.

"Orgoglioso? ma io lo sono di più..ah...piccola mia, ti amo cosi tanto." Disse per poi prenderle il viso fra le mani e baciarla con passione trasporto. Infondo su quello non sapeva mentire, era una bella ragazza e lui da giovane qual'era aveva dei bisogni fisici da soddisfare e il fatto che quella ragazza avrebbe fatto di tutto per lui lo aiutava molto.

"Ti amo anche io Lorenzo." Disse lei con aria sognante quando il bacio finì.

"Milena mia...sei la mia gioia."

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Napoli ora di pranzo

Maria's pov

Ero seduta in una bella pizzeria di Napoli, la stessa della sera prima del concerto dei ragazzi, ah quanto mi mancavano. Era da stamattina che Ignazio non si faceva vivo, gli avevo mandato dei messaggi su whatsapp ma il suo ultimo accesso risultava del giorno prima, quindi probabilmente non aveva ancora acceso la connessione.

"Mi stai ascoltando?" mi disse Emy sventolandomi la mano davanti alla mio viso per farmi riprendere dai miei pensieri. Scossi leggermente la testa e la guardai.

"Scusami...stavo pensando." risposi io aggiustando la mia postura sulla sedia e guardandola.

"Ancora niente eh.." chiese lei indicandomi il cellulare che era accanto al mio piatto. Mi limitai a scuotere la testa.

"Dai...secondo me adesso non può, ma appena potrà ti inonderà di messaggi come fa sempre." mi disse lei sorridendo e facendo sorridere anche me. Infondo mi bastava una sua parola per farmi tranquillizzare, lei era proprio come Ignazio, il mio ansiolitico, la mia confidente e psicologa, a lei proprio come avevo sempre fatto lui, non bastavano le mie parole, bastava un occhiata, un gesto per capire il mio stato d'animo. Ed io che pensavo che persone del genere non esistessero, anzi una c'era ed era Ignazio. Ma...da quando avevo conosciuto Emilia ero riuscita a capire che Ignazio non era l'unico a riuscire a capirmi subito e al volo e ne ero grata, perchè lei riusciva a farmi sentire bene...sopratutto nei momenti in cui Ignazio non poteva essere presente.

"Già...hai ragione, non pensiamoci più." risposi io sorridendo e poi riprendendo la conversazione che stavamo avendo prima, ovvero 'trovare un outfit perfetto per la cena con Barone'

"Io penso che finchè non saprai dove vorrà portarti non puoi scegliere cosa indossare." le stavo dicendo io mentre addentavo un'altra fetta di pizza. Non sapevo come facessero le persone napoletane ad essere magre ma sul serio, da quando avevo assaggiato la pizza napoletana proprio non riuscivo a farne a meno, era buonissima. Mi sentivo tipo Ignazio con la carne che quando la mangia è capace di mangiarne una vacca intera (frase presa dalla sua periscoppiata di stanotte).

"E...se gli mandassi un messaggio per sapere?" chiese lei mordicchiandosi le unghie invece di mangiare la pizza.

"Non puoi mica chiedergli il luogo, deve essere una sorpresa." risposi io ovvia.

"E allora chiediglielo tu.." mi disse lei in ansia.

"Per prima cosa..smettila di mangiarti le unghie e piuttosto mangia al pizza, seconda cosa io non posso chiederglielo perchè se no capirebbe che sei in ansia e non so se è una cosa positiva." iniziai a dire io.

"Oh mamma...sono rovinata." sussurrò lei cadendo nella depressione più totale, passandosi teatralmente le mani sul viso e fra i capelli.

"Mai pensato di intraprendere una carriera come attrice invece che suonare il violino? Sai la parte della disperata ti viene bene." Dissi io ridendo e guardandola.

"Gnee." rispose lei facendomi la linguaccia. "Ma guarda tu che amica doveva capitarmi..invece di ridere perchè non pensi a qualcosa per risolvere questa questione." sbottò lei seria.

"Miiiii questione...manco fosse na questione di stato."

"Peggio....è peggio!" disse lei alzando un tantino la voce tanto che la coppietta di anziani che era seduta accanto a noi si girò per guardarci, a quel punto non riuscii più a trattenermi e scoppiai a ridere tantissimo. Emilia intanto mi mandava a quel paese e sconsolata riprese a mangiare la sua pizza che intanto era ancora quasi intera.
"Ho un'idea.." sbottai io all'improvviso facendola quasi sobbalzare dal tavolo.
"Quale?" disse urlando, ormai non se ne importava che quasi tutta la clientela aveva spostato la propria attenzione sul nostro tavolo.
"Non urlare..." la ripresi io "coomuunque, potresti chiedergli se sarà una serata informale o no...cioè cose del genere." dissi io mentre prendevo un sorso del mio the rigorosamente al limone.
"E non è la stessa cosa che chiedergli dove mi porta?" chiese lei sbuffando.
"Allora chiedigli se devi vestiti elegante o casual...questo puoi chiederlo, cioè per fargli capire che non puoi mica presentati al ristorante con i jeans." risposi io con un tono ragionevole. La vidi pensarsi su mentre continuava a mangiare.
"Mmhhh..." disse mentre ingoiava il pezzo di pizza che prima aveva mangiato. "Potrei farlo."
"No...non potresti...devi." imporsi io ridendo.
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Intanto a Detroit era ancora mattina
Ignazio's pov
Mi trovavo nella mia stanza ancora seduto nella stessa posizione di prima, parlare con Gianluca non aveva fatto altro che farmi aumentare i sensi di colpa. Nella mia stanza aleggiava un aria pesante e un silenzio che stava diventando odioso. Alla nostra conversazione si era aggiunto anche Piero che era entrato di corsa sentendo il fracasso provocato da Gianluca. Adesso io mi trovavo seduto sul letto, Piero era appoggiato al muro con testa alta e occhi chiusi ed espressione corrucciata sul viso, Gianluca invece era seduto seduto nella parte opposta della stanza su un divanetto mentre si teneva la borsa sul ghiaccio sulla mano che aveva utilizzato per prendermi a pugni.
"Dovresti mettere del ghiaccio sul viso." mi disse Piero rompendo il silenzio.
"Dopo..." sussurrai tenendo ancora lo sguardo basso.
"Che hai intenzione di fare adesso?" mi disse Piero, che fra i te era sempre stato il più maturo, era sempre stato la roccia, quello che le situazioni le affrontava di petto. Quello che era sempre riuscito a ragionare anche nei momenti di sconforto, quello che pensava prima di agire, insomma il classico ragazzo che aveva sempre la testa sulle spalle, l'opposto di me insomma... Mi ripassai di nuovo la mano fra i capelli.
"Non lo so..." sussurrai.
"Sei sicuro di averci detto tutto?" chiese Gianluca con ancora lo stesso tono gelido di prima.
"Si Gian... Quante volte devo dirtelo...non ricordo niente, nulla." urlai io guardandolo con gli occhi lucidi.
"Io ti credo..." rispose piero venendo vicino a me e poggiandomi una mano sulla spalla. Io abbassai lo sguardo, non mi meritavo neanche di avere accanto loro due, figuriamoci di essere felice ed innamorato...non meritavo proprio nulla. Sentii Gianluca sospirare e poi lo vidi alzarsi.
"Anche io ti credo...in fondo sei mio fratello e riesco a capire quando menti e quando sei sincero..mi dispiace averti colpito." quelle parole mi fecero quasi rinascere, almeno adesso un po di sollievo dopo tutto quel dolore.
"Ragazzi...io non vi merito...mi sento una merda." sussurrai, i due invece mi abbracciarono come solo loro sapevano fare e cosi restammo finché non finii di versare tutte le mie lacrime.
"Adesso basta Igna..." mi rimproverò Piero.
"Devi dirlo a Maria." mi riprese Gianluca.
"Io..io...non voglio farla soffrire capisci?" dissi io quasi sull'orlo di una crisi di nervi, il solo pensiero di vederla stare male per colpa mia vi faceva venire il voltastomaco.
"Ma non puoi tenerla all'oscuro di tutto...pensa se dovesse venire a saperlo." mi disse lui cercando di farmi ragionare. Guardai Piero alla ricerca di aiuto ma lui alzò le mani segno che non si sarebbe immischiato in questa situazione..bene allora mi ritrovato a fare i conti con la mia coscienza.
"Non verrà a saperlo...voi non ne dovete fare parola." dissi guardando entrambi i miei amici che mi guardavano mLe. Gianluca guardò Piero e Piero sospirò.
"Solo se mi prometti che non lo farai mai più" sussurrò Piero. Io annuii animatamente e poi guardai Gianluca.
"Se lo fai di nuovo giuro...Igná lo giuro...non mi limiterò a due pugni." minacciò Gianluca.
"Te lo prometto Gianluco." dissi con un filo di voce guanrdando il mio amico, il mio fratello acquisito sorridermi.
"Abbraccio di gruppo." urlò Piero per poi fiondarsi su di me insieme a Gianluca.
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Napoli dopo pranzo
Maria's pov
Eravamo in giro per negozi alla ricerca di vestiti e altre cose da comprare per riempire le valigie in vista della ripresa del tour. Stavo passando in rassegna lo scaffale dei jeans di un negozio alla ricerca di qualcosa di carino quando sentii il cellulare vibrarmi, era arrivato un messaggio, subito lo presi e notai che il mittente era anonimo. Aprii subito il messaggio e rimasi sconvolta da quello che videro i miei occhi.

*Ciaoooneee proprio a tutteee come vaa? A me bene anche se lunedì dovrò riprendere la scuola, l'unica cosa che mi consola è che più giorni passano più si avvicina il giorno del concerto dei ragazzi. Va bhe bando alle ciancie che ve ne pare del capitolo? Ci piace? Secondo voi cosa c'è allegato nel messaggio? E ammettetelo siete rimaste sconvolte per quello che è successo a Marsala hahahah comunque non vedo l'ora di leggere i vostri commenti e non ci dimenticate di lasciare una bellissima stellina ★ se la storia vi è piaciuta. Cooomunque passiamo ai di graziamenti, la storia è arrivata a 8k di visualizzazioni e a più di 1k di voti...cioè ma io dico vi rendete conto? Se aprite la finestra mi sentirete urlare dalla felicità... Vi ringraziò uno ad uno perché se continui a scrivere è tutto grazie a voi...vi adoro tutteeeee *-* .
Dopo i ringraziamenti passiamo alla pubblicità alloraaa se vi va passate a leggere l'altra mia storia che è su di Gian e di chiama 'amo, non posso farne a meno' e poi vi consiglio di leggere le storie di SmileOfMarsalaPrince e di LoveSmileBelieve perché scrivono storie davvero belle *.* .
Finita la pubblicità passiamo ad una questione importante, LA SCUOLA, lunedì purtroppo ricominceró ad andare in quell'inferno e per questo per via dello studio e di quella cosina che si chiama vita sociale avrò poco tempo per scrivere. Quindi in una settimana se adesso tipo ne pubblico 4-5 capitolo quando inizierà la scuola cercherò di pubblicarne minimo due a settimana. Farò del mio meglio per portare avanti le due storie. E detto questo posso solo salutarvi con in immenso bacioneee ♥*


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