Heaven is a place on Earth

By camimillaa

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• Forse è vero che il Paradiso e l'Inferno esistono. Angeli, demoni, purezza e peccato. Qui tra di noi, DENTR... More

Prologo
Summertime Saddness
Where have you been?
Best of me
Everything I didn't say
Happy
A Little Party Never Killed Nobody
Midnight Memories
Let's play
With Me
Jump! ( pt.1 )
Jump! ( pt.2 )
"I'm on a rollercoaster that only goes up"
Freak
Hurricane
Seven Minutes in Heaven
Step Back in Time
Waves
Same Mistakes
It's All About Balance
The reason
Ghost
Sparks Fly
Mine
Here's the Countdown
Photograph

The Test

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By camimillaa

POV Dew

Sono le cinque del mattino e il cielo è ancora blu. Ma di un blu diverso, che sembra un po' nuovo agli occhi di chi non hai mai avuto la possibilità di vederlo a quest'ora. È un blu meno profondo che non sembra sia in grado di contenere tutto l'universo di stelle che in realtà gli sta dentro. È un blu che cerca disperatamente di restare se stesso ma inevitabilmente sa che non appena il sole farà capolino dall'orizzonte, di lui non resterà che la sua pallida ombra azzurra.
Cosa ci faccio io a guardare il cielo alle cinque di mattina, sdraiata per terra sulle assi di legno di una casetta sull'albero, con il respiro caldo di una persona sul mio collo?
Semplice, vivo il mio desiderio.  
Se le notti potessero durare per sempre, se esistesse un modo per far sì che ciò sia possibile, io giuro renderei stanotte immortale. Renderei noi immortali.
Ma il tempo, che ha evidentemente di meglio da fare, se ne frega e continua a passare infilando nel suo grande sacco che è il passato tutti i secondi, i minuti, le ore, gli anni che riesce a portarci via.
Giro la testa e appoggio la guancia sul suo petto: ascolto rapita il suo cuore che batte mentre i sogni lo tengono lontano da me.
Devo andare a casa.
Oh Dio non voglio pensarci.
Ho paura di quello che potrei trovare al mio arrivo, o meglio, ho paura di chi potrei trovare. I miei saranno sicuramente furiosi.
In ogni caso, per quanto io ami stare qui con lui in questo modo, devo davvero andare.
Cerco di scostarmi da lui ma mi accorgo che tiene un braccio attorno alla mia vita e, non potendo impedirlo, sorrido guardandolo con amore.
È così... Bello.
Ma bello in un modo delicato, che ti fa fermare e pensare di non aver mai visto così tanta morbidezza nei tratti di una persona. È bello senza essere eccessivo, sexy senza essere volgare, dolce senza essere infantile. Il collo, la mascella e gli zigomi sono così ben definiti che solo Dio sa cosa riesce a trattenermi dal baciarli tutto il giorno.
Sposto molto lentamente la sua mano dal mio fianco e scivolo via dalla sua presa con un movimento morbido e veloce: non si è accorto di nulla.
Bene, non mi va di svegliarlo.
Mi alzo trattenendo il respiro, per paura di fare rumore, e con una lentezza esasperante raccolgo la mia felpa, la infilo lasciandola slacciata e mi avvicino alla botola.
Ok, non sto dimenticando nulla.
Tocco la tasca dei jeans e sento il cellulare: a posto.
Posso andare.
Sì.
Ci sono. 
Pronta prontissima.
Ma...
Mi giro di nuovo verso di lui e non posso fare a meno di tornare sui miei passi per accovacciarmi accanto a lui e lasciargli un bacio silenzioso e leggerissimo sulle labbra
<< A dopo. Ti amo >>
So che non mi ha sentito ma non ce l'avrei mai fatta ad andare via così.
Torno verso la botola, sollevo le assi e sedendomi sul bordo del buco, scivolo giù sulla scaletta di legno senza fare il minimo rumore.
Mentre mi allontano dalla casa della persona più importante della mia vita, chiudo le mani a pugno nelle tasche della mia felpa e penso a cosa inventarmi con mia madre.
Non posso dirle la verità, non posso!
Ma l'aria è così fresca e leggera, le foglie sugli alberi di questo viale sono così arancioni e l'erba profuma così tanto di rugiada che non riesco a pensare a nient'altro. Voglio assaporare tutto quello che mi circonda senza preoccuparmi di dove appoggerò il piede al prossimo passo.
Non esiste nulla in questo piccolo universo in cui siamo confinati che potrà rovinare il ricordo, ancora vivido, di stanotte.
Sì, sono pronta ad affrontare mia mamma. Non mi sono mai sentita più forte.
Percorro a cuor leggero il vialetto in ciottoli di casa mia e tiro fuori le chiavi dal vaso vicino al portone ma quando entro trovo la mia genitrice rannicchiata sul divano. Mi si stringe il cuore. Come ho potuto farla stare in pensiero tutta la notte? Come ho potuto..
<< Dew? Dew sei tu? >>
Mi avvicino a lei
<< Sì mamma scusa io->>
<< Cosa ci fai a casa? >>
Aspetta, come?
Le lancio un'occhiata vuota
<< Hai litigato con Alex? Perché non sei da lei? È successo qualcosa? >>
Oh cielo.
Alex mi ha coperto.
Anzi, meglio, si è preoccupata di dire a mia madre che stavo da lei per lasciarmi la notte libera, non ci credo.
Si ok ma io come al solito riesco a mettermi nella merda da sola!
Pensa a qualcosa Dew!
Mia madre continua a fissarmi preoccupata
<< No no è che... In realtà mi sono svegliata molto presto e mi sono ricordata che oggi abbiamo scuola e non avevo dietro i libri e i vestiti e ho pensato di tornare a casa >>
La guardo sperando con tutto il cuore che creda a questa assurda bugia
<< Ma cosa penserà Alex quando si sveglierà e non ti troverà? >>
Penso automaticamente a Cole e mi pongo la stessa domanda
<< Oh, le ho lasciato un biglietto >>
Guarda il suo orologio da polso e si alza con l'intenzione di andare a letto quando si ferma e mi guarda in modo strano.
Oh oh. 
<< Bella maglietta >>
Abbasso la testa e mi sento morire: è la maglia di Cole
<< G-grazie. In realtà è una maglia del padre di Alex che mi hanno prestato perché non avevo dietro il pigiama >>
Se crede pure a questa giuro che mi do' al teatro, davvero.
Si stropiccia gli occhi stancamente annuendo prima di dirigersi verso le scale con un passo annoiato.
Ci ha creduto? Ci ha creduto!
Vorrei schiaffarmi il cinque da sola in questo momento.
Mi sento davvero una gran fica, giuro.
La seguo tenendo la testa alta e auto congratulandomi e quando arrivo alla fine delle scale e mi infilo nel corridoio di camera mia la sento rivolgersi a me prima di sparire nella sua
<< Invitalo stasera a cena. Io e tuo padre non vediamo l'ora di conoscerlo>>
Merda.
Forse a volte dimentico che è stata giovane anche lei.
Va bene mamma, 1 a 0 per te.

//

<< Oddio l'hai fatto >>
Sobbalzo per lo spavento e mi volto verso la mia migliore amica che mi sbircia da dietro l'antina del mio armadietto
<< Alex abbassa la voce! Cosa come chi->>
Sorride
<< Si vede dalla faccia >>
Prendo i libri della prossima ora e compongo la combinazione per chiudere l'armadietto
<< Non dire cagate >>
Mi spintona piano
<< Non hai detto di no però.. >>
Arrossisco imbarazzata e colpevole
<< Lo sapevo lo sapevo lo sapevo! Lo avete fatto oddio non ci credo! Ho bisogno di sentirtelo dire! Dillo! >>
Vi prego fatemela strozzare!
Porca miseria, tutto il corridoio si è girato verso di noi
<< Per favore abbassa la voce, ti scongiuro >>
Mi saltella di fianco
<< Quindi? Sì? >>
Le rivolgo il mio sorriso migliore
<< ... Sì >>
Si lancia su di me e mi abbraccia togliendomi il respiro e io scoppio a ridere perché non mi aspettavo questa reazione
<< No aspetta un secondo, e tua madre? Mi hai detto che stamattina era sveglia quando sei tornata >>
Mi sento ancora male
<< Sì e diciamo che... Mi ha sgamato subito >>
Alex si copre la bocca per non farmi vedere che sta ridendo
<< Minchia che sfiga! Certo che però sei proprio scema tu eh! Io ti avevo coperto così bene! >>
La guardo storto
<< Sì ma io non lo potevo sapere! Mi ero già preparata alla romanzina di mia madre! >>
Mi guarda cercando le parole per rispondermi ma poi, fallendo miseramente, scoppia a ridere costringendomi a fare lo stesso
<< Ma aspetta di sentire il meglio >>
Devo tenermi la pancia per riuscire a continuare
<< Ha detto che stasera vuole -oddio sto male >>
Mi asciugo le lacrime
<< Vuole conoscerlo quindi mi ha detto di invitarlo a cena >>
Alex spalanca gli occhi e smette di ridere per un secondo prima di rischiare di strozzarsi per un attacco più feroce di risate.
Sta fessa ride delle mie disgrazie!
Tutti i nostri compagni ci guardano manco fossimo due aliene e noi, d'altro canto, non riusciamo a fermarci. La situazione è così tragicamente divertente che non si può fare altrimenti!
<< Giuro, pagherei tutto l'oro del mondo per poterci essere anche io stasera! Oddio tuo padre, mi immagino già la faccia! >>
Eh, a chi lo dici sorella.
Sarà imbarazzante a livelli spaventosi
<< Ti prego non farmici pensare >>
Svoltiamo nel corridoio
<< Quando hai intenzione di dirlo al tuo bello? >>
Scuoto le spalle
<< Quando lo vedo penso >>
Si ferma costringendomi a fare lo stesso e sorride guardando davanti a sè
<< Beh allora credo sia già ora >>
Ma cos?
Seguo la direzione del suo sguardo e vedo Cole che percorre il corridoio a grandi falcate senza nemmeno guardarsi attorno. Ha una giacca di pelle nera e i capelli tutti spettinati.
Se un'altra ragazza prova a mangiarselo con gli occhi mentre passa divento violenta giuro.
Resto ferma dove sono e aspetto che si accorga di me senza quasi fare caso ad Alex che si è infilata in classe
<< Hey ciao >>
Si blocca di fronte a me quasi sorpreso di sentire la mia voce: non mi aveva visto!
<< Dove vai così spedito? È tutto ok? >>
Si lancia verso di me e mi abbraccia stringendomi forte
Cosa sta succedendo?
Mi allontano cercando gli occhi e chiedendogli in silenzio una spiegazione
<< Stamattina mi sono svegliato e non c'eri e non capivo dove fossi e non mi è piaciuto e non farlo mai più >>
Gli accarezzo la guancia sorridendo timidamente
<< Scusa, non volevo svegliarti >>
Appoggia la fronte alla mia
<< Dew piuttosto che andare via così, svegliami anche alle due di notte non mi interessa per te potrei anche non dormire più ok? >>
Lo bacio con tutto l'amore di questo mondo e lo sento rilassarsi contro il mio petto
<< Ok. Stasera sei a cena da me >>
Resta con lo sguardo sulle mie labbra prima di incassare e capire quello che gli ho appena detto ma quando lo fa, mi lancia uno sguardo perso
<< Cosa? >>
È piuttosto implicito che è una cena con i miei e la sua espressione è così buffa!
Mi sollevo sulle punte e lo bacio velocemente e senza lasciargli il tempo di dire altro scivolo in classe
<< Hai capito benissimo civediamodopotiamo >>

POV Cole

Non andiamo per niente bene.
No decisamente no.
A casa sua.
A cena.
Con i suoi.
Aiuto.
Qualcuno che mi salva?
Santo cielo ieri sera è stato bellissimo e io sono ancora mezzo rincoglionito ma lei non può lanciarmi certe bombe!
Cioè devo conoscere i suoi.
E se scopro che suo padre è un agente della CIA che ama fare il cacciatore come hobby? Se ha un fucile?
Sono già morto.
No no no no non posso assolutamente fare brutta impressione, io... Io amo Dew e non posso incasinare tutto. Non di nuovo.
Forse ho solo bisogno di mettermi un po' tranquillo
<< Tesoro mio se sei così teso a quest'ora non siamo messi bene >>
Lancio un'occhiata sconfortata allo specchio
<< Mamma non so cosa mettermi non trovo la camicia e sto seriamente a farmi mille complessi come le ragazzine >>
Ridacchia piano mentre rovista tra le giacche nel suo armadio e tira fuori la camicia che stavo cercando
<< Secondo me devi solo tranquillizzarti >>
Eh facile per lei! Mica deve andare a cena col padre pazzomaniacoassassinocacciatoreagentesegreto della sua fidanzata
<< Ma come faccio a stare tranquillo? Farò una figura di merda e mi odieranno me lo sento >>
Si avvicina a me e mi abbraccia da dietro guardando il nostro riflesso nello specchio
<< Colin, ascoltami bene: sei un ragazzo per bene, educato e meraviglioso. Non potrebbero mai odiarti e tu lo sai quindi per favore non tormentarti così tanto e goditi semplicemente la serata >>
Non so cosa farei senza di lei
<< Grazie mamma sei->>
<< Fratellone perché ti fai bello? >>
Il mio ometto si è intrufolato nella mia stanza e mi osserva curioso
<< Si fa bello perché deve andare a mangiare fuori >>
Si avvicina a noi ed entra nell'immagine nello specchio... Mancherebbe solo lui...
<< Vai fuori con la tua principessa? >>
Mi inginocchio e gli sorrido
<< Sì >>
Sembra pensarci un po' su
<< Eh allora sì fai proprio bene a farti bello >>
Lo prendo in braccio e rido con mia madre mentre tutte le mie ansie e le mie angosce un pochino si affievoliscono: sono già più pronto ad affrontare la serata.

POV Dew

<< Hai detto che gli va bene tutto giusto? >>
Me lo sta davvero chiedendo per la quattordicesima volta? Dai
<< Sì mamma! Santo cielo quante menate per una cena >>
Cerco di far passare lei come quella che 'sta in ansia per le cavolate' quando in realtà mi sento un fascio di nervi all'idea di avere Cole a casa nostra stasera. Mio padre è di sopra nel suo studio, come sempre a quest'ora, e mia sorella sta finendo di mettere a posto camera sua: manco stessimo invitando la regina Elisabetta! Mia madre mi ha convinto ad apparecchiare il tavolo in salotto con la scusa che è 'più presentabile, più largo e più comodo' ma io non vorrei davvero che desse troppo l'impressione di essere una cosa così forzata e curata nei dettagli.
<< A che ora ha detto che viene? >>
No beh dai stiamo facendo progressi: me lo ha chiesto solo dieci volte da quando sono scesa in salotto
<< Alle 19:30 >>
La sento che armeggia velocemente in cucina
<< Oh cielo Dew! Tieni d'occhio la roba qua che vado a prepararmi! Oh cielo com'è tardi! >>
Prepararsi? Ma se è già vestita e truccata e tutto quanto?
Io non ho parole davvero
<< Mi raccomando! Se fai bruciare tutto poi non abbiamo più il tempo ->>
Mi sorpassa come un fulmine fiondandosi su per le scale
<< Mamma stai tranquilla >>
Sento che continua a borbottare qualcosa mentre la sua voce si fa più distante, perdendosi tra le camere.
Va bene, Cole sarà qui tra circa cinque minuti e tutto è completamente sotto controllo.
Andrà bene.
Non può davvero succedere nulla, mi devo mettere l'anima in pace e stare calma perché-
DRIIIIIN
Maledizione a te Cole perché devi essere sempre così puntualmente in anticipo?!?!
Mi lancio verso la porta e giro la chiave velocemente ritrovandomelo davanti
<< Ciao >>
Gli sorrido imbarazzata
<< Ciao, scusa l'anticipo >>
Fa un passo avanti stringendo tra le mani un mazzo di fiori colorati e io arrossisco perché è stato così carino da parte sua pensare di portare qualcosa.
Ha su una camicia bianca con un paio di jeans scuri e una felpa blu notte per smorzare un po' e wow sta benissimo.
Ha tenuto i primi bottoni slacciati e io, che so cosa voglio intravedere, riesco a cogliere un piccola parte di pelle arrossata in corrispondenza della sua clavicola e arrossisco immediatamente ricordandomi che anche io ho lo stesso segno, nello stesso punto.
È tutto imbarazzato e la cosa mi intenerisce non poco, devo ammetterlo.
Faccio per farlo entrare quando mia madre si catapulta giù dalle scale e si materializza accanto a me nel giro di un secondo
<< Cole! Che piacere conoscerti! Oh hai portato dei fiori, che caro! Ti prego entra >>
Il mio ragazzo si fa strada dentro casa mia balbettando un saluto educato e io mi costringo a non ridere perché posso capire come si sente
<< Prego sedetevi tua sorella e tuo padre stanno arrivandoVERO CHE STATE SCENDENDO? IL NOSTRO OSPITE È QUI >>
Mi copro il viso con la mano e vorrei sprofondare mentre mia madre saltella da tutte le parti sistemando i fiori in un vaso e armeggiando rumorosamente in cucina
<< Scusa >>
Mimo silenziosamente con la bocca ma Cole non sembra farci caso, anzi, temo che sia più preoccupato di conoscere mio padre visto come sta fissando la scala. Manco dovesse scendere un killer assassino intenzionato a farlo fuori!
Non appena mio padre scende in salotto infatti balza su dalla sua sedia come una molla, rigido come mai
<< Buonasera signor White >>
Mi viene da sorridere perché conosco il mio papà e so che è una delle persone più genuinamente gentili in questo mondo e mai potrebbe avere un atteggiamento scontroso con il mio ragazzo.
Come immaginavo infatti, gli sorride gioviale e gli porge la mano con fare naturale e rilassato; meno male che tra due genitori, uno è normale
<< Ciao Cole, che piacere >>
Il mio ragazzo sembra rilassarsi e si siede accanto a me tirando un sospiro di sollievo
<< SIETE GIÀ TUTTI SEDUTI? DEW TESORO DAI UNA VOCE A TUA SORELLA E DILLE DI VENIRE A DARMI UNA MANO >>
Ma perché deve urlare come se fosse dal pescivendolo?
Mio padre si alza automaticamente, sorridendomi con lo sguardo, e si dirige in cucina ad aiutare mia madre: è un angelo.
<< Vado a chiamare mia sorella arrivo subito >>
Cole annuisce e resta fermo dov'è e mi fa una tenerezza assurda vederlo così... Composto.
Passo di fianco alla cucina, dove i miei stanno parlando a bassa voce e non posso fare a meno di fermarmi un secondo a sentire cosa si stanno dicendo: che stiano già parlando di Cole?
<< Tom santo cielo devi dirglielo >>
<< Pensi che dovrei farlo ora? Claire, è una cosa che la sconvolgerà non posso... Non posso dirglielo così >>
Dei piatti vengono appoggiati rumorosamente sul bancone
<< Sai che mi trovi d'accordo ma ti prego trova al più presto il momento per parlargliene, non possiamo far passare troppo tempo >>
Mi allontano come scottata dallo stipite della porta e per un istante non riesco a muovermi.
Di chi parlavano? Di me? Cosa deve dirmi mio padre di così grave?
Vengo ridestata dai miei pensieri grazie alla comparsa di mia sorella che mi punzecchia una spalla
<< Allora? Me lo fai conoscere? >>
Non lo mai vista così sorridente
<< Certo, vieni >>
Ok, devo comportarmi normalmente.
In fin dei conti io non avrei dovuto sentire nulla di quella discussione, no?
Bene, non ho sentito nulla.
Torno in salotto e faccio le presentazioni ma non riesco a non essere tesa pensando ai miei che si parlano di nascosto in cucina; non mi fa sentire a mio agio.
Poi, finalmente, li vedo comparire tutti sorridenti e con le mani piene di piatti
<< Cole tesoro caro, spero ti piaccia il pollo >>
Mi muovo sulla sedia cercando di mettermi l'anima in pace e non pensare a nulla e stare tranquilla e godermi la serata
<< Dew hai sentito? >>
Mi volto velocemente verso mia madre
<< Come scusami? >>
Mi lancia un'occhiata strana
<< Puoi passarmi l'acqua per favore? Stai bene tesoro? >>
Sento lo sguardo di Cole bruciare sulla mia pelle mentre mi tingo di tutte le sfumature di rosso
<< Si si stavo solo pensando.. Alla scuola >>
Le passo l'acqua e chino la testa sul mio piatto.
La mano di Cole, sotto al tavolo, si appoggia sulla mia e la stringe come per rassicurarmi.
Gli sorrido di nascosto e mi impongo di smetterla con queste ansie
<< Quindi... Da quanto è che state insieme? >>
Oh Dio
<< Mamma! >>
Si pulisce la bocca con il tovagliolo
<< Cosa c'è tesoro? Sono curiosa! >>
Mi ammazzo.
Lancio un'occhiata disperata a mia sorella e capisco in un istante che vuole aiutarmi
<< Com'è andata oggi a scuola Jess? >>
Mia madre resta un attimo indispettita per il mio fulmineo cambio di argomento e mio padre ridacchia divertito
<< Bene abbiamo iniziato a parlare della nascita dell'Universo e delle stelle e ->>
Si, si parla, parla mia salvatrice.
Ti prego non ti fermare.
Con mia grandissima sorpresa, Cole si rivela essere molto informato sulla materia e intraprende un discorso con mia sorella lasciandoci tutti un po' stupiti
<< Non ci avevi detto che era così... Beh, intelligente >>  
Mia madre mi sussurra all'orecchio.
Oh credimi, questo ragazzo qui è ancora pieno di sorprese credo!
La cena prosegue bene e i miei riescono a non imbarazzare troppo il mio ragazzo e in ogni caso, mia sorella mi aiuta sempre a tenerli buoni con le domande e i commenti.
Fino a che..
Oh no, io conosco quello sguardo.
Mamma.
Mamma ti prego stai zitta.
Mamma per l'amor
<< Parlando di cose serie... Lo avete già fatto? >>
Mi strozzo con l'acqua e inizio a tossire come una disagiata mentre Cole, di fianco a me, diventa rosso come un peperone e guarda mia madre come se fosse un alieno.
Lo ha detto sul serio?
<< Cosa?!?! >>
Mi sembra di non essere mai stata più in imbarazzo di come lo sono ora, giuro
<< Come cosa? Dew mi prendi in giro? >>
Mi guarda scocciata e io mi sento sprofondare
<< Il test di prova per l'esame di fine anno! Mi avevi detto che lo avevate in questi giorni! Non dirmi che ti eri dimenticata >>
OH GRAZIE SIGNORE, GRAZIE.
Mia sorella scoppia a ridere e io le tiro un calcio sotto il tavolo mentre riprendo a respirare
<< N-no mamma, ce lo abbiamo domani >>
Si sistema sulla sedia
<< Oh bene. È importante esercitarsi. È come una precauzione, trovi? >>
No ok mi sta parlando in codice adesso?
Annuisco basita e mi concentro sul mio piatto: non oso immaginare cosa stia pensando il ragazzo seduto accanto a me.
Che meravigliosa serata.

//

<< Grazie per essere venuto e... Scusa ancora io ->>
Mi tira verso di sé
<< Non scusarti, sono stato bene >>
Gli sorrido sentendo ancora le domande e i commenti di mia madre nelle mie orecchie
<< Diciamo che è stato un po' come quando io sono venuta da te >>
Ridacchia piano
<< Sì, possiamo dire di essere pari >>
Si china verso di me e mi bacia delicatamente accarezzandomi la schiena e intrappolandomi in un tenero abbraccio non appena ci stacchiamo
<< Buonanotte >>
Strofino il naso sulla sua spalla inspirando i polmoni e non volendo lasciarlo andare
<< Ringrazia ancora i tuoi. Ci vediamo domani a scuola, buonanotte >>
Lo guardo andare via e salire sulla sua macchina stringendomi nella felpa e perdendomi ancora nel suo profumo rimasto sulla mia pelle.
Rientro in casa e ripasso per la cucina, dove i miei stanno pulendo i piatti, sperando di non sentirli più parlare.
Purtroppo però, sanno ancora bisbigliando
<< È un così bravo ragazzo... Non so cosa fare Tom >>
<< Non dipende da noi Claire, lo sai. Non è colpa mia, né tua, né di Dew. Ma non possiamo fare nulla, sai che ne abbiamo bisogno >>
Mia madre lo guarda indecisa prima di riprendere ad asciugare un bicchiere.
No, non ce la faccio.
Non riesco a trattenermi.
<< Cosa sta succedendo? C'è qualcosa che non va con Cole? Non vi piace? Vi prego ditemi di cosa parlate io mi sto preoccupando >>
Si voltano entrambi velocemente, sorpresi
<< Tesoro! No no Cole non c'entra niente è un bravo ragazzo e io e tuo padre stavamo giusto dicendo che siamo felici per te >>
Mi avvicino a loro
<< Mamma, papà, ditemi la verità >>
Sento che dietro di me anche Jess è entrata in cucina e sta aspettando una risposta.
Mio padre appoggia lo straccio sul lavandino e mi guarda con aria grave: ci siamo
<< Ragazze... Al lavoro, mi hanno offerto un posto più vantaggioso... ->>
Oh no
<<- Sarà per qualche mese, davvero, ma dobbiamo trasferirci ->>
Trasferirci? Ancora?
No, non può essere possibile.
Non voglio crederci.
Lancio uno sguardo devastato a mia madre, pregandola di dire qualcosa.
<<- a Londra >>
Sono costretta ad aggrapparmi a una sedia per evitare di cadere a terra mentre tutto il mio mondo mi crolla addosso in un istante.

Londra.

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