"Allora, venerdì sera grigliata a casa mia e sapete già che non potete dire di no, specialmente tu ragazza nuova"
Chaese mi indicò con lo sguardo abbracciando da dietro me e Lily.
"Leva le tue mani dalla mia ragazza", ecco che anche Hunter, il quarto membro del nostro gruppetto felice si avvicinò a noi.
"Bastava chiedere", rise l'altro staccandosi dalla ragazza e lasciando posto al cugino, "almeno lei posso abbracciarla?", chiede indicandomi.
"Fai pure, lei non sta con me"
"Sarebbe un problema il contrario", ribatté.
"Lo so che a voi cugini piace litigare spesso, ma non siete da soli quindi datevi una calmata", Lily era la più ragionevole del gruppo e riusciva a tenere a bada queste due teste calde, "comunque io vengo"
"Che cosa si festeggia?", chiesi io.
"La vittoria della partita di ieri, come ogni volta, ma dato che tu sei nuova non potevi saperlo", rispose Chaese, "casa mia alle otto in punto, ci sarà tutta la squadra più voi due"
"Ma se è una festa tra voi giocatori io che cosa centro? Comunque non so se i miei mi lasciano uscire la sera", ero ancora agli arresti e mia madre non voleva lasciare perdere.
"È la mia festa e invito chi mi pare, poi se i tuoi non ti lasciano venire ti faremo evadere noi, stai tranquilla".
Avevo ancora il suo braccio intorno alla mia spalla e questo mi dava un senso di sicurezza di cui non ero ancora a conoscenza.
Ma questa sensazione mi piaceva.
Parecchio.
***
Evadere da casa non fu semplice.
Anzi, tutt'altro.
Non fu per niente semplice.
Avevo la fortuna che camera mia era al primo piano, quindi con l'aiuto di una scala a pioli appoggiata alla finestra sarebbe stato facile trovare la libertà, ma...la mamma era sempre all'erta e questo peggiorava le cose.
Mio padre fortunatamente era ad una cena tra colleghi dell'università, quindi non sarebbe tornato presto.
Almeno avevo un problema in meno a cui pensare.
Mia madre era stanca, quindi andò a letto presto ed io avevo la strada libera.
Aveva sintonizzato la tv ad alto volume (chissà perché, non era da lei) e non poteva sentire quello che stavo facendo.
Non avrei mai potuto usare la porta principale, il sistema d'allarme era inserito e non mi avevano ancora consegnato la password per disattivarlo per questo la finestra era l'unica opzione.
Mi vestii comoda per la serata.
Stivaletti, leggins e camicia.
Il classico.
Presi la borsa e iniziai a scendere in giardino dove trovai Lily che mi aspettava in macchina.
Erano solamente le otto di sera, ma era già buio, d'altronde eravamo nella stagione delle piogge ed era molto strano che in cielo non si vedesse neanche l'ombra di una nuvoletta.
***
"Vedi che sei riuscita a venire?", Lily trovava sempre il lato positivo.
"Certo! Non avrei rinunciato alla grigliata per nulla al mondo! Amo la carne e avevo voglia di vedere i ragazzi. Quando mi metto in testa qualcosa, nessuno riesce a farmi cambiare idea!"
"Neanche i genitori pazzi?", mi chiese lei.
"Neanche quelli", risposi, "ed ora pensiamo a divertirci.
Per il resto del viaggio parlammo del più e del meno.
Ci conoscevamo ancora da poco, anche se mi avevano accolto a braccia aperte nel loro gruppo, come se gli servisse una ventata di aria fresca.
D'altronde per me è stata solo una cosa positiva.
Non sono una ragazza che si apre facilmente con altre persone ed è stato un bene che mi abbiano trovato loro.
Oppure avrei passato un intero anno (anzi metà) a girovagare come un cane senza dimora per i corridoi della nuova scuola.
***
La casa di Chaese era totalmente diversa da quello che mi ero immaginata.
Pensavo ad una casetta in stile inglese bianca con il giardino davanti.
Mi sbagliavo.
Ci trovavamo davanti a una villa ultramoderna fatta di vetro e di mattoni.
Il contrasto la rendeva interessante.
Tutt'intorno si trovava un giardino grande come l'intero paesino dove vivevo prima e davanti alla casa si ergeva una fontana in stile vittoriano.
Chaese mi stupiva sempre di piú.
Mi ricordo che mi aveva chiesto il perché avessi deciso di uscire con gente come "loro", quando era lui ad avere molti più soldi di me.
La cosa era strana.
"Suo padre è un imprenditore pieno di soldi, se non lo sapessi", mi fece notare Lily.
"No,non ne avevo idea", mi sentivo strana vestita così in un posto superchic.
"Avevo ragione. Lui non parla mai di suo padre e della sua casa"
***
L'interno della villa era ancora più wow dell'esterno.
Le pareti erano di mattoni e davano all'ambiente un che di rustico, i soffitti erano a volta, un grande caminetto acceso si trovava davanti a un divano immenso e in parte a questo magnifico salotto si poteva vedere una libreria gigante e uno scaffale pieno di vini pregiati.
Mio padre avrebbe adorato quella casa.
E anche io.
"Wes, Lily! Finalmente", Chaese corse verso di noi armato di grembiule e forca da barbecue e mi strinse in un abbraccio, "finalmente siete arrivate, i ragazzi hanno fame e non vedono l'ora di mettersi a tavola, seguitemi"
"Dove mettiamo le giacche?", chiesi.
"Buttale da qualche parte. Le cameriere hanno preso un giorno di ferie e non so dove si trova il guardaroba. Quasta casa è enorme", mi fece cenni di appoggiarla sul divano con tutte le altre, " seguitemi"
Avevano le cameriere? Questo è il paradiso.
Lo seguimmo fino al retro dove un tavolo gigantesco era apparecchiato nella veranda.
"Questi sono Tyler, Paul, Vince e Carter; i due in piscina sono i fratelli Susan e quello mezzo ubriaco che sta parlando con un albero è Lucas. È un tipo alla mano, ma basta un bicchiere di birra per farlo andare fuori di testa", Chaese mi presentò i suoi compagni di squadra uno ad uno, "sono dei ragazzi alla mano"
"Fantastico. Ti serve una mano a cucinare?", a casa cucinavo quasi sempre io e non ero abituata a stare ferma.
"La grigia è off limit per tutti. È territorio mio e di Hunter. Se vuoi puoi portare da bere in tavola. La cucina è di là"
Tentai di cercare Lily con lo sguardo per vedere se voleva darmi una mano, ma la trovai avvinghiata ad Hunter e non mi sembrava il caso di disturbare, quindi decisi di arrangiarmi.
Il frigorifero di Chaese era pieno di qualunque alcolico disponibile sul mercato e la maggior parte di quei nomi non li conoscevo neanche.
Inoltre era pieno anche di numerose bibite.
Presi alcune bottiglie di Cola, Limonata ed acqua e le appoggiai sul tavolo prima di ritornare in cucina a prendere il ghiaccio e il limone per la carne.
"Sai che se metti un cucchiaino di sale nella birra, la birra fa boom?", il ragazzo di cui mi aveva parlato Chaese, Lucas penso che si chiami stava parlando con un nano da giardino prima di alzare lo sguardo su di me, " e tu chi sei? Sei carina"
"Lucas, smettila di importunare la mia ragazza e lascia stare Brontolo, non ha bisogno di essere molestato", per fortuna che è arrivata la cavalleria a salvarmi, anche se quel ragazzo sembrava tutt'altro che pericoloso.
Ma aspetta...mi aveva chiamata la sua ragazza? Questo soprannome poteva anche piacermi.
***
"Tutti a tavola!", urlò Hunter colpendo con un mestolo una pentola, " la pappa è pronta e il premio del miglior cuoco alla griglia non aspetta"
"Avanti, vieni a sederti", Chaese mi prese la mano e mi condusse in mezzo alla tavola dove mi fece sedere davanti a Lily ed a Hunter, "tienimi il posto in parte a te, prima che qualcuno abbia la brillante idea di rubarmelo"
"Sicuro", feci attendendo che arrivasse con i vassoi pieni di carne.
Il cibo era delizioso.
Divino.
Erano anni che non mangiavo una grigliata così fantastica.
La carne si scioglieva in bocca e non c'era bisogno di mischiarla con delle salse per esaltarne il sapore.
Era semplicemente perfetta e penso che anche il cuoco se ne sia accorto dato che spazzolai mezzo vassoio solamente io.
"Potevi avvisarmi che mangiavi come un camionista", mi disse Hunter.
"Perché?", chiesi.
Non era la cosa che aspettavo di sentirmi dire, ma lui continuo': "A vederti così non sembri una che mangia tanto, ma fai paura. Hai battuto persino i ragazzi che di solito mangiano come dei cinghiali. Sono commosso"
"Lo prendo come un complimento", dissi diventando rossa come un pomodoro.
"Non fraintendermi, mi piacciono le ragazze che mangiano. Anche la mia Lily dovrebbe mangiare di più", fece guardando la sua ragazza che rideva.
"Sta zitto, cugino!", adesso anche Chaese stava ascoltando la conversazione, "dovresti essere felice che qualcuno ha mangiato le costine che hai bruciato. Dovresti imparare dal cuoco migliore"
"Saresti tu?", gli chiesi.
"Ovviamente"
***
La serata si svolse in allegria. I ragazzi continuavano a raccontare aneddoti di quell'estate passata, di tutte le loro trovate e dei nuovi allenamenti con il nuovo coach che li voleva più carichi che mai per la nuova stagione alle porte.
Piano piano le bottiglie di liquore si svuotarono, ma non eravamo ubriachi, eravamo senplicemente brilli (a parte Lucas che adesso stava cantando guardando le stelle, mentre abbracciava il palo della luce).
Inoltre la grappa alle ciliegie andava giù come acqua e al momento non te ne accorgevi.
Solamente quando Chaese prese la crema al limone di sua nonna (poco limone tanto alcool), mi resi conto di essere leggermente ubriaca e calma.
Avevo voglia di dormire.
Piano piano ci appisolammo tutti sul prato, coprendoci con delle coperte. Eravamo rimasti in cinque.
Io e Chaese che dormivamo abbracciati sotto la quercia, Hunter e Lily che avevano scelto la riva del laghetto per dormire e Lucas che non era nelle condizioni di guidare per andare a casa e si era sistemato su un' amaca, anche se sarebbe presto caduto.
Ci addormentammo in questo modo, insonnoliti e brilli nella notte.