Pain.

By _Sabraa_

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trailer: https://www.youtube.com/watch?v=WO44t-5HHgg Nuovo paese, nuova casa, nuove amicizie, nuovi amori, nu... More

Prologue.
Challenge.
Appointment.
Bet.
Who am I?
Fear.
The friend.
Best friends.
Together, forever.
Invitation.
Prom.
Stay for the night.
Me or Him.
Beautiful couple.
Milady.
Surprise!
Return.
Take me home.
I know you.
Mine.
Sugary.
Family.
You and I.
Confession.
Cry.
Freedom.
Rain.
Past.
Crazy night.
Live or Die?
Why?
Goodbye.
Without him.
Harry.
Future.
Epilogue.

Jealousy.

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By _Sabraa_


La macchina di Niall si fermò poco lontano da un pub e capii che quella sarebbe stata la nostra meta per quella sera.

Infatti poco dopo entrammo in questo pub con le luci sul blu e soffuse. Prendemmo un tavolo e ordinammo hamburger e patatine.

«Allora, come va la vostra relazione?» chiese Rachel, maliziosa. Presi un sorso di coca-cola.

«Direi più che bene.» rispose Zayn, «E voi? Scopate ancora come ricci o finalmente vi siete un po' calmati?» ribatté e Niall stava per andare di traverso con la birra. Ridacchiai e Rachel assottigliò gli occhi, sconfitta dall'attacco di Zayn. Era riuscito a zittirla e farla smettere con i suoi accenni maliziosi e giocosi di chi voleva mettere un po' in imbarazzo la migliore amica.

Arrivò la nostra cena, interrompendoci e scommisi che Niall avesse ringraziato il cielo per aver distratto noi dalla domanda imbarazzante.

«Stai prendendo ancora in considerazione l'idea, sai, di tornare a Seaham?» chiese il biondo, mangiucchiando una patatina. Mi aggiustai sulla sedia.

«Non lo so, non voglio deludere i miei ma partire ora come ora mi è impensabile. Ho tutto qui, tranne loro, intendo.» abbassai lo sguardo.

«Se vuoi stare con i tuoi, lo sai che io ti seguirei ovunque.» disse Zayn e io alzai lo sguardo.

«Grazie, ma oltre a noi, ho altre cose qui che non voglio lasciare.» risposi e lui si irrigidì.

«Mel, se ti preoccupi per noi, lo sai che saremo amici comunque. Poi magari dopo gli studi i ragazzi vorranno tornare a casa loro e io...beh potrei seguire Niall.» disse Rachel e io le sorrisi per poi scuotere il capo.

«Non voglio trascinarvi dove a me fa più comodo. Prima Londra ora di nuovo Seaham...non posso approfittarmi così di voi. Lo apprezzo, ma io comunque preferirei Londra. Qui c'è la mia nuova vita.» alzai le spalle e Zayn tolse il braccio dallo schienale della mia sedia per poi prendere un grande sorso di birra.

«E poi Louis.» disse Zayn, senza guardarmi. Sentii una fitta allo stomaco. Ecco, eravamo tornati un'altra volta a lui.

«Io voglio bene a Louis.» affermai in risposta e lui ridacchiò in modo amaro.

«Non lo metto in dubbio.» borbottò per poi bere ancora birra. Ne chiese dell'altra alla cameriera.

«Non esagerare, devi guidare.» lo rimproverai, quasi in un sussurrò. Lui alzò le spalle e poi bevve ancora.

«Uhm...Okay...che avete intenzione di fare per le vacanze estive?» cambiò discorso Niall, o almeno ci provò.

«Non ci ho ancora pensato.» risposi, cercando di non pensare a Zayn innervosito al mio fianco.

«Volevo portati alla casa al mare.» mormorò Zayn, quasi impercettibilmente. Lo guardai, ma non si voltò verso di me. Gli presi la mano sotto il tavolo e non la scostò, buon segno.

«Voi, invece?» chiesi di rimando.

«Pensavo di portare Rachel a Seaham. I miei genitori sono curiosi di conoscerla e poi è da un bel po' che non torno lì. Vorrei vedere il mio nipotino.» sorrise Niall e Rachel si mangiucchiò la pelle intorno all'unghia curata.

«In pratica vuole portarmi a farmi giustiziare.» commentò la mia amica al quanto nervosa.

«Ma smettila, ti ameranno.» la confortò il suo ragazzo stringendo le sue spalle con un braccio.

«Sì, certo.» brontolò.

«Se io ho superato il giudizio dei tuoi, tu puoi superare quello dei miei.» disse e io mi ricordai di come i miei genitori avevano accolto la notizia di Zayn e me insieme. La famiglia di Zayn sapeva già di noi? Zayn aveva accennato già qualcosa o aspettava un altro po'? Non mancava molto al compleanno di Trisha, come mi avrebbero accolta?

«Pft, questo è il punto, mio padre preferirebbe che stessi con un cane piuttosto che accettare te, mia madre più o meno è felice, ma immagina tua madre come mi accoglierebbe. Mi vuole morta, lo so.» affermò in modo drammatico per poi appoggiarsi con la testa al tavolo. Niall alzò gli occhi al cielo.

«La solita esagerata.» scosse la testa. Ridacchiai e mi appoggiai alla spalla di Zayn che non smetteva di fissare il suo piatto. Niall coprì la bocca dal lato di Zayn e mi guardò.

«È nervoso?» disse con il labiale e io sbuffai alzando le spalle.

Finimmo di cenare e Rachel mi parlò del taglio di capelli che aveva preso in considerazione di fare. Niall cercò di conversare con Zayn sulla partita di venerdì, ma il mio ragazzo non si dimostrò molto interessato.

Rachel propose di andare a ballare, ma io declinai l'offerta sapendo che a breve Zayn sarebbe scoppiato e preferivo lo facesse in privato e non in pubblico.

Ci salutammo e loro andarono a casa nostra, quindi Zayn mi portò a casa sua. La macchina di Harry non c'era nel parcheggio e ne fui contenta. Entrammo in casa e mi tolsi le scarpe mentre Zayn andava in cucina. Sentii il frigo aprirsi e il rumore di una bottiglia stappata.

Lo seguii e lo trovai mentre sorseggiava l'ennesima birra. Mi avvicinai e gliela tolsi di mano.

«La smetti?» chiesi retorica. Improvvisamente mi afferrò per le gambe e mi fece sedere sul bancone alle mie spalle. Allargò le mie cosce e si mise in mezzo per poi baciarmi con foga. Sapeva di birra e di hamburger. La sua lingua era insistente contro la mia. Afferrai la sua camicia e lui mi tirò ancora di più a sé.

«Zayn?» mormorai e lui mi morse il labbro per poi baciarmi di nuovo. Quando smise, avevamo l'affanno.

«Che significa?» ansimai.

«Dimmi che vuoi solo me.» appoggiò la fronte alla mia.

«Voglio solo te.» sussurrai e lui mi diede un altro bacio, ma a stampo.

«Dimmi che non resti qui per lui.» mi implorò e io sentii un nodo in gola.

«No, non resto solo per lui.» gli accarezzai la guancia.

«Ma anche.» disse irritato.

«Zay, smettila, okay? È solo un amico, gli voglio bene, ma, ehi, chi stavo baciando qualche secondo fa? Con chi sto per andare a dormire? Chi è il mio ragazzo?» affermai e lui accennò un sorriso. Annuì impercettibilmente e io accarezzai i capelli sul suo capo.

Mi baciò di nuovo con foga e strinse la mia schiena. Afferrai la sua camicia sulla parte bassa della sua schiena per poi scendere sul suo sedere e lui ridacchiò nella mia bocca.

«Alla fine sei arrivata anche lì.» sussurrò per poi baciarmi il naso.

«Era una sfida personale.» scherzai e lui rise per lo allontanarsi per guardarmi meglio. Poggiò le mani sulle mie cosce e io le mie intorno al suo collo.

«Hai fame?» chiese e io risi nuovamente.

«Abbiamo appena mangiato.» scossi la testa.

«Non è che io abbia mangiato poi tanto. Ero così incazzato che mi si è chiuso lo stomaco.» alzò le spalle.

«Ma se hai mangiato tutto.» affermai, trattenendomi dallo scoppiare a ridere.

«Volevo anche il dolce.» sorrise infilando la lingua tra i denti, come faceva sempre.

«Sei così tenero, un piccolo bambino che voleva il dessert.» dissi, con voce stupida, dandogli un buffetto sul naso.

«Ho ventidue anni, non sono un bambino.» alzò gli occhi al cielo.

«Beh, sei il mio bambino.» affermai, ammiccando, ripetendo le parole che mi disse lui quando io gli dissi che non ero una bambina.

«Siamo due bambini allora. Che ne dici di giocare un po'?» disse malizioso, sorridendo mentre arrivava al mio collo e baciava il segno violaceo che quella mattina aveva lasciato. Grazie a Dio ero riuscita a nasconderlo con i capelli e Rachel non se ne era accorta.

«Prima il dolce e poi giochiamo, piccolo. Ti preparo qualcosa da mangiare.» risposi e lui rise per poi darmi un bacio sulle labbra.

«Brava bimba. È per questo che mi piaci tanto.» ammiccò e io gli diedi un buffetto per poi scendere dal bancone e camminare a piedi nudi fino al frigo.

«Avete del gelato?» chiesi e lui alzò le spalle.

«Forse, non mi occupo della spesa in genere.» rispose, non avevo dubbi.

«Vuoi dirmi che Harry fa la spesa sempre?» alzai un sopracciglio anche se non poteva vedermi in quanto gli diedi le spalle per aprire il freezer .

«No, di solito c'è una ragazza che la fa per noi.» affermò e io mi voltai verso di lui.

«Che?» lo guardai, aggrottando la fronte.

«Mio padre sapendo che siamo solo due ragazzi e che studiamo, ha pagato una che ci viene a portare la spesa. Aveva detto che me l'avrebbe tolta poiché avevo lasciato l'apprendistato nel suo ufficio, ma mamma l'ha convinto a lasciarmela.» spiegò e io distesi la fronte.

«Ah.» affermai solamente per poi guardare di nuovo nel freezer. Eccolo, gelato vaniglia e cioccolato. Lo cacciai e presi una coppa dalla credenza, un cucchiaino e un cucchiaio per spostare il gelato. Riempii la coppa e la passai a Zayn che mi sorrise affettuosamente.

«Grazie, amore.» mi disse e sentii il cuore accelerare. Non aveva mai usato quella parola e neanche io. Era molto...intima e veramente bella da sentir dire dalla sua bocca. Si morse il labbro, forse confuso dalla mia espressione stupita.

«Oh, uhm, scusa...mi è uscita così, ma se non...» iniziò a balbettare.

«No, mi piace. È...bello.» sorrisi e lui ricambiò, rassicurato.

«Un po' di gelato?» mi offrì e io scossi il capo. «Oh, giusto, non ti piacciono questi gusti. Dirò alla ragazza di prendere nocciola o fragola la prossima volta.» disse.

«Non ti preoccupare, posso mangiarlo a casa il gelato.» risi e lui sorrise.

«Voglio che questa sia una casa per te.» affermò e sentii le farfalle nello stomaco. Era una frase semplice, ma detta da lui sembrava nascondere sentimenti ben più profondi.

Ci sedemmo sugli sgabelli della cucina e lo osservai mentre mangiava il suo gelato. Era...tenero. Mi piaceva guardare il modo in cui riempiva il cucchiaino e lo appoggiava appena sulle labbra per poi mangiarne il contenuto. Spesso si sporcava il labbro superiore e lo leccava, cercando di pulirsi. Era tenero e allo stesso tempo sexy. Una cosa che poteva riuscire solo a lui.

«Scheggia, non volevo metterti in imbarazzo, ma mi sento leggermente osservato.» ridacchiò e io arrossii per poi lanciargli un tovagliolino.

«Non fare il prezioso, ti stavo solo guardando un po'. Sei il mio ragazzo, non posso guardarti?» chiesi e lui sorrise.

«A volte mi dimentico che stiamo insieme, è ancora...strano. Non strano in modo negativo, ma strano. Ancora devo assimilare la cosa.» disse e io annuii.

«Lo stesso per me. Insomma, non mi sarei mai sognata che la persona più vicina a me ma allo stesso tempo così distante potesse essere...mia.» lo assecondai e lui si morse il labbro.

«In che senso distante?» chiese, aggiustandosi sullo sgabello.

«Nel senso che sei così diverso da me in alcuni aspetti e sembravi irraggiungibile. Tu hai la bellezza, l'intelligenza, la ricchezza, tante ragazze ai tuoi piedi...io ero semplicemente la tua amichetta di infanzia. Non so se mi hai capita.» cercai di spiegare.

«Anche tu hai la bellezza, l'intelligenza, ragazzi ai tuoi piedi e una grande ricchezza dell'animo. Per me non eri una semplice amichetta di infanzia, comunque. Mi sembravi molto più di quanto io potessi aspirare. È più facile conquistare ragazze da una notte che una ragazza come te. Tu...ti ho sempre considerata troppo in gamba per stare con un prototipo di 'ragazzo perfetto' come me. Infondo sono come tutti i ricconi. Non ho niente di speciale, tu invece non hai niente di convenzionale. Sei speciale.» disse e sentii il cuore battere così tanto forte da coprire quasi le sue parole. Sorrisi e poggiai la mano sulla sua. Era fredda a causa del contatto con la coppa gelato.

«Verrei volentieri alla casa al mare con te.» sussurrai e lui sorrise ancora più forte.

«Davvero?» gli brillavano gli occhi.

«Certo. Solo noi o con la tua famiglia?» chiesi e mi accarezzò le nocche.

«Solo noi.» disse, spostandomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Mi protrassi verso di lui premendo lo stomaco contro il bancone e lui fece lo stesso. Stavamo per baciarci, quando si aprì la porta e sentimmo i passi di Harry in cucina.

«Ehi, salve piccioncini.» ci salutò per poi prendere una birra in frigo e aprila.

«Ehi.» borbottammo, delusi per essere stati interrotti brutalmente.

«Non pensavo veniste qui, altrimenti avrei fatto più tardi.» alzò le spalle.

«Non ti preoccupare.» dissi, «Tanto mi sa che torno a casa. Ho dimenticato la borsa con il cambio e via dicendo.» sbuffai, ricordandomene.

«No, non te ne andare.» mi pregò Zayn.

«Casa tua è una decina di minuti a piedi da qui, andate, prendete quello che vi serve e tornate.» propose Harry.

«Dio, mi scoccio infinitamente di uscire e poi che fa se non hai il pigiama? Predi qualcosa di mio.» disse il mio ragazzo.

«E lo spazzolino? Lo struccante?» affermai.

«Lo spazzolino puoi usare il mio, lo struccante potremmo usare delle salviette, no? Oppure boh, acqua e sapone, che ne so, sai non mi sono mai truccato.» rispose e io trattenni una risata.

«Non ti dispiace che usi il tuo spazzolino? Sai, è una cosa personale.» dissi e lui rise.

«Se è entrata la mia lingua lì, può entrare anche uno spazzolino, non mi cambia. Certo, meglio la lingua che lo spazzolino.» rispose e io lo colpii sul braccio.

«Dio, voi due siete così...fidanzati. Quasi irritanti, bleah.» commentò il riccio. Alzai gli occhi al cielo.

«Dove sei andato stasera? Sia Niall che Liam erano occupati.» chiesi.

«Oh...sì, ero con Louis.» balbettò, impaurito dalla reazione di Zayn.

«Quindi vi vedete ancora. Sono felice che siate amici.» sorrisi e lui annuì.

«Veramente mi aveva chiesto di invitare tutti alla finale di calcio che terrà fra qualche settimana.» disse e io mi sentii sollevata che almeno mi volesse ancora vedere.

«Oh, beh, digli che ci penseremo e che lo ringraziamo per l'invito.» risposi, volevo andarci ma non volevo litigare con Zayn adesso quindi era meglio lasciare un punto interrogativo.

«Riferirò.» sorrise e prese un sorso di birra.

«Andiamo in camera? Così cerchiamo qualcosa da farti mettere.» interruppe Zayn e io annuii.

«Buonanotte, Hazz.» gli diedi un bacio sulla guancia.

«Notte, scheggia.» rispose.

Il mio ragazzo gli diede una pacca sulla spalla e lui rispose con un cenno della mano. Andammo in camera di Zayn che si affrettò a togliersi le scarpe, sbottonò la camicia, ma non tutta e risvoltò le maniche. Aprì l'armadio e cacciò una sua maglia a mezze maniche che a me sarebbe arrivata a metà coscia.

«È la più lunga che ho.» disse, passandomela.

«Grazie.» gli diedi le spalle e tolsi il mio maglioncino per poi infilare la sua maglia. Tolsi il pantaloncino da sotto e constatai che ero fin troppo nuda.

«Non hai niente per sotto?» chiesi, imbarazzata.

«Uhm, anche se stai davvero divinamente così, avrei dei pantaloni della tuta, ma dovresti risvoltali per farli entrare ai fianchi.» disse e io annuii. Li prese e me li passò. Mi coprivano fino al polpaccio e dovetti fare più risvolti per non farli cadere.

Lui sorrise dolcemente.

«Sei...carina.» mi diede un pizzicotto sulla guancia e mi baciò il naso.

«Preferivi senza la tuta eh?» lo sfottei e lui rise.

«Beh, eri sexy, ma così mi piaci.» rispose per poi darmi un bacio. Si tolse del tutto la camicia e poi i pantaloni restando così in boxer.

«Allora, spazzolino nel bagno, per il trucco ci sono delle salviette rinfrescati che potrebbero toglierne un po'. Non sono pratico di queste cose, puoi usare tutto quello che vuoi per toglierlo al meglio.» si morse il labbro e strofinò il collo.

«Okay, grazie.» sorrisi e poi entrai nel suo bagno in camera. Afferrai il suo spazzolino blu e sentii dei brividi al pensiero di usare lo stesso che lui ha infilato nella sua bocca. Mi lavai i denti e avevo come la sensazione di sentire il suo sapore, ma ero quasi certa fosse la mia immaginazione. Mi guardai allo specchio. Guardati, Melanie, nel bagno di un ragazzo , il tuo ragazzo, mentre hai indosso i suoi vestiti e usi il suo spazzolino. Una volta finito, feci pipì e poi mi concentrai su come struccarmi. Usai le salviette, lavai il volto più volte e diciamo che il grosso se ne andò. Mi diedi un'aggiustata ai capelli e poi tornai in camera. Zayn stava disteso sul letto e mi aspettava con le braccia sotto la testa. Mi unii a lui sotto le coperte e mi strinse a lui.

«Hai detto ai tuoi di noi due?» chiesi e lui mi baciò la tempia.

«Ho accennato qualcosa, ma credo abbiano capito. Spero non ci mettano in camere separate in montagna.» ridacchiò.

«Se è così, sgattaiolerò nella tua stanza così che se ci beccheranno tua madre mi odierà davvero per essere tanto sfacciata dal dormire nel letto di suo figlio.» scherzai.

«Mamma sarà felice di vederci insieme, a lei piaci tanto. Le mie sorelle ti considerano già una di loro.» mi rassicurò.

«E tuo padre?» chiesi, presumendo già la risposta.

«Sai com'è fatto. Ti vuole bene, ma lui si aspetta sempre troppo da me. Anzi, no, si aspetta sempre altro da me, non troppo, perché tu non sei certo da meno. Tu sei perfetta.» disse, stringendomi ancora di più.

«Perfetta fin quando non si vede il mio conto in banca, giusto?» scherzai, amara.

«È uno stronzo se ti criticherà per questo, puoi assicurarti che tornerà da questa vacanza con un occhio nero se solo si permette di insinuarlo.» mi difese e sentivo che non stava scherzando.

«Non litigare con i tuoi per me.» sussurrai, anche se mi riempiva il cuore sapere che avrebbe lottato contro chiunque per me.

«Tu sei tutto per me, non mi importa.» rispose.

«Se mi lasci tu, sono persa. Sei come un organo vitale, non posso vivere senza di te.» sussurrai e notai una strana ombra nei suoi occhi oltra la commozione. Gli accarezzai il viso e lui mi baciò la fronte.

«Io non ti lascio per niente al mondo.» rispose e sentii lo stomaco attorcigliarsi.

Mi osservò attentamente con i suoi occhi caramello intenso e si morse il labbro cercando forse il coraggio di dirmi qualcosa. Ormai lo conoscevo fin troppo bene per capire che qualcosa in questo momento lo tormentava.

«Hai intenzione di...di rivederlo?» dio, ancora Louis. Ormai era un chiodo fisso per lui, era come se non potesse crederci che io davvero avevo preferito lui a Louis. Sbuffai sonoramente e mi staccai dal suo abbraccio.

«Cristo, la smetti di pensare a Louis? Sono stanca di parlare di lui con te, se non mi credi, se non credi che abbia scelto te definitivamente, puoi anche lasciarmi. Io ti ho detto la verità e ora basta. Voglio dormire. Buonanotte.» dissi, dandogli le spalle. Sospirò.

Dopo poco si alzò dal letto e lo sentii andare verso il bagno. Percepivo il rumore dell'acqua e mi ricordai che lui ancora non era andato a lavarsi. Ora quindi probabilmente stava infilando tra le labbra lo stesso spazzolino che io avevo usato...Basta Melanie!

Tornò e si distese al mio fianco. Non provava neanche a toccarmi.

«Sei arrabbiata?» sussurrò.

«Sì».

«Tanto?».

«Un po'».

«Quindi posso abbracciarti?» si mise sul mio stesso lato. Stetti in silenzio e nascosi un sorriso.

«Sì.» mormorai e potei immaginare la sua lingua tra i denti. Mi abbracciò da dietro e mi tolse i capelli dal collo.

«Scusa.» sussurrò nel mio orecchio e io sorrisi per poi staccarmi dalla sua presa e girarmi verso di lui. Gli presi il volto in una mano e lo baciai a stampo.

«Buonanotte, Zay.» mi strinsi al suo petto.

«Notte, amore.» sussurrò e sentii di nuovo il cuore accelerare e il vuoto nello stomaco.

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Rieccomii quiii! Allora, scusatemi gli eventuali errori, spero vi sia piaciuto e come sempre vi ringrazio per i commenti, i voti e anche semplicemente per leggere quello che scrivo!

Un bacione e tornerò presto con capitoli molto importanti tra cui l'incontro di Melanie con la famiglia di Zayn! Speriamo bene! Hahaaahah, ancora un bacione e...alla prossima! <3 xx


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