Dopo la fine di Amici, c'è uno strano periodo di assestamento. I concorrenti sono catapultati in un mondo completamente diverso da quello a cui erano abituati, sempre se sono bravi abbastanza da arrivare in finale o da lasciare un segno nel cuore delle persone.
Anche i fans del programma, dopo la proclamazione del vincitore, rimangono sconcertati, quasi un vuoto dentro di loro. Alcuni sono fortunati abbastanza da poter seguire il proprio beniamino nei vari in-store, spettacoli o concerti. Altri, invece, vivono sui social, come Twitter. Vivono di hashtag a supporto dei propri idoli. Si fomentano per piccoli dettagli, anche insignificanti che scorgono nelle storie di qualche artista. Nascono dei "gate" o delle vere e proprie faide perché qualcuno sostiene un'ipotesi, altri il completo opposto.
C'è chi aspetta la stagione successiva, altri che proprio non riescono a superare le emozioni dell'appena finita edizione. E così si va avanti.
É un circolo vizioso che continua anno dopo anno.
Da piccola, non ho mai seguito con particolare attenzione il programma. Dai nove anni in poi, ho abbandonato la mia terra, la Sardegna, per trasferirmi a Parigi e rincorrere il mio sogno di diventare ballerina. Sogno che fino a quel momento non si era ancora ben delineato. Era una fantasia, un'idea, una possibilità. Ma ci vuole tanto coraggio per abbandonare tutto e partire. Non si sa mai cosa troverai una volta arrivata a destinazione. Ed é forse ciò che rende il tutto più entusiasmante. Un foglio bianco su cui scegliere se scrivere o meno.
Frequentai l'accademia di ballo dell'Opera di Parigi. Chiunque se ne intendesse del mondo della danza, saprebbe che entrare é difficile, se non si rispettano determinati canoni fisici. Ma forse, restarvi é ancora più dura. Tralasciando la difficoltà di non avere la tua famiglia, si è sottoposti ad una dose considerevole di stress, ogni giorno. Si richiede la perfezione in tutto. Ed essere perfetti richiede un lavoro costante. E ciò che risulta ancora più complesso è giungere alla conclusione che, quella perfezione tanto ambita, è irraggiungibile.
Oggi, noi ragazze soprattutto, (ma il concetto é estendibile ad ogni persona) riceviamo tante pressioni circa il nostro aspetto fisico. Magre, alte, in forma, toniche, depilate e chi più ne ha, più ne metta. I social non aiutano in questo ed é una piaga di cui siamo purtroppo tutti a conoscenza.
Essere ballerine, in scuole prestigiose, é ancora più difficile perchè gli standard di bellezza sono inarrivabili per la maggioranza e, tranne se si é fortunate abbastanza da avere un corpo naturalmente conforme a ciò che viene richiesto, molte soffrono di disturbi alimentari.
Durante il mio percorso, ho visto tante ballerine abbandonare il loro sogno perché intente a lottare contro questo terribile demone che le divorava da dentro. Purtroppo non tutte le accademie, predispongono dei giusti aiuti e dei giusti supporti psicologici.
Io sono una delle poche fortunate ad essere nata con un corpo naturalmente predisposto a quest'arte. Gambe a sciabola e un collo del piede molto sviluppato, doti che mi hanno senz'altro aiutato in questo percorso ma che, se non accompagnate da un allenamento costante, servono a poco.
Non nascondo però nel corso degli anni anche io ho ricevuto pressioni circa il mio corpo. Come quando, durante il periodo di pubertà, mi cominciò a crescere il seno. Ciò era inaccettabile per una ballerina che deve essere proporzionata e mingherlina. E soffrii davvero tanto.
La vita va avanti, certe cicatrici restano. Altre sbiadiscono ma il sogno era più importante. E non potevo mollare così.
Concludo i miei studi nella grande città ma, purtroppo, mi infortuno il ginocchio e sono costretta a tornare in Sardegna e mettere in standby tutti i miei progetti futuri.
Non fu un periodo particolarmente glorioso della mia vita. Non sapevo che fare. Non sono mai stata in grado di gestire i grandi imprevisti.
Ho sempre fatto tutto da sola, autonoma da che ne ho memoria. Ma l'incerto mi dà fastidio, mi provoca una insofferenza tale che perdo ogni controllo su me stessa e le emozioni sfociano senza filtri.
Fu un periodo triste, a tratti arrivai anche a soffrire di depressione. Ma poi mi decisi a fare un nuovo salto nel vuoto. Mi trasferii in Canada. Il paese che mi ha ridato il mio corpo. La consapevolezza giusta per ripartire e ricominciare con una nuova mentalità.
Lasciai di nuovo tutto e tutti e mi addentrai in una fase nuova della mia vita, di crescita. Anche se abbattere gli schemi é sempre stato un percorso difficile. Giorno dopo giorno, però, qualche calcinaccio di muro veniva giù.
Fino a quando non arrivò la pandemia e ancora una volta, mi ritrovai senza nulla. Ma questo non vuole essere un racconto triste. Piuttosto una riflessione su quanto tutto sia sempre imprevedibile e che Isak ed Even, Martino e Niccolò, avevano ragione a vivere minuto per minuto.
A settembre 2021, avviene un altro turning point, nella mia vita. E la teoria delle sliding doors appare sempre più vera. Comincia il mio percorso nella scuola di Amici.
Non so quale sia stata la vera motivazione a portarmi qui, ma si vede che doveva andare in questo modo.
Da un lato, avevo bisogno di una scossa che mi risollevasse dal tedio in cui mi ero intrappolata negli ultimi anni, dopo l'esperienza canadese. Dall'altro, ammetto che, diventare conosciuta nel mio paese, mi avrebbe dato la possibilità di restare vicina a casa e ai miei affetti e aggiungere la partecipazione ad un programma televisivo nel mio curriculum, era un grande vantaggio di cui speravo di appropriarmi per lavori futuri.
L'esperienza amiciana é unica. Non saprei come descriverla a chi non l'ha vissuta. Le amicizie che si stringono. Le persone che si incontrano di ogni tipo. Vivere con sconosciuti. E poi la grande possibilità di lavorare con professionisti di ogni tipo.
É unica come scuola nel suo genere. Ogni giorno si provano un'infinità di sensazioni una dopo l'altra, talvolta contrastanti. Bisogna essere forti per rimanervi, non é semplice condividere la propria vita giorno dopo giorno con il pubblico che segue da casa. Semmai ciò che va in onda sono soltanto quei due minuti in cui eri arrabbiato oppure stanco e dici cose che non avresti detto mai. Oppure al contrario, tacere sapendo che ogni parola può essere estrapolata dagli altri e resa tutt'altro.
Non c'è privacy ma questo è stato un qualcosa con cui avevo fatto i conti e che, infine, avevo accettato pur di imparare cose nuove, conoscere meglio me stessa e mettermi in gioco.
Ormai è passato un anno dalla fine del programma. La nuova edizione è cominciata da un mesetto. Sui social non si parla più tanto di Amici21, l'attenzione è tutta rivolta verso i nuovi concorrenti di Amici23. Le varie storie d'amore che nascono o le discussioni interne per chi pulisce le camere e così via. Piu o meno sempre lo stesso.
Io sono molto fiera di come siano andate le cose. Dopo il debutto di Giulietta e Romeo al teatro Olimpico di Roma, e il grande successo da esso scaturito, è stato organizzato un tour lunghissimo che mi ha permesso di viaggiare per l' Europa e per il resto del mondo. Ho preso parte anche ad altri numerosi spettacoli teatrali al fianco di Michele. Ormai abbiamo costruito un rapporto stupendo basato sulla stima e il rispetto reciproco. È più di un collega o un compagno di danza. Basta un solo sguardo e capisce cosa penso e come mi sento. Ma d'altronde è inevitabile che ciò accada stando ogni giorno insieme a provare e riprovare.
Adesso vivo stabilmente a Roma in un monolocale senza troppe pretese e conduco una vita normale concedendomi ogni tanto qualche sfizio. Non mi interessano i soldi o la notorietà ma sarebbe da ipocrita dire che senza i primi la mia vita sarebbe più dura e che, senza i miei immancabili sostenitori, il mio lavoro sarebbe inutile.
La danza é emozione, é trasmettere un sentimento che possa arrivare agli altri. Non é un linguaggio così diretto come le canzoni. Non tutti riescono a interpretare nel modo giusto il significato di un collo del piede o di una mano ben tesa. Eppure credo, nel mio piccolo, di essere riuscita ad emozionare qualcuno. E l'amore che ricevo ogni giorno é anche il motivo che mi permette di continuare.
Procedeva tutto nel migliore dei modi, ero impegnata in diverse audizioni e la fama ottenuta dopo la fine del programma, mi aveva dato la possibilità di scegliere realmente a quali progetti prendere parte e quali lasciare indietro. Mi era persino stata offerta la possibilità di lavorare come ballerina professionista all'interno della scuola, e nonostante la richiesta fosse allettante, preferii rinunciarvi.
Il teatro era il mio mondo. Ed io mi sentivo leggerissima ogni volta che il sipario si apriva e la musica cominciava.
Ci avevo messo un po' a realizzarlo, ma alla fine lo avevo trovato, il mio posto nel mondo.
Spazio autrice
Lo dicono tutti , questa é la prima storia che scrivo, quindi potrebbe risultare una grandissima schifezza.
Sono rimasta affascinata dalla storia di Carola e penso sia realmente un modello da prendere come riferimento. È una personea meravigliosa e credo che tutti possano, in qualche modo, rivedersi nelle sue insicurezze. Io l' ho sempre trovata una ragazza fortissima con un bagaglio di vita, alle spalle, considerevole. Vorrei, quindi, con questa storia, rendere giustizia alla sua persona e ammirarla da lontano. Certo, si parlerà di amore e di amicizia, ma il focus è su di lei.
We live in in a #carolapudduworlddomination and I'm here for it.