"Non l'ho rivista più, purtroppo è andata via
Mi parlava dei suoi sogni e non della sua malattia
La porteró nel cuore, fine della storia
Amate chi vi ama
Può essere l'ultima volta.
Non c'è nulla che si può dimenticare.
Tutto resta. "
Rocco Hunt.
"Dimmi cosa è successo Zayn!" Dissi nel panico più totale.
"Louis....."
Ho paura.
"Zayn..che succede?" La mia voce era spezzata dalla paura, dalla pressione che quelle parole mi stavano causando. Era come se nel mio corpo ci fosse in atto una tempesta .
"Louis.."gridò, la sua voce sembrava più un grido di disperazione che si danno in caso di pericoli. Il suo grido sembrava venire dall' anima e in quella frazione di secondo il panico si impossessó completamente di me.
"Louis cosa Zayn."lo incitai, anche se in realtà vorrei che mi stesse facendo uno scherzo, vorrei che mi dicesse che è una sorta di pesce d'aprile e di tornare a dormire tra le braccia di Harry.
"Ha fatto un incidente."sussuró. Un sussurro che mandò in frantumi il mio cuore, mandò in frantumi la mia anima, tutto intorno a me girava vorticosamente. Avevo un peso così grande sul petto che non riuscivo neanche a respirare.
Non poteva essere.
Sarebbe stato meglio se mi fosse caduto il mondo addosso.
Il telefono mi cadde dalle mani e gli occhi iniziarono a colmarsi di lacrime.
Il telefono andò in frantumi sul freddo pavimento della stanza.
Sentivo il colore della braccia del riccio cingermi i fianchi, ma io stavo ancora in quella posizione a fissare un punto indefinito nella stanza. Sentivo le mie guance rubate da calde lacrime.
"No piccola non piangere" mi sussurró Harry con infinita dolcezza.
Ma come potevo non piangere quando l'unica persona, l'unico amico che ho incontrato nella mia vita ha fatto un incidente?!
"Harry, prendo un aereo, io devo andare."non pensai a nulla, presi il mio zaino, il cellulare , per quello che ne restava, e asciugandomi le lacrime aprì la porta per andarmene.
"Sherazade aspetta, vengo con te. Poi cosa succede di preciso? "si posizionò davanti a me per non farmi passare. Scrutai i suoi occhi ed dal cipiglio formatosi sui suoi bellissimi occhi capii che dovevo continuare a parlare, anche se ammetterlo mi faceva solo più male.
Raccontarlo mi faceva capire che quella era la realtà.
"Louis..ha avuto un incidente, devo tornare a Londra ora."gridai piangendo. Ogni singola lettera che pronunciai era come una lama al cuore. Mi bruciava la gola. Non ho davvero mai pianto così in vita mia.
"Louis..oddio, vengo anch'io piccola, prendiamo un aereo, in meno di un' ora saremo li."prese il suo telefono , riempì il suo borsone e dopo uscimmo di li dirigendoci all'aeroporto.
In macchina non facevo altro che piangere silenziosamente, vedo Harry che di tanto in tanto mi lanciava qualche occhiata preoccupata ma decisi di non voltarmi mai verso di lui.
Se solo avessi accettato la proposta di Louis adesso lui non starebbe in ospedale.
Non avrebbe fatto un incidente.
Non starebbe in quelle condizioni.
È colpa mia.
*volo Manchester-Londra*
"Sher.."mi toccó Harry delicatamente sul viso, dopo ore di silenzio e pianti, mentre io guardavo lo spettacolo meraviglioso che mi si poneva difronte:le nuvole.
"Mhh."dissi girando la testa verso di lui.
Ero distrutta.
Ormai i miei occhi erano due palle gonfie e rosse.
"Sta tranquilla, andrà tutto bene."sorrise dolcemente prendendomi la mano fra la sua.
Apprezzai molto il suo gesto di consolarmi. Ma ciò non cambiava le cose. Non volevo far sentire in colpa Harry della mia scelta tra lui e Lou, quindi decisi di non renderlo partecipe di questa mia colpa. Anche se dentro di me stavo morendo.
"Harry, siamo realisti nella mia vita mai niente è andato tutti bene, non credo che questa volta vada bene. Poi,non so neanche come sta,come è ridotto."dissi quasi piangendo.
E quello che ho detto è vero nella mia vita è sempre andato tutto storto ,quando credo che finalmente dopo tante sfighe qualcosa va bene, succede qualcosa che mi riporta a soffrire. E ogni volte è sempre peggio.
Forse sono destinata a soffrire.
"Ti prego,solo sta calma, fra un pò saremo li."sussurrò dolcemente.
Appoggiai la testa sulla sua spalla lasciandomi trasportare dalle sue coccole. Ne avevo davvero bisogno.
Giungemmo in ospedale alcune ore dopo.
"Louis Tomlinson .."chiedevo come un ossennata a tutti i medici che incontravo.
Sicuramente mi stavano prendendo per pazza.
"Sher, calmati perfavore."sbraitò il riccio, ormai esasperato. Ma come
potevo stare calma??
"Per favore,Harry, ti chiedo di lasciarmi stare."gridai scontrandomi con mezzo ospedale per i corridoi.
"Louis Toml-"chiesi all'ennesimo infermiere quando vidi Zayn seduto con la testa tra le mani, lessi l'insegna del reparto 'rianimazione.'
"Z-Zayn.."dissi buttando lo zaino per terra e cercando il suo abbraccio. Quando mi vidi scattò in piedi.
Posso giurare di aver visto qualche lacrima bagnare il suo bel viso ambrato.
"Sher.."s' alzò lui ricambiando il mio abbraccio.
"Louis..dimmi che sta bene."dissi singhiozzando nella sua t-shirt bianca ormai bagnata dalle mie lacrime.
"Io.."non fini la frase, perché vedemmo arrivare dall'uscita del reparto, Louis su una barella. Coperto da un lenzuolo bianco.
Un medico si avvicinò a me Zayn, Harry e Niall che era appena arrivato.
"Posso parlare con voi delle condizioni del signor Tomlinson?"
"Certo!" Risposi al volo .
"Allora, il ragazzo ha subito un forte shock celebrale , ma la cosa più grave è l'ematoma che si è formato nel cranio e che lo ha portato in coma. In più l'incidente è stato causato da un infarto. Il ragazzo soffriva di problemi al cuore già da tempo, ma purtroppo quando gli è venuto il malore stava alla guida e ciò ha causato l'incidente."
Louis era malato di cuore e non me lo ha mai detto?
Io gli ho raccontato tutto di me.
Nonostante mi avesse nascosto questo, non me la presi stavo troppo male per lui, non riuscivo ad arrabbiarmi.
"Ma si può svegliare vero?" Chiesi speranzosa.
"Mi dispiace signorina informarla che finché questa ematoma non scompare , il coma è irreversibile."
No ti prego.
No.
No.
Irreversibile.
Ciò stava a significare che non avrei più rivisto quegli occhi azzurri.
Ciò stava a significare che non avrei più rivisto quel sorriso che illuminava le mie giornate.
Non gliel'ho detto mai, ma amavo il suo sorriso.
"Oddio santo..Louis..mi dispiace davvero."iniziai a piangere buttandomi ai piedi del letto dove lo avevamo sistemato ed attaccato a mille macchine.
Solo Dio sa io come mi sentivo in colpa.
Toccai leggermente la sua guancia fredda, la sua pelle aveva perso lucentezza.
"Louis..ti prego rispondimi."iniziai a gridare e piangere fin quando due forti braccia non mi trascinarono fuori dalla stanza. Urlai quando qualcuno mi trascinó lontano da quel letto. Dovevo restare con lui.
Non potevo abbandonarlo.
Non di nuovo.
"Sher..basta andiamo via di qui, ora."comandò Harry, prendendomi per un braccio per trasportarmi in corridoio.
"No Harry! Se lui si sveglia ha bisogno di me, ha bisogno del mio sostengo, tu non hai il diritto di fare questo."gridai ma lui mi abbracciò più forte che mai,mi sentivo protetta ma allo stesso tempo mi sentivo come un bruco che aveva appena preso il volo e lasciato la sua dolce casa, ovvero sola.
**
Ero seduta al bordo della finestra della camera di Louis, avevo fra le mani un grande bicchiere di dolce cappuccino, ogni tanto mi giravo per dare uno sguardo al biondino, ma lui era sempre li, immobile su quel letto, con un fottuto tubo di merda in bocca.
Già sentivo la mancanza dei suoi abbracci, del suo calore, delle sue battute squallide.
"Louis..ripeti con me su..'Io non posso lasciare sola Sherazade, lei ha bisogno di me, ha bisogno di un testimone per le sue grandi e maledette nozze con un principe, ha bisogno di un consulente sui ragazzi e sugli abiti,una persona che l'abbracci e la sappia coccolare, ma sopratutto ha bisogno del suo migliore amico, ovvero me.'...bene Louis, continua a ripetere a te stesso tutto ciò."sorrisi sedendomi al suo fianco e prendendo la fredda mano fra le mie mani.
Erano ore che continuavo a parlargli.
Anche il medico mi aveva detto di non smettere. Ma anche se mi avesse detto il contrario io non avrei mai smesso.
"Mi dispiace così tanto,tantissimo,è colpa mia se sei finito in queste condizioni, non dovevo lasciarti solo, non dovevo,mi sento uno schifo, svegliati, ti prego, ti chiedo solo questo, non di perdonarmi, ma almeno di svegliarti, ho bisogno di te, di te Louis."mi alzai asciugando l'ennesima lacrima che solcava i miei occhi arrossati ormai da un bel pò.
Mi sedetti sprofondando sulla dura e scomoda sedia d'ospedale, sorseggiando il solito cappuccino dolce ma non troppo, tenendo fra le mani il cellulare.
I miei pensieri vagavano quando un rumore quello della macchina del cuore non accelerò con i suoi rumori, vidi Louis diventare ancora più pallido mentre iniziava a sudare, presa dal panico uscì nel corridoio per chiamare qualsiasi medico.
Finché il medico con il suo staff entrarono e sembravano anche molto agitati dalla situazione.
Il panico si impossessó di nuovo del mio corpo, iniziai a tremare e piangere.
Medici intorno al letto, rumore assordante di macchine.
"Louis..Louis? Oddio santo, cosa succede."inizia a gridare cercando di entrare nella camera ma un dottore mi spinse fuori dicendomi che ci avrebbero pensato loro.
"Sher..che succede.?"la voce roca e spaventata di Harry mi fece sentire sollevata, non appena lo vidi mi alzai di colpo e mi buttai fra le sue braccia, infondo erano l'unica cura contro il dolore,ogni tipo di dolore!
"Non lo so,non mi dicono niente."commentai portandomi le mani sulla testa scompigliandomi i capelli.
"Perfavore sta calma."sussurrò prendendomi il viso fra le mani e asciugandomi con il pollice le lacrime.
"Signorina?"la voce forte e squillante del capo reparto mi fece spalancare gli occhi.
"Sì?"dissi più speranzosa che mai.
"Può entrare, è tutto apposto per ora. Il suo amico ha avuto una grave crisi, fortunatamente siamo intervenuti in tempo. "socchiuse gli occhi annuendo e lasciandomi spazio nella stanza.
'Per ora.'quella parola mi risuonava in testa come tintinni fastidiosi di campane.
'Per ora' andava tutto bene.
E nel 'poi' sarebbe andato lo stesso tutto bene?
Chiusi la porta leggermente, entrando nella penombra della stanza illuminata solo dalle piccole spie verdi delle macchine, il suono rimbombante del respiratore automatico mi faceva rabbrividire.
Una persona così solare, carismatica come era Louis non poteva stare rinchiuso in questo posto.
Mi sedetti dolcemente sulla sedia fredda e grigia di fianco al suo letto,dopo averli accarezzato il viso e sistemato il ciuffo che li pendeva dagli occhi, iniziai a parlarli tremante.
"Non ti amo, lo sai benissimo,non sarei mai capace di gestire una relazione con te, con te che sei stato un lampo di luce quando sono arrivata qui, sola, innocente, sperduta ed impaurita.
Non credo di amarti e lo sai, ma sappi che il mio bene nei tuoi confronti è anche più bello e più profondo di due innamorati. È assurdo lo so, ma è così. Perché vedi non riesco ad immaginarmi senza te al mio fianco. Sei il mio migliore amico, Louis, come potrei non volerti bene? Perché mi abbandoni così? Perché cancelli la tua vita a soli 20 anni? Perché mi lasci sola posseduta dalle mie paure?.."presi una leggera pausa per asciugarmi le lacrime e riprendere fiato.
"Non è colpa tua."la voce soffice e soave, in alcuni tratti tremante.
Mentre parlavo vidi che mosse la mano.
Mi stava ascoltando! Ne sono certa!
"Louis?? Sei sveglio? Ti sei svegliato???" Dissi con le lacrime agli occhi posizionandomi di fronte al suo viso mentre lo accarezzavo dolcemente.
Ma non mi dava più nessun segno.
Di una cosa ero sicura, dovevo continuare a parlargli.
Stavo iniziando a parlare di nuovo quando sentii il mio telefonino squillare.
"Pronto?"gridai, tenendo con una mano la cartella clinica di Louis, con una la borsa e l'altra la giacca.
"Principessa."la sua voce mi risultò più che familiare, odiavo quel nome, come lo pronunciava, odio come ero e come sarei stata.
"L-Liam."dissi sedendomi con molta lentezza sulla scomoda e grigia sedia.
"Non vedo l'ora di vederti domani."disse con tono soddisfatto. Un tono che mi accapponó la pelle.
"Domani cosa?"mi alzai di scatto facendo cascare tutto per terra.
Il mio tono era chiaramente allarmanto, non potevo andarmene.
Louis aveva bisogno di me, non potevo lasciarlo in questo stato.
Non potevo andarmene.
"Devi esser qui, il volo è prenotato, stasera parti."disse con la sua solita voce calma.
So che lui non sa quello che mi sta succedendo adesso, ma davvero ero arrabbiata con lui.
"No..io devo lav-"stavo cercando di spiegare ma mi interruppe.
"Ordini del re."sogghignò.
Sapeva che non potevo dire più niente adesso.
Ogni speranza di restare qui accanto a Louis, con quelle tre parole, si spezzó.
Mi sentivo ancora più vuota e triste di quanto già non fossi.
"Va bene a domani." La mia voce tremava, sintomo che mi sarei messa a piangere a breve. E infatti non appena staccai la chiamata cardine in un pianto isterico.
Piangevo perché la mia vita era un incubo.
Piangevo perché per colpa mia il mio miglior amico è inchiodato ad un letto.
Piangevo perché non avevo nessuno.
Appena uscì dalla stanza di Louis per andare a lavarmi la faccia venni bloccata da Harry.
"Uno, con chi parlavi! Due, dove vai tu domani? Non partivi quando trovavi il biglietto? E terzo chi è Liam? "mi bloccò dal polso.
I suoi occhi scuri non mi trasmettevano nessuna emozione.
Il sangue mi si gelò.
-spazio noi-
Hi guys!!!!
Eccovi il nuovo capitolo, non so voi ma io ho pianto un casino mentre scrivevo alcune parti del capitolo.
Volevo ricordarvi del nostro gruppo whats app e colgo l'occasine per salutare tutte le ragazze che ne fanno parte. Per chiunque volesse entrare nella nostra 'famiglia' è ben accetto, contattateci in via privata mandando il vostro numero.
Abbiamo pubblicato nonostante io (Elisa) sia a Praga in gita con la scuola perché voi venite prima di tutto!!!
Cosa ne pensate del capitolo?
Come pensate che continuerà la storia?
Louis si riprenderà?
Per rispondere a questè domande continuate a seguire la nostra storia!
Andate a vedere il trailer ufficiale della storia è davvero bellissimo.
Per chiunque voglia farci pubblicità gliene saremo immensamente grate!!
Vi amiamoooooo.
Baci Elisa e Giada