pov Dazai
"Dazai che fine ha fatto Chuuya?"
mi chiede la prof di letteratura
perchè io ne dovrei sapere qualcosa?
perchè sei il suo ragazzo cretino!
e come fa a saperlo quella vecchiaccia?
LO SANNO TUTTI!
"no professoressa"
"vai a cercarlo e portalo in classe"
"ok"
con la mia solita voglia di vivere mi alzo dal mio banco ed esco dalla classe
dove potrebbe essere?
in giardino non credo, piove e poi è uno freddoloso lui
biblioteca? tsk te pare
palestra? no la stanno restrotturando
mi avvio verso la classe 3° C
busso e vengo accolto da una voce stizzita
"avanti"
alla cattedra trovo il viso aggrottato di quella pazza di chimica
"mi scusi miss"
poi noto un Akutagawa abbastanza in difficoltà alla lavagna
poverino
"Aku sai mica dov'è Chu?"
gli chiedo in modo disinteressato
"credo sia in camera sua"
"mi dai le chiavi? poi te le riporto quando ho finito"
il ragazzo le caccia dalla tasca del pantalone e me le lancia passando perfettamente sulla testa della vecchia
"grazie, arrivederci miss"
sorrido maligno e mi precipito all'appartamento del rosso
è identico al mio nell'arredamento
come gli altri credo
l'unica cosa che lo distingue sono gli effetti personali
un'attaccapanni all'entrata con cappotti vari e cappelli
uno scaffale pieno di bottiglie di vino pregiate
un'altro tappezzato da tè di tutti i gusti
una libreria
la stanza è molto ordinata, le uniche cose fuori posto sono un libro e un telecomando della play
seguo un corridoio e apro le porte una ad una
un bagno
uno sgabuzzino
entro in una stanza da letto e credo di essere arrivato a destinazione ma mi ricreto appena do uno sguardo ingiro
tutto nero
questa è la stanza di Akutagawa
passo alla stanza di fronte che invece è quella giusta
le pareti sono bianche mentre il pavimento di parquet nero
la stanza è ben illuminata dalla luce naturale del cielo tempestoso
in un angolo vicino all'armadio è posta una scrivania
passeggio per la stanza fino ad avvicinarmi a questa
sulla sedia sono posti diversi indumenti
un pantalone di pelle, delle calze a rete dei stivali con il tacco . . .
ok non mi faccio domande!
al centro della stanza il letto matrimoniale occupa quasi la maggior parte dello spazio
su questo è posto in modo scomposto il proprietario di casa
non lo dirò mai ad alta voce ma è la cosa più carina che io abbia mai visto
i capelli scomposti
i vestiti sgualciti e mal posti in alcuni punti del corpo come la spalla e il ventre
la saliva ad inumidirgli le labbra
quasi mi dispiace a svegliarlo
decido di scattagli prima una foto
potrei ricattarlo più tardi con questa . . .
mi siedo sul fianco del letto e inizio a carezzargli i capelli
passo le dita tra questi e spiccio qualche nodo
il gesto sembra quasi piacergli
lo vedo accoccolarsi un po più vicino a me senza toccarmi però
"Chu"
lo chiamo a bassa voce
"mhh"
al contrario di quel che pensavo sembra sentirmi
con l'altra mano gli accarezzo il viso e con un dito gli asciugo quel ridicolo rivolo di saliva
"ChuChu, devi svegliarti . . ."
"noo"
si lamenta con ancora gli occhi chiusi prendendo il mio braccio mi avvicina di più a se
"ti sei dimenticato delle lezioni pomeridiane?"
a quelle parole vedo la sua fronte aggrottarsi leggermente
"non sto capendo niente . . ."
mormora trascinando le parole
"mi prepari una tisana alla melissa per favore?"
ohh! quanto lo sentiremo più il nostro caro Chuuya Nakahara chiedere per favore!
"vado subito Chu"
passo un'ultima volta la mano tra i suoi capelli prima di andare in cucina
cerco nello scaffale dei te questa tisana alla melissa e ce ne sono davvero tanti tipi
la trovo subito perchè sembra quella più usata, lo scatolo è più usurato
ci metto meno di 10 minuti e la verso in una tazza che porto in stanza a Chu
lo trovo seduto con la schiena poggiata alla testiera del letto
sta evidentemente combattendo per tenere gli occhi aperti
mi siedo al suo fianco e gli porgo la tazza
"sei un'uomo da sposare"
mormora immergendo il viso ne vapore che fuoriesce dalla tazza
che dolce!
"lo sai che la melissa ha proprietà calmanti?"
chiedo e lui annuisce sorseggiando la bevanda
"cosa ci fai quì?"
"la prof di letteratura mi ha chiesto di venirti a recuperare"
"cazzo! dillo prima, mi sono dimenticato delle lezioni, ora te le perdi anche tu"
inizia ad agitarsi ma io lo calmo iniziando a carezzargli i capelli
"non fa niente, ci rilassiamo un po . . . "
lo vedo letteralmente sciogliersi sotto il mio tocco
dopo un po di silenzio mi passa la tazza e si accoccola al mio petto
"Chu, sei proprio dolce quando hai sonno!"
dico con un tono bambinesco
continuo a carezzarlo stringendolo leggermente a me
quando mi ricordo della tazza la avvicino al naso e annuso
è buono l'odore!
"non la voglio più"
sussurra il rosso allora mi permetto di berla io
non mi faccio problemi sulla saliva dell'altro, tanto ormai tra baci . . .
la assaggio e
"cazzo! mi sento come un drogato"
mormoro bevendo la miscela
"si, di solito la bevo quando mi fai arrabbiare"
"hahah fai bene, poi ti escono le rughe"
"faccio un trattamento anti rughe, per prevenire . . ."
in effetti il suo viso non ha imperfezioni di alcun tipo
si prende molta cura di se
penso osservando il suo viso rilassato e solo in quel momento mi accorgo di una cosa
le sue guance e il suo nasino delicato . . .
sono cosparsi di lentiggini
improvvisamente il rosso spalanca gli occhi agitato e porta una mano sul viso
tiene scoperti solo gli occhi
sono delle pozze azzurre, ipnotiche
sempre provviste di una luce anche se di rabbia, al contrario mio
"che fai? ti nascondi ChuChu?"
gli sposto le mani dal viso e inizio a lasciare tanti piccoli bacini sul naso e le guance
facendolo arrossire visibilmente
pov Chuuya
ho sempre nascosto le mie lentiggini
trovo che mi diano un'aspetto ridicolo e fragile, non ci stanno bene con il mio essere
ma come può essere che con un unico piccolo gesto mi ha fatto venire voglia di buttare il correttore?
quando si ferma passiamo minuti interi a guardarci negli occhi
non so come ma sono finito steso sulle sue gambe e nemmeno lui è più seduto
ho il mento puntato sul suo petto
le gambe in mezzo alle sue
le braccia dietro al suo collo
lui invece con una mano mi pettina i capelli mentre con l'altra carezza la mia schiena seguendo l'intera linea della mia colonna vertebrale fino al collo
qualcosa ci fa scattare e . . .