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De -takashi

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dove svuoto la mia cascata di idee in un book di one shot Mai multe

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why is the sky blue?
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meet me at full moon

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De -takashi

la luna si ergeva alta nel firmamento, piena, tonda e luminosa, circondata da infinite stelle che disegnavano migliaia di costellazioni.

ma in quella così splendida notte in cui le nubi avevano lasciato spazio allo splendente satellite, jeongguk non poteva ammirarlo come avrebbe voluto.

il grande lupo nero era infatti impegnato a correre per salvarsi la vita.

anche a quelle tarde ore, inaspettatamente, si era ritrovato minacciato dai cacciatori, ed ora come ora fuggiva a tutta velocità per sfuggire a morte certa.

quei grossi cani gli stavano alle calcagna, impedendogli di seminare i due uomini, che lo tenevano puntato da diversi minuti.

poi uno sparo squarciò il silenzio notturno, in seguito un ululato sofferente, una richiesta d'aiuto, che jeongguk sperava disperatamente arrivasse a qualcuno, nel mentre che sfruttava le ultime forze che gli erano rimaste per proseguire la fuga alla ricerca di un nascondiglio.

taehyung si mise immediatamente sull'attenti quando quel forte rumore disturbò il suo sonno.

qualcuno era in pericolo, e doveva essere incredibilmente vicino data la chiarezza con la quale era riuscito ad udire quell'ululato.

sentì nascere in lui una profonda sensazione di preoccupazione, di protezione, un'inspiegabile necessità di prestare soccorso a quell'altro lupo, che lo spinse a indossare velocemente la pelliccia, afferrare il suo arco con la faretra e montare sulla slitta, diretto verso il luogo del trambusto.

l'odore era straordinariamente chiaro al suo olfatto, il che lo mandò piuttosto in confusione al pensiero che quel lupo doveva per forza essere ad almeno un miglio da lui.

eppure lo sentiva forte e chiaro, quasi come se quel profumo lo stesse chiamando, per cui taehyung lo seguì a tutta velocità.

lo indirizzava verso il lato nord della montagna, più verso la vallata, dove il bosco si infittiva, per cui taehyung non ci mise molto a raggiungerlo dalla sua piccola baita in cima al lato ovest.

sentiva i cani correre nel bosco, annusare il terreno alla ricerca di qualche traccia, e i cacciatori caricare i propri fucili a qualche metro da lui.

il profumo era cambiato, il misterioso lupo aveva astutamente rilasciato i feromoni che lo avevano guidato fin lì con lo scopo di mascherare il proprio odore per nascondersi dai cacciatori.

a quel punto taehyung pensò velocemente, decidendo di sfilare una freccia dalla faretra, per poi scoccarla abilmente affinché essa si conficcasse nella gamba di uno dei due uomini, che gridò spaventato.

i cani fuggirono in men che non si dica, un altra freccia volò, scontrandosi contro la corteccia di un albero con lo scopo di spaventare l'altro uomo, che si limitò a prendere il suo amico sottobraccio e scappare via dalla minaccia.

in men che non si dica, scampato il pericolo, taehyung tornò alla ricerca del giovane lupo, i cui segnali stavano man mano indebolendosi, segno che quest'ultimo avesse perso i sensi.

per sua fortuna, lo trovò nascosto tra dei cespugli, nudo, privo di sensi e ferito ad una spalla.

taehyung avrebbe dovuto sbrigarsi, il ragazzo era coperto da un sottile strato di neve e la pelle stava per assumere una sfumatura violacea: in forma umana, sarebbe morto congelato.

gli medicò velocemente la spalla per evitare un'ulteriore fuoriuscita di sangue e lo caricò sulla slitta, sfilandosi poi la mantella per coprire il suo corpo spoglio e gelido.

sentiva una specie di connessione con quel giovane, una forza che li univa, la stessa forza che lo aveva spinto a compiere quei gesti avventati solo per salvare la vita di quello sconosciuto.

in cui in cuor suo sperò di non metterci troppo tempo a risalire la montagna, e che il ragazzo sarebbe sopravvissuto al freddo, o non se lo sarebbe mai e poi mai perdonato.

fu un dolore lancinante alla spalla a risvegliare il giovane lupo, un dolore improvviso che lo spinse a tirarsi su ed urlare a squarcia gola.

ma una mano lo spinse nuovamente contro un morbido materasso, e jeongguk dovette un secondo mettere a fuoco per comprendere a pieno la situazione.

ma ciò non gli fu possibile poiché lo stesso dolore di poco prima gli si presentò nuovamente, facendolo gridare ancora.

-buongiorno, straniero-
-stringi questo tra i denti- una voce gli arrivo flebile all'orecchio, un po' attutita dal belare insistente di quella che sembrava una capra, ma nonostante ciò a jeongguk parve di udire la voce di un angelo.

-sono morto?- borbottò il licantropo con il panno che gli era stato porto ormai stretto tra i denti.

-se lo fossi non sentiresti questo- rispose la voce divina, perché il dolore alla spalla lo colpisse una terza volta.

allora jeongguk strillò nuovamente, il suono attutito dalla stoffa attorno alla quale stringeva con forza i denti, in un vano tentativo di alleviare quel male; e a quell'urlo, la capra sembrò impazzire.

-sta zitta, serafina!-

si issò a sedere nuovamente, riuscendo finalmente a mettere da parte quelle forti fitte alla testa e ad aprire gli occhi per analizzare i dintorni.

di fronte a lui era seduto un ragazzo, forse poco più grande di lui, dall'aspetto di una divinità scesa sulla terra.

sembrava che la luna stessa si fosse sposata con le tenebre del firmamento e che dalla loro unione fosse nato quel giovane.

gli occhi erano scuri proprio come il cielo notturno, la pelle nivea e i capelli che sembravano un oceano di stelle, di una sfumatura tra l'argento e il biondo e il grigio, jeongguk non lo sapeva, ma giurò di vederli brillare.

siccome l'aveva salvato, ipotizzò si trattasse di un suo simile, ma ogni suo ragionamento venne interrotto da un'ennesima fitta alla spalla.

-basta!- strillò jeongguk, sputando il pezzo di stoffa e guardandosi intorno per capire cosa gli stesse succedendo di tanto doloroso.

scoprì che l'altro stava infatti bruciandogli una ferita con del ferro incandescente, probabilmente per cicatrizzargliela.

-c-cosa mi è successo?- domandò all'altro ragazzo, che gli mostrò un pezzettino di metallo macchiato di sangue tenendolo con delle pinzette.

-ti hanno sparato i cacciatori e sei svenuto ma fortunatamente la ferita non ha fatto infezione grazie alla neve, stavi quasi per morire assiderato- spiegò.

jeongguk annuì a se stesso, tentando di fare mente locale e metabolizzare ciò di cui era appena venuto a conoscenza.

-e-e tu chi sei?-

-quello che ti ha salvato la vita- rispose ovvio, avvicinandosi pericolosamente con quel ferro ardente alla sua spalla.

una sfilza di "no" scivolò dalle labbra di jeongguk, che si scostò prontamente, facendo sospirare il ragazzo dalle fattezze angeliche.

-come ti chiami?- gli chiese.

-jeongguk- rispose lui.

-jeongguk, se non mi lasci fare, la tua ferita si riaprirà e prenderà infezione. abbiamo quasi finito, d'accordo?- parlò con voce dolce, guardandolo negli occhi trasmettendogli una scintilla di coraggio e speranza, e jeongguk si sentì quasi come un cucciolo spaesato.

allora annuì, afferrando il pezzo di stoffa di poco fa e stringendolo in bocca come prima, per poi percepire il ferro scontrarsi con la sua pelle un'ultima volta.

i suoi occhi si inumidirono e il giovane fu abbastanza veloce da poggiargli un panno bagnato sulla fronte, mentre con un altro gli rinfrescava la ferita sulla spalla, per poi aprire un barattolo contenente un unguento.

-abbiamo finito- sussurrò, prendendo un po' di quella crema sulle dita, spalmandogliela poi delicatamente sulla zona bruciata.

il cuore gli batteva all'impazzata, il respiro era affannato e sembrava che un forte male gli colpisse la testa ad intermittenza, ma nonostante ciò l'intenso bruciore alla spalla si era notevolmente alleviato grazie alla frescura provocatagli dalla crema, il che lo spinse a tirare un sospiro di sollievo.

-riposati. appena senti che la crema è stata assorbita, puoi metterti questo maglione se hai freddo- parlò, indicandogli la sedia a lato del letto sulla quale era poggiato proprio un maglione beige con dei ricami bianchi.
-c'è della carne sul fuoco, se hai fame. non farla bruciare- concluse, infilandosi una mantella in lana e sollevandosi il cappuccio.
-la farina è finita, per cui devo scendere in paese a comprarne un po'. resta qui con serafina, intesi jeongguk?-

il ragazzo annuì, spostando lo sguardo verso il pavimento, dove la piccola capretta dal manto candido trotterellava, per poi spostarlo nuovamente sul ragazzo ed osservarlo spalancare la porta della baita: c'erano diversi centimetri di neve, tant'è che ne cadde un po' sul pavimento ligneo della baita.

-a-aspetta!- esclamò jeongguk tutt'un tratto, poco prima che la porta si chiudesse nuovamente e che il giovane andasse via.
-come ti chiami?-

-taehyung- rispose quindi con un sorriso.

-sei come me? sei un lupo?-

quella domanda però, lasciò taehyung un attimo interdetto.
-perché? non senti il mio odore?-

e allora jeongguk chinò il capo, sospirando in preda alla vergogna, per poi scuotere la testa.
-io...non sento gli odori-

è un po' una schifezza ma volevo farvelo leggere!! ditemi se vi piace

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