𝐹𝑜𝑟 𝑦𝑜𝑢, 𝑙𝑜𝑣𝑒

By eleonorblake

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Damiano e Victoria, sposati da due anni, si trovano a dover fronteggiare quella che potrebbe rivelarsi l'espe... More

PROLOGO
I.
II.
III.
IV.
V.
VI.
VII.
VIII.
IX.
X.
XI.
XII.
XIII.
XIV.
XV.
XVI.
XVII.
XVIII.
XIX.
XX.
XXI.
XXII.
XXIII.
XXIV.
XXV.
XXVI.
XXVII.
XXVIII.
XXIX.
XXX.
XXXI.
XXXII.
XXXIII.
XXXIV.
XXXV.
XXXVI.
XXXVII.
XXXVIII.
XXXIX.
XLI.
XLII.
XLIII.
XLIV.
XLV.
XLVI.
XLVII.
XLVIII.
XLIX.
L.
LI.
LII.
LIII.
LIV.
LV.
LVI.
LVII.
LVIII.
LIX.
LX.
LXI.
LXII.
LXIII.
EPILOGO

XL.

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By eleonorblake

Scese di corsa le scale stringendo il cellulare del marito nella mano destra, lo cercò in tutta la casa finché non lo trovò in giardino a fare delle flessioni mentre Jules era distesa a pancia in giù su un telo posto sull'erba e giocava con Chili.

Vide la moglie alla finestra che ribolliva di rabbia, si rimise la maglietta e entrò.

- Sei un pezzo di merda! Sapevo che mi nascondevi qualcosa, io me lo sentivo!

- Vic..perché hai il mio telefono?

- Si è illuminato da quanti messaggi ti manda quella puttanella con cui ti vedi, Damia', leggi!- gli passò il telefono. Al ragazzo gelò il sangue.

- Vic, ti posso spiegare...

- No, qui non c'è proprio niente da spiegare. È evidente che lei ti cerca, ti desidera, non riesce a stare senza di te.

- Forse per lei è così ma per me no, te lo giuro.

- Ah, davvero? Allora perché il suo ultimo messaggio, sotto le foto provocanti e altri inviti palesi ad andare a letto con lei, recita Mi manca sentire il calore della tua pelle sulla mia? Cazzo, Damia', nemmeno io ti ho mai scritto questo in un messaggio!

- Amore, lasciami spiegare...

- Che cosa vuoi spiegare? Che hai un'amante, probabilmente minorenne, alle spalle di tua moglie e di tua figlia appena nata?!

- Non ho un'amante.

- Ah, no? Strano, perché visto il modo sospettoso in cui ti comporti da ieri sera..anzi..da qualche settimana ormai..quel tuo amico con cui hai preso l'aperitivo..aspetta..Nate? Ah ah, come ho fatto a non capirlo? Mi sento un'idiota in questo momento...- cominciò a piangere sconsolata. Lui le si avvicinò per abbracciarla, lei lo spinse via.- Non toccarmi! Non fingere di sapere come mi sento, peggioreresti solo le cose...Solo, non capisco perché. Sono forse stata una cattiva moglie, ti ho forse maltrattato?

- Ma stai scherzando?

- Forse, dopo che mi hai vista partorire non mi trovi più così attraente?

- Sei davvero egoista a pensare questo, ti ho detto più volte che questi discorsi mi uccidono.

- Se volevi evitare la mia furia allora potevi nasconderlo meglio o, magari, non scoparti la tua corista!

- Infatti non mi scopo la mia corista. Lei mi si è buttata addosso.

- E tu non l'hai respinta, immagino.

- Certo che l'ho fatto, cosa credi?

- Non lo so cosa credere, Damia'. Poi, tutti questi segreti, se era una cosa così innocente perché semplicemente non mi hai detto che vi eravate rivisti?

- E tu questo come lo sai?

- Non ha importanza. Rispondimi!- alzò le mani al cielo.

- ...

- Perché? Perché cazzo non me l'hai detto?

- Perché avevo paura della tua reazione, ok? In quel periodo non mi sentivo di aprirmi con te su tutto ciò che mi succedeva senza ricevere attacchi, disappunto o, peggio, indifferenza.

- Indifferenza? Quando mai sono stata indifferente nei tuoi confronti?!

- Da quando siamo tornati dall'ospedale. Io non esisto più in questa famiglia, qualsiasi cosa faccia per Jules non va mai bene e mi detesta, questo è innegabile.

- Che dici...

- Sei sempre tu a occuparti di lei. A volte sembra che tu l'abbia avuta da sola questa bambina, sai?

- Che assurdità...- poggiò le mani sui fianchi.

- Vic, sento di star fallendo sia come padre per Jules che come marito per te. Quest'ultima cosa è quella che mi terrorizza di più.

- E hai pensato bene di andare con un'altra per avere la tua rivalsa? Scusa, io proprio non ti capisco...

- Tu non mi includevi nella tua vita, Nadia, anche se è brutto da dire, sì. Era la prima donna dopo tanto ad ascoltarmi, confortarmi, non mi ero reso conto che nel frattempo mi stesse seducendo...

- E..- le salì un groppo in gola-..ci è riuscita?

- No, Vic. Certo che no.- le prese il volto tra le mani e appoggiò la sua testa contro quella di lei.

- Dam..avevi un profumo da donna ieri quando sei tornato..significa che eravate molto vicini...

Lui abbassò lo sguardo.

- Mi ha baciato.

Vic riprese a piangere più intensamente coprendosi la bocca con la mano.

- Mi dispiace tanto, piccola...- la strinse forte a sé accarezzandole la chioma bionda.- Non è stato un vero bacio, come può esserne uno qualsiasi dei nostri perché con te ho qualcosa che con lei, così come qualsiasi altra donna non avrò mai- la baciò a lungo- la complicità.- la baciò nostalgico mentre sentiva le lacrime di lei bagnargli il viso.

- Dam..dispiace anche a me. Non avrei dovuto escluderti, ero completamente presa da Jules e la volevo tutta per me senza tener conto che è anche tua figlia e hai diritto di occuparti di lei quanto me. È giusto che costruiate il vostro rapporto, avrà anche bisogno del suo papà nella sua vita.- gli cinse i fianchi e appoggiò la testa al suo petto e si mise in ascolto.

- Ti batte forte il cuore, Dam...

Lo so, piccola. Mi succede sempre in tua presenza. Solo tu mi fai quest'effetto.- la strinse a sé con la forza di un uomo perso della donna della sua vita.

Poi, entrambi vennero distratti dalla loro piccola che gattonava verso di loro.

Vic si chinò per prenderla e cullarla un po', poi guardò il marito che aveva lo sguardo fisso sulla bimba.

- Vuoi tenerla?

- Mi piacerebbe ma ho paura che si disperi appena la prenderò in braccio.

- No, Dam..ecco, vai da papà, Jules.

Lui prese sua figlia in collo e portò la mano sulla sua morbida testolina mentre con l'altra le sorreggeva il corpo. Si sedettero sul divano, Vic si sedette in terra con le gambe incrociate ad ammirarli.

- È proprio una piccola te, Vic. È davvero dolcissima...

Jules si adagiò al petto del papà tenendo i pugnetti chiusi e la testa girata di lato. Era, per la prima volta, tranquillissima. Damiano si commosse.

- Non piangere, babe!- gli asciugò il pianto col pollice destro.

- Come siamo riusciti a farla così perfetta, amore?

- Chi lo sa, spesso me lo chiedo anch'io...


In tarda serata, prepararono i bagagli per la loro mini-vacanza e uno zainetto per Jules con tutto l'occorrente per trascorrere il weekend dai nonni paterni. Vic lo riempì fino al massimo della capienza e fece quasi fatica a spostarlo dal letto al parquet in camera della figlia.

Damiano rise nell'assistere alla scena.

- Non è un po' troppo pieno? Voglio dire, staremo via solo il weekend, e così anche lei.

- Almeno ha tutto quello che le serve.

- Ah, su quello non c'è alcun dubbio, amo'! La mandiamo via con uno zaino che è il doppio di lei...

- Shh, tu pensa a fare il tuo di bagaglio.

-L'ho fatto.

- Di già?

- Vic, quando ho portato quelle due/tre magliette e un paio di pantaloni di scorta io sono a posto.

-Ah, giusto..anch'io ho fatto come te.

- Mh..posso vedere il tuo bagaglio?

- No no, ormai l'ho messo via. Comunque ho portato solo l'essenziale, lo giuro sul nostro gatto!

- Non a caso abbiamo un cane...- le diede un bacio a stampo e le sorrise.- Ti conosco fin troppo bene e sono abituato a vederti partire per i tour portandoti dietro mezza casa!

- Già, ah ah ah!

Era notte fonda quando Jules cominciò a piangere.

- Vado io...- disse Vic accendendo la luce.

- No..lascia fare a me...- la bloccò lui poggiandole una mano sulla spalla.

- Sicuro?- lui le passò una mano sulla guancia.

- Mai stato più sicuro.

Entrò in camera di Jules, la piccola si dimenava nella cullina gridando a squarciagola.

- Hey..shhh...- la sollevò e cominciò a girare per la stanza con la figlioletta in braccio.- Non piangere, Jules, papà è qui con te...
È proprio questo il problema si immaginò come risposta che la figlia gli avrebbe dato se avesse saputo già parlare.- Su, calmati piccola..Gesù...- continuava a cullarla ma non smetteva, non sapeva come comportarsi, l'unica cosa che riuscì a dire furono alcune parole in inglese, Little baby, don't you cry. Gli venne un lampo di genio. Cominciò a intonare delle note di una vecchia ma famossima canzone di George Gershwin.- Summertime..and the living is e-asy..fish are jumpin'..- si bloccò un attimo per ricordarsi come faceva, Jules lo guardava con degli occhioni che racchiudevano l'infinito.- ..and the cotton is highhh..oh, yo daddy's rich..- in quel momento entrò Vic insonnolita nella stanza.

- Che fate?

- Shhh.- risprese-..and yo mum is good-lookin'- si girò verso la moglie -..so hush, little baby, dooon't you cry...- cullò la neonata qualche istante in più, poi si addormentò e l'adagiò nuovamente nella sua cullina.

- Dam..non so come ringraziarti...

- Non devi. Sono suo padre, dopotutto.

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