Scese di corsa le scale stringendo il cellulare del marito nella mano destra, lo cercò in tutta la casa finché non lo trovò in giardino a fare delle flessioni mentre Jules era distesa a pancia in giù su un telo posto sull'erba e giocava con Chili.
Vide la moglie alla finestra che ribolliva di rabbia, si rimise la maglietta e entrò.
- Sei un pezzo di merda! Sapevo che mi nascondevi qualcosa, io me lo sentivo!
- Vic..perché hai il mio telefono?
- Si è illuminato da quanti messaggi ti manda quella puttanella con cui ti vedi, Damia', leggi!- gli passò il telefono. Al ragazzo gelò il sangue.
- Vic, ti posso spiegare...
- No, qui non c'è proprio niente da spiegare. È evidente che lei ti cerca, ti desidera, non riesce a stare senza di te.
- Forse per lei è così ma per me no, te lo giuro.
- Ah, davvero? Allora perché il suo ultimo messaggio, sotto le foto provocanti e altri inviti palesi ad andare a letto con lei, recita Mi manca sentire il calore della tua pelle sulla mia? Cazzo, Damia', nemmeno io ti ho mai scritto questo in un messaggio!
- Amore, lasciami spiegare...
- Che cosa vuoi spiegare? Che hai un'amante, probabilmente minorenne, alle spalle di tua moglie e di tua figlia appena nata?!
- Non ho un'amante.
- Ah, no? Strano, perché visto il modo sospettoso in cui ti comporti da ieri sera..anzi..da qualche settimana ormai..quel tuo amico con cui hai preso l'aperitivo..aspetta..Nate? Ah ah, come ho fatto a non capirlo? Mi sento un'idiota in questo momento...- cominciò a piangere sconsolata. Lui le si avvicinò per abbracciarla, lei lo spinse via.- Non toccarmi! Non fingere di sapere come mi sento, peggioreresti solo le cose...Solo, non capisco perché. Sono forse stata una cattiva moglie, ti ho forse maltrattato?
- Ma stai scherzando?
- Forse, dopo che mi hai vista partorire non mi trovi più così attraente?
- Sei davvero egoista a pensare questo, ti ho detto più volte che questi discorsi mi uccidono.
- Se volevi evitare la mia furia allora potevi nasconderlo meglio o, magari, non scoparti la tua corista!
- Infatti non mi scopo la mia corista. Lei mi si è buttata addosso.
- E tu non l'hai respinta, immagino.
- Certo che l'ho fatto, cosa credi?
- Non lo so cosa credere, Damia'. Poi, tutti questi segreti, se era una cosa così innocente perché semplicemente non mi hai detto che vi eravate rivisti?
- E tu questo come lo sai?
- Non ha importanza. Rispondimi!- alzò le mani al cielo.
- ...
- Perché? Perché cazzo non me l'hai detto?
- Perché avevo paura della tua reazione, ok? In quel periodo non mi sentivo di aprirmi con te su tutto ciò che mi succedeva senza ricevere attacchi, disappunto o, peggio, indifferenza.
- Indifferenza? Quando mai sono stata indifferente nei tuoi confronti?!
- Da quando siamo tornati dall'ospedale. Io non esisto più in questa famiglia, qualsiasi cosa faccia per Jules non va mai bene e mi detesta, questo è innegabile.
- Che dici...
- Sei sempre tu a occuparti di lei. A volte sembra che tu l'abbia avuta da sola questa bambina, sai?
- Che assurdità...- poggiò le mani sui fianchi.
- Vic, sento di star fallendo sia come padre per Jules che come marito per te. Quest'ultima cosa è quella che mi terrorizza di più.
- E hai pensato bene di andare con un'altra per avere la tua rivalsa? Scusa, io proprio non ti capisco...
- Tu non mi includevi nella tua vita, Nadia, anche se è brutto da dire, sì. Era la prima donna dopo tanto ad ascoltarmi, confortarmi, non mi ero reso conto che nel frattempo mi stesse seducendo...
- E..- le salì un groppo in gola-..ci è riuscita?
- No, Vic. Certo che no.- le prese il volto tra le mani e appoggiò la sua testa contro quella di lei.
- Dam..avevi un profumo da donna ieri quando sei tornato..significa che eravate molto vicini...
Lui abbassò lo sguardo.
- Mi ha baciato.
Vic riprese a piangere più intensamente coprendosi la bocca con la mano.
- Mi dispiace tanto, piccola...- la strinse forte a sé accarezzandole la chioma bionda.- Non è stato un vero bacio, come può esserne uno qualsiasi dei nostri perché con te ho qualcosa che con lei, così come qualsiasi altra donna non avrò mai- la baciò a lungo- la complicità.- la baciò nostalgico mentre sentiva le lacrime di lei bagnargli il viso.
- Dam..dispiace anche a me. Non avrei dovuto escluderti, ero completamente presa da Jules e la volevo tutta per me senza tener conto che è anche tua figlia e hai diritto di occuparti di lei quanto me. È giusto che costruiate il vostro rapporto, avrà anche bisogno del suo papà nella sua vita.- gli cinse i fianchi e appoggiò la testa al suo petto e si mise in ascolto.
- Ti batte forte il cuore, Dam...
Lo so, piccola. Mi succede sempre in tua presenza. Solo tu mi fai quest'effetto.- la strinse a sé con la forza di un uomo perso della donna della sua vita.
Poi, entrambi vennero distratti dalla loro piccola che gattonava verso di loro.
Vic si chinò per prenderla e cullarla un po', poi guardò il marito che aveva lo sguardo fisso sulla bimba.
- Vuoi tenerla?
- Mi piacerebbe ma ho paura che si disperi appena la prenderò in braccio.
- No, Dam..ecco, vai da papà, Jules.
Lui prese sua figlia in collo e portò la mano sulla sua morbida testolina mentre con l'altra le sorreggeva il corpo. Si sedettero sul divano, Vic si sedette in terra con le gambe incrociate ad ammirarli.
- È proprio una piccola te, Vic. È davvero dolcissima...
Jules si adagiò al petto del papà tenendo i pugnetti chiusi e la testa girata di lato. Era, per la prima volta, tranquillissima. Damiano si commosse.
- Non piangere, babe!- gli asciugò il pianto col pollice destro.
- Come siamo riusciti a farla così perfetta, amore?
- Chi lo sa, spesso me lo chiedo anch'io...
In tarda serata, prepararono i bagagli per la loro mini-vacanza e uno zainetto per Jules con tutto l'occorrente per trascorrere il weekend dai nonni paterni. Vic lo riempì fino al massimo della capienza e fece quasi fatica a spostarlo dal letto al parquet in camera della figlia.
Damiano rise nell'assistere alla scena.
- Non è un po' troppo pieno? Voglio dire, staremo via solo il weekend, e così anche lei.
- Almeno ha tutto quello che le serve.
- Ah, su quello non c'è alcun dubbio, amo'! La mandiamo via con uno zaino che è il doppio di lei...
- Shh, tu pensa a fare il tuo di bagaglio.
-L'ho fatto.
- Di già?
- Vic, quando ho portato quelle due/tre magliette e un paio di pantaloni di scorta io sono a posto.
-Ah, giusto..anch'io ho fatto come te.
- Mh..posso vedere il tuo bagaglio?
- No no, ormai l'ho messo via. Comunque ho portato solo l'essenziale, lo giuro sul nostro gatto!
- Non a caso abbiamo un cane...- le diede un bacio a stampo e le sorrise.- Ti conosco fin troppo bene e sono abituato a vederti partire per i tour portandoti dietro mezza casa!
- Già, ah ah ah!
Era notte fonda quando Jules cominciò a piangere.
- Vado io...- disse Vic accendendo la luce.
- No..lascia fare a me...- la bloccò lui poggiandole una mano sulla spalla.
- Sicuro?- lui le passò una mano sulla guancia.
- Mai stato più sicuro.
Entrò in camera di Jules, la piccola si dimenava nella cullina gridando a squarciagola.
- Hey..shhh...- la sollevò e cominciò a girare per la stanza con la figlioletta in braccio.- Non piangere, Jules, papà è qui con te...
È proprio questo il problema si immaginò come risposta che la figlia gli avrebbe dato se avesse saputo già parlare.- Su, calmati piccola..Gesù...- continuava a cullarla ma non smetteva, non sapeva come comportarsi, l'unica cosa che riuscì a dire furono alcune parole in inglese, Little baby, don't you cry. Gli venne un lampo di genio. Cominciò a intonare delle note di una vecchia ma famossima canzone di George Gershwin.- Summertime..and the living is e-asy..fish are jumpin'..- si bloccò un attimo per ricordarsi come faceva, Jules lo guardava con degli occhioni che racchiudevano l'infinito.- ..and the cotton is highhh..oh, yo daddy's rich..- in quel momento entrò Vic insonnolita nella stanza.
- Che fate?
- Shhh.- risprese-..and yo mum is good-lookin'- si girò verso la moglie -..so hush, little baby, dooon't you cry...- cullò la neonata qualche istante in più, poi si addormentò e l'adagiò nuovamente nella sua cullina.
- Dam..non so come ringraziarti...
- Non devi. Sono suo padre, dopotutto.