E lo sarai?
Digitai veloce e poi mi rigirai nel letto aspettando impaziente la sua risposta.
Oh tesoro, la vittima sei tu.
Alzai un sopracciglio, ma anche no pensai. Decisi di cambiare discorso.
Oggi a pranzo non ti ho visto.
Per caso la regina di ghiaccio si sta sciogliendo? Non pensavo di mancarti.
Sbuffai, nei suoi sogni in caso.
Sono una persona amichevole in fondo, ma non farti illusioni.
Siamo amici Silver?
No non sapevo nemmeno chi fosse, in cuor mio sperai che in futuro avrei potuto anche considerarlo tale.
Non sei sulla mia lista nera.
Di sicuro tu non sei nella mia.
Lui che aveva una lista nera? Era sempre attorniato da idioti e oche, non capivo come fosse possibile. Gli feci presente i miei pensieri, dubbiosa.
Se fossi davvero così tanto socievole, credo che molte ragazze ne sarebbero felici.
Coglione pensai. Che bisogno c'era di tirare fuori altre ragazze.
Decisi di andarmene a dormire scocciata, quando ero così tanto sonno iniziavo a dire tutto quello che mi passava per la testa e non era un bene. Per niente.
Ora vado. 'Notte Cam.
'Notte Silver.
La mia intenzione era quella di mettermi in pigiama e sotto le coperte, la stanchezza era più forte di me e ne fui sopraffatta. Le mie palpebre si chiusero e caddi in un sonno profondo. Stranamente senza incubi.
"Silver sono quasi le otto!" la porta venne sbattuta con forza e venni presa così alla sprovvista che caddi per terra. Merda che dolore.
Mi alzai lentamente "Sidney come mai qui?" sbadigliai passandomi una mano tra i capelli sconvolti. Aveva un paio di pinocchietti e una canottiera blu chiara perfettamente intonata ai suoi occhi, era adorabile così di buon'umore mentre mi svegliava. L'avrei uccisa.
Si poggiò le mani sui fianchi " Sono stata venti minuti ad aspettarti fuori alla fine mi sono decisa a entrare" prese uno dei cuscinetti ai piedi del letto e me lo tirò a dosso "ora datti una mossa. Nel frattempo vado a gustarmi la colazione di tua madre" mi fece l'occhiolino e mi lasciò sola.
Sbadigliai una seconda volta, tirai fuori dall'armadio un paio di pinocchietti fino al ginocchio e una camicetta bianca e ampia con le maniche corte. Mi preparai in meno di dieci minuti e mi infilai un paio di stivaletti neri, andai a raggiungere Sidney in cucina.
"Tesoro come hai dormito stanotte?" chiese mia madre. Era già vestita per andare a lavoro e raggiungere mio padre per gestire l'impresa di famiglia.
"Stranamente bene."
La mia amica era seduta davanti al tavolo a gustarsi le frittelle. Le diedi un pizzicotto infastidendola.
"Scroccona andiamo" le dissi.
Mi diede una spinta "Te la dovrei far fare a piedi la mattina."
La guardai "Non lo faresti mai."
Alzò un sopracciglio in segno di sfida "Ah no?"
Mia madre rise e noi ci voltammo verso lei.
"Ragazze sbrigatevi se no arriverete tardi. Sidney spero di vederti a cena a casa nostra una di queste sere."
Lei le rispose con un sorriso a trentadue denti "Con piacere signora Tayler."
Uscimmo di casa salutando mia madre e partimmo verso la scuola. Accendemmo la radio e per tutto il tragitto cantammo, non azzeccando varie note finché non mi venne in mente una cosa.
Spensi la musica mentre lei parcheggiava.
"Ah proposito" mi voltai verso di lei "come fa Simon ad avere il mio numero di telefono?"
Sul suo volto si formò un'espressione colpevole. Tombola, ma d'altronde chi poteva essere.
"Silver scusami ti prego. Pensavo che non ti avrebbe contattata dopo che l'hai rifiutato e dopo quello che è successo ieri" mi appoggiò le mani sulla gambe preoccupata "ti ha detto qualcosa che non va? Perché se è così ti giuro che..."
Scossi la testa "No, non mi ha contattata lui" trattenni un sorriso.
Il suo sguardo divenne confuso "E allora chi scusa?"'
Alzai e abbassai le splalle mordendomi il labbro "Cameron."
Un suo urletto mi uccise i timpani e iniziò a toccarmi dappertutto.
"Che diamine stai facendo?!?" iniziai a ridere.
"Dammi quel telefono o ti sequestro in macchina."
Continuai a ridere tirando fuori il cellulare e passandoglielo. Fissai le sue varie reazioni mentre leggeva.
"Oh mio Dio" mi buttò le braccia al collo "tu non hai proprio senso però, io gli avrei detto prendimi sono tua al suo terzo messaggio."
"Non mi immaginavo nulla di diverso da te biondina."
"E con questo cosa vorresti insinuare?" sbuffò e sorrise "Non stareste per nulla male insieme, anzi se tu sei la regina lui è proprio il re del ghiaccio."
La scostai per poterla guardare meglio "In che senso?"
Alzò gli occhi al cielo e si ritirò sul suo sedile "Stai proprio in un altro mondo. Se tu ne rifiuti quattro al mese, lui ne rifiuta anche sei; per non parlare di San Valentino dell'anno scorso non sono riuscita nemmeno ad entrare in bagno dei lamenti lugubri provenivano da là dentro."
Riflettei "È comunque sempre circondato."
Presi le chiavi e le ripose nella borsa e aprì lo sportello "Questo perché le ragazze sono stupide a masochiste, ormai riuscire a conquistarlo è l'obbiettivo principale di tutte le reginette della scuola, come un trofeo hai presente?"
Feci una smorfia "Sfortunatamente si."
"Forse è giusto così vi siete ritrovati" scese dalla macchina e io la seguii.
"Certo come no."
Entrammo e andammo verso i nostri armadietti, non troppo lontani.Li aprimmo per prendere i quaderni per il corso di scrittura creativa e li infilammo nella borsa insieme al libro per la lezione di letteratura inglese.
"Cosa ti posso dire Silver, credo che succederà qualcosa tra voi anzi ne sono più che sicura."
Non le risposi e aspettammo il suono della campanella per andare in classe e il gruppo di Simon svoltò l'angolo. Tra loro c'era anche Cameron impiegato in una conversazione con Ian i suoi occhi, puntai il mio sguardo su di lui e appena mi vede fece lo stesso lui.
"Silver"
Scostai il mio sguardo su di lui solo per rivolgerlo non senza dispiacere a Simon.
"Si?" la mia voce divenne tagliente e mi fermai a quelche metro da lui.
Sembrava imbarazzato e si passava le mani nervose tra i capelli "Volevo solo scusarmi, non credevo te la prendessi in questo modo."
Non me lo aspettavo, scossi la testa e gli sorrisi non più arrabbiata nei suoi confronti "Scuse accettate."
"Ehm..bene...ci vediamo allora" si allontanò con i suoi amici e io con la mia verso la nostra aula.
Venni fermata da una presa forte e calda sulla spalla che mi costrinse a girarmi.
Cameron mi guardava con i suoi occhi gelidi, un ciuffo gli cadeva davanti a questi.
Mi umettai le labbra stranamente nervosa "Sidney tu vai in classe tienimi il posto."
La sentii andare via e Cam mi lasciò andare rimanendo di fronte a me.
"Cosa è successo ieri?"
Era strano, sembrava particolarmente nervoso.
"Niente di che una cavolata" scrollai le spalle stringendo con una mano la borsa.
Il suo sguardo se possibile diventò più duro e i suoi occhi parvero inscurirsi.
"Silver ti ho chiesto cosa è successo ieri" il suo tono era intransigente e avanzò di un passo verso di me, io indietreggiai di conseguenza.
"Ha solo appoggiato una mano sulla mia gamba per lasciarla risalire sulla mia coscia con intenzioni tutt'altro che buone" mi sentivo quasi obbligata a rispondergli, mi chiedevo se questo suo comportamento facesse lo stesso effetto su tutti; mi faceva sentiva disarmata quasi debole. E io odiavo essere debole.
Lui avanzò verso di me e io continuai a indietreggiare finché non mi trovai con la schiena contro gli armadietti, mise le mani ai lati del mio collo.
Il suo respiro caldo sul mio orecchio mandava scariche elettriche in tutto il mio corpo e i miei occhi si spalancarono leggermente.
"Nessuno oltre me può toccarti piccola Silver" la sua mano si poggiò sulla mia gamba e iniziò a risalire finché non arrivò al mio sedere e lo strinse spingendomi contro il suo fisico forte e scolpito, un ansito sorpreso mi uscì dalle labbra e arrossii violentemente.
Mille emozioni mi attraversarono non ero in grado di contenerle tutte, gli appoggiai le mani sul petto e lo spinsi via. Non fece resistenza e so sposto da me, all'assenza del suo corpo caldo contro il mio provai una forte delusione. Che mi stava succedendo?
"Nessuno può toccarmi così nemmeno tu!" sibilai. Invece si avrei voluto che non smettesse mai.
Lo stronzo sorrise compiaciuto di avermi fatta confondere, la mia espressione gli diceva tutto "Ci vediamo a pranzo Silver."
Me ne andai via quasi correndo appena mi ritrovai davanti la porta della mia classe, mi appoggiai le mani sulle guancie. Stavo scottando.
Odiavo chiunque mi toccasse, con lui no volevo che la sua mano avesse continuato a toccarmi ancora. Scacciava quella paura che covavo sempre niente, la sua presenza allontanava qualsiasi pensiero non fosse il suo.
Presi un respiro profondo e entrai in classe, mi scusai per il ritardo e preso posto accanto a Sidney.
Aveva la penna poggiata sulle labbra, poi scrisse qualcosa su un foglietto e me lo passò.
Niente mimai con le labbra, lei sembrò credermi o forse evitò di insistere per non farmi pressione.
Mi appoggiai la mano sulla fronte.
Niente o forse tutto pensai.