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Non vorrei annoiarvi con i miei discorsi da saccente e sfrontata cazzona, che pensa di sapere tutto della vita. Forse vi sembrerò un po' aspra, seccata. Ma prima di tutto voglio chiarire una cosa;

se siete qui, e state leggendo le mie parole, senza capirle, per favore non continuate la lettura:
Quello che scrivo è il frutto dei miei più remoti e inesprimibili pensieri e sentimenti
Quello che sto scrivendo è ciò che più di nascosto e profondo c'è in me.
Quello che scriverò , invece, saranno le mie confessioni, le mie debolezze e sofferenze.
E non sarà di sicuro il primo pezzente che passerà per la strada, a potermi giudicare oppure rinfacciare che ciò che sto scrivendo è una grande stronzata.
Solo perché sei arrabbiato con te stesso, non sei giustificato a venire a rifartela con me, lanciandomi commenti sprezzanti e di cattivo gusto.
Quindi stai zitto e ascolta:

Lo so che anche tu hai sofferto.
Non mentirmi.
Tutti soffriamo.
Anche il ragazzo più insensibile, anche il bulletto, o quello più figo, soffre.

Tutti abbiamo i nostri mostri sotto al letto.

Tutti voi avete pianto almeno una volta.

Avete pianto perché eravate insicuri, deboli, spaventati e confusi. Avete versato le lacrime più amare, magari soffocando i lamenti nel cuscino nel vostro letto. Cercando di nascondervi dai vostri genitori, o i vostri parenti, nonni, fratelli e sorelle, che avete subito pensato non vi avrebbero capito.

Non mentite, lo so.

È l'unica cosa che posso affermare con estrema certezza: tutti soffrono nello stesso modo.

Il dolore è la cosa che più ci accomuna e ci avvicina in questo schifo di mondo. Anche se non possiamo condividerlo, io vi dico che c'è.

É proprio così signori; tristezza infinita, delusioni, tradimenti, stanchezza, depressione, autolesionismo. Ovunque vi giriate, questi sentimenti vi circondano, sempre.

E quindi pensateci.

Alla ragazza che sorride sempre.

Pensateci.

Al ragazzo che è sempre in disparte.

Riflettete. Guardatevi intorno.Non concentratevi sempre e solo sul vostro ego. Per l'amor di Dio!

A volte ripenso, a qualche anno fa, quando anche io mi rinchiudevo in me stessa. Quando mi barricavo in una fortezza che erano i miei pensieri.
Quando le borse sotto agli occhi, non erano dovute alla stanchezza, ma alle troppe lacrime versate durante la notte precendente.

Mi ricordo le persone che mi chiedevano se stessi bene. E, la cosa divertente, è che bastava un "sisi, tranquilla" o "tutto bene grazie, sono solo stanca", per mandare via quella gente, soddisfatta di aver aiutato qualcuno, avendo fatto una buona azione.

Mi ricordo tutto.

Ricordo quella ragazza, che nei bagni di scuola aveva urlato che mi tagliavo, sfottendomi, dicendo che ero ridicola, che lo facevo semplicemente per avere più attenzioni.
Anche lei stava soffrendo.
Il giorno dopo avevo tre tagli in più sul braccio sinistro. Facevano male, ma mai quanto quelle sue parole rivolte a me. Erano dolorose, ma mai quanto le lacrime che avevo versato sotto la doccia, il giorno dopo, spogliata di ogni armatura, di ogni velo, di ogni protezione...

Inerme.

Ricordo quella bambina, che mi aveva deriso davanti agli altri ragazzotti della mia scuola, senza preoccuparsi del fatto che fossi davanti a lei. Ignara del fatto che quelle sue parole mi avrebbero rincorsa, perseguitata, per tutta la vita, come un chiodo fisso nella mia mente.

"Ma guardala, poveretta!" "ma come si è vestita!?" "ridicola."

Ricordo quegli insegnanti, che hanno fatto di tutto, tranne che aiutarmi; che giustificavano i loro brutti voti, dicendo che "servivano per spronarmi". Ed erano gli stessi che intantomi parlavano dietro, insultandomi, facendomi sentire stupida, idiota, incapace.

"Terribile" "uno schifo" hanno detto.

Ricordo quei ragazzi, che alle elementari e alle superiori, mi hanno fatto del male, tirandomi qualche pugno nello stomaco, e anche qualche calcio, con disprezzo, guardandomi dall'alto al basso. Mi hanno dato della troia, mi hanno offeso, ridicolizzandomi, dicendo che ero brutta, sfigata. Pestando il mio orgoglio, così violentemente, da poterlo paragonare ad un insetto, che viene pestato per terra, schiacciato, suscitando solamente disgusto e ribrezzo.
Mi hanno fatta sentire una merda, uno schifo; spazzatura da buttare.

Ricordo le persone, che non mi hanno mai capita, ma che hanno pensato di averlo fatto.

E fa male.
Fa veramente troppo male.

Sono straziata, distrutta, abbattuta, annientata, demoralizzata. Mi hanno polverizzata, bruciata, e alla fine non è rimasto altro che la cenere.

Da allora ricordo ancora quella parola, stampata nella mia testa, che mi rincorreva giorno e notte, spacciandosi per la soluzione migliore, che trovava modo di infilarsi in ogni mio pensiero, diventando sempre più grande, più insistente, più reale:
Muori

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⏰ Terakhir diperbarui: Apr 08, 2021 ⏰

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semplicemente meCerita yang bikin terobses. Temukan sekarang