Intro

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- Continua la serie di misteriose morti tra gli ex dipendenti della Kiruna Agency. La polizia non ha ancora alcun indizio su chi possa essere l'assassino che, nel frattempo, sta allungando la sua scia di sangue. L'ultima vittima, secondo le più recenti notizie, è Jonathan Dawson barbaramente ucciso nel suo appartamento la notte scorsa. A quanto sembra moglie e figli sarebbero in buone condizioni, anche se dovranno passare un periodo di terapia per superare lo shock. Sfortunatamente, a causa della maschera e del buio, non sono riusciti a fornire una descrizione dell'aggressore. Ciò che sconcerta ancora di più è che gli indirizzi delle abitazioni dei dipendenti, per ragioni di privacy e sicurezza, erano tenuti sotto stretta sorveglianza in un archivio. Ciò farebbe supporre che il colpevole non sia da solo –

- Edizione mattutina del telegiornale nazionale -

Il profumo del caffè versato nella tazza di vetro, il cucchiaio che gira sul bordo sottile per rimestare il fondo, e il piacere di una chiacchierata con un'amica. Un lusso che ormai non avrebbe più potuto permettersi. Ormai la sua vita aveva preso una svolta da cui non sarebbe potuta tornare indietro, e lei non aveva avuto alcuna voce in capitolo. Tradita dall'uomo con cui aveva passato l'infanzia, e che era rientrato nella sua vita dopo averla abbandonata già una volta. Gli aveva portato via tutto, e ora quella che vedeva in ogni riflesso non era più lei, ma la figlia della follia di quell'uomo. Un mostro, il cui unico scopo sembrava essere la vendetta.

Avrebbe potuto sistemare tutto il giorno della sua rinascita, ma i suoi ex compagni d'avventura l'avevano fermata. Da allora, l'omicidio e la vendetta erano il suo unico passatempo.

Quasi immediatamente dopo la notte d'inferno, era riuscita ad intrufolarsi nel sistema aziendale, e aveva stampato una lista con nomi e indirizzi di tutte le persone direttamente responsabili della sua attuale sfortuna. Quei fogli erano diventati la sua sola e unica linea guida.

Uno ad uno, come tessere di un domino, erano caduti sotto i suoi artigli. Li aveva presi tutti al calar delle tenebre, e lasciava i cadaveri straziati appositamente in bella vista: voleva che gli altri tremassero, in attesa del suo arrivo. L'unico atto di bontà, era lasciar indenni mogli (o mariti) e figli se ne avevano. D'altronde, loro non avevano niente di cui dover pagare.

La lista andava accorciandosi velocemente, e ora restava solo lui. L'unico di cui non era riuscita a trovare l'indirizzo.

"Non ti sei rimbambito del tutto, Joseph" aveva pensato la prima volta che aveva posato l'occhio su quel pezzo di carta che, ogni volta che lo rigirava tra le dita, sembrava sempre più piccolo e irritante. Poteva quasi sentirne la piccola vocina che la prendeva in giro perché ancora non era riuscita a risolvere il suo enigma.

Non aveva una casa fissa, sfruttava le fabbriche abbandonate e gli appartamenti in disuso degli edifici diroccati che trovava nei suoi spostamenti. Di quelli, per fortuna, non c'era mai mancanza e se sceglieva bene poteva persino trovare gas e acqua ancora allacciati. Procacciarsi il cibo non era un problema: carne e pesce, li rubava dal retro dei negozi quando non trovava selvaggina fresca; l'acqua dai fiumi, dalle fontane pubbliche, o dai pallet scaricati dai camion. Nulla di così particolare, per una predatrice. L'unica accortezza, soprattutto per gli spostamenti diurni, era l'obbligo di indossare abiti che le ricoprissero braccia e gambe. Nessuno doveva vedere le squame e le protuberanze ossee, nemmeno lei.

Dal momento che l'ultimo omicidio l'aveva lasciata particolarmente soddisfatta, decise di premiarsi con una visita turistica nel piccolo paesino italiano in cui si era ritrovata. Il cartello stradale diceva Sirmione, un bel nome, ed era una cittadina del tutto diversa da quelle a cui era abituata. Un borgo antico, costeggiato da un grande lago che dava l'impressione di essere un piccolo mare, affollato principalmente da turisti a giudicare dalla quantità di persone e linguaggi che udivano le sue orecchie. L'attrazione principale era ciò che rimaneva del castello Scaligero che troneggiava all'entrata del paese, costituita da un tunnel ad arco che dava l'impressione di essere il portale per un'altra dimensione. Poi la spiaggia rocciosa, piena di turisti intenti a fotografare cigni e anatre; il parco sopra la collina, pieno di verde e di aria fresca; le viuzze colme di persone intente ad acquistare souvenir o gelati. E ancora le terme, il trenino per il giro panoramico, e il molo dove prendere il battello per raggiungere gli altri paesi. Quasi stentava a credere che, in una realtà così piccola, potesse esserci tutta questa vita.

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