Benvenuta

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Il sole splende nel cielo, un vento leggero accarezza gli alberi fuori dalla finestra.

La sveglia suona, irritante come sempre, la spengo. Dopo tre mesi di vacanza si riparte con la solita vita. I dieci minuti post-risveglio sono i dieci minuti più difficili di tutta la giornata, ma devo prepararmi per il mio primo giorno al college, mi alzo barcollante dal letto e mi dirigo verso il bagno per una bella doccia calda.

L'acqua scorre bollente sulla pelle, e una volta uscita mi sento rinata. Mi avvolgo nel lungo accappatoio azzurro di spugna per asciugarmi e mi preparo. Decido di indossare un paio di jeans classici, una camicia bianca molto morbida ed un paio di All Star bianche.

Vado in cucina e mi siedo a bere un caffè. Guardandomi intorno mi rendo conto che l'appartamento che ho deciso di affittare vicino al college non è poi tanto male, è un appartamento piccolo ma accogliente. Sono le 7.45 ed è ora di avviarsi a scuola, giusto dieci minuti di strada con le cuffiette nelle orecchie ed eccomi arrivata.

Mi ritrovo in un mondo nuovo, visi ed aule mai visti. La scuola non è per niente male, molto moderna, grandi vetrate sostituiscono i muri ed una luce naturale invade tutta la scuola che ora è sommersa da studenti che vanno avanti e in dietro alla ricerca della propria aula. Tiro fuori il foglietto delle mie lezioni dalla mia borsa e facendo un bel respiro mi dirigo velocemente verso la prima aula dove si terrà la lezione di matematica, ho sempre odiato matematica. Prendo posto vicino ad una ragazza asiatica a dir poco bellissima, capelli scuri raccolti in una coda lunga ed un fisico snello. Alzo lo sguardo e vedo il professore di matematica, un uomo non molto giovane, capelli bianchi straordinariamente immobili e due occhi penetranti. Prendo il mio blocchetto e appoggiandolo sul banco decido di prendere appunti relativi al materiale necessario per le lezioni, programma scolastico e cose del genere.

Così anche per le altre materie della giornata finché entro nell'aula di arte. Vetrate che circondano tutta l'aula ed una luce che illumina i banchi messi in cerchio, all'interno di questo cerchio una donna molto giovane: la mia professoressa di arte suppongo.

<<Buongiorno ragazzi, accomodatevi pure>> prendo posto  <<Benvenuti nell'aula di arte, io sono la professoressa Shelly e vi insegnerò storia dell'arte e molto altro.>> sorride, <<in tutti i college la prima cosa che viene fatta fare è una specie di orientamento. Sia per farvi conoscere tra di voi, tra compagni, sia perché io stessa possa conoscervi. Come orientamento io non ho intenzione di farvi ripetere il vostro nome oppure chiedervi perché avete scelto questa scuola, io voglio farvi dipingere, perché voi siete qui per fare questo>> I miei occhi si illuminano <<allora, il vostro primo compito sarà quello di guardarvi intorno e dipingere un vostro compagno a scelta. Ed alla fine del lavoro dovrete descrivere il vostro dipinto. Ultima cosa ma non meno importante: i tre lavori più belli saranno esposti in una piccola galleria d'arte della scuola.>> Il silenzio nella classe fa' quasi male. <<prego ragazzi, alla vostra destra c'è tutto quello che potrebbe servirvi per il vostro lavoro, dai!>>

Improvvisamente nella stanza il silenzio viene interrotto dagli studenti che si alzano dalla propria postazione  per prendere il materiale da lavoro, decido di prendere una tela, delle tempere ad olio e qualche pennello. Torno al mio posto, indecisa su chi dipingere, mi guardo intorno in cerca di un compagno o compagna che abbia dei bei lineamenti.

Le mie idee non sono per niente chiare, fino a quando, i miei occhi non si posano su un ragazzo a dir poco spettacolare.

Come un dipintoWhere stories live. Discover now