fine: catarsi

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Per me è finito un amore. Non ricambiato ma pur sempre amore. La fine lascia un vuoto per sempre aperto, e divora tutto il resto, come un buco nero. Chissà se la galassia e il nostro cuore respirano in sincronia...
Superando la noia e il nulla qui dentro, sono costretta a tirar fuori tutta la rabbia e la disperazione che ho, senza riuscire a controllarlo. Mi abbandonano con lacrime salate e tremiti d'ansia. Si riversano su tutto ciò che vivo. Vado via da questa casa per l'ultima volta quest'anno, ed è anche questa una fine. Mi mancheranno i pini silenziosi della mia infanzia, il violetto del cielo sui tetti bianchi, i ricordi che resteranno tali, chiusi in un armadio di legno scuro. E il pulviscolo che fluttua. Non mi piacciono le fini, che siano liete o tragiche. Il cuore mi si apre in due, melograno di ottobre. Autunno della mia gioventù. Crescere mi terrorizza. Forse troverò il mio posto in una nostalgia eterna, o tra le braccia di un nuovo volto, nel dolore di chi è andato via, nelle strade e nella musica. Non sono pronta per il vento di maestrale, per il gelo siberiano, per tetti sfondati e petti squarciati in due, costole rotte, occhi ciechi e labbra consumate. Non riesco neanche a tenere stretto lo scirocco e il tiepido del sole pomeridiano sulla pelle.
Dai una risposta a questo mio terribile errare al buio. Per favore, amami.
E almeno vago sotto miliardi di stelle.

13 ago 2020

riflessioniWhere stories live. Discover now