Quella mattina, sulla thousand sunny, tutto sembrava andare come di consuetudine: Zoro dormiva sul posto di vedetta, Robin era già fuori a leggere un libro nonostante fosse ancora l’alba, Sanji già cucinava prelibatezze per la colazione, Chopper e Usopp dormivano nella cabina maschile, mentre Franky aggiustava quelle parti della nave andate distrutte dopo la battaglia sull’ultima isola. Brook intonava con il violino delle note classiche e rilassanti sotto richiesta di Robin, mentre Rufy sonnecchiava tranquillo sulla testa del leone gigante. Anche Nami stava ancora dormendo in cabina, dopo aver passato gran parte della notte a disegnare le ultime cartine.
Il gabbiano incaricato di portare il giornale aveva lasciato cadere la posta davanti alla cabina delle ragazze e volò via prima di essere catturato da Rufy o Sanji per farlo diventare il prossimo pasto. E sì, la scena era già accaduta.
Ma la pace creatasi venne interrotta da Brook che smise di suonare, osservando l’orizzonte. L’improvviso silenzio fece alzare gli occhi a Robin e Franky, che rimasero sorpresi per la scena che si trovarono davanti.
<<Hey capitano!>> urlò Robin per svegliare l’interpellato, mentre tutti i membri della ciurma –compresi Usopp e Chopper, che si erano svegliati in quel momento- si affacciavano spinti dalla curiosità. Il moro alzò lo sguardo verso Robin ancora mezzo addormentato e la guardò interrogativo. L’archeologa gli fece cenno verso il mare e quando il ragazzo si trovò davanti una grande nave con un simbolo familiare, scattò in piedi, reggendosi il cappello con una mano e entusiasta chiamò a gran voce il nome del capitano dell’imbarcazione.
<<Hancock!>> urlava, felice di rivedere un’amica, mentre dalla nave in questione una bellissima donna, dai lunghi capelli neri e con il viso tra le mani con aria sognate, sorrideva al capitano della ciurma di cappello di paglia, fantasticando già sul grande abbraccio e magari sul bacio che avrebbe ricevuto una volta arrivata sulla nave.
La scena non fu troppo diversa da come l’imperatrice l’aveva immaginata: Sanji, da buon cavaliere, cercò di dare una mano a tutte le fanciulle per passare da un’imbarcazione all’altra, ma le ragazze, non fidandosi degli uomini, non lo degnarono di uno sguardo, lasciando il povero ragazzo in un angolo, a farfugliare qualcosa mentre disegnava dei cerchietti a terra.
Quando Hancock scese sulla thousand sunny si buttò tra le braccia di Rufy, che ricambiò ingenuamente l’abbraccio. Ma proprio mentre la donna increspava le labbra, pronta a ricevere un bacio, Rufy si allontanò da lei, radunando tutta la sua ciurma attorno a loro.
I mugiwara si avvicinarono tranquilli, pronti a dare il benvenuto alla donna della quale Rufy aveva tanto parlato. Eppure il capitano si bloccò quando vide che mancava ancora qualcuno all’appello.
Hancock, dal canto suo, osservava Robin, valutandone bellezza e pericolosità come rivale, ma notando gli sguardi che la donna si scambiava con un altro membro della ciurma si rilassò, sentiva che lei non era un pericolo, e non vedeva nessun’altra ragazza a bordo, quindi quasi tirò un sospiro di sollievo.
<<Hey, un momento. Manca ancora Nami! Non si è ancora svegliata>> notò il capitano. Hancock s’irrigidì a quel nome e questo comportamento fu ben notato da Robin e Zoro, che decisero di stare all’erta, pronti a difendere la navigatrice nel caso quella donna così affascinante si fosse rivelata qualcun altro.
<<NAMIII!>> urlò a gran voce il capitano per richiamare la sua navigatrice. Per un momento Robin temette per la salute del ragazzo. Sapeva che Nami era andata a riposare veramente tardi e che avrebbe preferito dormire almeno fin quando il Sole non fosse sorto del tutto. Eppure quando la ragazza uscì dalla cabina non sembrava arrabbiata, solo tremendamente stanca. Non aveva avuto il tempo di vestirsi, quindi si trovò a uscire con la biancheria e una felpa più o meno lunga, strofinandosi gli occhi. Per poco non inciampò nella posta, lasciata poco prima, bisbigliando qualcosa come “maledetto uccellaccio”, per poi notare che oltre al giornale c’era anche una lettera, che decise di leggere dopo.
<<Rufy, che succede?>> chiese, seguendo poi con uno sbadiglio
<<Abbiamo ospiti, vieni anche tu!>> le urlò felice il suo capitano
<<Cosa…? In che senso abbiamo os…>> la sua voce andò pian piano affievolendosi, senza nemmeno completare l’ultima parola. Si fermò sullo stendardo posto sulla bandiera della nave vicina e poco dopo spostò lo sguardo sulle ragazze che si trovavano sul ponte e su una in particolare: la donna più bella che avesse mai visto, che la guardava torva, come se aspettasse solo di pietrificarla. Un brivido freddo le percorse la schiena.
Nonostante tutto la ragazza di avvicinò alla sua ciurma, non curante delle gambe particolarmente in vista.
Il capitano sorrise quando la vide arrivare e cominciò subito a presentare ogni suo Nakama uno per uno alla principessa dei serpenti. Quando arrivò alla rossa lei sorrise e fece un leggero cenno con la mano. I suoi occhi erano evidentemente stanchi, ma cercò ugualmente di apparire quanto più sveglia e sicura possibile. Per qualche ragione quell’imperatrice pirata le dava un certo senso di inquietudine. Come se sentisse di dover dimostrare di essere perfetta.
Finite le presentazioni Hancock quasi non aveva staccato gli occhi da Nami, cosa che infastidì non poco gli altri membri della ciurma. Poi la donna sembrò riscuotersi e si girò verso il capitano
<<Oh Rufy, stavo per dimenticarmene>> disse con fare civettuolo <<Non sono qui per una visita di piacere… porto pessime notizie>> disse amareggiata, il capitano tornò serio e la guardò negli occhi, facendola rabbrividire
<<Cosa succede?>> la donna dovette fare ricorso a tutta la sua buona volontà per resistere a quello sguardo
<<State andando verso un pericolo più grande di voi. La prossima isola è troppo pericolosa>> disse ancora, tirandola per le lunghe. Nami ascoltò con più interesse, gli abitanti dell’isola appena passata avevano detto che stavano andando incontro ad un’isola pacifica e poco conosciuta. La ragazza guardò il log pose sul suo polso e poi l’orizzonte. Quando vide una leggera striscia di terra e sussultò
<<Che succede Nami?>> chiese serio il ragazzo, lei scosse la testa e cercò lo sguardo di Robin
<<Nami…?>> continuò il capitano, ignorando totalmente Hancock, il cui viso arrossì leggermente di rabbia. La rossa indicò l’orizzonte
<<La prossima isola è vicina, ma non mi sembra quella a cui puntavamo. Il Log pose ha cambiato direzione.>> disse seria, ma prima che il capitano potesse intervenire un’altra voce si frappose tra i due
<<Dovrebbe essere il tuo compito evitare che questo avvenga>> disse dura la donna. Nami si girò verso di lei
<<Come scusa?>> chiese indispettita
<<Sei tu la navigatrice, o sbaglio? Dovresti seguire la rotta giorno e notte.>> continuò Hancock
<<Be’, mi dispiace dirtelo, ma anche i navigatori ogni tanto dormono. Inoltre il log pose non si può controllare e se dice di andare verso quell’isola io non posso ordinargli di cambiare rotta>> disse arrabbiata. Per un secondo Hancock sembrò senza parole, poi decise di passare al piano B
<<Lasci che una tua sottoposta parli così ad uno dei sette imperatori?>> chiese a Rufy, il ragazzo la guardò tranquillo
<<Nami non è una mia sottoposta, è una mia Nakama, è la mia navigatrice.>> sorrise. A sentire tutti quegli aggettivi possessivi la donna si arrabbiò ancora di più, mentre la rossa arrossì leggermente.
<<Sbaglio o mi stavi dicendo qualcosa a proposito di quell’isola?>> continuò il ragazzo. L’imperatrice annuì
<<È una trappola. I marine hanno scoperto la tua parentela con Sabo e l’hanno catturato. Lo tengono da qualche parte in quell’isola.>> disse tutto d’un fiato. Cappello di paglia sbiancò, guardandola quasi furente
<<E me lo dici solo ora? Dobbiamo sbarcare immediatamente.>> disse cominciando ad allontanarsi, ignorando Hancock che piagnucolava sul fatto che lei ci aveva provato a dirglielo prima e che era troppo pericoloso per lui, poi accadde l’inaspettato: Nami si avvicinò al capitano e gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Nessuno riuscì a sentire le parole esatte, ma il capitano sembrò quasi tranquillizzarsi e chiamò tutti nella cucina.
Entrambe le ciurme si recarono nel luogo prestabilito, tranne Nami, che volle prima passare a prendere un libro dalla sua stanza, ed Hancock che la seguì piano. Quando le due si trovarono sole nella stanza, la donna chiuse la porta, ma la ragazza non sembrò minimamente sorpresa
<<Sai, dovresti migliorare l’entrata di soppiatto>> disse noncurante, cercando il libro
<<Ho sentito molto parlare di te, gatta ladra, eppure la tua fama non è buona. Prima eri un’abile ladra del mare orientale, ora sei solo un intralcio per questa ciurma. Non c’è da stupirsi se hai una taglia così bassa>> ghignò lei. Se le sue parole avevano in qualche modo colpito la ragazza, questa non lo diede minimamente a vedere, rimanendo calma e fredda.
<<Credo tu non sappia molto di noi>> disse, ma la donna la zittì
<<Rufy mi ha raccontato spesso delle vostre avventure, eppure non mi risulta nemmeno una volta in cui tu hai salvato la situazione. Il massimo che hai sempre fatto è stato farti rapire da qualcuno. Converrai che non sei molto utile>>
<<Se tutti cercano di rapirmi ci sarà un motivo, no?>> rispose pronta la ragazza. Hancock sembrò vacillare, ma durò poco
<<Ce ne possono essere più di uno, di motivi. Devo ammettere che sei carina, e nel mare ci sono così tanti pirati pronti ad uccidere per una notte con una donna. Molti non guardano nemmeno la bellezza, in realtà. Oppure volevano solo fare un favore a Rufy e liberarlo da te. Non tutti i pirati sono cattivi>> provocò. Ogni parola creava un’incertezza nel cuore di Nami, che però continuò a portare avanti quella recita, fingendo di essere ben sicura di sé.
<<Dove vorresti arrivare?>>
<<Non credi che Rufy dovrebbe avere al suo fianco una vera donna? Una forte e che possa dargli orgoglio. Immagina quanta fama avremmo noi: il re dei pirati e la donna più bella al mondo. Rufy e Hancock. Suona bene no?>> sognò la corvina, Nami si costrinse a fare un verso di scherno
<<Tutto questo solo per Rufy? Puoi prendertelo se vuoi. Non mi interessa>> disse, spiazzando l’imperatrice
<<Cosa…? Sul serio?>> continuò confusa, Nami annuì e la superò, stringendo il libro al petto e andando verso la cucina. In fondo era vero. Hancock era un’imperatrice, la donna più bella e desiderata del mondo, mentre lei era solo una giovane navigatrice con la capacità di mettersi nei guai.
La giovane entrò in cucina, dove tutti gli altri pirati stavano discutendo di strategia.
<<Quest’isola non dovrebbe esistere… è affondata anni e anni fa… è scritto sul libro…>> disse la navigatrice entrando, Robin la guardò quasi confusa finchè noto il libro che l’amica aveva tra le braccia. I mugiwara si riunirono attorno a Nami, mentre lei sfogliava il tomo fino ad arrivare alla pagina richiesta.
<<”L’isola Trouble, grande mistero dell’oceano. L’isola è esistita per oltre un millennio. Le leggende narrano ospitasse la popolazione più forte mai esistita. Così forte che gli dei la temevano. Per tale ragione, due secoli orsono, la fecero affondare e di lei non rimane più alcuna traccia.”>> finì di leggere la ragazza
<<Magari non si riferisce a quest’isola?>> provò Usopp, mentre il piccolo Chopper annuiva vicino alle sue gambe, ma Nami scosse la testa e guardò verso l’isola
<<Ho studiato le coordinate. L’isola è esattamente quella.>>
<<Suppongo che la marina l’abbia trovata e se ne sia appropriata. Quale posto potrebbe essere più sicuro di un’isola che tutti credono scomparsa?>> intervenne Robin
<<Quindi che si fa? È pericolosa?>> intervenne Sanji, accendendosi una sigaretta. La Gatta Ladra si girò verso il suo capitano, incontrando i suoi occhi, stranamente seri.
<<Dobbiamo approdare. Devo salvare Sabo.>> disse
<<No. È troppo pericoloso, capisci?>> intervenne Hancock. Tutti si chiesero quando fosse arrivata
<<Ha ragione>> convenne Nami. <<È una trappola per Rufy. Questo significa che lui è l’unico che non scenderà.>> disse risolutiva
<<COSA?! NO. Nami, non puoi dire sul serio>> si arrabbiò il ragazzo
<<Preferisci morire anche tu, baka?>> gli urlò contro la gatta ladra. <<Salveremo noi Sabo. Te lo riporteremo sano e salvo. Ma se tu scendi su quell’isola di sicuro ti scopriranno. Finirete male sia tu che lui. È questo che vuoi?!>> finì alzando la voce. Rufy rimase allibito e con sorpresa di tutti i presenti si zittì.
<<Quindi chi andrà a salvare Sabo?>> intervenne Sanji
<<Io.>> aggiunse Nami. Tutti la guardarono come se avesse appena fatto una grande rivelazione.
<<Assolutamente no.>> intervenne di nuovo Rufy <<Non rischierai la vita per mio fratello. Devo andare io.>>
<<Rufy, la tua taglia, così come quella di chiunque altro qua dentro, è troppo alta. Gli unici che potremmo andare siamo io, Usopp e Chopper. Tuttavia se scendessimo tutti e tre sarebbe troppo facile riconoscerci>> spiegò la ragazza
<<E perché tra i tre dovresti andare tu?>> chiese Usopp. Nami lo guardò sicura
<<Sono una ex ladra. Ciò significa che sono più silenziosa di voi, più brava con le serrature e molto più portata per questo lavoro.>> concluse, nessuno ebbe da ribattere. Il ragionamento della ragazza era corretto. L’unico che stava per dire qualcosa fu Rufy, che però non riuscì nemmeno a cominciare la frase, perché Nami sembrò saltare sull’attenti, poi scappò fuori.
<<Ammainate le vele!>> urlò, mentre i suoi nakama e la ciurma di Hancock uscivano veloci. Il cielo era azzurro, ma una leggera brezza sembrava starsi alzando piano. La ciurma dell’imperatrice saltò immediatamente nella propria nave, eccetto Hancock, perché prima che quest’ultima potesse salire la nave fu bruscamente allontanata. Le vele della thousand sunny però sembravano non volersi ammainare. La nave veniva sballottolata da un lato all’altro.
Nami cercava in tutti i modi di trovare una soluzione, facendo avanti e indietro sulla nave. Gli altri la guardavano preoccupati, sentendosi impotenti. La situazione degenerò quando, nel bel mezzo di uno sclero della ragazza, un lieve colpo di vento mosse i suoi lunghi capelli, facendola fermare. Alla navigatrice sembrò di sentire un profumo familiare e dolce, un profumo che non sentiva da anni. Pochi secondi dopo la ragazza cadde a terra priva di sensi.
Il capitano sbiancò a vederla cadere e si precipitò al suo fianco, scuotendola leggermente dal fianco e dalla spalla, chiamandola preoccupato. La seconda a svenire fu Robin, che venne presa al volo da Zoro. I ragazzi si guardarono tra loro, ma prima che potessero supporre qualcosa svennero anche loro ad uno ad uno.
Passarono le ore, mentre sulla nave nessuno muoveva un solo dito. Solo quando delle gocce iniziarono a bagnar il volto dei ragazzi qualcuno di loro cominciò a riprendere i sensi. A partire da Franky, Sanji (che rischiò di svenire di nuovo a vedere le sue dee tra braccia altri), Zoro e Robin, che quasi non si guardarono nemmeno, troppo imbarazzati, Chopper e Usopp che si strinsero felici di essere vivi, Hancock che sembrava inorridita a vedere il suo uomo abbracciato ad un’altra. Poi si svegliò anche Rufy, che rimase confuso, non capendo cosa fosse successo. Il capitano abbassò lo sguardo verso la sua navigatrice, perdendo un battito a vederla ancora priva di sensi. La sollevò delicatamente e, quando lei aprì gli occhi, l’abbracciò forte, lasciandola stupita e confusa.
<<Rufy… cosa è successo?>> chiese piano. Il capitano scosse la testa e si guardò intorno, cercando risposte negli sguardi dei propri compagni.
<<Perché siamo svenuti tutti di botto?>> chiese il piccolo Chopper, seduto sulla ringhiera della nave
<<L’ultima cosa che ricordo è un vento leggero che sapeva di mandarino…>> cominciò Nami, ma venne interrotta
<<Mandarino? Era profumo di fiori di loto e libri nuovi>> disse precisa e sorpresa Robin, ma questa volta fu Rufy a interrompere, con la bava alla bocca
<<Io ho sentito odore di carne>> omettè che si trattava di carne all’aroma di mandarino, non sapeva nemmeno lui perché, ma era un dettaglio che voleva tenere per sé.
<<Rufy ha ragione, era profumo di manicaretti, ma mi è sembrato pesce, più che carne>> continuò Sanji. Robin sembrò riflettere
<<Ognuno di noi ha sentito un odore diverso dagli altri, ogni odore rappresenta chi siamo. Cosa vorrà dire?>> si chiese. Nami alzò lo sguardo, cercando di capire dove si trovassero. Ed ebbe un brivido lungo la schiena quando capì
<<Ragazzi, la nave è già sull’isola… >> disse spaventata, mentre tutti si guardarono per la prima volta intorno. L’isola sembrava semi deserta, eppure, per essere un’isola della marina era poco sorvegliata.
<<E ora che si fa? La nave è spiaggiata, ci vorrà un po’ per rimetterla in mare>>
<<Be’, ormai ci siamo! Non ci resta che andare ad esplorare e salvare Sabo>> sorrise a 32 denti Rufy
<<COSA?! No. Assolutamente no. È pericoloso!>> provò Nami, ma sappiamo tutti che Rufy non è il tipo che ascolta. Infatti senza nemmeno aspettare che la rossa finisse la frase si catapultò giù dalla nave. Esortando gli altri a fare lo stesso
<<È meglio che qualcuno rimanga qui. Devo aggiustare la nave>> disse Franky, Nami annuì
<<Io rimango ad aiutare Franky. Non c’è nessun’altra ragione. So che avreste voluto il grande capitano Usopp con voi ma non posso, qui hanno bisogno di me!>> disse con fare eroico il cecchino, anche se Nami non potè fare altro che chiedersi a cosa sarebbe potuto servire visto che per spostare la nave serviva molta forza e lui non sembrava essere il più adatto alla missione, ma decise di non dire nulla.
<<Rimango anche io, se qualcuno si facesse male devo essere pronto ad aiutare>> disse sinceramente Chopper
<<Yohohoho ho vissuto abbastanza emozioni per oggi, ho già rischiato un colpo al cuore, anche se io il cuore non ce l’ho yohohohoho>> concluse Brook, Nami non provò nemmeno a ribattere e scese dalla nave con Zoro, Robin e Sanji.
Hancock, da quando aveva ripreso i sensi, non aveva detto una sola parola
<<E tu cosa farai, Hancock?>> chiese Robin, la donna aveva lo sguardo fisso verso il mare, poi scese dalla nave con un salto
<<Vado a cercare le mie marinaie. Devo essere sicura che stiano bene>> disse allontanandosi. Nessuno osò proferire parola, mentre i cinque mugiwara cominciavano ad addentrarsi per la foresta.
<<Fammi il favore di non perderti Marimo.>> stuzzicava Sanji, mentre Zoro alzava gli occhi al cielo
<<Io non mi perdo. Ho un ottimo senso di orientamento. Siete voi che sbagliate strada.>> insistette. Ma prima che potesse scoppiare una rissa la navigatrice li fermò con un pugno in testa ciascuno.
<<Allora capitano, qual è la meta?>> chiese Robin sorridendo e guardandosi intorno, notando che gli alberi e le piante dell’isola erano prettamente marini e ancora bagnati. Le zone asciutte presentavano residui di sale. Rufy rispose con un sorriso
<<Semplice, andiamo a cercare il punto in cui potrebbero tenere Sabo e lo liberiamo, magari troviamo anche delle provviste e un tesoro>> concluse lanciando uno sguardo alla sua navigatrice, certo di aver usato le parole giuste. Infatti la ragazza aveva già gli occhi a forma di Berry.
<<Pensate ci sia veramente un tesoro?>> chiese emozionata. Il capitano ridacchiò, ma il suo sorriso si spense quando la terra cominciò a tremare, mentre un’ombra si avvicinava a loro
<<Sugli alberi, veloci.>> disse Robin, mentre tutti e 5 saltarono agilmente sulle piante marine.
La creatura camminava pesante lungo l’isola, mentre la sua pelle violacea spiccava sul verde scuro delle alghe a terra. Il naso dentellato era più lungo di anni prima e i muscoli decisamente più grandi.
Nami ebbe un tuffo al cuore, quasi cadde dall’albero, ma Rufy fu pronto a prenderla per la vita e tirarla contro il suo petto, abbracciandola nel tentativo di placare il suo tremore. Solo Robin sembrava stupita dalla reazione di Nami. Zoro era impassibile, mentre Sanji era sorpreso dalla presenza dell’uomo pesce piuttosto che dal comportamento della navigatrice.
<<Quest’isola è davvero perfetta!>> urlò un mozzo
<<È la settima volta che lo dici! Ma Signore, è sicuro che verranno?>> chiese un altro, Arlong sorrise gelido
<<Ti dirò di più. Sono già qui. Dobbiamo solo andare a prenderli. Abbiamo qualcosa che non immaginano nemmeno, non pensavo che un’alleanza del genere potesse essere tanto fruttifera>> ghignò, poi si allontanò abbastanza da rendere impossibile per i mugiwara ascoltare la conversazione.
I ragazzi aspettarono che il pericolo si fosse allontanato del tutto prima di scendere. Rufy portò Nami fino a terra notando come fosse bianca come il latte, con le gambe che tremavano.
<<Non capisco… chi sarebbe quell’uomo pesce?>> chiese Robin che, seppur avesse tanto sentito parlare di Arlong non lo aveva mai visto di presenza.
<<Quello è… Arlong…>> sussurrò Nami, ancora tra le braccia di Rufy. <<Sta… sta cercando noi…?>> chiese piano. Era convinta di aver superato la sua paura verso gli uomini pesce. Soprattutto dopo aver conosciuto Jimbee, ma rivederlo lì, più forte di prima, con più sete di vendetta, le provocò il ritorno di quella paura. Non per gli uomini pesce in generale. Solo per lui.
<<Non ci sono molte altre persone in quest’isola>> disse poco rassicurante Zoro
<<Ma lo avevamo ucciso… come è potuto tornare?>> replicò Sanji, Rufy scosse la testa, serio come mai.
<<Dobbiamo avvertire gli altri>> disse. Annuirono tutti e cominciarono a correre, ma arrivati alla spiaggia la nave non c’era più, così come tutti gli altri membri della ciurma.
Un peso si fece largo nel cuore di Nami, si sentiva responsabile per quanto successo, anche se non era ancora molto sicura del perché.
Stava per parlare quando con uno scatto Zoro deviò una spada lanciata verso di lei. Si girò di scatto, così come il resto della ciurma. Arlong sorrideva squadrando la ragazza
<<Sei ancora più bella di quanto ricordassi, Nami, sarà perché l’ultima volta eri solo una bambina>> disse. Un brivido scosse la ragazza, mentre indietreggiava automaticamente, quello non era Arlong. Era qualcuno di molto più diabolico.
<<Dove sono i miei amici?>> intervenne Rufy con viso e tono duro. L’uomo-pesce rise
<<Non ho toccato i tuoi amichetti, sono qui solo per Nami.>> sorrise, o meglio mostrò i denti aguzzi.
<<Scordatelo.>> disse il ragazzo a denti stretti, mettendosi davanti alla ragazza
<<È una sua scelta, ragazzo. Sono certo che farà la scelta giusta.>> Nami prese coraggio e indurì il viso
<<Non mi unirò mai a te.>> disse con la voce tremante, per quanto cercasse in tutti i modi di tenerla ferma e dura. Poi si avvicinò piano a Rufy, rimanendo dietro di lui
<<Quello non è Arlong. È un ex membro della sua ciurma, la loro somiglianza è incredibile… Arlong lo cacciò quando io ero solo una bambina perché rase al suolo un’intera isola senza chiedere nemmeno un riscatto o tutti i soldi che avevano. Lui non combatte per i soldi, lo fa solo per il gusto di uccidere>> gli sussurrò. Mentre gli occhi del ragazzo si assottigliavano.
<<Voglio immediatamente sapere chi sei, cosa vuoi e dove solo i miei amici e mio fratello.>> urlò. Il mostro sorrise
<<Facciamo così: tu mi consegni Nami e io ti dirò dove sono le persone che cerchi>>
<<Assolutamente no.>> disse senza pensarci due volte Rufy. Nami invece sembrò riflettere. Nella sua mente si ripresentarono le parole di Hancock: “sei brava solo a farti rapire, non servi a nient’altro” le aveva detto. Infatti erano di nuovo in quella situazione. Rufy doveva salvarla e proteggerla da qualcuno che voleva portarla via. Non poteva più accettare quella situazione.
Tirò fuori il suo clima tact e prima che qualcuno potesse accorgersi di nulla fece scendere una fitta nebbia, poi prese Rufy per mano, facendosi notare dagli altri e cominciò a correre, allontanandosi dalla spiaggia, seguita dai suoi amici.
Aveva in mente un piano e lo avrebbe portato a termine. Anche a costo di legare i suoi nakama per evitare intralci.
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L'isola dei sacrifici ~runami
FanfictionUna nuova avventura attende i mugiwara, che si ritrovano in una corsa contro il tempo per salvare delle persone a loro care. Nami deve combattere contro l'idea di essere inutile, dopo un litigio con Hancock, e cercherà di dimostrare il contrario in...
