Era il 1934, William Kaspbrak aveva solo sedici anni quando suo padre venne ricoverato in ospedale per tubercolosi. Morì tre settimane dopo.
William odiava vederlo in quello stato, non sopportava il mormorante silenzio, rotto solo da sporadici bisbigli o dal suono ovattato di un suo lamento. Suo padre era stato un militare, aveva poi comprato un terreno nel Michigan e ci aveva costruito una casa, si era sposato, e aveva aperto un'attività propria, finché non si era ammalato. Il suo nome era Jonathan Kaspbrak.
Era un uomo corpulento e irsuto, ma pian piano, durante gli ultimi anni della sua vita aveva lavorato così duramente che la sua tangibile forza cominciava a mutarsi in stanchezza e prostrazione, trasformandosi addirittura in sfinimento. Ormai aveva cinquant'anni, un'età venerabile da signore anziano, almeno per l'epoca.
I suoi capelli che prima erano ricci e lucenti, ora apparivano bianchi e compatti; gli occhi, una volta grandi e verdi, ora erano due piccole fessurine spente; la sua pelle, un tempo liscia e morbida, si presentava come raggrinzita e ruvida.
Ogni volta che Will andava a trovare suo padre in ospedale era terrorizzato, perché più tempo passava e più si esaurivano gli argomenti per conversare. A volte rimanevano semplicemente in silenzio, uno di fronte all'altro, e lui anche se era angosciato e imbarazzato non osava interrompere tale solennità, anche perché è proprio quel vuoto che ti fa capire molte cose e Will aveva compreso che quando stai per morire allora è meglio tacere e lasciare che sia il destino a fare il resto.
Jonathan era stato un padre severo, succube di tutti gli orrori che aveva vissuto durante la guerra. Nonostante questo non aveva educato i suoi figli a suon di botte, come si faceva un tempo. Jon non si azzardava ad alzare nemmeno un dito contro di loro, in compenso i suoi quattri figli erano cresciuti responsabili e razionali. Raccontava spesso degli episodi della sua vita e Will, insieme agli altri fratelli, ogni volta che il padre cominciava a narrare innumerevoli avvenimenti accaduti durante la sua adolescenza o nel periodo da militare, erano più attenti che mai, quasi invaghiti dalle sue parole. Jon si sedeva sempre sulla cadrega di legno in cucina dopo che tutta la famiglia aveva finito di cenare, prima di andare a dormire. I quattro figli si sistemavano sul pavimento attorno a lui, e anche sua moglie Brenda Kaspbrak, che nel frattempo lavorava a maglia, sebbene non alzasse mai lo sguardo, si apprestava ad ascoltare.
Will però ricorda che suo padre non aveva finito di raccontare tre eventi.
< Un giorno, quando sarete più grandi, magari fra qualche anno e capirete quello che voglio dirvi, finirò di descrivere queste tre vicende > disse Jon.
< Papà io voglio sapere il continuo! > rispose Will, che intanto aveva solo dieci anni ed era il più piccolo dei fratelli.
Brenda aggrottò le sopracciglia e si affrettò a contestare:
< No Jon, sono cose troppo brutte, anche tu non hai avuto il coraggio di parlarne per anni >.
P. S.
Se vi piace, domani posterò il continuo, fatemi sapere!
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Jonathan Kaspbrak
HorrorIl padre di William Kaspbrak, ormai morto da molto tempo, il giorno prima del suo decesso decide di raccontare a suo figlio un episodio che segnerà per sempre la vita dei due.
