Quella mattina, quel posto e quella compagnia non poteva scordarla.
Sembrava fosse catapultata nel mondo delle meraviglie.
La ragazza dai capelli biondo Cenere con gli occhi color azzurro ghiaccio, e dal viso pieno di lentiggini, era sospesa in aria su un'altalena fatta in legno, legata ad una corda ben salda ad un grosso ramo di un bellissimo albero a cui era tanto affezionata.
Si spingeva avanti e indietro, mentre si faceva carezzare dal vento che le faceva venire la pelle d'oca.
Sorrideva come una bambina, come se avesse fatto un salto nel passato.
Come se la sua infanzia, le avesse fatto seguire un sentiero per riportarla con sé.
Dopo la morte della madre, decise di onorarla portando il suo nome, Margaret.
Le dicevano che era una nobile donna, molto gentile, educata e amata da tutti.
Ma lei non voleva che le persone le dicessero questo.
Margaret amava sentirsi libera, e non le importava cosa pensavano di come era fatta, non percepiva di dare così tanta importanza a delle semplici voci.
Stava facendo i primi passi, all'interno del viaggio con la sua vita.
Anche se risultava abbastanza difficile.
Ormai Margaret, viveva da sola, aveva intenzione di trascorrere ogni momento lì dove si trovava.
E quella casa sembrava non invecchiare mai.
Qualche crepa sul soffitto continuó ad esserci, ma il bianco perla che si mostrò sulla facciata esterna, le aveva riportato troppi ricordi.
Iniziò a lasciare che la mente la trasportasse in essi.
Quando era ancora una bambina, e il padre tornó sempre da lavoro tardi, Margaret si mise seduta sul gradino davanti al portone.
La madre non poté che sorridere nel vedere sua figlia così gioiosa per il ritorno del padre.
E quella sera, quando lo rivide, corse verso di lui, buttandosi fra le sue braccia.
Il padre la strinse sorridendo.
Poco dopo le sussurrò all'orecchio.
« 𝑀𝑎𝑟𝑔𝑎𝑟𝑒𝑡 »
La bambina alzo' la testa verso di lui, guardandolo sorridendo.
« 𝑆𝑒 𝑚𝑖 𝑑𝑎𝑖 𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑏𝑏𝑟𝑎𝑐𝑐𝑖𝑜, 𝑡𝑖 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎.»
Margaret, non ci pensò due volte, a regalare un altro caloroso abbraccio.
Sorrisero entrambi.
« 𝐶ℎ𝑖𝑢𝑑𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖! 𝑀𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑏𝑖𝑟𝑐𝑖𝑎𝑟𝑒 »
Punto debole.
Aveva le manine cosi' piccole, che non riuscì a trattenersi piu' di tanto.
« 𝑀𝑎𝑟𝑔𝑎𝑟𝑒𝑡!! »
Quelle risate che si faceva, erano la cosa piu' bella.
Il padre, le poggio' un piccolo orsetto bianco di peluche.
~𝐹𝑖𝑛𝑒 𝐹𝑙𝑎𝑠ℎ𝑏𝑎𝑐𝑘~
Da quel giorno, Margaret, non lo lasciò più.
Se lo portò ovunque, e non se ne vergognava.
Era come se lui fosse lì con lei.
Il padre si ammalò pochi giorni dopo la perdita della madre della bambina.
Improvvisamente scosse la testa, cominciando a piangere.
fermò con i piedi, ormai poggiati sul terreno l'altalena, scese da essa.
Andò a rannicchiarsi su sé stessa, circondando le ginocchie con le braccia e iniziando a cullarsi lentamente.
Gesto, cui se ne prendeva cura sua madre.
Ma lei non era lì presente.
E per Quanto Margaret avesse paura del mondo, ora toccava a lei, ad affrontarlo.
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𝐀𝐔𝐓𝐇𝐎𝐑'𝐒 𝐍𝐎𝐓𝐄:
Ma ciao a tutti! sono tornata con questa nuova storia, che è diversa da quelle che ho scritto in precedenza, ma sono contenta di averla pubblicata💚
Spero che vi piaccia lo stesso<3
Se vi va, lasciate un commento o una stellina, mi farebbe piacere sentire cosa ne pensate❤❤
Ci becchiamo presto, con la seconda parte, vi mando un bacino!!
Love you guys with all my heart❤
~𝐹𝑟𝑎𝑛𝑐𝑒𝑠𝑐𝑎.
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Surrender.
Fantasy"L' amore non potrà mai essere lo stesso verso un'altra persona. Margaret viaggiava spesso nel mondo dei sogni, ma non pensava che cadere facesse cosí male, non lo sapeva."
