Era passato circa un anno.
Un anno era il lasso di tempo in cui i due ragazzi non si erano più visti,né sentiti.
Bokuto sbatté la porta di casa,avviandosi in cucina.
Lanciò sul mobiletto d'entrata lo zaino,producendo un rumore fastidioso nel momento in cui il portachiavi si scontrò con il legno.
Fece una leggera smorfia,alzando gli occhi al cielo, affrettandosi verso il frigo in cerca di qualcosa da mangiare. Sull'anta era presente un piccolo bigliettino con sopra le parole che ormai il ragazzo aveva imparato a memoria,li sembrava quasi di recitare una filastrocca.
"Tesoro io esco,hai il pranzo pronto affianco al microonde,ti voglio bene!Torno presto,baci."
Scriveva sempre queste parole e Bokuto si domandava il motivo per cui perdesse tempo a scrivere,come se fosse una novità ciò che scriveva.
Sbuffò annoiato,prendendo dal frigo uno di quei panini già confezionati.
Aveva fame e non aveva intenzione di aspettare che il pranzo si riscaldasse.
Decise di andare in camera,buttandosi sul letto e finendo in un boccone il panino.
Prese il telefono dalla tasca della felpa,soffermandosi sullo sfondo di blocco.
Quest'ultimo rappresentava lui e il suo migliore amico,Akaashi,uno dei classici giorni d'estate in cui erano assieme al Luna Park.
Aveva scelto quella foto perché era una delle rare foto in cui si poteva ammirare il sorriso del corvino,il quale manteneva in una mano dello zucchero filato e nell'altra stringeva la mano del bicolore.
Sentì una piccola fitta al petto e si decise dunque a sbloccare quel telefono.
Muoveva le dita in modo affrettato,digitando un messaggio al gruppo di pallavolo.
Bokuto--->Fukurodani pallavolo🏐
B:Ragazzi,oggi allenamento alle 6 e mezza,come solito.
Uscì dalla chat,ignorando i messaggi dei ragazzi.
Avrebbe constato a quell'ora chi fosse presente e chi no e per il resto erano messaggi a detta sua inutili.
Entrò nella sezione delle chiamate,scorrendo lentamente tutti i numeri presenti sulla pagina.
Vari nomi riempiti di emoji apparivano agli occhi del ragazzo,il quale ormai era sdraiato sul letto e manteneva a stento il telefono davanti alla faccia.
Scese fino al primo numero registrato nella rubrica. Lesse più e più volte quel nome,in cerca di conforto in qualche modo,ricevendo solo dei brividi su tutto il corpo.
Sul bianco dello sfondo facevano contrasto i caratteri "Akaashi" affiancato da un semplice cuore bianco.
Si morse il labbro indeciso se cliccare di nuovo quel numero,avendo paura di avere una risposta inutile.
Rimase qualche secondo con il dito nel vuoto,alternando lo sguardo dal telefono al paesaggio fuori dalla finestra.
Dopo un po',nel momento in cui stava per cliccare quel pulsante dopo tanto tempo,ritirò le dita.
Si maledì per averci anche solo ripensato.
Ci aveva provato più volte ma la risposta era sempre la stessa "numero non raggiungibile."
Forse avrebbe dovuto eliminarlo,ormai erano solo delle cifre in più registrate sul suo telefono.
Però lui non voleva,era un suo punto di speranza.
Ogni giorno aveva la speranza di svegliarsi con un messaggio o una chiamata proveniente da quel numero,poter risentire la sua voce o sentire sue notizie ma nulla di ciò era ancora successo.
Bloccò il telefono,scendendo in salotto ed accendendo la Play.
Inserì un videogioco a caso,non sapeva nemmeno il titolo ma aveva solo bisogno di distrarsi.
Ci giocò per un po' di tempo,giungendo alla conclusione che i giochi riguardanti lo sport non erano adatti a lui,eppure era il capitano di una squadra di pallavolo.
Rise tra se e se,trovandosi quasi imbarazzante.
Tornò in stanza,deciso a riposare un po'.
Posò lo sguardo verso l'orologio appeso in camera sua il quale mostrava in carattere cubitali la scritta "16:06".
Decise di chiudere gli occhi per un po' e in poco tempo le braccia di Morfeo lo avevano già avvolto.
Si svegliò in un bagno di sudore.
Rizzò la schiena,passandosi la mano sulla fronte per poi posarla vicino al cuore.
Il respiro era pesante,gli sembrava quasi di aver dormito in apnea.
Tutta colpa del solito incubo che si ripeteva ogni volta che il bicolore prendeva sonno.
Più che incubo,era come rivivere una giornata in loop,peccato fosse la giornata in cui tutto cambiò.
Chiuse di nuovo gli occhi,cercando di riprendere un po' di fiato riaprendoli dopo poco.
Afferrò il telefono,osservando l'orario.
"18:50"
Schiuse la bocca,lanciando l'oggetto sul letto di prepotenza,prendendo di fretta la giacchetta.
Afferrò il borsone già preparato,chiudendo con una mano la porta di casa con le chiavi.
Corse velocemente,raggiungendo in circa 15 minuti la scuola.
Sbattè la porta,creando un pesante eco in tutta la palestra.
I ragazzi erano tutti a terra a riscaldarsi mentre aspettavano l'arrivo del capitano.
"Scusatemi tanto" fece un piccolo inchino in avanti,cercando di trovare supporto dal resto della squadra.
Haruki lo consolò,alzandosi e avvicinandosi a lui.
"È tutto okay Bokuto,ti conviene riscaldarti o il coach ti farà la solita ramanzina." Il bicolore fece scorrere lo sguardo verso le panchine in fondo alla palestra.
Incrociò lo sguardo con Takejuki il quale lo fissava con sguardo serio.
Mimò con le labbra un "mi perdoni" abbassandosi sul pavimento e iniziando a riscaldarsi.
Stranamente non venne rimproverato e gli allenamenti andarono bene.
"Bene ragazzi,anche oggi vi ho visti carichi. Settimana prossima abbiamo una partita con la Karasuno e tra due dovremo affrontare la Dateko. Quando avete tempo libero esercitatevi sui passaggi che ritenete più complicati o in cui vi sentite meno afferrati.
Attenti a non prendere nessun genere di frattura! Ci vediamo lunedì,arrivederci".
Il solito discorso del coach finì.
Tutti passarono dallo spogliatoio cambiandosi,parlando di avvenimenti e notizie del momento. Bokuto ascoltava attentamente i discorsi,sparando le solite battute e dicendo la sua opinione su ogni cosa anche non richiesta.
I compagni di squadra attorno a lui ridevano e scherzavano,talvolta poggiando le braccia sulle spalle del ragazzo oppure scuotendo la testa sorridenti. Bokuto li guardava felice,adorava passare il tempo con loro.
Finito di cambiarsi salutò tutti,uscendo con passo veloce dalla palestra che aveva assunto un odore pesante di sudore e di caldo.
Aperta la porta un freddo venticello lo colpì sul volto,obbligandolo a stringersi il più possibile alla sua misera giacchetta.
Dalla fretta aveva dimenticato anche la sciarpa e i guanti e dunque ora se ne stava pentendo. Portò le mani vicino alla bocca,espirando in cerca di calore.
Il naso li si arrossò in pochi minuti e le mani divennero secche in poco tempo.
Fece sfregare le mani su tutto il viso,iniziando a camminare verso casa.
Arrivato a metà strada,una voce bloccò il silenzio.
"Bokuto-San.."
Li sembrò quasi un sussurro. Si bloccò sul posto,quasi trattenendo il respiro.
nono,non può essere
Decise di non voltarsi,riprendendo il passo. Dentro di lui una profonda ansia e una profonda malinconia salirono. Era come se il suo cervello fosse diviso in due:in una voleva girarsi e nell'altra ignorarlo. Cuore o testa?
Mentre rivolgeva queste parole a se,la stessa voce lo richiamò.
"Kōtarō Bokuto".
Una mano avvolse in fretta il polso del ragazzo,il quale ormai era girato dall'altra parte.
Abbassò immediatamente lo sguardo,evitando in tutti i modi di incontrare quello del ragazzo di fronte a lui.
"Guardami.." si chiese come avesse potuto non sentire i passi avvicinarsi e come abbia fatto a non allontanarsi in tempo.
Sentiva il fiato pesante dell'altro di fronte a lui,il quale era troppo vicino al suo viso per i gusti di Bokuto.
Indietreggiò lentamente e la presa sul polso si fece più forte.
Iniziava a fargli leggermente male quella presa.
"La smetti di guardare il terreno?Ho detto guardami." Forse alzò un po' troppo la voce perché il bicolore fece un piccolo saltello su se stesso.
Vagò con lo sguardo attorno a loro due,in cerca di qualcuno che potesse tirarlo fuori da quella situazione a dir poco piena di tensione.
Si sentì le gambe pesanti e il fiato gli si fermò in gola nel momento in cui si sentì prendere il volto,obbligando a incrociare gli occhi con il suo interlocutore.
Due occhi grigi si scontrano con i suoi dorati.
Perse quasi un battito,ogni movimento gli risultava impossibile.
Akaashi strinse di nuovo il polso,dal momento in cui Bokuto aveva iniziato a muoversi leggermente.
"Smettila,mi stai facendo male." disse quasi in un urlo,attirando l'attenzione dei pochi passanti presenti in quella via.
Il ragazzo scuotè la testa,quasi come se risvegliandosi da qualche strano momento. Indietreggiò lentamente,barcollando un po',passando lo sguardo dagli occhi di Bokuto al polso.
Quest'ultimo era abbastanza arrossato,segno che aveva fatto troppa pressione per essere una presa normale.
"S-scusam-" cercò di parlare ma le parole li morirono in gola.
Non riusciva a capacitarsi di ciò che aveva fatto,non solo in quel momento ma anche nelle scelte passate.
Schiuse le labbra,cercando di riprendere a parlare.
In strada era calato il completo silenzio,Bokuto osservava con sguardo accigliato il ragazzo di fronte a lui.
Si girò di fretta,prendendo a correre dalla parte opposta.
Akaashi,notando ciò che stava accadendo,prese a correre pure lui cercando di raggiungerlo.
Bokuto sarà stato uno dei migliori schiacciatori in Giappone ma nel correre non era uno dei migliori,poco ma sicuro.
Difatti il corvino lo raggiunse senza problema,afferrandogli la giacchetta.
"Ti prego,ascoltami.."
Gli prese di nuovo il polso e a quel gesto Bokuto ritrasse subito l'arto,siccome ancora li doleva.
Akaashi prese dalle spalle il ragazzo,facendolo voltare verso di lui.
Il viso di Bokuto era ricoperto di lacrime,sembravano quasi brillare alla luce del tramonto.
Al corvino gli si fermò il battito per qualche secondo.
Calò nuovamente il silenzio il quale venne interrotto da qualche singhiozzo proveniente dal bicolore.
A quella scena Akaashi sentì una stretta al cuore,spinse il suo corpo verso quello del ragazzo stringendolo in un abbraccio.
Bokuto iniziò a tirare pugni sul petto del corvino,scoppiando in un pianto rumoroso.
"Lasciami stare,n-non voglio,lasciami ho detto!" continuava ad urlare queste parole,quasi come fosse un disco rotto.
Akaashi si sentì obbligato a sciogliere quell'abbraccio.
Di certo avrebbe voluto abbracciarlo ma non voleva farlo se solo lui lo cercava.
Lasciò cadere le braccia di peso lungo il busto,liberando Bokuto da qualsiasi blocco.
Quest'ultimo si fermò,guardando la scena davanti a lui.
Osservò attentamente Akaashi,cercando di trovare qualche differenza dallo scorso anno.
Era cresciuto di altezza,adesso lo superava senza problemi. Indossava una maglia abbastanza leggera dalla quale si evidenziavano gli addominali.
La forma del viso era rimasta la stessa e proprio mentre guardava il viso,il suo sguardo si incrociò con quello del ragazzo.
"Posso parlare,ti scongiuro" disse Akaashi,alzando il tono di voce.
Aveva ormai capito che Bokuto lo odiasse,lui voleva comunque spiegare la situazione,voleva spiegare perché era sparito dalla città avvertendo tutti tranne lui,bloccandolo e cambiando numero di telefono.
Voleva dire tutto,anche se al bicolore magari non interessava.
Bokuto annuì,passandosi una mano sugli occhi ormai umidi.
"Dunque..da dove cominciare?" Akaashi si avviò verso una panchina alla quale aveva dato uno sguardo precedentemente.
Ci si sedette,invitando con lo sguardo pure Bokuto.
Quest'ultimo si avviò un po' titubante,mettendosi lontano da lui all'altro lato della panchina.
"So che mi odi ma ho bisogno di spiegarti quindi ti prego.. non interrompermi." Akaashi manteneva un tono vacillante,quasi in preda ad un pianto. Si mostrava però forte e cercava in ogni modo di continuare il discorso.
Gli si formò un groppo in gola mentre cercava di trovare le parole giuste per parlare.
Bokuto si era fermato alle sue parole.
Lui lo odiava?Forse era quello che doveva fare.Una parte di lui lo odiava.Ma l'altra avrebbe voluto lanciarsi su di lui in un abbraccio.
Schiuse la bocca per parlare ma la richiuse nel momento in cui il corvino davanti a lui ricominciò a parlare.
"Mia madre mi parlò un giorno.Mi disse che dovevamo partire e che saremmo rimasti lì per tanto tempo.
Erano questioni di lavoro,le avevano proposto una posizione fantastica come avvocato.Mia madre era troppo felice per pensare ad altro e accettò subito.
Io però ero distrutto.Non volevo perderti per nessuna ragione al mondo.Come potevamo però essere assieme con un oceano che ci separava?" Akaashi riprese il respiro,ansimando leggermente per la velocità con cui le parole uscivano.
Si tappò la bocca per aver accennato al fatto che voleva che stessero assieme,tornando solo dopo poco a parlare.
Bokuto ascoltava le sue parole con occhi umidi mentre il suo respiro si faceva sempre più affannoso.
La verità gli stava passando davanti agli occhi ad una velocità atroce.
"L'ultima cosa che volevo fare era farti soffrire così pensai alla cosa più semplice.Uscire completamente dalla tua vita.Pensavo che forse all'inizio avresti sofferto un pochino ma dopo avresti accettato la situazione e saresti passato avanti rimanendo allegro e facendo nuove amicizie senza ricordarti di me.Volevo che tu stessi felice e pensavo che la cosa migliore da fare era proprio non spiegarti la situazione.Me ne pentii dopo poco,avrei voluto tanto salutarti prima di partire.
Avrei voluto stringerti forte per poter ricordarmi il tuo profumo.
Avrei voluto rubarti qualche felpa dall'armadio per tenerla con me durante il viaggio.
Non potevo sopportare il fatto di separarmi da te,ma forse era meglio così.
Sono però qui perché non riuscivo più a resistere senza vederti.Mi mancavi troppo e-" Akaashi parlava senza fermarsi.Parlava ad una velocità assurda,gesticolava,dagli occhi lacrime calde scendevano sul suo viso mentre cercava di non bloccarsi per colpa dei piccoli singhiozzi.
Bokuto non voleva sentire altro,gli bastava così.
Si spinse verso di lui,stringendolo in un abbraccio.
Akaashi rimase immobile per qualche secondo,stupito dal gesto del ragazzo.
Poggiò la testa nell'incavo della spalla,nascondendosi nella giacchetta dell'altro mentre ripeteva continuamente "scusami".
Il suo respiro si fece più pesante e Bokuto si spaventò.
Afferrò di fretta il mento di Akaashi,il quale ormai stava perdendo il controllo.
"Ehi,guardami" disse dolcemente,cercando di incrociare lo sguardo con il suo.
Akaashi dal canto suo non riusciva a concentrarsi,si sentiva troppo in colpa e pensava di non meritarsi il suo perdono.Voleva solamente spiegarsi ed era già preparato ad un rifiuto ma vedendo la reazione di Bokuto si era convinto stesse facendo tutto solo per renderlo felice.
Continuava a girare lo sguardo,afferrando la mano di Bokuto e cercando di scrollarsi.
Bokuto lo strinse di più a se,mantenendo le mani sui fianchi senza però fare pressione in modo di non farli male.
"Ehi è tutto okay." Le parole non sembravano però tranquillizzare il corvino il quale voleva solo stringerlo a se come nulla fosse successo,ricordandosi però che forse non era ciò che si meritava per come aveva trattato la persona più importante per lui.
Bokuto sospirò leggermente,spostando le mani dai fianchi e posandole sulle guance.
Si avvicinò pericolosamente fino ad azzerare completamente le distanze.
Akaashi sgranò gli occhi per qualche secondo,non comprendendo ciò che stava succedendo.
Una volta compresa la situazione,allacciò le mani dietro al collo dei bicolore,stringendosi di più a lui.Non avendo un appoggio ed essendo completamente sporto in avanti,fu obbligato a togliere le braccia dai fianchi di Akaashi per poggiarsi sulla panchina,permettendo di sdraiarsi.
Dopo un tempo indeterminato,i due si staccarono.
Avevano il fiato corto,guardandosi negli occhi.Sentivano il respiro caldo dell'altro sul proprio volto.
"Quindi,non mi odi?" disse Akaashi in un sussurro quasi impercettibile.
"Un po' ti odio,mi hai trattato come nulla.. ma soprattutto ti amo.
Non sei grande a pianificare le cose perché ti ho pensato ogni giorno fin da quando te ne sei andato." Disse,concludendo in un sorriso a 32 denti.
Akaashi aveva il cuore che batteva velocemente mentre una voglia incredibile di baciarlo occupava la sua mente.
Venne anticipato però da Bokuto che poggiò nuovamente le labbra sulle sue,lasciando un piccolo bacio casto e veloce.
Akaashi si avvicinò di più,stringendosi nella sua giacca.
"Mi sei mancato.Era straziante non averti affianco." Ammise a testa bassa,giocherellando con il laccio della sua felpa.
"Anche tu mi sei mancato."
Il corvino sorrise dopo tanto tempo.
Li mancava il calore dei suoi abbracci,li mancava semplicemente lui.
"E ora.." riprese a parlare Bokuto,rialzandosi in piedi e porgendo una mano ad Akaashi.
Quest'ultimo la afferrò ed una volta in piedi incrociò le dita tra le sue,iniziando a camminare verso casa.
"Bokuto-san" lo richiamò,incrociando lo sguardo con il suo.
"Mh?"
"Ti amo anche io" pronunciò queste parole a pochi millimetri dalle labbra del bicolore.
Bokuto non potè resistere e lo baciò di nuovo.
"Akaashiii,mi fai delle alzate ora vero?" disse staccandosi da lui,senza però allontanarsi e senza togliere le mani dai fianchi del corvino.
"No." disse tenendo però sul volto un sorriso.
"Se la metti così.." Bokuto si allontanò due secondi per poi prendere di peso Akaashi sulla schiena,iniziando a correre verso un parchetto vicino.
Akaashi rideva mentre pregava Bokuto di lasciarlo giù.
Dopo una bella corsa,lo lasciò a terra.
Mise i palmi sulle ginocchia in modo di riprendere fiato.
Una volta ripreso,alzò lo sguardo verso Akaashi.
"Ti prego,non lasciarmi più.." disse con una nota di tristezza ma anche con un sorriso in volto,sicuro di aver ritrovato la sua felicità.
Akaashi li rivolse un sorriso sincero mentre incrociava nuovamente le dita con le sue.
"Mai più,Bokuto-san."
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The two of us//Bokuaka
FanfictionTratto dalla storia: Ogni giorno aveva la speranza di svegliarsi con un messaggio o una chiamata proveniente da quel numero,poter risentire la sua voce o sentire sue notizie ma nulla di ciò era ancora successo.
