Quello strano incontro

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?: Daniel... Daniel svegliati!.

 Apro gli occhi al suono di un incantevole voce , mi guardo intorno e riesco a vedere solo un vasto campo di grano con al centro uno stupendo pianoforte nero a coda; mi avvicino a quel maestoso strumento con l'irrefrenabile desiderio di sfiorare quei tasti bianchi e neri.

"Wow è... fantastico"

?: Hey, finalmente sei sveglio.

Alzo di scatto lo sguardo incrociando così degli occhi che non avevo mai visto prima, sono di un grigio molto chiaro quasi vitreo. Mi perdo in quelle perle per così tanto tempo da far preoccupare la ragazza .

?: Daniel stai bene?

Daniel: Tu chi sei? Come fai a conoscermi? E dove mi trovo?

?: Davvero non mi riconosci?

La ragazza si siede con tranquillità sul piano come se tutto ciò fosse già accaduto. Ora che la guardo meglio è proprio carina, ha un viso dai lineamenti molto dolci, dei lunghi capelli lisci color nocciola, la pelle candida come la neve; indossa un semplice abito nero; dal suo aspetto credo che sia sui 17 anni come me.

Daniel: Io...non ricor-.

La terrà comincia a tremare  per un istante, il grano invece appassisce ovunque tranne che attorno al pianoforte.

"Un terremoto?"

DRIIN DRIIN

?: Beh sembra che tu ti stia per svegliare... ma tranquillo ci rivedremo molto presto Daniel.

Daniel: Hey aspetta non mi hai ancora detto chi sei!

"che sta succedendo?"

La terra torna tremare dell'enormi crepe nel terreno fanno cadere tutto quel fantastico mondo nel buio più totale, l'unica cosa presente in quest'immensa oscurità è una dolce melodia appartenente ad un pianoforte, continuo a cadere ascoltando quelle dolci note, aspettando la fine di quest'incubo.

DRIIN DRIIN

Daniel: AHHHHH.

Mamma: Daniel va tutto bene?

"sono nella mia camera...quindi era davvero solamente un sogno, eppure quella ragazza sembrava così reale."

Daniel: Si sto bene adesso scendo.

Prendo in mano il telefono per disattivare la sveglia, controllo l'orario e scendo in cucina per fare colazione.

Mamma: Daniel  ma hai fatto un incubo? Sei tutto sudato.

Daniel: Tranquilla mamma sto bene ora vado a darmi una sciacquata.

Mangio velocemente la mia colazione e  mi precipito in bagno, mi guardo allo specchio.

"Sono un disastro".

I mie poveri capelli castani sono tutti in disordine, gli occhi sono così rossi per il sonno che fanno risaltare ancora di più il loro colore azzurro chiaro, e per finire in bellezza la mia carnagione sembra quella di un cadavere, mi do una sciacquata e corro a mettermi l'uniforme, prendo lo zaino e mi incammino verso la fermata dello scuolabus.

"Eccoci di nuovo quì...che l'inferno abbia inizio."

Dentro questa gabbia di latta ho sempre l'impressione di cadere all'infinito nel vuoto più totale, tutte le persone presenti mi fanno sentire come un fantasma, invisibile, mi dirigo verso una coppia di posti vuoti e mi siedo vicino al finestrino, mi metto le cuffie e alzo il volume a palla; ed eccola lì seduta accanto a me.

?: Perchè te ne stai quì tutto da solo? Non hai degli amici?.

Daniel: Tu non sei reale vero?

?: Diciamo che lo sono solo per te...per ora.

Mi guardo intorno e vedo i ragazzi guardarmi come se fossi pazzo.

"Loro non riescono nè a vederla nè a sentirla? Non sto impazzendo vero?"

Daniel: Sono pazzo?

?: No, non sei pazzo e sono piuttosto stupita del fatto che ignori gli sguardi accusatori dei tuoi compagni, loro pensano che tu sia decisamente folle in questo momento.

Mi giro verso il finestrino a guardare gli oggetti deformarsi per la velocità del veicolo.

Daniel: Ormai la loro opinione non ha più senso per me, sai sei l'unica "persona" con cui abbia parlato da quando ho cominciato le superiori; a proposito posso sapere il tuo nome?.

L'autobus entra nel vicolo della scuola, e la musica si ferma di botto.

Melody: Il mio nome è Melody.

Daniel: Melody...proprio un bel nome, stavolta quanto ci metterai a sparire di nuovo?

Silenzio.

Daniel: Melody?

Mi giro verso di lei per cercare il suo sguardo, ma era sparita nel nulla.

"Pur di stare assieme cercherò di renderti reale."






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⏰ Last updated: Jun 02, 2020 ⏰

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