A Chia, o Charlie, che è una delle persone migliori che io conosca.
E a chiunque stia leggendo questa storia. Non so chi tu sia, cosa tu stia passando, ma ricorda sempre che sei amat*, nonostante a volte sembri il contrario.
Harry vi era stato almeno un milione di volte in quel piccolo negozio. Conosceva a memoria l'odore di chiuso, mischiato a un leggero aroma di vaniglia, che impregnava l'angusto spazio. Sapeva che i vinili erano disposti lungo gli scaffali in ordine alfabetico, ma che alcuni erano nascosti nel magazzino. Ogni volta che entrava, nell'aria riecheggiava sempre della musica, proveniente da un grande giradischi, nascosto tra gli alti espositori. Ricordava persino la prima volta in cui aveva messo piede lì dentro. Richard, l'anziano proprietario, era rimasto sorpreso da quello stravagante quattordicenne tutto ricci e fossette, che voleva acquistare un disco dei Beatles. Dopo il loro primo incontro, Richard vedeva Harry una volta a settimana. Alcune volte comprava qualcosa, altre invece aveva solo bisogno di un posto tranquillo dove riordinare i pensieri. Era così diventato un cliente abituale, nonché un amico per il vecchio Richard. E il negozio di vinili era diventato il suo posto sicuro, dove poteva rifugiarsi quando tutto sembrava andare nel verso sbagliato.
Quella sera Harry andava di fretta. Tra meno di un ora avrebbe dovuto suonare in un locale, e questa per lui era un'occasione piuttosto importante. Si era però ripromesso di passare a comprare l'ennesimo disco, approfittandone, allo stesso tempo, per salutare Richard, e farsi augurare da lui "buona fortuna".
Harry amava la musica sin da quando aveva memoria, e il suo più grande sogno era sempre stato poter fare di questa un lavoro. E forse, quella sera, sarebbe finalmente riuscito a far diventare le sue fantasie realtà. Liam, suo miglior amico, nonché manager un po' improvvisato, era riuscito a procurargli una esibizione in un pub piuttosto famoso, frequentato anche da diversi produttori discografici. Harry aveva preparato alcuni dei suoi pezzi, che avrebbe eseguito davanti ad un pubblico per la prima volta, e questo lo rendeva alquanto nervoso.
Nonostante il colore minaccioso del cielo, Harry non si era preoccupato di prendere la macchina, e nemmeno di portare con sé un ombrello. Corse il più veloce possibile per raggiungere il negozio, essendo leggermente in ritardo, per poi varcarne la soglia, mentre tentava di riprendere fiato. Non appena entrato, percepì la consueta sensazione di familiarità avvolgente. L'aspetto del posto non era mai mutato dalla prima volta in cui Harry vi si era recato. Era come se, in quel luogo, il tempo avesse cessato di scorrere, mantenendo così invariata la natura delle cose, e questo era una delle sue caratteristiche che maggiormente affascinava il riccio.
Quella volta però, nell'aria c'era qualcosa di diverso. Harry non lo percepì subito, ma se ne accorse solo dopo aver iniziato ad addentrarsi tra gli scaffali. Non gli erano mai piaciuti troppo i cambiamenti, sopratutto se questi riguardavano le poche certezze della sua vita. E la stabilità del negozio era una di quelle.
Dopo pochi istanti, riuscì a capire che cosa risultava diverso. Infatti, la musica proveniente dal vecchio giradischi, che di solito era l'unico rumore presente nello spazio, era accompagnata dalla voce di qualcuno, intenta a canticchiarci sopra. Harry sapeva che la fonte della voce non poteva essere Richard, perchè questa aveva un timbro troppo chiaro per appartenere all'anziano uomo. Si avvicinò quindi al rumore, per poi fermarsi ad osservare la scena. Davanti al giradischi vi era un ragazzo girato di schiena, impegnato a sistemare alcuni vinili. La sua corporatura era esile, ma con forme ben definite, e fasciata in un maglione molto grande, abbinato a degli skinny jeans di colore scuro.
Harry non lo aveva mai visto prima d'ora.
Il ragazzo, perso nel suo mondo, non si era nemmeno accorto che Harry si era immobilizzato a fissarlo. Quest'ultimo si schiarì la voce per attirare l'attenzione dello sconosciuto, il quale si voltò di colpo, spaventato dal rumore improvviso.
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When the lights are down
Fanfiction[...] -Liam, non ci posso credere! E' tutto un disastro. C'è un blackout in corso, come credo tu te ne sia accorto, e non posso di certo raggiungere il locale nella totale oscurità, figuriamoci suonare senza amplificatore, microfono e luci. Per di p...
