questa storia si ricollega all'ultimo episodio di beryl and sapphire. sono consapevole di quanto sia breve, ma non sono una scrittrice nata e volevo solo scrivere una scena di bacio inserita in un contesto specifico, quindi mi dispiace ma dovete accettarlo. buona lettura, dalla vostra selma.
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« La primavera è una stagione che ti si addice proprio, Sapphire. Penso che sia bella quasi quanto te. »
Beryl si accorse di averlo detto ad alta voce solo quando vide le guance del minore tingersi di un rosso intenso, segno che Sapphire era imbarazzatissimo come solito. Alla vista di Beryl con gli occhi puntati su di lui, per di più, si era coperto il volto, maledicendosi da solo in migliaia di lingue diverse.
« Hey, guardami. » disse il maggiore dei due con un tenero sorriso sulle labbra, scostando una alla volta le mani dal volto di Sapphire. « Guarda che ero serio, dico davvero. » Il minore farfugliò qualcosa di incomprensibile, facendo ridere genuinamente Beryl, che ancora stringeva le sue mani tra le proprie. Una di quelle mani passò poi sui suoi capelli e scese sfiorando la guancia destra, facendo rabbrividire entrambi; infine, giunto al suo mento, Beryl afferrò questi delicatamente per avvicinare il volto di Sapphire al proprio, facendo sfiorare le loro labbra. Prima di un contatto effettivo, i due poterono sentire il respiro lievemente affannato l'uno dell'altro, forse perché entrambi emozionati per quello che stava per accadere.
Così, sotto quell'albero di ciliegio in fiore, i due si scambiarono il loro primo, imbarazzante bacio. Ad entrambi venne da ridere come matti, consapevoli di quanto fosse stato delicato quel momento. Col cuore allietato ci riprovarono e questa volta, quelle farfalle nello stomaco che avevano sentito prima, si erano librate nel cielo dalla gioia del momento. Sapphire schiuse le labbra sentendosi al settimo cielo e con la silenziosa promessa di colmare lo spazio vuoto nel cuore di Beryl, che fino ad ora si era aperto solo a lui; Beryl assaporò ogni singolo attimo di quel bacio, giurando a se stesso di amare Sapphire tanto appassionatamente quanto il minore lo amava, di non permettere alle proprie paure di limitare la loro relazione. Perché dentro di sé sapeva che tra i due, solo Sapphire aveva vissuto una vera vita finora, avendo sperimentato le varie emozioni, negative o positive che fossero, a 360°; al contrario suo, che aveva cercato di tenersi tutto dentro e che era poi arrivato al punto di rottura.
Il bacio, sufficientemente lungo, venne rotto da Sapphire che boccheggiava alla ricerca d'aria, mentre Beryl era così assorto nei suoi pensieri che non si accorse nemmeno della mancanza d'ossigeno nei suoi polmoni fino a quel momento.
« Non ce la faccio più a mantenere il nostro rapporto solo come tra l'amicizia e l'innamoramento, Sapphire. E molto probabilmente non ce la fai nemmeno tu, ti ho fatto attendere troppo. Questo è il segno che ho accettato il fatto di averti sempre nei miei pensieri, di emozionarmi in tua presenza, di apprezzare tutti i tuoi pregi e difetti e di volerti sempre con me. »
E così, finalmente, i due iniziarono a condividere i propri patimenti, le proprie gioie, litigando, sperimentando ogni emozione senza timore.
In quel luminoso giorno di primavera.
