Prologo

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5 anni prima

<Happy birthday to you, happy birtday to you, happy birthday to Abigail, happy birtday to you.> Mia madre entra in camera mia con una torta in mano e un sorriso enorme stampato sulla faccia.

Mi stropiccio gli occhi dato che mi sono appena svegliata, ma poco importa.
Si siede al mio fianco avvicinando la torta al mio viso e una volta che la canzone sia finita soffio sulle candeline.

<Hai espresso un desiderio?> Chiede a quel punto.

Annuisco freneticamente.

<E cosa avresti desiderato?> Chiede ancora.

<Non posso dirtelo, sennò non si avvera.> Rispondo saggia.

Allora mia madre mette il broncio e si avvicina a me.
Alzo gli occhi al cielo e ridacchio.

<Per sempre questa felicità.> Rispondo timidamente.

<Oh tesoro è un bellissimo desiderio.> Mia madre mi lascia un bacio sulla testa.

Afferra il vassoio con la torta e si dirige fuori dalla mia camere, ma non prima di avermi lanciato un sorriso.

Butto la testa sul cuscino e sorrido.
Ho appena compiuto tredici anni.
Sono ben tre anni che ho questa nuova vita, tre anni che siamo ricchi.
Fino all'età di dieci anni papà non faceva un bel lavoro e guadagnava poco e per questo ogni giorno era un nuovo litigio con mamma.

Una volta compiuti i dieci anni papà entrò in casa urlando di aver trovato un nuovo lavoro, per la precisione in una banca non molto lontano da casa. Aveva un contratto di due anni e se fosse andato bene magari quel contratto sarebbe diventato un contratto a lunga durata e così fu.
Penso che dopo dieci anni di dura vita ce lo siamo proprio meritato.

Mi alzo dal letto e scendo velocemente le scale mentre contemporaneamente la porta d'ingresso si apre.

<Dov'è la mia nipote tredicenne preferita?> Chiede mia zia facendo finta di non avermi vista.

<Zia Grace!> Urlo correndo verso di lei.

Mia zia è la sorella di mia madre, è vedova e non ha figli. Ovviamente oltre a me ha altri nipoti ma non ha un bel rapporto come l'ha con me.

Dopo esserci abbracciate ci dirigiamo verso la cucina, dove sull'isola ci aspettano due piatti con della torta dentro.

<Allora, cosa farete questa sera? Immagino che festeggerete.> Chiede mia zia afferrando un'altra forchettata di torta.

<Aspettiamo papà. Se farà presto dal lavoro andremo in un bellissimo ristorante e tu ovviamente verrai con noi.> Rispondo facendo un sorriso da angioletto.

Mia zia ridacchia e annuisce.

<Oh, ho un regalo per te.> Proprio quest'ultima si alza velocemente dallo sgabello e corre verso il camerino dove lasciamo i cappotti.

<Potresti darmelo questa sera.> Urlo leggermente per farmi sentire.

<E se in fine non si farà più nulla? Almeno avrai già qualcosa di bello fra le mani.> Risponde facendo la sua entrata in cucina.

<Hai proprio ragione.> Ridacchio.

Mia zia si avvicina a me e con un grande sorriso mi porge il regalo.
È qualcosa di quadrato, la carta che lo ricopre è carina, un po' troppo colorata ma carina.

Scuoto leggermente il regalo per capire se contiene qualcosa al suo interno, ma non sento nulla, così capisco e un enorme sorriso sbuca sulle mie labbra.

How do you hide yours madness Where stories live. Discover now