Paura erotica

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Angolo UovoSodo (l'avete capita? Perché le uova non hanno angoli! Dio, la quarantena mi sta uccidendo...)

Ehilà!

Ed eccomi di nuovo qui ad importunarvi!

Scusate la tremenda assenza, ma ho cercato di rapire Asami in un atto di follia. La cosa è andata tutta storta e ho dovuto scappare, nascondermi per qualche tempo, sapete com'è...

Dunque, quella che leggerete è una ff che ho appena finito di scrivere (sono le 00:44 del 13 aprile 2020 in questo preciso momento, mentre redigo l'intro, quindi buona Pasqua in ritardo), quindi mi scuso in anticipo per gli errori grammaticali.

Si tratta di una one shot collocata semplicemente dopo che Akihito si è trasferito da Asami, il che significa niente riferimenti ad eventi della trama originale. L'idea mi è saltata su così qualche ora fa e so già che non avrei dormito se non l'avessi scritta. Così ho qualcosa da fare durante la quarantena.

Buona lettura!

#AndràTuttoBene

#VorreiEssereInQuarantenaConAsami

Paura erotica

Era una calda giornata estiva. L'attico era baciato dal sole, le finestre aperte.

Akihito stava stendendo le lenzuola in terrazzo: se le metteva nell'asciugatrice rimanevano troppo stropicciate, in più si perdeva tutto il profumo di bucato pulito.

Il ragazzo gettò verso l'alto un lenzuolo, facendolo finire sul filo, poi si mise a stirarlo ben bene per stenderlo adeguatamente, canticchiando allegramente: quella sera avrebbe ordinato d'asporto, aveva già preparato con cura la lista del sushi che voleva mangiare. Prese le mollette e fissò il lenzuolo, poi afferrò un secondo lenzuolo, quello di Asami, e si spostò al filo successivo. Lo gettò verso l'alto e poi lo stese con cura: mancava solo che fossero stesi male, così poi avrebbe dovuto passare due ore in più a stirarli!

Akihito terminò di lisciare il lenzuolo, poi lo scostò di lato per superarlo e andare a prendere una molletta dal cestino appeso all'altro sostegno dello stenditoio.

-Wha!- Akihito sussultò, indietreggiando di un passo, lasciando il lenzuolo, che rapidamente tornò ben steso. Il ragazzo si portò una mano sul petto, cercando così di evitare che il cuore gli bucasse lo sterno tanto stava battendo forte per lo spavento.

Asami scostò con calma il lenzuolo, guardandolo, il viso angelico rilassato:

-Sono a casa.- disse.

Akihito assottigliò gli occhi, seccato ma consapevole di non voler aprire una discussione:

-L'ho notato, grazie.- rispose dunque, ripiegando sul sarcasmo per evitare una conversazione dove ovviamente lui aveva ragione, ma dove Asami avrebbe inevitabilmente vinto, a prescindere dal fatto che aveva ovviamente torto.

Asami si chinò appena in avanti per passare sotto al filo del bucato:

-Che buon profumo hanno.- commentò, lasciando ricadere il lenzuolo dietro di sé.

Akihito si portò le mani sui fianchi, sorridendo contento e soddisfatto, dimentico dello spavento:

-Vero? Ho preso un nuovo detersivo.-

-Mh, è buono.- ripeté apatico Asami, guardando poi il proprio lenzuolo:

-è anche molto più morbido.- aggiunse.

-Dormirai come un angioletto su una nuvoletta: sul flacone c'è scritto che il profumo sta per due settimane.- Akihito superò Asami, andando a prendere delle mollette e la cesta con dentro ancora le federe dei cuscini. Affrancò il lenzuolo:

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