L'arrivo della tempesta

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"Tanto tempo fa, sulle cime del monte più alto della Grecia, in un'epoca d'oro e parallela al mondo dell'immaginazione terrena, il cosmo era abitato da creature sovrumane come centauri, sirene e ciclopi, ma soprattutto da esseri immortali: gli dei dell'Olimpo.
A capo di tutto c'era lui: il possente Zeus. Lui fu capace di esiliare il padre Crono e i Titani, divinità oscure,  nel profondo mondo dell'Oltretomba, in un angolo cupo e tenebroso, chiamato Tartaro. Zeus, spodestando il padre, divenne re e, insieme ai suoi fratelli, spartì il governo del cosmo. Ad Ade, fratello maggiore e più astuto e caparbio, spettò, a causa di un imbroglio del fratello, il regno dell'Oltretomba, dove nascose tutte le divinità della morte, come me e tua madre. A Poseidone, fratello di mezzo, toccò il regno del mare, dove poteva essere libero di decidere il fato degli uomini. Infine, Zeus si tenne il meglio: l'Olimpo.

Da lì poteva controllare ogni cosa e poteva essere ciò che voleva. Sposò Era e da lei ebbe alcuni figli come Ares, dio della guerra, Ebe, la giovane coppiera degli dei.

Nonostante avesse preso in sposa la dea più bella,  la sua fame per il gentil sesso lo attraeva come...come le calamite che attacchiamo noi al frigo.

Scese sulla terra e generò una miriade di semidei, come Eracle e Perseo; si unì con altre dee e ninfe, generando quegli dei a te più cari, Apollo, dio del sole e delle arti, Ermes, il grande messaggero e Dioniso, il dio della festa e del vino.

La vita sull'Olimpo era gioiosa e tranquilla, nessuno lavorava. Gli unici tenuti a svolgere mansioni erano gli dei dell'Oltretomba. Avevano un solo ed enorme compito: portare la morte sulla terra per mantenere l'equilibrio.

Era un lavoro molto complicato da svolgere ma, sebbene fosse un mestiere molto triste, gli Infernali trovarono la vera felicità in quel poco che ricevevano dai complessi famigliari, come Ade e Persefone, i tuoi cari nonni, così sereni e innamorati anche dopo migliaia di anni, oppure me e tua madre, incarnazioni della morte."Raccontava il padre a suo figlio. Era un uomo imponente, molto alto e muscoloso. Tutta la sua sagoma era rivestita da una pelle emaciata, a tratti graffiata da strane cicatrici a forma di saetta.

Il suo sguardo era amorevole, dagli occhi aurei e un velo di barba lo rendeva più amichevole.

"E poi cos'è successo, papà?" chiese il bambino accanto a lui, curioso. Aveva all'incirca nove anni e dei teneri riccioli biondo-chiari che scendevano sul viso, la pelle era pura, candida. I greci lo avrebbero definito 'dalle bianche braccia'. I suoi occhi erano ipnotici, quasi interamente blu oltremare, ma coronati al centro dell'iride da una ramificazione dorata.

" Un giorno, però, i Titani riuscirono a scappare. Zeus, non più abituato a maneggiare armi, non riuscì a difendere l'Olimpo e gli altri regni e quei mostri distrussero quella città paridisiaca, costringendoci a vivere sulla terra, come cani rabbiosi legati al collo con una catena..." l'uomo avrebbe continuato la narrazione, ma un immenso fulmine squarciò il cielo e illuminò lo sguardo del piccolo, che si chiuse tra le braccia del padre.

"Thanatos, Eusebe? State bene?" si intromise la voce di una donna preoccupata. Era la madre del bambino. Non era molto alta di statura, ma le forme del suo fisico erano sinuose e provocanti, rivestite da un manto rosaceo, lievemente più scuro di quello del marito. I suoi occhi, di un blu così acceso da rendere latente la pupilla, sembravano di ghiaccio, ma nascondevano un calore che solo una madre poteva capire.

"Sì, Macaria. Non stare a preoccuparti , stavo solo raccontando una storia al nostro ometto..." disse il marito mentre tranquillizzava il piccolo arruffandogli i capelli.

"Ora devi andare a letto, Eusebe. Buonanotte, tesoro della mamma." concluse la donna schioccando un tenero bacio sulla fronte del ragazzino, che si addormentò sentendo quel dolce e umido tocco della madre, accoccolandosi tra le coperte.

I genitori uscirono dalla stanza, ma qualcosa non andava nella moglie. "Macaria, amore mio, cosa c'è?" chiese l'uomo, molto più alto della moglie. La donna era evidentemente agitata, continuava a guardarsi le mani nervosa." Ho dei cattivi presentimenti..." affannò lei e i suoi occhi fissarono quelli del marito, il quale rimase quasi abbagliato da quel blu così glaciale.
" Non abbiamo niente da temere qui, ora siamo al sicuro. Abbiamo il figlio da noi tanto desiderato e siamo immortali. Nessuno sporco mortale potrà fargli e farci del male.. "appoggiò le mani sulle spalle della moglie, che stava pensando e osservava un punto indeterminato del corridoio.
"Ho tanta paura, Thanatos. E se le acque dello Stige bagnassero Eusebe? Abbiamo fatto tanta fatica per averlo....non voglio perderlo per sempre..." pianse la donna. Le sue lacrime avevano iniziato a scorrere lungo il suo volto celestiale e, con un delicato gesto della mano, Thanatos gliele asciugò. "Macaria, non accadrà nulla di tutto questo... il piccolo ha la tua audacia, la tua astuzia e la mia forza fisica. Vedrai che sarà sempre con noi. Quando posai il vello d'oro sul tuo ventre, lo feci per una ragione: sapevo che il nostro seme sarebbe potuto germogliare in un frutto onnipotente. Anche Cloto, Lachesi e Atropo lo confermarono alla nascita del nostro pupillo." constatò Thanatos, poi aggiunse: " E poi le acque dello Stige sono controllate da tuo padre e nessuno se ne può appropriare..."; la donna sembrò tranquillizzarsi, si avvicinò alla porta della stanza di Eusebe e la socchiuse. Fuori i tuoni divampavano sul terreno e la pioggia batteva insistente sulle vetrate della villa. L'antico orologio in sala da pranzo rintoccò le dieci e Thanatos abbracciò la moglie, le strofinò un indice sulla spalla in modo provocante, la baciò sul collo e le  sussurrò: "Ci vorrebbe un bel bagno....sai...per rilassare l'atmosfera. Vado a preparare la vasca." e lei intonò un semplice, ma intriso di dolcezza 'ti amo', poi il dio corse in bagno e Macaria attese l'amato seduta sulla sponda del loro soffice letto matrimoniale.
Forse sarebbe stato saggio per Thanatos ascoltare gli oscuri presagi della moglie....

Le rovine dell'OlimpoHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora