Fobia, terrore, preoccupazione , ansia, paranoia, tutto questo può essere definito come paura, la paura è uno degli istinti più forti della mente umana a tal punto da alterare la nostra percezione della realtà, un esempio potrebbero essere gli incubi, le strane sagome che nella tenera età riuscivamo a cogliere nelle ombre o più comunemente, anche tra gli adulti, la tipica sensazione che qualcosa ci osservi. L'uomo ha paragonato questo fenomeno al frutto dell'immaginazione affermando l'inesistenza di oggetti e soggetti che si percepiscono, così facendo, si convince automaticamente di essere al sicuro da tutto. Io so che sono reali, gli ho sentiti sulla mia pelle, ho visto con i miei occhi, ho ascoltato con le mie orecchie, insomma percepito con tutti i miei sensi essendo sicuro che stiamo parlando di qual cosa di concreto. Ora continuo a fare ricerche, visito posti avvolti da leggende a cercare prova del paranormale e prova del fatto che io non sia pazzo. La mia ossessione per questo "mondo" così macabro, non mi fa relazionare molto con gli altri, infatti ho pochi amici. Voglio rimuovere questo enorme peso che il mio porto ormai da troppi anni, spero che raccontando la verità possa in qualche modo sfogarmi e continuare a vivere con più serenità, sto parlando di quello che è successo, quando ancora abitai là, questo è un ricordo che non può essere cancellato, come se fosse una cicatrice impressa nei miei pensieri.
Tutto iniziò più o meno 10 anni fa, i miei genitori si trasferirono in una nuova casa, essa fu situata tra due giardini recintati muniti di strada sterrata che si disperdeva in un bosco il quale era molto ripido. Fui entusiasta all'idea di cambiare dal piccolo appartamento quasi claustrofobico, al quale ero abituato, alla casa singola e gigantesca dove poter giocare senza preoccupazioni, d'altronde, a cos'altro poteva pensare un bambino. La collocazione della casa era isolata dal resto del paese, completamente priva di ambienti e di strade adiacenti, nessun rumore disturbava il mio sonno e periodicamente regnava il silenzio. Tutto rimase tranquillo e nella norma per cinque lunghissimi anni, mi feci degli amici nel quartiere, finì le scuole medie e adottai pure un cagnolino da compagnia. La nostra casa era molto grande e mio padre, essendo un boscaiolo, decise di far funzionare una caldaia a legna per il riscaldamento, così facendo fummo costretti a procurarci la legna nei parchi privati, abbattendo gli alberi di cui i proprietari volevano liberarsi . Questo faticoso impegno mi ripagò con un ottima forma fisica e un buon orientamento nelle foreste, fu in una giornata come le altre che successe qualcosa di strano, un proprietario terriero ci chiese di disboscare un sentiero che doveva portare in una vallata, noi accettammo e non perdemmo tempo ad iniziare il lavoro. Ad un certo punto vidi qualcosa di insolito,sulla corteccia di un albero vi era impresso uno strano simbolo, un cerchio sbarrato, più lo fissai e più mi incuriosiva, il mio attirava, decisi ad avvicinarmi e poi feci l'errore di toccarlo, un lancinante dolore alla testa mi colpì, al punto da farmi accovacciare a terra, iniziai a sentire urla, ruggiti, pianti, risate, bisbigli e in quell'inferno vidi dell'immagine, non ricordo molto bene ma sembrava un uomo di spalle. Mi ripresi sotto l'ombra di un pino, di fronte a me vi era mio padre con una bottiglietta d'acqua in una mano: "Stai bene?", Mi chiese con aria preoccupata: "Si papà, tutto apposto" risposi ancora confuso per l'accaduto, il giorno stesso mi feci portare a casa costringendo mio padre e andare avanti da solo.La mattina seguente, decisi di fare una passeggiata nel parco affianco alla mia proprietà, era composto da due giardini circondati da un sentiero di pietre tagliato da un'altra strada che portava al punto centrale del parco. Lì vi era una scultura in pietra, dalla forma piramidale che presentava delle strane scritte in una lingua diversa, forse latina, sulla parete. Rimasi a fissare quella curiosa costruzione per un buon quarto d'ora, poi decisi di tornarmene a casa. La notte non riuscì a dormire continuai a sentire quell'inferno nella mia testa dei due giorni prima, quindi mi alzai dal letto e guardai fuori dalla finestra, quel parco di notte metteva un'ansia disarmante, eppure continuai a fissarlo, i miei occhi, come calamite sul metallo, non si staccavano da quel quadro inquietante quale era.Ad un certo punto fui costretto a spostare la mia attenzione sulla piramide dove, con la coda dell'occhio, vidi un movimento. Da dietro di essa sbucò fuori da un uomo con un maglione bianco, la sua postura retta e vigorosa, mi fece dedurre fosse un ragazzo abbastanza giovane, non fui sorpreso di vedere gente in quel posto di sera, quindi rimasi tranquillo fino a quando egli non si girò a guardarmi. Quando lo vidi sbiancai, il suo viso era mutilato in modo da allargare ulteriormente la bocca, pronunciando un orrendo sorriso, mi fissò e, chinando la testa di lato, appoggiò un dito, su quelle che ormai non hanno più labbra, per farmi cenno di fissare in silenzio. Preso dal panico indietreggiai sbattendo il tallone contro il piede del letto, cadendo.Mi rialzai subito e guardai nuovamente fuori dalla finestra, non vedendo nessuno, tornai a dormire.
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UN RAGAZZO, UNA MENTE, MILLE PAURE.
HorrorCosa accadrebbe se le vostre paure più profonde e remote si presentassero realmente nella vita di tutti i giorni? Mike è un ragazzo normalissimo che però, dopo una serie di svariati eventi, si ritroverà a sfiorare la pazzia , dovendo combattere le s...
